EMERGENZE: POCA ACQUA, TROPPO FUOCO

Poca acqua molto fuoco. E’ un classico dell’estate salernitana. Da Positano a Camerota, passando per l’Agro e e la valle dell’Irno, non si arresta la terribile catena di fuoco che da quest’anno, in maniera ancora più insistente, si accompagna alla carenza idrica. E’ una combinazione terribile, di certo casuale, ma che lascia immaginare un futuro davvero poco sereno. Piove poco, si alimenta così l’aridità e, di conseguenza diventa un gioco da ragazzi per i piromani di turno sconquassare con roghi il paesaggio collinare e montuoso. E’ come il cane che si morde la coda….Il problema è serio e, purtroppo di difficile soluzione. Mancano uomini, mezzi e, soprattutto risorse. In qualche caso manca anche la volontà politica. Si paga a caro prezzo anche l’assenza dei forestali, coloro i quali, in passato, riuscivano grazie ad un’opera certosina di monitoraggio e prevenzione, quanto meno ad arginare il problema , a circoscriverlo. L’emergenza occupazionale che, poi, interessa il corpo dei vigili del fuoco provvede al resto. E l’emergenza idrica. Anche in questo caso la mano dell’uomo potrebbe tanto, soprattutto se spinta da una ferma volontà politica. E’ da anni, infatti, che si lamenta l’inadeguatezza di molte condutture, tubature che, è proprio il caso di dire, fanno acqua….Mentre il Cilento è a secco e il comune capoluogo è costretto a convivere con una drastica riduzione del consumo nelle ore serali e notturne con inevitabili difficoltà per utenti ed esercizi commerciali, si registrano, soprattutto a sud di Salerno delle vistose falle nel sistema di approvvigionamento dell’acqua potabile, centinaia di litri di prezioso liquido che si disperde a causa dell’inadeguatezza degli impianti, ormai troppo vecchi, in molti casi malfuzionanti. Acqua che si disperde durante il tragitto, che in qualche caso, come ad esempio avviene a Sapri, per le sorgente dello Scialandro. Occorrono interventi seri e strutturati, occorrono volontà politica e mano dell’uomo.

Autore dell'articolo: Marcello Festa