“FINALMENTE IL PROCESSO”. LETTERA APERTA DI MONICA PAOLINO

Dopo due anni e mezzo, finalmente, siamo arrivati alla chiusura delle indagini – ha dichiarato in una lettera aperta il consigliere regionale FI Monica Paolino – Possiamo ora iniziare quel tanto atteso processo, in cui potremo difenderci con grande serenità. Sono stati due anni e più di lacrime, di ferite lancinanti, di dolori e di notti insonni. Un’indagine entrata nella nostra intimità fino al sequestro dei cellulari e di tutto ciò che una scatola nera poteva descrivere della nostra vita privata, con la speranza di trovare qualcosa di compromettente. Che amara sorpresa non vedere poi nessuna menzione dell’inutilità di un così umiliante sondaggio. Neanche ai nostri più accaniti nemici mi sento di augurare una tale sofferenza.

Tornano come diapositive nella mia mente, le immagini delle campagne elettorali, degli abbracci, dei sorrisi, di tanti amici e amiche, che hanno condiviso con me le vittorie ed un grande percorso. Oggi, leggo che quelle stesse persone, che mi sussurravano ‘Monica sei grande’, trovano più giusto voltare le spalle al consigliere regionale e all’ex sindaco indagati. E’ più giusto così, forse più conveniente o forse è la conseguenza di un desiderio non soddisfatto, di condizionare ancora consiglieri e scelte (ricordo ancora chi decise in consiglio comunale di votare o meno il Bilancio). Ma tant’è. Nella vita tutto può accadere.

Poi, mi è capitato di leggere ancora altre affermazioni da parte di esponenti del M5S. Personaggi che cambiano opinione al primo mutare del vento, lasciando per strada le tracce esangui della loro coerenza. La soluzione per loro è semplice. Puntano il dito se sei un loro avversario e ti comprendono e tacciono sugli avvisi di garanzia che riguardano esponenti della loro parte politica. Forcaioli o garantisti a seconda della convenienza (Che banalità!). Una dichiarazione deludente, ma anche fuori tempo, visto quanto leggiamo in queste ore sui giornali rispetto all’assoluzione tardiva di politici condannati per reati che non hanno mai commesso. Attenzione! Attenzione a dare giudizi affrettati solo per guadagnarsi un trafiletto in più sulle testate giornalistiche e cercare di far ombra alla pochezza degli argomenti squisitamente politici. Mi sarei aspettata, invece, un commento sull’archiviazione del procedimento a mio carico sulla questione dei ‘rimborsi facili’, dopo essere stata sbattuta in prima pagina per mesi. Dinnanzi ad avviso di garanzia, senza conclusione di indagini, ho già dimostrato rispetto per le istituzioni dimettendomi il minuto dopo dalla carica di presidente della commissione Anticamorra. Non so quanti lo avrebbero fatto!

Non credo di dovermi vergognare per il mio operato da Scafati fino a Sapri. Non lo farò per un accertamento ancora allo stato embrionale. Le opere in itinere sul territorio, i finanziamenti intercettati dall’Europa e il lavoro di squadra con tanti amministratori, riflettono l’orgoglio del mio lavoro, silenzioso, perchè la concretezza per me è sempre stata più importante del fumus. Lo sanno bene i sindaci, gli amministratori, la gente comune, che nei cinque anni in maggioranza, hanno avuto la possibilità di entrare in contatto con la mia segreteria e vivere da vicino le opportunità regionali. Anche oggi, all’opposizione, mi impegno con grande linearità per portare avanti una politica volta alla costruzione e alla difesa degli interessi dei cittadini e non alla distruzione e alla polemica sterile.

Non ho mai fatto promesse in cambio di voti, ma ai territori ho sempre illustrato ciò che di buono era stato realizzato con passione e spirito di servizio nei cinque anni di governo Caldoro. Le accuse contro la mia persona sono ridicole. C’è un “pentito” che dice di aver raccolto per me voti in comuni nemmeno ricompresi nel perimetro del  mio collegio, senza considerare l’ostacolo costituito dalla sua detenzione a Fuorni. Un altro è stato finanche incapace di ricordare il mio cognome: troppe volte ha suggerito di scrivere il mio nome sulla scheda da compromettere in maniera irreversibile la sua memoria. Poi, avrei partecipato ad una riunione pubblica organizzata da presunti camorristi, confondendo costoro con i ragazzi presenti, giovani ed entusiasti.

La Camorra mi ha sempre fatto schifo. I valori che la mia famiglia mi ha trasmesso sono distanti anni luce da questa realtà, che non conosco e dalla quale mi sono sempre tenuta distante. E’ una strana camorra quella con cui avremmo avuto a che fare, capace di farsi promettere di tutto e di non ottenere nulla! Incolpevole è anche la magistratura costretta a reggere il cero ad un dichiarante che cerca a tutti i costi di guadagnarsi un posto in paradiso, o ad un imprenditore o ad un politico disperato.  Mi chiedo cosa penserebbero Falcone e Borsellino su tutta questa vicenda, loro, che hanno pagato un prezzo altissimo solo per essere state delle persone oneste.

Continuo a credere nella giustizia, nella verità che, anche se in ritardo, prima o poi arriva con tutta la sua dirompenza. Oggi rappresento ancora circa 14 mila persone dei 160 comuni della Provincia di Salerno ed è per loro che devo continuare a lavorare per il territorio, con la stessa serietà, che mi ha contraddistinto fino ad oggi.

Ho un dovere morale, oltre che politico, verso queste comunità, ma soprattutto ho un dovere morale nei confronti della mia famiglia, che mai e poi mai si è sporcata le mani. Il nostro sogno, quello di migliorare il territorio, è stato il sogno di tanti amici, sostenitori, di uomini, donne, di una grandissima squadra.

E’ per questo che non smetteremo mai di difenderlo”. 

Autore dell'articolo: Marcello Festa