CRISI ALCATEL-LUCENT: 4 LAVORATORI MINACCIANO DI DARSI FUOCO
Quattro operai dell'Alcatel-Lucent si sono barricati nello stabilimento di Battipaglia del gruppo in crisi e minacciano di darsi fuoco se non si trovera' una
soluzione alla vertenza lavorativa.
All'origine della loro protesta la vertenza che riguarda i dipendenti dello stabilimento per il quale e' in corso una trattativa al ministero del Lavoro. Sul posto la polizia e alcuni rappresentanti sindacali che stanno tentando di convincerli ad abbandonare questa forma di protesta.
I dipendenti dello stabilimento Alcatel Lucent che produce componenti per telecomunicazioni chiedono garanzie per il proprio futuro lavorativo e per il destino della fabbrica del Salernitano. La protesta scattata questa mattina e' scaturita dalla presentazione, da parte dell'azienda, dello stesso piano industriale proposto qualche mese fa e respinto da Cgil e Rsu. Con la proposta avanzata ad Alcatel da un gruppo di imprenditori, che si sono detti pronti a rilevare un ramo dell'azienda, ci sarebbe una scissione del settore manifatturiero da quello della ricerca. Prospettiva che preoccupa i lavoratori.
Lo stabilimento Alcatel di Battipaglia non e' nuovo a iniziative di protesta di questo tipo. Gia' lo scorso 7 settembre, per circa 6 giorni, cinque operai (tre interinali e due con un contratto a tempo determinato) si barricarono all'interno della fabbrica con alcune taniche di benzina e alcune bombole di gas minacciando di darsi fuoco. Gli operai trascorsero cinque notti all'interno dello stabilimento. In quell'occasione furono diverse le manifestazioni di solidarieta' sia dal mondo politico che della Chiesa. Il vescovo di Salerno, Gerardo Pierro, celebro' una messa in segno di vicinanza mentre parenti, amici e colleghi dei lavoratori Alcatel organizzarono una fiaccolata fuori dai cancelli del sito produttivo.