PRONTO SOCCORSO. SERVE UN CAMBIO DI PASSO

Lo svuotamento progressivo dei plessi annessi e la mancanza di un’adeguata funzione di filtro da parte della medicina del territorio, che inducono molti cittadini a rivolgersi al pronto soccorso del Ruggi anche per problematiche che potrebbero essere utilmente affrontate altrove, generano un volume sempre crescente di afflussi che raggiunge e spesso supera i 300 ingressi al giorno. Tale condizione è allargata anche ai pronto soccorso di Cava e di Mercato San Severino. I tempi di stazionamento nei pronto soccorso si allungano sia per gli utenti che richiedono prestazioni semplici e rapide dimissioni, sia per quelli che necessitano di ricovero e che devono attendere la disponibilità di posti letto nei reparti. Tutto questo genera la “tempesta perfetta” : inadeguatezza degli spazi e delle attrezzature, personale sempre più stressato da una condizione lavorativa ormai intollerabile con frequenti fenomeni di burnout che spesso sfociano anche in tentativi di aggressione o vere aggressioni a danno degli operatori da parte di cittadini esasperati che a volte sfogano la loro frustrazione in modo anche violento su operatori sanitari incolpevoli, reparti di degenza come le medicine, la cardiologia , la pneumologia, la neurologia, la pediatria  che a loro volta si vedono richiedere l’aumento dei ricoveri senza adeguamento del personale e quindi hanno enormi  difficoltà a garantire i LEA. In questa situazione si producono piani in collaborazione con l’ASL che quando e se vedranno finalmente la luce potranno produrre risultati, ma la drammaticità della situazione richiede che la direzione strategica dell’AOU cambi passo ed adotti subito misure straordinarie anche alla luce del fatto che nel concreto, fase drammatica e di emergenza, difficilmente si potrà far fronte al periodo estivo che risaputamene è estremamente delicato e inesorabilmente già alle porte:

  1. Incrementare da subito il personale disponibile nel P.S e nei reparti che maggiormente sono gravati dall’aumento dei ricoveri incentivando la disponibilità a turni aggiuntivi mediante l’erogazione di un’indennità per il riconoscimento del disagio
  2. Produrre subito, nelle more delle procedure concorsuali, un avviso pubblico per l’assunzione di personale da destinare al P.S. ed ai reparti in maggiore difficoltà (vedi ad es. pneumologia, dove a fronte di 22/23 ricoveri di pazienti complessi, si sono verificati turni a due sole unità infermieristiche)
  3. Accorciare i tempi di degenza nei reparti non solo prescrivendo, come si è fatto, le dimissioni anche nei prefestivi e festivi, ma generando le condizioni reali di degenze brevi, attraverso la celerizzazione della fase diagnostica (esami di laboratorio e radiologici) e contestuale definizione dei percorsi interni anche prevedendo squadre di operatori opportunamente identificati per le predette attività.

Per quanto innanzi specificato le Segreterie Provinciali di Salerno della CGIL FP- CISL FP e UIL FPL indicono una conferenza stampa per il giorno 9 marzo ore 10,30 presso la sede sindacale sita nello stabilimento Ruggi.

Autore dell'articolo: Barbara Albero