SALERNITANA: VERITA’ ED OMISSIONI

Senza playoff, sarebbe un fallimento. Le parole di Pier Paolo Bisoli, magari pronunciate anche per tirare acqua al suo mulino e tamponare le critiche dell’ambiente patavino che si aspettava qualcosa di più sul piano del gioco da parte dei biancoscudati, danno, però, l’esatta dimensione di come sia percepita all’esterno la Salernitana. Alla società granata viene riconosciuto di aver investito tanto, specie in estate, per essere protagonista e, sempre da parte di chi osserva le cose con un certo distacco, di aver puntellato la squadra con due innesti di esperienza, i classici pronto uso, insomma, cui si ricorre quando si vuole tutto e subito con buona pace della prospettiva, della programmazione futura e di quella progettualità che non alberga a Salerno, se è vero che ogni anno la squadra viene rivoluzionata. E, comunque, se Bisoli ha detto quelle cose per giustificare la prova senza sussulti o quasi dei suoi, è altrettanto vero che all’Euganeo ci si aspettava di più soprattutto dalla Salernitana che sul campo dell’ultima in classifica non è mai riuscita a concludere in porta, mostrandosi ancora una volta poco pungente, lenta e prevedibile nello sviluppo della manovra, che, per giunta, non ha trovato sfogo sulle fasce. A destra, Casasola, tornato titolare dopo oltre un mese e dopo la chiusura del mercato, non ha dato la spinta solita, mentre a sinistra Pucino ha dovuto ancora una volta adattarsi con tutte le conseguenze del caso. Il pari di Padova sa tanto di occasione sprecata, ma non solo per il risultato in sé quanto per la prestazione offerta, fatta di errori e confusione, di pochissimi fraseggi degni di tal nome e di una mancanza di coraggio che ci ha riportato indietro nel tempo, ai primi tempi della gestione Colantuono. Come se non bastasse, a fine gara abbiamo incassato anche il no comment di Gregucci sull’argomento mercato. Un silenzio che ognuno può interpretare come gli pare, ma che non è quello che meritava quella parte sempre più numerosa della tifoseria che si sente mortificata e demotivata a causa del comportamento della società.

Autore dell'articolo: Nicola Roberto