UNA TREGUA CHE NON UNISCE

A Roma, ieri, è stata sancita una sorta di tregua. La società ha promesso che nel prossimo anno si lotterà per la promozione, gli ultras hanno voluto vederci chiaro ed hanno deciso che torneranno in curva per scortare la squadra verso la salvezza, ma che, a fine campionato, sarà necessario cambiare registro. In verità, pare, già nel corso del faccia a faccia di ieri la delegazione ultras avrebbe chiesto ai patron conto della posizione del diesse Fabiani, assertore da sempre della linea del dividere per governare, secondo alcuni pronto a farsi da parte, ma, per ora, ancora in sella ed impegnato con società e squadra nella conquista di un obiettivo diventato fondamentale. L’incontro di ieri, però, ha diviso la tifoseria perchè, al di là di chi da tempo pratica per scelta personale la diserzione, e sono in tanti, c’è anche chi ha manifestato un certo dissenso senza veli. Il Centro di Coordinamento ha precisato che anche domani non sarà allo stadio, mentre gli Ums hanno esposto uno striscione all’esterno dell’Arechi. Insomma, la tifoseria che si era compattata con la scelta sofferta e dolorosa della diserzione, ora pare nuovamente divisa, disorientata, e questo dispiace e non appartiene alla storia ed al prestigio del tifo salernitano, da sempre da serie A al di là della categoria in cui milita la squadra granata. C’è poco da girarci intorno. La proprietà, ieri ma anche in precedenza, avrebbe dovuto offrire ai tifosi un segnale forte e chiaro di discontinuità chiudendo il rapporto con l’attuale management per aprire una nuova stagione, basata su una programmazione a più ampio raggio, che porti risultati concreti anche per quanto riguarda il settore giovanile che deve uscire da certe logiche e deve cominciare a produrre calciatori che possano fare le fortune della Salernitana. Tutto questo ancora una volta non c’è stato. Siamo ancora alle promesse che, si sa, nel calcio soprattutto lasciano il tempo che trovano. Troppo facile ora chiedere aiuto ai tifosi, rimandando a loro la palla per il bene della squadra. L’auspicio è che la Salernitana si salvi al più presto, ma la necessità ineludibile è che si faccia piazza pulita per ritrovare credibilità e riportare entusiasmo in una città da troppo tempo offesa e mortificata senza colpe.

Autore dell'articolo: Nicola Roberto