INTELLIGENZA ARTIFICIALE E GAMING: IL FUTURO È GIÀ QUI

Da alcuni anni il dibattito scientifico-tecnologico è sempre più incentrato su un tema: quello dell’intelligenza artificiale. L’IA trova sempre più applicazioni nei campi più disparati del business e della vita quotidiana, in moltissime delle cose che facciamo online hanno alla base proprio questa tecnologia. Ma cosa si intende davvero con il termine “intelligenza artificiale”? E come viene applicata nel gaming, uno dei settori con i maggiori margini di sviluppo del web? Proviamo a capirlo.

Per intelligenza artificiale si intende il tentativo di creare strumenti (hardware o software) in grado di riprodurre sempre più fedelmente i meccanismi di funzionamento della mente umana. 4 gli ambiti in cui si sta tentando di emulare i processi cerebrali: il learning, ovvero la capacità di imparare dalle informazioni raccolte. Il reasoning, l’uso di collegamenti per raggiungere delle conclusioni. Il problem solving, cioè la capacità di analizzare una situazione e trovare la soluzione migliore e la self-correction, che altro non è che la capacità di correggere gli errori.

Obiettivi ambiziosi che ancora devono raggiungere la perfezione ma che fin qui hanno trovato interessanti applicazioni nel campo dell’intrattenimento.
L’intelligenza artificiale sta entrando in pianta stabile nel mondo dei casinò online con le piattaforme più importanti che hanno iniziato a utilizzarla per lo sviluppo e progettazione dei giochi, soprattutto delle slot machine. E non è l’unico campo di applicazione in questo specifico settore. Molti siti adottano l’IA anche per dare informazioni utili e migliorare l’efficienza delle sezioni FAQ. In questa situazione, l’intelligenza artificiale fa da filtro per poter rispondere al meglio ai quesiti degli utenti relativi all’utilizzo e alle funzionalità dei siti.

Ma soprattutto la tecnologia viene usata nella profilazione delle preferenze dei giocatori, delle loro abitudini e della frequenza di gioco. Uno strumento straordinario per garantire esperienze sempre più personalizzate e immersive.

Sempre nell’ottica della personalizzazione, l’intelligenza artificiale sta trovando sempre più spazio anche nel mondo dei videogiochi di ultima generazione. L’IA impara dagli stimoli, si adatta alle varie situazioni e cambia continuamente sé stessa. Gli appassionati di gaming sanno di cosa stiamo parlando e ogni giorno si trovano alle prese con avversari che cambiano i loro comportamenti a seconda delle nostre azioni, con scenari che si modificano in base al nostro intervento e personaggi in continua evoluzione. È tutto merito dell’IA che sta trasformando i giochi non più in intrattenimento ma in vere e proprie esperienze di vita.

Fin qui la tecnologia è stata impiegata per due scopi. Il primo è quello di generare i comportamenti dei personaggi non giocati. Il secondo è quello di tracciare il percorso più breve tra due punti. Due anche gli algoritmi più usati, conosciuti con i nomi di Finite State Machine e Monte Carlo Tree Search.

Il Finite State esiste dagli anni ‘90 ed è un sistema abbastanza semplice. Non è altro che la risposta che da l’intelligenza artificiale a una nostra determinata azione. Viene usato soprattutto nei giochi dal game playing lineare e risponde al meccanismo di azione-reazione.

Ben presto, però, ci si accorse che il Finite State era un sistema limitato per i titoli più complessi come quelli di ruolo o di strategia. Per questo venne sviluppato il Monte Carlo Tree Search, un algoritmo che riesce a considerare nello stesso momento tutte le mosse fattibili, le risposte del giocatore e le ulteriori contromosse. Il tutto con una ramificazione sempre crescente.

E questi sono soltanto i sistemi più utilizzati per quanto riguarda le sessioni di gioco vere e proprie.

Negli ultimi anni l’intelligenza artificiale è stata utilizzata anche per un altro importante obiettivo: quello di migliorare la fase di test che precede l’arrivo dei nuovi giochi sul mercato. I tester umani adesso vengono impiegati soltanto nella fase creativa e nei passaggi più complessi. Il resto del lavoro lo fa l’IA, con il vantaggio di riuscire a individuare errori o bug altrimenti invisibili all’occhio umano.

Basti pensare a ciò che hanno fatto gli sviluppatori di Starcraft. In collaborazione con Deep Mind, azienda che si occupa di intelligenza artificiale, sono riusciti a creare una macchina capace di giocare attivamente al titolo basandosi sull’apprendimento di precedenti videogiochi. E in più con la possibilità di evolversi imparando dai comportamenti dei giocatori. Siamo già nel futuro.

Autore dell'articolo: Redazione