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	<title>AREA ARCHEOLOGICA DI PAESTUM Archivi - TVOGGI Salerno</title>
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	<title>AREA ARCHEOLOGICA DI PAESTUM Archivi - TVOGGI Salerno</title>
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		<title>NUOVE SCOPERTE NEL TEMPIETTO DI PAESTUM</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Apr 2023 12:47:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[News 2]]></category>
		<category><![CDATA[AREA ARCHEOLOGICA DI PAESTUM]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il basamento in pietra con i gradini d&#8217;accesso e la delimitazione della cella che ospitava la divinità, le decorazioni in terracotta colorata del tetto con i gocciolatoi a forma di leone, una straordinaria gorgone, una commovente Afrodite.Ma anche sette stupefacenti teste di toro, l&#8217;altare con la pietra scanalata per raccogliere i liquidi dei sacrifici e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il basamento in pietra con i gradini d&#8217;accesso e la delimitazione della cella che ospitava la divinità, le decorazioni in terracotta colorata del tetto con i gocciolatoi a forma di leone, una straordinaria gorgone, una commovente Afrodite.<img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-156331 alignright" src="https://www.tvoggisalerno.it/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot_2023-04-15-14-51-17-42_dc00545bd3b8828f033a02ac25b2d36d-286x300.jpg" alt="" width="286" height="300" />Ma anche sette stupefacenti teste di toro, l&#8217;altare con la pietra scanalata per raccogliere i liquidi dei sacrifici e centinaia di ex voto tra cui spiccano le immagini di un eros a cavallo del delfino che la fantasia potrebbe rimandare al mitico Poseidon, il dio che ha dato il nome alla città. A Paestum stanno rivelando grandi sorprese i lavori per riportare alla luce il santuario scoperto nel 2019 lungo le mura della città antica.<img decoding="async" class="size-medium wp-image-156332 alignleft" src="https://www.tvoggisalerno.it/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot_2023-04-15-14-50-45-81_dc00545bd3b8828f033a02ac25b2d36d-300x186.jpg" alt="" width="300" height="186" />&#8220;Uno scavo- dichiara la direttrice del parco archeologico Tiziana D&#8217;Angelo- che promette di cambiare la storia conosciuta dell&#8217;antica Poseidonia&#8221;.</p>
<p>Quasi insomma come una finestra aperta su un frammento lungo 500 anni della vita della città che i greci di Sibari fondarono nel 600 a.C e che poi passò sotto i lucani per diventare alla fine una colonia di Roma. Davvero un contesto unico che &#8220;accende una luce molto interessante sulla vita religiosa antica&#8221;, applaude dal ministero della cultura il dg musei Massimo Osanna ricordando che le ricerche archeologiche fatte a Paestum negli anni &#8217;50 intorno ai templi maggiori non furono scientificamente documentate. Avviati nel 2020 e subito bloccati dalla pandemia, gli scavi sono ripresi da qualche mese: &#8220;Quello che oggi ci troviamo davanti è il momento in cui il santuario, per motivi ancora tutti da chiarire, viene abbandonato, tra la fine del II e l&#8217;inizio del I sec. a C&#8221;, premette D&#8217;Angelo.<img decoding="async" class="size-medium wp-image-156334 alignleft" src="https://www.tvoggisalerno.it/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot_2023-04-15-14-50-26-96_dc00545bd3b8828f033a02ac25b2d36d-300x277.jpg" alt="" width="300" height="277" />L&#8217;analisi delle decorazioni fittili ha permesso di datarne la fondazione nel primo quarto del V secolo a C., quando nella colonia greca erano già stati costruiti alcuni dei più importanti edifici monumentali arrivati fino a noi, il tempio di Hera, edificato tra il 560 e il 520 a.C., e quello di Atena, che si fa risalire al 500 a.C. Il tempio di Nettuno venne completato invece un po&#8217; più tardi, nel 460 a.C., dopo una lunga gestazione. Di dimensioni molto contenute &#8211; misura 15,60 metri per 7,50 &#8211; con 4 colonne sul fronte e 7 sui fianchi, il tempietto è come gli altri in stile dorico, ma si distingue per la purezza delle forme. &#8220;E&#8217; il più piccolo tempio periptero dorico che conosciamo prima dell&#8217;età ellenistica, il primo edificio che a Paestum esprime pienamente il canone dorico&#8221;, spiega Gabriel Zuchtriegel, l&#8217;ex direttore di Paestum oggi alla guida di Pompei che ha appena dato alle stampe un corposo studio sull&#8217;architettura dorica. &#8220;Quasi un modello in piccolo del grande tempio di Nettuno&#8221;, che allora appunto doveva essere in costruzione, &#8220;una sorta di missing link tra il VI e il V secolo a.C.&#8221;. Molto importante, quindi, anche perché in qualche modo dimostra l&#8217;autonomia artistica e culturale della comunità e sconfessa chi ha sempre creduto che nelle colonie ci si limitasse a copiare le produzioni della madrepatria.</p>
<p>Straordinaria però è anche la distesa di oggetti ritrovati nello spazio che separa il fronte dell&#8217;edificio dall&#8217;altare, eretto come di regola all&#8217;esterno: statuette in terracotta con i volti degli offerenti o quelli delle divinità, addirittura 15 quelle con il piccolo eros a cavallo del delfino, templi e altari in miniatura. Piccoli capolavori di artigianato che si aggiungono alle sette teste di toro ritrovate intorno all&#8217;altare, forse &#8220;oggetti di scena&#8221; a disposizione di chi amministrava il culto. E che sembrano essere stati poggiati in terra con devozione, &#8220;come in un rito di chiusura&#8221; ragiona D&#8217;Angelo, messo in atto quando il santuario, che pure continuò ad essere frequentato anche in epoca lucana e poi dal 273 a.C. con l&#8217;arrivo dei romani, cadde in disuso. &#8220;Ogni giorno una sorpresa&#8221;, sorride la direttrice attorniata dalla squadra di archeologi coordinata da Francesco Mele. Per capire di più, certo, ci vorrà tempo, serviranno studi, restauri, analisi di laboratorio. Intanto si procede con le ricerche per documentare ogni periodo di vita del tempio fino ad arrivare al momento della sua costruzione, cercando anche di capire la dinamica che ha portato una parte delle mura a collassare sul retro dell&#8217;edificio.</p>
<p>Gli elementi di forte interesse &#8220;sono tanti&#8221;, si appassiona D&#8217;Angelo. Come la firma &#8211; proprio su una delle statuette col delfino- degli Avili, &#8220;una famiglia di ceramisti di origine laziale, nota anche a Delo, la cui presenza qui a Paestum non era mai stata documentata&#8221;. O come l&#8217;ubicazione particolarissima di questo santuario, costruito nella città, sì, ma lontano dal centro e dagli altri templi, giusto a ridosso delle mura. Vicinissimo al mare, sul quale praticamente si affacciava: &#8220;Le navi che passavano se lo trovavano di fronte&#8221;, fa notare. Il pensiero va agli amorini sul delfino e a una moneta romana del III sec.a.C che su un lato aveva proprio Eros a cavallo del delfino e sull&#8217;altro Poseidon. Che sia proprio questo il tempio intitolato al dio che ha dato nome alla città? D&#8217;Angelo scuote la testa: “E’ ancora presto per dirlo, ma l’ipotesi è estremamente interessante. ”Solo una suggestione, quindi. In attesa che gli scavi accendano nuove luci sulla storia.</p>
<p>&#8220;Il ritrovamento di centinaia di ex voto, statue e altari nel tempietto di Paestum conferma lo straordinario valore di questo sito e le sue grandi potenzialità sulle quali stiamo lavorando. Poco più di un mese fa mi sono recato a Paestum proprio per verificare lo stato del Parco archeologico e capire tutto quello che si può fare, anche in termini di finanziamenti, per rafforzare le attività di conservazione e di sviluppo dell&#8217;area. Ogni scavo che riporta alla luce le testimonianze storiche del passato dimostra l&#8217;immensa ricchezza del patrimonio archeologico della nostra nazione di cui c&#8217;è ancora molto da scoprire&#8221;. Lo afferma il Ministro della cultura, Gennaro Sangiuliano.</p>
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		<title>PAESTUM, PROIETTILE DI MORTAIO TRA LE MURA DELL&#8217;AREA ARCHEOLOGICA</title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/paestum-proiettile-di-mortaio-tra-le-mura-dellarea-archeologica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jul 2020 14:39:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[News 2]]></category>
		<category><![CDATA[AREA ARCHEOLOGICA DI PAESTUM]]></category>
		<category><![CDATA[PROIETTILE DI MORTAIO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un ordigno bellico risalente alla seconda guerra mondiale è stato rinvenuto dell’area archeologica di Paestum. Il proiettile di mortaio era conficcato nelle mura di cinta. A darne l&#8217;allarme un archeologo che seguiva le attività di pulizia dell’area. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della locale stazione che hanno immediatamente informato gli artificieri dell’esercito per il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un ordigno bellico risalente alla seconda guerra mondiale è stato rinvenuto dell’area archeologica di Paestum. Il proiettile di mortaio era conficcato nelle mura di cinta. A darne l&#8217;allarme un archeologo che seguiva le attività di pulizia dell’area. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della locale stazione che hanno immediatamente informato gli artificieri dell’esercito per il successivo intervento di brillamento.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tvoggisalerno.it/paestum-proiettile-di-mortaio-tra-le-mura-dellarea-archeologica/">PAESTUM, PROIETTILE DI MORTAIO TRA LE MURA DELL&#8217;AREA ARCHEOLOGICA</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tvoggisalerno.it">TVOGGI Salerno</a>.</p>
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		<title>A PAESTUM PER IL FESTIVAL INTERNAZIONALE DELLE MONGOLFIERE</title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/a-paestum-per-il-festival-internazionale-delle-mongolfiere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Monica Di Mauro]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Sep 2019 08:53:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[News 2]]></category>
		<category><![CDATA[AREA ARCHEOLOGICA DI PAESTUM]]></category>
		<category><![CDATA[templi di paestum]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Grande attesa per l’undicesima edizione del Paestum Balloon Festival dal 28 settembre al 5 ottobre. L&#8217;evento si svolgerà su un’area di circa 30.000 mq a Paestum, terra di grande ricchezza archeologica, e i protagonisti saranno mongolfiere, aquiloni, artisti di strada, gonfiabili per bambini e una grande area verde. l festival si pone come il più [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Grande attesa per l’undicesima edizione del Paestum Balloon Festival dal 28 settembre al 5 ottobre. L&#8217;evento si svolgerà su un’area di circa 30.000 mq a Paestum, terra di grande ricchezza archeologica, e i protagonisti saranno mongolfiere, aquiloni, artisti di strada, gonfiabili per bambini e una grande area verde. l festival si pone come il più grande evento aerostatico del Sud Europa e, oltre ai partecipanti italiani, vedrà coinvolte oltre 30 mongolfiere provenienti da tutta Europa. Si potrà scegliere tra due tipi di esperienze: il volo vincolato o il volo libero.Il primo vede le mongolfiere alzarsi in volo ad un’altezza di 20/25 metri. Questo permetterà ai partecipanti di ammirare il panorama rimanendo saldamente ancorati al terreno.Il secondo volo, più impegnativo ma di certo più emozionante, è libero da vincoli ed ha una durata che può variare dai 30 ai 50 minuti. La partenza sarà dall’area archeologica di Paestum e l’atterraggio si svolgerà, in completa sicurezza, in un punto pianeggiante che i conduttori identificheranno durante l’escursione.I decolli, che si svolgeranno la mattina ed il pomeriggio, saranno straordinariamente vicini all’area dei templi che si potranno ammirare in tutta la loro infinita bellezza.Volare in mongolfiera su Paestum è un’esperienza indimenticabile e straordinaria che vale la pena di provare almeno una volta nella vita, si godrà di una vista mozzafiato e si proverà una sensazione di libertà assolutamente unica. Una volta alzati in volo, sarà possibile ammirare dall’alto gli spettacolari templi di Paestum, Porta Sirena, Porta Marina, gli appennini e la splendida costa.</p>
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		<item>
		<title>PARCO ARCHEOLOGICO DI PAESTUM, VIA AI LAVORI</title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/parco-archeologico-di-paestum-via-ai-lavori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Monica Di Mauro]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 May 2019 09:48:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[News 1]]></category>
		<category><![CDATA[AREA ARCHEOLOGICA DI PAESTUM]]></category>
		<category><![CDATA[Gabriel Zuchtriegel]]></category>
		<category><![CDATA[PAESTUM CAPACCIO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Al via i lavori di riqualificazione, restauro e adeguamento che interesseranno il Parco Archeologico di Paestum nei prossimi mesi. Oggi, il direttore Gabriel Zuchtriegel ha presentato i due importanti progetti per il museo e l’area archeologica, finanziati dal programma operativo “Cultura e Sviluppo” 2014 – 2020, con fondi comunitari (FESR) e nazionali e che vede [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Al via i lavori di riqualificazione, restauro e adeguamento che interesseranno il Parco Archeologico di Paestum nei prossimi mesi. Oggi, il direttore Gabriel Zuchtriegel ha presentato i due importanti progetti per il museo e l’area archeologica, finanziati dal programma operativo “Cultura e Sviluppo” 2014 – 2020, con fondi comunitari (FESR) e nazionali e che vede il MiBAC nel ruolo di amministrazione proponente e Autorità di gestione, per un importo di 13,2 milioni di Euro.“L’intervento comprende aspetti variegati – spiega il direttore &#8211; i temi sono ricerca, restauro, tutela, inclusione, accessibilità e sostenibilità. Il filo rosso è l’attenzione per il dettaglio, il rispetto per il patrimonio archeologico ma anche architettonico, paesaggistico e artistico. Niente grandi opere, ma una specie di ritorno ai valori fondanti della cura della bellezza, della technē, parola con la quale i greci indicavano sia l’arte sia l’artigianato e la tecnica”.<br />
I lavori nel museo trovano giustificazione nelle gravi carenze strutturali dell’edificio e nell’inadeguatezza del percorso espositivo. Inaugurato nel 1952, dopo il susseguirsi di ripetuti interventi di ampliamento e le continue trasformazioni dell’allestimento, l’obiettivo dei lavori è quello di risanare i deficit strutturali ed elaborare una concezione espositiva uniforme in tutte le sale per dare al museo quel senso di coerenza e omogeneità che attualmente manca, con particolare attenzione al contenimento del fabbisogno energetico.<br />
Parallelamente, nell’area archeologica, più obiettivi si intrecciano tra loro e puntano al restauro della lunga cinta muraria di Paestum, alla ricerca e allo scavo archeologico delle insulae e a un miglioramento della fruizione e dell’accessibilità con nuovi percorsi e impianti.<br />
Dagli interventi, non sarà escluso il Museo di Hera Argiva alla Foce del Sele, anch’esso oggetto di operazioni strutturali di riqualificazione, in vista di un rilancio e di un’apertura stabile.<br />
“Sarà una sfida per tutta la squadra del Parco &#8211; continua il direttore Zuchtriegel – ma sono certo che, grazie alla forte motivazione e professionalità dei funzionari e degli assistenti, ci riusciremo!”.<br />
I lavori saranno svolti con l’ausilio di grandi professionalità tecniche, interne ed esterne, rivolgendo sempre una particolare attenzione al pubblico del Parco che sarà costantemente coinvolto con la possibilità di visitare i cantieri e dialogare con gli addetti ai lavori.<br />
“Da cronoprogramma saremo impegnati per circa 18 mesi – fa sapere la portavoce del Parco, Rossella Tedesco &#8211; il nostro impegno è garantire in tutto il periodo l’apertura quotidiana di scavi e musei. Faremo in modo che l’offerta culturale non subirà variazioni. Il pubblico costituirà sempre la nostra priorità e ci impegneremo a continuare a soddisfare le sue esigenze, anche con una capillare campagna di informazione e comunicazione attraverso i nostri canali web”.<br />
In questi ultimi anni, è emerso un nuovo ruolo sociale dei luoghi della cultura che li vede soggetti attivi capaci di costruire nuovi significati per l’intera comunità.<br />
“Il Parco è chiamato all’azione, al cambiamento, attraverso un utilizzo mirato, consapevole e personalizzato delle reti di relazioni di cui dispone e che tende a costruire – dichiara il Funzionario alla Comunicazione, Maria Boffa &#8211; In questa ottica, la prospettiva che si apre per Paestum, dopo i lavori, è di poter acquisire maggiormente la centralità che gli compete. Scenario attivo, spazio attrattore, realtà partecipata ed inclusiva. Non strumento statico per celebrare collezioni archeologiche, ma ben altro. Una piazza. Una vera e propria agorà di incontri e confronti costruttivi dal forte valore culturale e sociale”.</p>
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		<title>A PAESTUM IL CONSIGLIO NAZIONALE SLOW FOOD</title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/paestum-consiglio-nazionale-slow-food/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marcello Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Nov 2017 11:09:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[News 2]]></category>
		<category><![CDATA[AREA ARCHEOLOGICA DI PAESTUM]]></category>
		<category><![CDATA[SLOW FOOD]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 17 al 19 novembre 2017 Paestum ospita il Consiglio Nazionale di Slow Food Italia, organizzato dalla Condotta Slow Food Cilento in collaborazione con Slow Food Campania e sabato 18 novembre al Museo di Paestum si presenta ufficialmente il protocollo di intesa stipulato tra il Parco Archeologico e Slow Food Cilento; quest’ultimo rappresenta il coordinamento [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="gmail_signature">Dal 17 al 19 novembre 2017 Paestum ospita il Consiglio Nazionale di Slow Food Italia, organizzato dalla Condotta Slow Food Cilento in collaborazione con Slow Food Campania e sabato 18 novembre al Museo di Paestum si presenta ufficialmente il protocollo di intesa stipulato tra il Parco Archeologico e Slow Food Cilento; quest’ultimo rappresenta il coordinamento territoriale dell&#8217;associazione internazionale Slow Food, con 100.000 iscritti, volontari e sostenitori in 150 Paesi, 1500 Condotte e una rete di 2000 comunità che praticano una produzione di cibo su piccola scala, sostenibile, di qualità. Il motto di Slow Food è &#8220;buono, pulito e giusto&#8221;. Tre aggettivi che definiscono in modo elementare le caratteristiche che deve avere il cibo. Buono, relativamente al senso di piacere derivante dalle qualità organolettiche di un alimento, ma anche alla complessa sfera di sentimenti, ricordi e implicazioni identitarie derivanti dal valore affettivo del cibo; Pulito, ovvero prodotto nel rispetto degli ecosistemi e dell&#8217;ambiente; Giusto, che vuol dire conforme ai concetti di giustizia sociale negli ambienti di produzione e di commercializzazione.Grazie al protocollo stipulato oggi sabato 18 novembre 2017 con Slow Food Cilento saranno avviati, nel corso del prossimo anno nel Parco archeologico di Paestum – museo autonomo del MiBACT – percorsi di Educazione del Gusto, anche attraverso la conoscenza diretta di prodotti e produttori presenti nel territorio cilentano. Storie e racconti, tra antico e contemporaneo, con gli obiettivi di rafforzare sempre più il rapporto di collaborazione che lega il sito archeologico agli altri attori del territorio e di avvicinare sempre più giovani alla storia, all’archeologia e ai miti attraverso il cibo.</p>
<div class="gmail_signature"></div>
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