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	<title>corte costituzionale Archivi - TVOGGI Salerno</title>
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	<title>corte costituzionale Archivi - TVOGGI Salerno</title>
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		<title>LEGGE REGIONALE TERZO MANDATO, E&#8217; INCOSTITUZIONALE PER LA CONSULTA</title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/legge-regionale-terzo-mandato-e-incostituzionale-per-la-consulta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Apr 2025 18:26:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[candidarsi per un terzo mandato]]></category>
		<category><![CDATA[corte costituzionale]]></category>
		<category><![CDATA[legge della Regione Campania]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ė incostituzionale la legge della Regione Campania che consente al presidente della giunta regionale uscente che ha già svolto due mandati consecutivi di candidarsi per un terzo mandato. Lo ha stabilito la Corte Costituzionale. L&#8217;articolo 1 della legge della Regione, ricostruisce la Consulta, &#8220;dopo avere previsto che non è immediatamente rieleggibile alla carica di Presidente [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ė incostituzionale la legge della Regione Campania che consente al presidente della giunta regionale uscente che ha già svolto due mandati consecutivi di candidarsi per un terzo mandato.</p>
<p>Lo ha stabilito la Corte Costituzionale.</p>
<p>L&#8217;articolo 1 della legge della Regione, ricostruisce la Consulta, &#8220;dopo avere previsto che non è immediatamente rieleggibile alla carica di Presidente della Giunta regionale chi, allo scadere del secondo mandato, ha già ricoperto ininterrottamente tale carica per due mandati consecutivi, ha tuttavia stabilito che, &#8216;(a)i fini dell&#8217;applicazione della presente disposizione, il computo dei mandati decorre da quello in corso di espletamento alla data di entrata in vigore della presente legge&#8217;.&#8221; Ma proprio inserendo questo inciso, sottolinea la Corte Costituzionale, la Regione &#8220;ha reso inapplicabile, per la prossima tornata elettorale, il principio fondamentale del divieto del terzo mandato consecutivo&#8221; posto dallo Stato con la legge numero 165 del 2004, &#8220;così violando l&#8217;articolo 122, primo comma, della Costituzione, che attribuisce al legislatore regionale il compito di disciplinare, tra l&#8217;altro, le ipotesi di ineleggibilità del presidente della Giunta regionale nel rispetto dei principi fondamentali stabiliti con legge della Repubblica&#8221;.</p>
<p>Il divieto del terzo mandato consecutivo &#8220;opera, infatti, per tutte le Regioni ordinarie &#8211; conclude la Consulta &#8211; dal momento in cui esse hanno adottato una qualsiasi legge in materia elettorale, nel contesto di una scelta statutaria a favore dell&#8217;elezione diretta del presidente della Giunta regionale&#8221;.</p>
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		<title>CORTE COSTITUZIONALE, ELETTO PRESIDENTE IL GIUDICE SALERNITANO GIOVANNI AMOROSO</title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/corte-costituzionale-eletto-presidente-il-giudice-salernitano-giovanni-amoroso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jan 2025 11:39:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[News 1]]></category>
		<category><![CDATA[corte costituzionale]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Amoroso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Corte costituzionale riunita oggi in camera di consiglio ha eletto Presidente, all’unanimità, il giudice Giovanni Amoroso. Il neopresidente, eletto giudice costituzionale dalla Corte di cassazione il 26 ottobre 2017, ha giurato il 13 novembre 2017; già Vicepresidente dal 12 dicembre 2023, rimarrà in carica fino al 13 novembre 2026, quando scadrà il mandato di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Corte costituzionale riunita oggi in camera di consiglio ha eletto Presidente, all’unanimità, il giudice Giovanni Amoroso. Il neopresidente, eletto giudice costituzionale dalla Corte di cassazione il 26 ottobre 2017, ha giurato il 13 novembre 2017; già Vicepresidente dal 12 dicembre 2023, rimarrà in carica fino al 13 novembre 2026, quando scadrà il mandato di nove anni di giudice costituzionale.</p>
<p>Come primo atto, il Presidente Amoroso ha nominato Vicepresidenti i giudici Francesco Viganò e Luca Antonini. Nato a Mercato San Severino (Salerno) il 30 marzo 1949, è stato nominato magistrato con decreto ministeriale del 27 marzo 1975; ha svolto le funzioni di pretore penale presso la pretura di Bergamo (1976-1980) e di pretore del lavoro presso la pretura di Roma (1980-1984). Assegnato all’Ufficio del Massimario della Corte di cassazione nel 1984, dapprima come magistrato di tribunale (1984-1989) e poi come magistrato d’appello (1996-2000), è stato applicato alla Sezione Lavoro ove ha partecipato ai collegi come relatore e poi estensore delle pronunce adottate.</p>
<p>Nel periodo 1986-1989 è stato applicato al Centro elettronico di documentazione della Corte di cassazione ed ha curato i corsi di apprendimento del sistema Italgiure delle banche dati della Corte. Dal 1990 al 1996 è stato collocato fuori ruolo della magistratura in qualità di assistente di studio a tempo pieno del giudice costituzionale Renato Granata; successivamente &#8211; rientrato in ruolo come magistrato d’appello applicato all’Ufficio del Massimario della Corte di cassazione &#8211; ha proseguito, a tempo parziale, sino al 1999 la sua collaborazione con il giudice costituzionale Renato Granata, eletto Presidente della Corte.</p>
<p>In seguito, dal 1999 al 2008, rimanendo in ruolo come magistrato della Corte di cassazione, è stato assistente di studio del giudice costituzionale, poi Presidente, Franco Bile. Nominato Consigliere di cassazione nel 2000, è stato dapprima assegnato alla Terza Sezione penale, con applicazione alla Sezione Lavoro e, successivamente, assegnato a quest’ultima con applicazione alla Terza Sezione penale.</p>
<p>Conseguita l’idoneità alle funzioni direttive superiori, dal marzo 2006 è stato designato quale componente delle Sezioni Unite civili della Corte di cassazione. Nominato Direttore aggiunto dell’Ufficio del Massimario della Corte nel febbraio del 2013, successivamente ne è divenuto il Direttore. Nel febbraio del 2015 è stato nominato Presidente di sezione della Corte e assegnato alla Sezione Lavoro. Nel giugno del 2015 è stato destinato anche alle Sezioni Unite civili come presidente di sezione non titolare, venendo altresì designato come coordinatore delle Sezioni Unite civili.</p>
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		<title>DE LUCA A MAGGIORANZA CONSIGLIO REGIONALE: &#8220;SE LA SENTENZA NON CAMBIA LA LEGGE, MI CANDIDO&#8221;</title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/de-luca-a-maggioranza-consiglio-regionale-se-la-sentenza-non-cambia-la-legge-mi-candido/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jan 2025 19:07:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[corte costituzionale]]></category>
		<category><![CDATA[legge terzo mandato]]></category>
		<category><![CDATA[REGIONE CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[vincenzo de luca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vincenzo De Luca aspetta la sentenza della Corte Costituzionale: se questa non inciderà sulla legge della Campania si candiderà, altrimenti &#8220;si costruirà un futuro&#8221;. E&#8217; questo il senso del discorso che il presidente della Regione Campania ha fatto nella riunione con i leader della sua maggioranza in consiglio regionale, che si è svolta a porte [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Vincenzo De Luca aspetta la sentenza della Corte Costituzionale: se questa non inciderà sulla legge della Campania si candiderà, altrimenti &#8220;si costruirà un futuro&#8221;. E&#8217; questo il senso del discorso che il presidente della Regione Campania ha fatto nella riunione con i leader della sua maggioranza in consiglio regionale, che si è svolta a porte chiuse e si è conclusa poco fa nella sede della Regione in via Santa Lucia.<br />
La Corte Costituzionale si esprimerà probabilmente nei mesi di aprile o maggio sul ricorso fatto dal Governo Meloni nei confronti della legge regionale che la Campania ha approvato, adottando il limite di due mandati consecutivi del governatore, ma che parte da ora, aprendo quindi a De Luca la possibilità di candidarsi per la terza volta consecutiva. Una scelta che la coalizione nazionale del centrosinistra, da Pd a M5s a Sinistra Italia non appoggia, affermando che verrà presentato un diverso candidato in Campania.<br />
Nel corso della riunione di oggi non ci sono stati interventi sul tema specifico da parte dei consiglieri regionali e dopo la presa di posizione di De Luca sono stati affrontati alcuni dei progetti in corso da parte della Regione e di iniziative che devono partire.<br />
Il Pd nazionale intende imprimere una accelerazione nella scelta del candidato e del programma elettorale. Nei giorni scorsi la segretaria Elly Schlein ha ribadito che il partito non avrebbe appoggiato De Luca in caso di sua candidatura, mentre Marta Bonafoni, coordinatrice nazionale della segreteria del Partito Democratico, ha spiegato che &#8220;abbiamo capito cosa vorremmo fare insieme a De Luca, portare la Campania al dopo De Luca presidente, ma insieme al De Luca campano, politico esperto, popolarissimo&#8221;.</p>
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		<title>ABUSI EDILIZI: LA CONSULTA BOCCIA LA REGIONE CAMPANIA</title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/abusi-edilizi-la-consulta-boccia-la-regione-campania/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marcello Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Jul 2018 10:44:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[News 2]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli immobili abusivi, una volta entrati nel patrimonio dei comuni, devono essere demoliti e solo in via eccezionale, attraverso una valutazione caso per caso, possono essere conservati. Alla luce di questo principio fondamentale contenuto nel Testo unico sull&#8217;edilizia, la Consulta ha dichiarato incostituzionali le disposizioni della legge della Regione Campania, la numero19 del 2017, sulla [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: large;"><span style="color: #000000;">Gli immobili abusivi, una volta entrati nel patrimonio dei comuni, devono essere demoliti e solo in via eccezionale, attraverso una valutazione caso per caso, possono essere conservati. Alla luce di questo principio fondamentale contenuto nel Testo unico sull&#8217;edilizia, la Consulta ha dichiarato incostituzionali le disposizioni della legge della Regione Campania, la numero19 del 2017, sulla conservazione degli immobili abusivi acquisiti al patrimonio dei comuni, dove si consentiva ai comuni stessi di non demolire questi immobili senza attenersi al principio fondamentale del Testo Unico sull&#8217;edilizia.</span> <span style="color: #000000;">Secondo la Corte, in considerazione della gravità del pregiudizio recato all&#8217;interesse pubblico dagli abusi urbanistico-edilizi, è necessaria, invece, la rimozione in modo uniforme in tutte le Regioni. Nella sentenza si legge poi che il disallineamento della disciplina regionale rispetto al principio fondamentale della legislazione statale finisce con intaccare e al tempo stesso sminuire l&#8217;efficacia anche deterrente del regime sanzionatorio incentrato sulla demolizione dell&#8217;abuso. </span></span></span></p>
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		<item>
		<title>DE LUCA PUNTA ALL&#8217;ASSOLUZIONE – </title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/de-luca-punta-allassoluzione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Barbara Albero]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Jan 2016 13:19:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News 1]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[assoluzione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La sensazione, ma è appunto solo una sensazione, che la vicenda giudiziaria sia destinata progressivamente a sgonfiarsi, forse già in appello. Prova ne è il capo d&#8217;accusa predisposto dal procuratore generale Antonella Giannelli che ha fatto cadere il peculato, reato ben più grave, tenendo in piedi solo l&#8217;abuso d&#8217;ufficio e chiedendo per De Luca un [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La sensazione, ma è appunto solo una sensazione, che la vicenda giudiziaria sia destinata progressivamente a sgonfiarsi, forse già in appello. Prova ne è il capo d&#8217;accusa predisposto dal procuratore generale Antonella Giannelli che ha fatto cadere il peculato, reato ben più grave, tenendo in piedi solo l&#8217;abuso d&#8217;ufficio e chiedendo per De Luca un pena di undici mesi. Il Governatore che ha rinunciato alla prescrizione e chiesto attraverso i suoi legali l&#8217;assoluzione, conta allora di chiudere qui la lunga querelle giudiziaria legata alla progettazione del Termovalorizzatore, vicenda che gli ha creato non pochi problemi soprattutto in relazione alla conseguente ed automatica applicazione della Severino. Non è un caso, allora, che De Luca abbia chiesto di parlare ai giudici, di rilasciare dichiarazioni spontaneee proprio al fine di fare chiarezza su quanto accaduto, sulla firma apposta in calce ad un documento che, secondo il Procuratore Generale, non avrebbe mai dovuto firmare. Ovvio che se non ci fosse stata di mezzo la Severino la questione Termovalorizzatore per come è nata, per come si è sviluppata, sarebbe stata veramente poca cosa. Ad ogni modo tutto resta in stand by perchè sulla questione si attende il giudizio della corte costituzionale. Anche una condanna per abuso d&#8217;ufficio potrebbe, infatti, non determinare la sospensione di De Luca in quanto si attende il responsio della consulta chiamata a giudicare la costituzionalità della Severino proprio in relazione al reato d&#8217;abuso d&#8217;ufficio, reato inizialmente non contenuto nella legge delega e poi comparso, d&#8217;incanto, nel testo di legge.</p>
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		<item>
		<title>LEGGE SEVERINO, UNA SETTIMANA AL VERDETTO</title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/legge-severino-una-settimana-al-verdetto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Barbara Albero]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Oct 2015 10:57:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[News 2]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Corte Costituzionale esaminerà il 20 ottobre la legge Severino e, in particolare, la sospensione degli amministratori locali nel caso in cui siano colpiti da condanne, anche in primo grado, per determinati reati: dalla corruzione all&#8217;associazione mafiosa, dal traffico di droga, all&#8217;abuso d&#8217;ufficio. Attendono con ansia il verdetto il governatore della Campania Vincenzo De Luca [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Corte Costituzionale esaminerà il 20 ottobre la legge Severino e, in particolare, la sospensione degli amministratori locali nel caso in cui siano colpiti da condanne, anche in primo grado, per determinati reati: dalla corruzione all&#8217;associazione mafiosa, dal traffico di droga, all&#8217;abuso d&#8217;ufficio. Attendono con ansia il verdetto il governatore della Campania Vincenzo De Luca e il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, entrambi condannati in primo grado per abuso d&#8217;ufficio. Cosa faranno i giudici? Potrebbero uscirne con una pronuncia di inammissibilità, come chiede l&#8217;Avvocatura dello Stato, oppure dichiarare l&#8217;incostituzionalità della legge in diversi punti come, invece, chiedono gli avvocati di De Luca e De Magistris. Come è noto la Cassazione aveva stabilito a maggio che debba essere il giudice ordinario, e non quello amministrativo, a giudicare sull&#8217;applicazione della Severino e per questo i giudici costituzionali potrebbero limitarsi a dire che non possono entrare nel merito, in quanto il giudice ordinario che si è rivolto aalla Corte non è quello giusto e dunque c&#8217;è un difetto di giurisdizione. Oppure, come detto, affrontare e risolvere una volta e per tutte la questione che pure si trascina avanti da tempo. Il 20 ottobre ad illustrare la causa come relatrice sarà il giudice costituzionale Daria De Pretis; Gabriella Palmieri e Agnese Soldani, avvocati dello Stato, difenderanno la legge Severino ribadendo l&#8217;inammissibilità del ricorso. Ad oggi, l&#8217;opzione che sembra prevalere è quella di affrontare il caso sotto un profilo sostanziale, e non solo formale. Nelle more è intervenuta un&#8217;altra novità: le Sezioni unite della Cassazione devono esaminare un ricorso che chiede di accertare se il tribunale ordinario abbia potere cautelare in materia elettorale: cioè, se in un giudizio che riguardi l&#8217;applicazione della Severino, il giudice ordinario possa sospenderne l&#8217;applicazione, come è successo a De Luca e prima di lui a De Magistris. L&#8217;udienza, ironia del calendario, è a ruolo sempre il 20 ottobre, ma potrebbe slittare. Tornando alla Consulta, il &#8220;gancio&#8221; per entrare nel merito, superando l&#8217;ostacolo dell&#8217;inammissibilità, tecnicamente c&#8217;è. Secondo vari osservatori, una strada possibile potrebbe essere quella di una parziale incostituzionalità della norma nella parte in cui non prevede il caso di un soggetto candidato ed eletto prima dell&#8217;entrata in vigore della legge, e solo dopo incappato nella legge Severino per una condanna non definitiva. Questo è in effetti il caso di de Magistris, sindaco dal primo giugno 2011, mentre la legge Severino è del dicembre 2012. Un quadro di questo tipo non &#8220;coprirebbe&#8221; De Luca, eletto governatore nel giugno scorso, quando la Severino era già in vigore e che, invece, si appellerà al principio sacrosanto della non retroattività della legge penale.</p>
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		<item>
		<title>LEGGE SEVERINO, E&#8217; PARTITO IL COUNT DOWN – </title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/legge-severino-e-partito-il-count-down/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marcello Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Oct 2015 13:27:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[News 1]]></category>
		<category><![CDATA[corte costituzionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Martedì 20 ottobre la Corte Costituzionale dovrà discutere la legittimità della legge Severino e allo stesso tempo determinare il destino politico e non solo di Vincenzo De Luca, governatore della Campania che al momento guida la Regione per effetto di una sospensione al provvedimento decisa dai giudici proprio in virtù dell&#8217;attesa decisione della corte costituzionale. Una [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #282828;"><span style="font-family: Georgia;"><span style="font-size: medium;">Martedì 20 ottobre la Corte Costituzionale dovrà discutere la legittimità della legge Severino e allo stesso tempo determinare il destino politico e non solo di Vincenzo De Luca, governatore della Campania che al momento guida la Regione per effetto di una sospensione al provvedimento decisa dai giudici proprio in virtù dell&#8217;attesa decisione della corte costituzionale. Una volta e per sempre la Corte si esprimerà sulla discussa legge alla quale è legato anche il destino del sindaco di Napoli, De Magistris ed il destino di molti altri. Quello per esempio anche dell&#8217;attuale vice governatore della campania Fulvio Bonavitacola. Se De Luca dovesse essere sospeso, il periodo previsto e di un anno e mezzo toccherà al suo vice, Fulvio Bonavitacola , guidare la regione fino al suo reintegro del governatore . Se la Consulta accoglierà il ricorso presentato dai suoi avvocati (Abbamonte, Brancaccio e Lentini), allora il governatore potrebbe mettere mano alla Giunta e di fatto consentire all’attuale vice presidente la possibilità di candidarsi a sindaco di Salerno, dove il suo nome circola tra i più accreditati alla successione dell&#8217;ex sindaco, che intanto finisce nel mirino delle critiche ancora una volta dei grillini. Domani in una conferenza stampa, alle ore 10, presso l’ufficio dell’eurodeputata Isabella Adinolfi, piazza Malta n°21, i parlamentari Andrea Cioffi, Silvia Giordano, Mimmo Pisano, Angelo Tofalo, e gli avvocati Stefania Marchese e Oreste Agosto, terranno una riunione sulla rinuncia di Vincenzo De Luca al ricorso in Cassazione contro la sentenza della Corte d’Appello di Salerno che, il 3 febbraio scorso, lo dichiarò decaduto da sindaco di Salerno con effetto retroattivo al 3 maggio 2013 (confermando così il primo grado di giudizio). Una decisione che secondo il Movimento finisce per ledere la cittadinanza salernitana.</span></span></span></p>
<p><a href="https://vimeo.com/141167433">https://vimeo.com/141167433</a></p>
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