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	<title>ecomafie Archivi - TVOGGI Salerno</title>
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	<title>ecomafie Archivi - TVOGGI Salerno</title>
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		<title>ECOMAFIE, ECCO I NUMERI DI LEGAMBIENTE SULLA &#8220;CEMENTO CONNECTION&#8221;</title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/ecomafie-ecco-i-numeri-di-legambiente-sullacemento-connection/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Monica Di Mauro]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Mar 2024 11:29:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[News 2]]></category>
		<category><![CDATA[ecomafie]]></category>
		<category><![CDATA[legambiente]]></category>
		<category><![CDATA[MARIA TERESA IMPARATO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>C&#8217;è un virus da combattere che dura da anni. Il “virus” dell’ecomafia che non si arresta né conosce crisi. Negli ultimi cinque anni in Campania sono 23.037 i reati contro l&#8217;ambiente, con 20.543 persone denunciate, 183 persone arrestate e 7.888 sequestri effettuati. La maggior parte dei reati sono concentrati nella Provincia di Napoli e Salerno, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è un virus da combattere che dura da anni. Il “<strong>virus” dell’ecomafia </strong>che non si arresta né conosce crisi. Negli <strong>ultimi cinque anni in</strong> Campania sono<strong> 23.037 </strong>i reati contro l&#8217;ambiente<strong>, con 20.543 </strong>persone denunciate, <strong>183 </strong>persone arrestate <strong>e 7.888 </strong>sequestri effettuati<strong>. </strong>La maggior parte dei reati sono concentrati nella <strong>Provincia di Napoli e Salerno, </strong>in particolar modo in questi ultimi cinque anni,<strong> il 32% </strong>dei reati contro l&#8217;ambiente pari <strong>7.399 </strong>sono concentrati <strong>nell&#8217;area metropolitana napoletana </strong>mentre <strong>il 18% </strong>pari <strong>4.227 nella provincia salernitana. </strong>In questi anni a spartirsi la torta, insieme ad imprenditori, funzionari e amministratori pubblici collusi, sono <strong>stati circa 80 clan attivi in tutte le filiere analizzate da Legambiente</strong>: dal ciclo del cemento a quello dei rifiuti, dai traffici di animali fino allo sfruttamento delle energie rinnovabili e alla distorsione dell’economia circolare. È questa la fotografia della Campania scattata dal <strong>Rapporto Ecomafia 2023 con i nuovi dati degli ultimi cinque anni di criminalità ambientale in Campania</strong> presentato stamattina presso<strong> il Casale di Teverolaccio a Succivo, </strong><strong>sede</strong> <strong>operativa</strong><strong> del circolo Legambiente Geofilos e della </strong><strong>C</strong><strong>ooperativa Terra Felix oggetto negli ultimi mesi di atti intimidatori. </strong></p>
<p>“I numeri e le storie raccolte nel rapporto – dichiara <strong>Mariateresa Imparato, presidente Legambiente Campania </strong>&#8211; confermano il lavoro importante svolto da forze dell’ordine, Capitanerie di porto, enti di controllo e magistratura. o. <strong>È urgente affiancare alla risposta giudiziari</strong>a, <strong>una risposta politica-istituzionale ancora troppo carente</strong>. Siamo ancora in attesa che inizi concretamente con tempi e regole certe la bonifica del territorio, di azioni concrete per la chiusura del ciclo integrato dei rifiuti che fermino quei “tour” che da sempre alimentano le ecomafie</p>
<p>La <strong>Campania </strong>si conferma capitale del <em>cemento connection </em>  con 1.702 reati e <strong>Salerno. L</strong>a situazione <strong>in Campania </strong>rimane “insostenibile”,con <strong>50,4 abitazioni costruite illegalmente ogni 100 realizzate </strong>nel rispetto delle regole. La <strong>provincia con il migliore rapporto tra ordinanze emesse ed eseguite dai comuni </strong>del suo territorio è quella di <strong>Benevento, </strong> <strong>Salerno  registra invece </strong>con 4.864 ordinanze e 686 eseguite (14,1%). <strong> </strong></p>
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		<item>
		<title>ECOMAFIE,  CAMPANIA RECORD DI REATI MA ANCHE DI ACCERTAMENTI – </title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/ecomafie-campania-record-di-reati-ma-anche-di-accertamenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Monica Di Mauro]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Jul 2023 11:09:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[ecomafie]]></category>
		<category><![CDATA[legambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel 2022 non si arresta la morsa delle ecomafie in Italia, con la Campania ancora una volta al vertice di tutte le classifiche, dai reati ambientali a quelli del ciclo del cemento e rifiuti. I reati contro l’ambiente in Campania sono 4020(13,1% del totale nazionale), alla media di 11 reati al giorno. Crescono anche gli [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 2022 non si arresta la morsa delle ecomafie in Italia, con la Campania ancora una volta al vertice di tutte le classifiche, dai reati ambientali a quelli del ciclo del cemento e rifiuti. I reati contro l’ambiente in Campania sono 4020(13,1% del totale nazionale), alla media di 11 reati al giorno. Crescono anche gli illeciti amministrativi che toccano quota 8.567 (con un incremento sul 2021 del +58%): sommando queste due voci – reati e illeciti amministrativi &#8211; le violazioni delle norme poste a tutela dell’ambiente superano quota 12.000 (12.587 quelle contestate,). La provincia di Napoli è superata solo da Roma nella classifica generale dell&#8217;illegalità ambientale a livello provinciale. A fare il punto è il nuovo rapporto Ecomafia 2023, realizzato da Legambiente, edito da Edizioni Ambiente, media partner Nuova Ecologia. Il rapporto, presentato oggi a Roma nella Sala della Regina della Camera dei deputati, in un evento insignito della Medaglia del Presidente della Repubblica, mette in fila dati e numeri sulle illegalità ambientali.</p>
<p>Nella nostra regione nel 2022 le ecomafie continuano ad affondare le loro radici nell’ambiente, spinte da interessi trasversali in cui si intrecciano sempre di più criminalità ambientale, economica e organizzata in un triangolo perfetto. Nel 2022 in Campania i reati contro l’ambiente sono stati 4.020 (13,1% del totale nazionale), con una riduzione rispetto al 2021, quando erano stati ben 4.149. Il “primato” nazionale riguarda anche le persone denunciate (3.358), mentre sono 12 le persone arrestate e 995 i sequestri . A livello provinciale Roma con 1.315 illeciti si conferma quella con più reati ambientali, seguita dalla Provincia di Napoli, con 1.315 reati accertati( erano 1058 lo scorso anno), 1.176 persone denunciate, una persona arrestata e 532 sequestri. Segue Avellino con 656 illeciti ambientali, 511 persone denunciate e 54 sequestri. In Provincia di Salerno sono stati 683 i reati con 569 persone denunciate, 3 persone arrestate e 155 sequestri. Chiudono la classifica Caserta con 414 reati, 341 persone denunciate, 2 arresti e 156 sequestri e Benevento con 126 reati, 72 persone denunciate , 6 arrestate e 59 sequestri effettuati. Nel 2022 le forze dell’ordine e le Capitanerie di porto hanno applicato per 225 volte i delitti contro l’ambiente, inseriti nel Codice penale grazie alla legge 68 del 2015, portando alla denuncia di 276 persone e a 45 arresti. Sono stati 108 i beni sottoposti a sequestro per un valore complessivo di oltre 112 milioni di euro.</p>
<p>“Il quadro che emerge Rapporto Ecomafia 2022 – commenta Mariateresa Imparato, presidente Legambiente Campania- conferma il lavoro importante svolto da forze dell’ordine, Capitanerie di porto, enti di controllo e magistratura. E dovrebbero sollecitare risposte coerenti ed efficaci da parte di chi ha responsabilità politiche e istituzionali. Mai come in questo momento storico si devono alzare le antenne per scovare inquinatori ed ecomafiosi. E bisogna farlo presto, dentro e fuori i confini regionali e nazionali, perché stiamo entrando nella fase operativa del PNRR. In Campania presto si apriranno i cantieri agognata transizione ecologica e tutti, la politica in primis, devono svolgere un ruolo importante perché la transizione ecologica sia pulita anche nella fedina penale, come prevede l’aggiornamento della direttiva sulla tutela dell’ambiente, da approvare entro la fine della legislatura europea, ”</p>
<p>Ciclo dei rifiuti. E&#8217; la Campania con 1.259 reati quasi un quarto di quanto verbalizzato in tutto il paese, a guidare la classifica degli illeciti accertati nel 2022. Sono state 994 le persone denunciate, e ben 501 i sequestri. A livello provinciale ben 3 province si posizionano nelle prime cinque: la Provincia di Napoli con 329 reati accertati si piazza al primo posto a livello nazionale, Caserta al terzo posto con 237 reati seguita al quinto posto da Avellino con 148 reati. Nella top ten anche la Provincia di Salerno in settima posizione e 135 infrazioni accertate.</p>
<p>Ciclo del Cemento. Anche nel 2022 i numeri dell’attività di controllo e repressione delle forze dell’ordine e delle Capitanerie di porto ci raccontano una regione pesantemente condizionata dal ciclo illegale del cemento. Fatti i calcoli, i numeri sono impressionanti La Campania conquista il triste primato a livello nazionale con 1.747 reati in aumento (erano 1237 lo scorso anno), con 1.855 persone denunciate, 9 arresti e ben 283 sequestri. La Provincia di Avellino conquista, per il secondo anno consecutivo, lo scudetto del cemento illegale con 445reati(erano 389 lo scorso anno). Vicecampione d&#8217;Italia è la Provincia di Napoli con 356 reati, quarta la Provincia di Salerno con 261 reati accertati segue Caserta al ventesimo posto con 99 reati. Chiude Benevento con solo 41 reati. Parliamo di un concentrato di interessi che accanto al rilevante capitolo che riguarda i fenomeni illegali negli appalti, ad alimentare la filiera illecita del calcestruzzo c’è l’abusivismo edilizio che, nonostante si mantenga su livelli pressoché costanti ormai da qualche anno, vede sorgere comunque migliaia di nuovi abusi ogni anno. Abusi che, stante l’esiguo numero di abbattimenti compiuti dai Comuni, si sommano a quelli precedenti e restituiscono la fotografia di un Paese che soprattutto nelle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa ha le sue “fondamenta” nel ciclo illegale del cemento.</p>
<p>Cosa serve mettere in campo. Per Legambiente quella contro l’ecomafia è una doppia sfida, che si può vincere da un lato rafforzando le attività di prevenzione e di controllo nel nostro Paese, soprattutto per quanto riguarda l’utilizzo delle risorse stanziate con il Piano nazionale di ripresa e resilienza; dall’altro mettendo mano con urgenza, a partire dall’Europa, a un quadro normativo condiviso su scala internazionale, con cui affrontare una criminalità organizzata ambientale che non conosce confini.</p>
<p>Dieci le proposte di modifica normativa presentate oggi dall’associazione ambientalista per rendere più efficace l’azione delle istituzioni a partire dall’approvazione delle riforme che mancano all’appello, anche in vista della prossima direttiva Ue sui crimini ambientali, di cui l’Italia deve sostenere con forza l’approvazione entro l&#8217;attuale legislatura europea. È necessario, sul versante nazionale, rivedere, in particolare per quanto riguarda il meccanismo del cosiddetto subappalto “a cascata”, quanto previsto dal nuovo Codice degli appalti e garantire il costante monitoraggio degli investimenti previsti per il PNRR. Dal punto di vista legislativo, occorre approvare il disegno di legge contro le agromafie; introdurre nel Codice penale i delitti contro la fauna; emanare i decreti attuativi della legge 132/2016 che ha istituito il Sistema Nazionale per la protezione per l’ambiente; garantire l’accesso gratuito alla giustizia per le associazioni iscritte, come Legambiente, nel Runts, il Registro unico nazionale del Terzo settore.</p>
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		<item>
		<title>ECOMAFIE, LEGAMBIENTE: &#8220;CAMPANIA ANCORA NUMERI DA RECORD&#8221; – </title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/ecomafie-legambiente-campania-ancora-numeri-da-record/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Monica Di Mauro]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Dec 2020 10:31:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Abusi]]></category>
		<category><![CDATA[ecomafie]]></category>
		<category><![CDATA[MARIA TERESA IMPARATO]]></category>
		<category><![CDATA[reati]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Campania ancora sotto l’attacco, spietato, degli ecocriminali. Con 5.549 reati accertati di illegalità ambientale nel 2019 segna un&#8217;impennata senza precedenti con + 44% rispetto lo scorso anno. Aumentano anche le persone denunciate ben 4.231.Sono 24 le persone arrestate, cui si aggiungono 1.777 sequestri. In questi anni a spartirsi la torta, insieme ad imprenditori, funzionari [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Campania ancora sotto l’attacco, spietato, degli ecocriminali. Con 5.549 reati accertati di illegalità ambientale nel 2019 segna un&#8217;impennata senza precedenti con + 44% rispetto lo scorso anno. Aumentano anche le persone denunciate ben 4.231.Sono 24 le persone arrestate, cui si aggiungono 1.777 sequestri. In questi anni a spartirsi la torta, insieme ad</p>
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<p>imprenditori, funzionari e amministratori pubblici collusi, sono stati 90 clan attivi in tutte le filiere analizzate da Legambiente: dal ciclo del cemento a quello dei rifiuti, dai traffici di animali fino allo sfruttamento delle energie rinnovabili e alla distorsione dell’economia circolare. Nonostante la reazione dello Stato, i ladri di futuro continuano infatti ad accumulare profitti e patrimoni illeciti, spesso difficili persino da individuare. E la Campania si conferma la terra dell&#8217;ecomafia. Il verdetto senza appello arriva dal rapporto “Ecomafia 2020. Le storie e i numeri della criminalità ambientale in Italia”, realizzato da Legambiente.</p>
<p>Per il 26esimo anno consecutivo, la Campania è maglia nera nell’illegalità ambientale, nel ciclo dei rifiuti e del cemento. Napoli si conferma prima provincia d’Italia per numero di reati ambientali (2.207), seguita da Salerno, che scala ben sei posizioni rispetto al 2018, con 1.161 reati, più del doppio rispetto al 2018. Sesta la provincia di Avellino con 885 reati e quindicesima Caserta con 574 reati ambientali. Considerando l’arco temporale dal 1997 al 2019 i reati ambientali accertati in Campania sfiorano quota centomila e precisamente 99.341, con 81.694 persone denunciate o arrestate e 27.928 sequestri effettuati.</p>
<p>La Campania registra il numero più alto di reati in applicazione della legge 68 del 2015 sugli ecoreati, ben 158, con 181 persone denunciate e 4 arrestate,insieme al sequestro di 98 beni per un valore complessivo di 32,7 milioni di euro.La legge 68/2015- commenta Legambiente- viene applicata su tutto il territorio nazionale, andando a colpire prevalentemente il modus operandi delle imprese criminali, molte delle quali operano nelle regioni piu industrializzate. Inutile aggiungere che e sempre stato quest’ultimo l’obiettivo principe della legge, cioe costringere tutte le imprese a operare legalmente contrastando, dunque, ogni forma di concorrenza sleale costruita sull’altare del dumping ambientale.</p>
<p>«I numeri e le storie raccolte nel rapporto – dichiara Mariateresa Imparato, presidente Legambiente Campania- dimostrano inequivocabilmente come il crimine ambientale sia essenzialmente un crimine d’impresa. Se le mafie continuano a essere una minaccia per l’ambiente e gli ecosistemi, una parte rilevante la giocano, come sempre, imprese, imprenditori e professionisti spregiudicati e senza scrupoli e pubblici dipendenti infedeli avvinti dalla corruzione . Le risorse ambientali sono, per queste ragioni, ad alto rischio di predazione ecocriminale. È urgente affiancare alla risposta giudiziaria, che in questi anni ha portato dei buoni risultati, una risposta politica-istituzionale ancora troppo carente. Siamo ancora in attesa che inizi concretamente con tempi e regole certe la bonifica del territorio, di azioni concrete per la chiusura del ciclo integrato dei rifiuti che fermino quei “tour” che da sempre alimentano le ecomafie. Così come siamo in attesa delle ruspe per abbattere il cemento illegale, una delle ferite aperte della nostra regione alimentata da una classe politica che continua a proporre condoni per meri calcoli elettorali o perché, in molti casi, è direttamente coinvolta in questi fenomeni. La lotta all&#8217; ecomafia deve diventare la vera priorità per la Campania. E&#8217; una sfida che si può vincere solo se il mondo imprenditoriale e sociale virtuoso, la politica e le istituzioni si mettono insieme per fare concretamente e con serietà. Solo così possono dimostrare di avere a cuore il rilancio dell’economia del Mezzogiorno sotto il segno dell’efficienza, dell’innovazione e della sostenibilità».</p>
<p>Ancora una volta la Campania si piazza in vetta alla poco lusinghiera classifica relativa al ciclo dei rifiuti con 1.930 reati contestati, più del 20% sul totale nazionale. Completano il mesto quadro regionale le 1.987 persone denunciate, i 19 arresti e i 1.074 sequestri. A livello provinciale, la più colpita a livello nazionale è Napoli con 609 infrazioni (+ 34 % rispetto lo scorso anno) 662 persone denunciate e 2 arrestate con 477 sequestri. A livello regionale dopo Napoli troviamo la provincia di Avellino con 275 infrazioni accertate, 211 persone denunciate e 47 sequestri. Terza la provincia di Salerno con 270 infrazioni( incremento record + 96% rispetto scorso anno) con 276 persone denunciate e 10 arrestate con ben 111 sequestri. Chiudono la Provincia di Caserta con 260 infrazioni accertate, 233 persone denunciate e 3 arrestate e la la provincia di Benevento con 56 infrazioni, 50 persone denunciate, 2 arrestate e 36 sequestri.</p>
<p>Alcune buone notizie arrivano anche dal fronte degli interventi di rimozione di penumatici fuori uso, in sigla Pfu, abbandonati nell’ambiente. Secondo i dati forniti da Ecopneus (la societa consortile senza scopo di lucro impegnata nella raccolta e nel riciclo dei penumatici fuori uso) dal 2013 sono complessivamente oltre 22.000 le tonnellate di Pfu rimosse dalle strade delle Province di Napoli e Caserta e recuperate grazie al Protocollo siglato con il Ministero dell’ambiente. Nei primi nove mesi di quest’anno, a conferma di come il fenomeno di abbandono illegale di Pfu prosegua ancora, frutto evidente dalla vendita illegale di pneumatici nuovi o usati, ne sono state recuperate ben 278 tonnellate in 37 comuni delle Province di Napoli e Caserta . La gomma riciclata ottenuta dagli pneumatici fuori uso abbandonati nell’ambiente e raccolti grazie a questo Protocollo d’intesa e stata utilizzata, per esempio, per realizzare il parco giochi nel Rione Parco verde di Caivano, il campo da calcio in erba sintetica dello Stadio Landieri di Scampia e i campi da calcio realizzati nel Rione Vanvitelli a Caserta.</p>
<p>Abusivismo edilizio, imprese edili e di movimento terra in mano alla mafia, grandi insediamenti commerciali, infrastrutture, gare truccate e ciclo dei subappalti, controllo del territorio, moneta di scambio con la politica: l’edilizia fuorilegge muove sempre tanto denaro nero e denaro pubblico, sottratto agli investimenti di cui il paese avrebbe bisogno. La Campania si conferma capitale del cemento connection con 1645 reati accertati nel 2019 con incremento del 40% rispetto lo scorso anno con 1238 persone denunciate 2 persone arrestate e 332 sequestri effettuati. Salerno guida la classifica provinciale a livello nazionale con con 480 infrazioni accertate sul suo territorio con un incremento record di +97% dei reati rispetto lo scorso anno, con 356 persone denunciate e 68 sequestri. Terza in Italia la provincia di Avellino con 466 infrazioni, 355 persone denunciate e 56 sequestri, a ruota segue Napoli con 442 infrazioni, 348 persone denunciate e una arrestata e 158 sequestri. A livello provinciale dopo Napoli troviamo la provincia di Caserta con 159 infrazioni 118 persone denunciate e 33 sequestri. Fanalino di coda Benevento con 83 infrazioni( erano 53 lo scorso anno) , 45 persone denunciate e una arrestata e 13 sequestri.</p>
<p>”Questi numeri-conclude Mariateresa Imparato, presidente Legambiente Campania- ci restituiscono una regione ancora piegata sotto il peso del cemento illegale, che continua a essere un settore molto rilevante della criminalità ambientale, per il valore economico e per la pervicace diffusione sul territorio. A far ben sperare è l’approvazione di una norma fortemente voluta dalla nostra associazione: il potere sostitutivo affidato ai Prefetti quando i Comuni non provvedono entro sei mesi ad eseguire le ordinanze di demolizione da loro stessi emesse. “</p>
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			</item>
		<item>
		<title>UN BUCO NERO DI RIFIUTI E CEMENTO COLPISCE LA CAMPANIA</title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/un-buco-nero-rifiuti-cemento-colpisce-la-campania/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marcello Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jul 2018 10:34:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[News 2]]></category>
		<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[ecomafie]]></category>
		<category><![CDATA[legambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un reato ogni due ore,12 reati al giorno, per un totale di 4.382 reati accertati di illegalità ambientale, il 14,6% del totale nazionale, con un incremento del 17% rispetto lo scorso anno, con 4.471 persone denunciate e 19 arrestate, cui si aggiungono 1.342 sequestri. Un affare gestito in questi anno da 86 clan criminali. La [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tvoggisalerno.it/un-buco-nero-rifiuti-cemento-colpisce-la-campania/">UN BUCO NERO DI RIFIUTI E CEMENTO COLPISCE LA CAMPANIA</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tvoggisalerno.it">TVOGGI Salerno</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="font-size: large;">Un reato ogni due ore</span></strong><span style="font-size: large;">,</span><strong><span style="font-size: large;">12 reati al giorno</span></strong><span style="font-size: large;">, per un totale di 4.382</span><strong><span style="font-size: large;"> reati accertati di illegalità ambientale, il 14,6% del totale nazionale, con un incremento del 17% rispetto lo scorso anno, con 4.471</span></strong><span style="font-size: large;"> persone denunciate e 19 arrestate, cui si aggiungono 1.342 sequestri.</span><strong><span style="font-size: large;"> Un affare gestito in questi anno da 86 clan criminali. </span></strong><span style="font-size: large;">La </span><strong><span style="font-size: large;">Campania si conferma core business nazionale nel Rapporto Ecomafia 2018 </span></strong><span style="font-size: large;">di </span><strong><span style="font-size: large;">Legambiente.</span></strong><span style="font-size: large;"> Ed il primato vale sia per il ciclo illegale del cemento che quello dei rifiuti. </span></p>
<p><span style="font-size: large;">Un dizionario dell&#8217;ecocidio </span><strong><span style="font-size: large;">che si ripete da oltre 24 anni. Un elenco di abusi, di cemento, di veleni, di territorio martoriato, di clan che fanno affari.</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-size: large;">I numeri dell&#8217;illegalità in Provincia di Salerno vedono in tutti i settori un aumento dei reati ambientali rispetto al 2016. La provincia di Salerno con 974 infrazioni accertate ( erano 963 lo scorso anno) è la quarta provincia a livello nazionale per illegalità ambientale. La Campania si conferma maglia nera a livello nazionale anche nel ciclo dei rifiuti:è la regione con il più alto numero di reati accertati in questo settore 1.357, il 18% sul totale nazionale, con incremento pari al 39% rispetto lo scorso anno, con 1.416 persone denunciate e 14 arrestate e 538 sequestri. La Provincia di Salerno ha registrato 93 infrazioni ( erano 84 nel 2016) e 87 persone denunciate e 53 sequestri( un aumento in percentuale del 47% rispetto lo scorso anno).</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-size: large;">Il mattone selvaggio non cede nemmeno dinanzi alla crisi generale del settore edilizio. Si continua acostruire abusivamente, in maniera irresponsabile: secondo le stime del Cresme, nel 2017 in Italia sarebbero state costruite circa 17.000 nuove case abusive. La regione leader- denuncia Legambiente- si conferma la Campania, con il 18% delle infrazioni su scala nazionale. Impressionanti i dati sull’illegalità nell’intero ciclo del cemento: nel 2017 sono stati accertati 702 reati, 878 denunce, e 243 sequestri. La Provincia di Salerno registra 108 infrazioni , 138 persone denunciate e 29 sequestri. Nella sola città di Salerno sono circa 15mila le richieste di sanatoria in seguito ai tre condoni, mentre tra il 2003 e il 2016 sono 1083 le ordinanze di demolizioni emesse per abusi edilizi ma poche quelle portate a termine. Tra le aree piu&#8217; colpite Agro nocerino sarnese. Negli ultimi 20 anni, nei comuni di questo comprensorio, sono state oltre 27mila, secondo le stime delle forze dell’ordine, le persone denunciate per abusi edilizi, in pratica il 10% della popolazione residente. In otto dei comuni dell’Agro (Angri, Bracigliano, Nocera Inferiore, Nocera Superiore, Sarno, Scafati, Siano e Roccapiemonte) a seguito dei tre condoni (L. 47/1985, 724/1994 e 269/2003) Legambiente ha censito ben 24.420 richieste di sanatoria: sostanzialmente una nuova città di medie dimensioni tutta da rimettere in regola. Negli stessi comuni sono state infatti emesse 4091 ordinanze di demolizione negli ultimi dieci anni e di queste risultano eseguite appena l’uno per cento.</span></strong></p>
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<p><span style="font-size: large;">La criminalità organizzata- commenta Mariateresa Imparato, presidente Legambiente Campania- </span><strong><span style="font-size: large;">lo abbiamo sempre scritto sin dal primo rapporto Ecomafia</span></strong><span style="font-size: large;">, non è comunque unica attrice protagonista dell’aggressione all’ambiente. </span><strong><span style="font-size: large;">Il palcoscenico è sempre stato affollato da una vera e propria imprenditoria ecocriminale che si avvale di professionisti e funzionari pubblici corrotti, colletti bianchi, banchieri, uomini politici e delle istituzioni.</span></strong><span style="font-size: large;"> L’obiettivo è sempre lo stesso, privatizzare i beni comuni per fare affari, violando ogni legge e principio di buon senso. Quelli di questo nuovo rapporto </span><span style="font-size: large;"><i>Ecomafia </i></span><span style="font-size: large;">sono numeri densi di significato, rappresentano comunque un segnale forte nel paese, nel suo storico ventre molle – la tutela dell’ambiente – per dire che non è tempo di abbassare la guardia, anzi che serve più che mai rilanciare l’attività di contrasto e di prevenzione, prima che sia troppo tardi. In palio non c’è solo la sopravvivenza degli ecosistemi ma di una buona fetta di economia e capacità produttiva della nostra regione che intrapreso lentamente la strada lungo i sentieri della sostenibilità e della responsabilità sociale.</span> <span style="font-size: large;">La Campania sostenibile- conclude  Imparato</span><strong><span style="font-size: large;"> di Legambiente</span></strong><span style="font-size: large;"> con le sue eccellenze puo&#8217; assumere un ruolo da protagonista per il rilancio della nostra economia sotto il segno dell’efficienza, dell’innovazione e della sostenibilità.”</span></p>
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