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	<title>FRODI INFORMTICHE Archivi - TVOGGI Salerno</title>
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		<title>FRODI INFORMATICHE, IN CINQUE NEI GUAI</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 May 2024 13:35:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[News 1]]></category>
		<category><![CDATA[FRODI INFORMTICHE]]></category>
		<category><![CDATA[MISURE CAUTELARI]]></category>
		<category><![CDATA[Procura della Repubblica di Salerno]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo scorso 24 Aprile la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Salerno ha emesso decreto di esecuzione di cinque misure cautelari personali nell&#8217;ambito di procedimento penale a carico di cittadini, i quali, secondo la ricostruzione di questo Ufficio, sarebbero autori di reati contro il patrimonio (nella specie frodi informatiche e successivi riciclaggi del denaro [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo scorso 24 Aprile la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Salerno ha emesso decreto di esecuzione di cinque misure cautelari personali nell&#8217;ambito di procedimento penale a carico di cittadini, i quali, secondo la ricostruzione di questo Ufficio, sarebbero autori di reati contro il patrimonio (nella specie frodi informatiche e successivi riciclaggi del denaro sottratto). </p>
<p>Le indagini, condotte dal Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica di Bologna sono originate dalle denunce di alcune vittime che avevano riscontrato plurimi addebiti su propri conti corrente a seguito della ricezione di messaggi apparentemente provenienti dalle banche di appartenenza. </p>
<p>Accurate investigazioni permettevano di ricostruire la tecnica criminale utilizzata: segnatamente, in primo luogo, la vittima riceveva un sms contenente un link il quale conduceva una pagina del tutto simile all&#8217;interfaccia grafica di accesso al servizio di home banking nella quale era richiesto l&#8217;inserimento delle proprie credenziali. Completato tale passaggio, la vittima veniva poi ricontattata da un&#8217;utenza, anch&#8217;essa apparentemente riconducibile a quella realmente utilizzata dell&#8217;istituto di credito (ciò è possibile attraverso chiamate generate dalla rete internet c.d. VOIP), e le veniva richiesto di fornire l&#8217;OTP (one time password) generato dall&#8217;applicazione istallata sul proprio telefono; fornito anche tale ulteriore dato, il frodato veniva invitato a disinstallare la propria applicazione, così consentendo ai truffatori il c.d. enrollement di un nuovo dispositivo, ovvero l&#8217;associazione dell&#8217;app al telefono nella disponibilità del reo. A questo punto, ottenuto l&#8217;accesso all&#8217;Home Banking della vittima tramite i dati dalla stessa forniti e disponendo dell&#8217;applicazione fornita dalla Banca, i malviventi procedevano ad effettuare i bonifici in uscita verso i propri conti corrente. </p>
<p>Le indagini sui fatti descritti consentivano di delineare un grave quadro indiziario a carico dei soggetti di seguito indicati.</p>
<p>1. RASOLA Gino, nato a Potenza il 19.03.1971;</p>
<p>2. SERGIANO Eliseba, nata a Potenza il 17.03.1981;</p>
<p>3. GUARNIERI Daniele, nato a Battipaglia (SA) il 16.06.1981 ai quali è stata applicata la misura cautelare degli arresti domiciliari, nonché</p>
<p>4. IANNIELLO Francesco, nato a Venosa (PZ) il 28.01.1982;</p>
<p>5. GIALLORENZO Annamaria, nata a Eboli (SA) il 03.01.1996 a cui è stata applicata la misura cautelare dell&#8217;obbligo di presentazione dinnanzi alla P.G. </p>
<p>I provvedimenti cautelari, ovviamente, sono suscettibili di impugnazione innanzi al Tribunale per il riesame. </p>
<p>La richiesta veniva invece rigettata nei confronti di altri 11 indagati per mancanza di gravità indiziaria. </p>
<p>Contro il provvedimento del giudice è stato proposto appello. </p>
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