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	<title>Galderisi Archivi - TVOGGI Salerno</title>
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	<title>Galderisi Archivi - TVOGGI Salerno</title>
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		<title>RINASCE L&#8217;EMBARCADERO SUL LUNGOMARE – </title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/rinasce-lembarcadero-sul-lungomare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Barbara Albero]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 May 2017 12:09:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ritorna all&#8217;antico splendore lo storico locale dei salernitani sul lungomare, l&#8217;Embarcadero, un pezzo importante della storia della città grazie all&#8217;idea imprenditoriale e progettuale della 2G srl con cui i soci nel progetto di ristrutturazione dell&#8217;antico ritrovo del lungomare hanno voluto ricreare il punto di approdo e di imbarco con una ristorazione raffinata, della nuova organizzazione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ritorna all&#8217;antico splendore lo storico locale dei salernitani sul lungomare, l&#8217;Embarcadero, un pezzo importante della storia della città grazie all&#8217;idea imprenditoriale e progettuale della 2G srl con cui i soci nel progetto di ristrutturazione dell&#8217;antico ritrovo del lungomare hanno voluto ricreare il punto di approdo e di imbarco con una ristorazione raffinata, della nuova organizzazione a cura della cantina irpina Feudi di San Gregorio, leader del settore in tutto il Sud d’Italia, azienda che si è presa l’onore e l’onere di gestire il locale. <a href="https://www.tvoggisalerno.it/wp-content/uploads/2017/05/BH-2932.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" wp-image-42401 alignright" src="https://www.tvoggisalerno.it/wp-content/uploads/2017/05/BH-2932-300x201.jpg" alt="BH-2932" width="381" height="255" srcset="https://www.tvoggisalerno.it/wp-content/uploads/2017/05/BH-2932-300x201.jpg 300w, https://www.tvoggisalerno.it/wp-content/uploads/2017/05/BH-2932-768x515.jpg 768w, https://www.tvoggisalerno.it/wp-content/uploads/2017/05/BH-2932-1024x687.jpg 1024w, https://www.tvoggisalerno.it/wp-content/uploads/2017/05/BH-2932.jpg 1761w" sizes="(max-width: 381px) 100vw, 381px" /></a>Il progetto di ristrutturazione e riqualificazione dello storico chalet sul Lungomare Trieste è stato illustrato questa mattina nella sede della Galderisi e Merola Costruzioni di Salerno alla presenza dei soci della 2G Srl, la nuova proprietà autrice del progetto, i partner Illy caffè e Feudi di San Gregorio, del sindaco Vincenzo Napoli.e dell&#8217;assessore alle attività produttive Dario Loffredo.<br />
Bar, rosticceria, gelateria artigianale sul fronte lungomare mentre entrando si avrà accesso alle terrazze sul mare dedicate al lounge bar dove dinanzi ad un panorama mozzafiato sarà possibile sedersi ai tavoli per sorseggiare aperitivi e cocktail ma anche per gustare le del ristorante, un punto gastronomico più informale ma che seguirà le orme del Marennà, locale stellato Michelin sempre di Feudi San Gregorio, potendo contare su uno staff che avrà a capo il famoso chef Paolo Barrale.<br />
Il noto cuoco curerà la parte gastronomica del rinnovato Embarcadero che domenica è pronto ad accogliere i propri clienti. Salerno dovrà essere la Montecarlo del sud ha dichiarato Generoso Galderisi socio della 2G srl.</p>
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		<title>CHE FATICA LA VITA DA MISTER A SALERNO</title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/fatica-la-vita-mister-salerno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicola Roberto]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Dec 2016 11:36:08 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sarà la tanto citata pressione, quella che ha indotto Sannino a farsi da parte, e che, oggi come oggi, è lontana parente di quella che gravava sulla Salernitana negli anni ruggenti; sarà lo stress da panchina, l&#8217;ansia di dover fare risultato a tutti i costi in un mondo del calcio in cui oggi come non mai per un allenatore è fondamentale restare sempre sulla breccia e sulle copertine, curando l&#8217;immagine personale anche al di là del rendimento sul campo. La vita da mister a Salerno è dura. Gira e rigira, in fondo, è una verità che somiglia quasi ad un dogma. Chi siede su quella panchina sa che ha una responsabilità grande, che spesso si trasforma in un peso. Società e tifosi chiedono, come è giusto, risultati e, magari, pure gioco e chi non ha le spalle abbastanza forti crolla. Piazza calda e storicamente ostica per gli allenatori, Salerno ha forgiato professionisti che si sono poi imposti all&#8217;attenzione generale e questo a riprova del fatto che allenare la Salernitana è una sorta di esame di laurea. Il rovescio della medaglia, però, è che guidare la squadra granata può significare anche ricevere tantissimo sul piano del calore e dell&#8217;entusiasmo da parte di una tifoseria che sa apprezzare chi lavora e si impegna senza vendere fumo. Dal 2011 la vita da mister a Salerno è diventata ancor di più dura. Con Lotito e Mezzaroma la figura dell&#8217;allenatore è diventata sempre meno centrale, non il fulcro di un progetto tecnico ma una componente che deve ottimizzare le risorse messegli a disposizione. E così a qualcuno è capitato di bruciarsi, magari perchè meno rodato sul piano dei nervi. Galdersi, Sanderra, Somma hanno avuto vita breve, Sannino ha resistito un po&#8217; di più ma non è riuscito a far meglio dei suoi predecessori. Il problema di fondo è uno: a Salerno l&#8217;allenatore non è ritenuto la figura intorno a cui debba ruotare il resto, l&#8217;interlocutore privilegiato con cui lavorare per allestire la squadra, l&#8217;uomo a cui dare sostegno e fiducia e non solo, magari, consigli su chi schierare in campo. La precarietà dell&#8217;allenatore sulla panchina granata s&#8217;è accentuata da quando è tornato a Salerno Angelo Fabiani. Il dirigente romano esonerò Perrone dopo poche settimane dal suo ritorno nel gennaio 2014 per ingaggiare Gregucci, poi scaricato a giugno. A quell&#8217;epoca Fabiani puntò su Somma, subito rinnegato in favore di Menichini, mai amato da Fabiani al punto che, nonostante la promozione in B, il toscano fu messo alla porta. Fabiani caldeggiò l&#8217;ingaggio di Torrente, difeso fino a quando Lotito non decise di prendere in mano la situazione richiamando Menichini per salvare la stagione. L&#8217;estate scorsa, il patron aveva scelto Simone Inzaghi, ma Fabiani s&#8217;era tenuto in serbo la carta Sannino, bruciatosi non solo per colpe sue. Ora tocca a Bollini, pupillo di Lotito. Starà a lui provare a dimostrare che sulla panchina granata, in fondo, non si viva poi così male.</p>
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		<title>LOTITO E LE FALSE PARTENZE – </title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/lotito-e-le-false-partenze/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Jul 2016 10:18:51 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Una figuraccia a livello internazionale che ha lasciato tutti scontenti. Soprattutto la Salernitana, anello debole – purtroppo – di una catena… arrugginita. Leggerezza, improvvisazione, sottovalutazione, c’è di tutto nell’affare Bielsa che ha stravolto piani e progetti costruiti a tavolino dalla proprietà. Il Loco ha beffato Lotito e Lotito se l’è presa con la Salernitana strappando alla “secondogenita” Simone Inzaghi, il promesso e mancato sposo.</p>
<p>Il problema è che anche a Roma non l’hanno presa bene e lo stesso Inzaghi Jr. ha storto il muso e battuto i pugni fin quando non ha avuto garanzie di poter allenare la Lazio anche in campionato. Un disastro tecnico e mediatico, insomma. Ma se a Roma a certe improvvisazioni di Lotito non erano abituati, a Salerno c’hanno ormai fatto il callo. Quella di quest’anno non è la prima falsa partenza della Salernitana targata Lotito-Mezzaroma. Anzi. A riavvolgere il nastro di un lustro ci si accorge che è quasi una regola nella vincente ma quanto mai complessa e complicata storia d’amore tra i due imprenditori romani e il club granata.</p>
<p>E’ già successo nella prima stagione in Lega Pro quando, dopo un estenuante tira e molla venne ingaggiato Nanu Galderisi messo poi alla porta dopo tre giornate per far nuovamente posto al ritorno di Perrone che aveva guidato il Salerno Calcio tra i professionisti. E cosa dire della stagione successiva quando Perrone attese le garanzie tecniche promessegli da Lotito fino alla vigilia della partenza per il ritiro di Chianciano prima di gettare la spugna e salutare la compagnia per far posto a Sanderra catapultato nel giro di poche ore dalla poltrona di casa al campo? Sbagliando s’impara, verrebbe da dire. Neanche per sogno. Nuovo giro, nuova corsa. Nuova stagione, nuovo corso tecnico, identico epilogo. La Salernitana ingaggia Somma, ma l’avventura del tecnico ex dell’Empoli dura lo spazio di un ritiro. Chiuso il romitaggio in Trentino con qualche mugugno di troppo, colpa di giocatori promessi e mai arrivati,  Mario Somma è ormai ai ferri corti con Fabiani. L’addio si consuma nello spazio di un amen, con più di una zona d’ombra sulla vicenda. La squadra passa nelle mani di Leonardo Menichini. Il resto è storia nota. Di queste ultime due stagioni. Menichini vince il campionato e sebbene fosse legato alla Salernitana da un altro anno di contratto viene maldestramente allontanato per far posto a Torrente a cui, poi, sarebbe subentrato nel girone di ritorno.  Proteso con il gruppo verso il raggiungimento del traguardo salvezza, il tecnico di Ponsacco deve però quotidianamente confrontarsi con il fantasma di Inzaghi annunciato sulla panchina granata con larghissimo anticipo quando ancora i granata non avevano la certezza di mantenere la categoria. L’ultimo capitolo di un romanzo avvincente ma per molti versi triste, soprattutto per l’orgoglio della tifoseria salernitana, è però quello che si è appena scritto. Inzaghi, da oltre un mese allenatore in pectore della Salernitana, da tempo a lavoro per costruire la sua squadra, addirittura in contrasto con Lotito per la scelta dei collaboratori tecnici da portare a Salerno per una importante e stimolante avventura da “primo”, viene stoppato e dirottato a Formello per guidare le aquile. Un disastro autentico perché con una sola mossa Lotito ha fatto arrabbiare tutti…</p>
<p><iframe title="LOTITO E LE FALSE PARTENZE - SERVIZIO TG SPORT DEL 09/07/2016" width="640" height="480" src="https://www.youtube.com/embed/h8xOK_KH3B4?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>PANCHINA GRANATA: UN TABU&#8217; DA SFATARE</title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/panchina-granata-un-tabu-da-sfatare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicola Roberto]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Jun 2015 12:36:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Salvo colpi di scena, Vincenzo Torrente si siederà sulla panchina della Salernitana. Il tecnico di Cetara è in predicato di inserirsi nella scia di alcuni suoi predecessori, anch&#8217;essi salernitani, che sulla panca granata hanno vissuto alti e bassi. Il detto &#8220;nemo propheta in patria&#8221; è una sorta di tabù da sfatare. Nella storia della Salernitana, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Salvo colpi di scena, Vincenzo Torrente si siederà sulla panchina della Salernitana. Il tecnico di Cetara è in predicato di inserirsi nella scia di alcuni suoi predecessori, anch&#8217;essi salernitani, che sulla panca granata hanno vissuto alti e bassi. Il detto &#8220;nemo propheta in patria&#8221; è una sorta di tabù da sfatare. Nella storia della Salernitana, infatti, i tecnici indigeni non sono quasi mai riusciti a resistere alla pressione di una piazza mai particolarmente tenera con i suoi concittadini. La storia parte da lontano. Valese, Settembrino, Saracino sono nomi legati a filo doppio alla storia granata. Don Antonio inventò quel sistema di gioco, poi passato alla storia come Vianema in quanto sdoganato da Gipo Viani che sfruttò un&#8217;intuizione del suo calciatore. Saracino ha conquistato i Trofeo Berretti con la juniores granata, allenando a più ripresa la prima squadra. In tempi recenti, invece, è toccato a Raffaele Novelli, Gianluca Grassadonia, Giuseppe Galderisi ed al salernitano d&#8217;adozione Mario Somma l&#8217;onore ed onere di allenare a Salerno. Per nessuno di loro è stato facile e tutti hanno chiuso anzitempo la loro avventura sulla panchina più amata e desiderata, ma anche più scomoda. Toccherà a Torrente, allora, provare a sfatare il tabù.</p>
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		<title>IN ESTATE SI CAMBIA: ZEMAN E BRINI ECCEZIONI INFELICI</title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/in-estate-si-cambia-zeman-e-brini-eccezioni-infelici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicola Roberto]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2015 11:05:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;estate è stagione di novità e cambiamenti per la panchina granata. Mai la Salernitana targata Lotito-Mezzaroma ha confermato l&#8217;allenatore che aveva chiuso la stagione precedente. Nel 2012, fresco di ritorno in Legapro, il club granata congedò Perrone per puntare sul salernitano Galderisi, poi esautorato dopo poche giornate. All&#8217;Arechi tornò Perrone che guidò la squadra ad [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;">L&#8217;estate è stagione di novità e cambiamenti per la panchina granata. Mai la Salernitana targata Lotito-Mezzaroma ha confermato l&#8217;allenatore che aveva chiuso la stagione precedente. Nel 2012, fresco di ritorno in Legapro, il club granata congedò Perrone per puntare sul salernitano Galderisi, poi esautorato dopo poche giornate. All&#8217;Arechi tornò Perrone che guidò la squadra ad una nuova promozione. Nell&#8217;estate del 2013 il trainer romano, che in questi giorni è accostato con insistenza alla panchina dell&#8217;Aquila, era virtualmente riconfermato, ma decise di rinunciare all&#8217;incarico alla vigilia della partenza per il ritiro precampionato. Al suo posto venne chiamato Stefano Sanderra, la cui esperienza alla guida della Salernitana nella scorsa stagione non fu molto felice né lunga. Ancora una volta, i patron richiamarono Perrone, poi esonerato a gennaio, qualche giorno dopo l&#8217;insediamento nel ruolo di ds di Angelo Fabiani. Via Perrone, ecco Gregucci, altro cavallo di ritorno all&#8217;ombra dell&#8217;Arechi. Il trainer pugliese centrò la vittoria della Coppa Italia ed una qualificazione molto sofferta ai playoff. Eliminato al primo turno dal Frosinone, Gregucci fu scaricato dalla proprietà che puntò sul salernitano di adozione, Mario Somma, per aprire un nuovo ciclo. Progetto evaporato sotto il solleone di ferragosto, ma proseguito con successo da Menichini. Il trainer toscano non sa ancora quale sarà il suo destino. Negli ultimi quindici anni solo Zdenek Zeman e Fabio Brini sono stati riconfermati alla guida della Salernitana, ma in entrambi i casi si trattò di scelte estemporanee. Zeman, reduce dal sesto posto del torneo 2001-02, firmò il nuovo contratto alla vigilia del debutto in Coppa Italia per poi essere esonerato a dicembre. In quella stagione disastrosa la Salernitana retrocesse con Varrella in panchina. La storia si ripetè con Brini, chiamato a salvare la baracca nella stagione 2008-09 e poi confermato da Lombardi per il successivo torneo cadetto. Il trainer marchigiano fu esonerato dopo cinque sconfitte in altrettante gare ed anche quella stagione si concluse con la retrocessione. Le premesse, però, ora sono diverse. La società è forte ed ambiziosa e sta programmando il futuro secondo criteri ben diversi e con prospettive sicuramente migliori. A prescindere da chi siederà in panchina&#8230;</span></p>
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