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	<title>Guardia di Finanza Archivi - TVOGGI Salerno</title>
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	<title>Guardia di Finanza Archivi - TVOGGI Salerno</title>
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		<title>MAXI OPERAZIONE CONTRO &#8216;NDRANGHETA E CASALESI: SMANTELLATA &#8220;BANCA OCCULTA&#8221; A MILANO, PERQUISIZIONI ANCHE NEL SALERNITANO</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Oct 2026 10:52:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I Finanzieri dei Comandi Provinciali di Milano e Monza Brianza, con il supporto del Servizio Centrale di Investigazione sulla Criminalità Organizzata e del Nucleo Speciale Repressione Frodi Tecnologiche della Guardia di Finanza, su delega della Procura della Repubblica di Milano &#8211; D.D.A.A. e in coordinamento con la Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, stanno dando esecuzione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I Finanzieri dei Comandi Provinciali di Milano e Monza Brianza, con il supporto del Servizio Centrale di Investigazione sulla Criminalità Organizzata e del Nucleo Speciale Repressione Frodi Tecnologiche della Guardia di Finanza, su delega della Procura della Repubblica di Milano &#8211; D.D.A.A. e in coordinamento con la Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, stanno dando esecuzione a un&#8217;ordinanza di applicazione di misure cautelari personali emesso dal G.I.P. presso il Tribunale di Milano nei confronti di 30 indagati, di cui 16 destinatari della custodia in carcere e 14 agli arresti domiciliari, nonché a un decreto di sequestro preventivo d&#8217;urgenza per oltre 21 milioni di euro. È in corso l&#8217;esecuzione di arresti anche in Spagna, con la collaborazione dalla Policia Nacional UDYCO Central, che eseguirà Mandati di Arresto Europeo per la cattura di due indagati, e in territorio elvetico, con la collaborazione del Département Fédéral de Justice et Police DEJP di Berna, che eseguirà una rogatoria internazionale per l&#8217;arresto di un indagato. Le operazioni in Spagna e Svizzera sono condotte con il supporto dell&#8217;Unità I-CAN (Interpol Coopera-tion Against &#8216;Ndrangheta) del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia e in stretto contatto con gli Esperti per la Sicurezza della Direzione</p>
<p>Centrale della Polizia Criminale di stanza a Madrid e Berna. Sono altresì in corso perquisizioni in varie provincie italiane (Milano, Monza Brianza, Brescia, Como, Lecco, Bergamo, Varese, Pavia, Torino, Vercelli, Biella, Alessandria, Parma, Modena, Mantova, Prato, Firenze, Bari, Brindisi, Reggio Calabria, Crotone, Lamezia Terme, Napoli, Salerno, Caserta, Foggia), con l&#8217;impiego di oltre 350 militari della Guardia di Finanza, oltre a unità specialistiche e della componente &#8220;Anti-Terrorismo Pronto Impiego&#8221; del Corpo.</p>
<p>Nel corso delle attività si sta procedendo al sequestro di denaro contante, conti correnti, criptovalute, autovetture, imbarcazioni, gioielli, orologi di lusso nonché macchinette conta soldi. L&#8217;operazione scaturisce da una complessa attività investigativa sviluppata dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Milano con il sinergico apporto del Gruppo di Monza, che ha permesso di disarticolare un&#8217;associazione per delinquere aggravata dall&#8217;agevolazione e dal metodo mafioso, dedita al riciclaggio internazionale, alle frodi fiscali, ai reati fallimentari, al traffico di stupefacenti e a reati in materia di armi. Le indagini delle Fiamme Gialle hanno consentito di disvelare che a Pero, nel milanese, dietro la formale copertura di una società di autonoleggio, era stata costituita una vera e propria &#8220;banca occulta&#8221; facente capo a tre soggetti italiani ritenuti contigui a organizzazioni mafiose: due stabili referenti di cosche della &#8216;ndrangheta crotonese (già condannati in via definitiva nelle inchieste &#8220;Infinito&#8221; e &#8220;Aemilia&#8221;) e uno organico al clan dei Casalesi. Il sodalizio criminale si avvaleva inoltre del supporto di complici cinesi e albanesi, configurando un&#8217;infrastruttura finanziaria transnazionale ad altissima efficienza illecita. In sintesi, secondo l&#8217;impostazione accusatoria, l&#8217;organizzazione offriva un servizio di emissione di fatture per operazioni inesistenti attraverso una fitta rete di società cartiere: ricevuti i bonifici di pagamento delle fatture false, gli indagati provvedevano a restituire tramite corrieri &#8211; tecnicamente retrocedere &#8211; agli imprenditori compiacenti l&#8217;equivalente importo in denaro contante, quest&#8217;ultimo frutto sia di evasione fiscale sia di narcotraffico. Le provviste bancarie accumulate venivano poi quasi interamente trasferite su conti correnti esteri o investite nell&#8217;acquisto di criptovaluta di difficile tracciamento. In questo modo la &#8220;banca occulta&#8221; offriva alla propria &#8220;clientela&#8221; (principalmente trafficanti di stupefacenti ed evasori fiscali) tutti i servizi tipici di un istituto finanziario, ma con modalità clandestine tipiche dei sistemi di &#8220;underground banking&#8221;, che permette di trasferire denaro al di fuori dei canali ufficiali aggirando i presidi antiriciclaggio. Più nel dettaglio, il meccanismo di frode si componeva di un sistema plurifase composto da 4 distinti momenti. La prima fase di raccolta del denaro. La &#8220;banca occulta&#8221; riceveva contante da due cittadini cinesi, addetti presso la comunità di riferimento a reperire denaro per lo più proveniente da illeciti di natura tributaria, e da un soggetto di origine calabrese che risulta aver consegnato a più riprese, anche avvalendosi di propri &#8220;postini&#8221;, oltre 5 milioni di euro in contanti derivanti dal traffico di stupefacenti. Quale contropartita del contante consegnato, ai &#8220;fornitori di denaro&#8221; veniva offerto un corrispondente valore in criptovaluta ovvero venivano effettuati bonifici verso conti situati in Asia, America del Nord (Canada) e America del Sud. La seconda fase di emissione di fatture false. Fase cruciale del meccanismo di frode era la gestione delle cosiddette imprese “cartiere”,ovvero aziende esistenti solo sulla carta intestate a prestanome,con sedi fittizie stabilite prevalentemente in Lombardia e Campania, emittenti fatture per operazioni inesistenti nei confronti di società compiacenti (per lo più operanti nel settore delle costruzioni edili, della logisticae dei servizi), che potevano così abbattere il proprio reddito. Dopo un certo periodo di tempo, le “cartiere” venivano avviate deliberatamente al fallimento per essere rimpiazzate da altre di nuova costituzione.</p>
<p>La terza fase di retrocessione del contante. A fronte del pagamento mediante bonifico delle fittizie fatturazioni prodotte dalle imprese “cartiere”, l’hub finanziario utilizzava il contante precedentemente raccolto per retrocedere, cioè restituire, alle società utilizzatrici delle fatture false la medesima somma pagata per una prestazione in realtà mai avuta (operazione inesistente), al netto di una commissione che oscillava tra il 2% e il 5% per l’illecito servizio bancario reso. La quarta fase del riciclaggio. Infine, le disponibilità finanziarie accumulate sui conti delle società “cartiere” per il pagamento delle false fatture emesse venivano successivamente trasferite su conti correnti esteri (in Lussemburgo, Lituania e Germania)e da lì ulteriormente indirizzate verso exchange che</p>
<p>provvedevano a inviare la criptovaluta generata verso wallet nella disponibilità dell’associazione criminale. La stessa modalità è stata utilizzata anche per riciclare denaro proveniente da truffe perpetrate attraverso il cd. “phishing”, posto che le indagini finanziarie eseguite hanno disvelato l&#8217;accredito sui conti bancari delle società “cartiere” anche di numerosi bonifici di persone che avevano presentato denuncia in quanto, nel tentativo di effettuare investimenti in criptovalute, erano rimates vittime di truffe on line. Al termine delle investigazioni sono state ricostruite false fatturazioni per oltre 110 milioni di euro e individuati trasferimenti verso l&#8217;estero per circa 68 milioni di euro.</p>
<p>Il reato di associazione a delinquere contestato è aggravato: dal fine di agevolare le associazioni mafiose ‘ndranghetae Società Foggiana (cd. “Quarta Mafia”), attraverso la destinazione di parte dei proventi illeciti al sostegno di esponenti della ‘ndrangheta detenuti, configurando così un vero e proprio “fondo di solidarietà” mafioso, oltre che attraverso la fornitura di armi e veicoli a soggetti contigui alla Società Foggiana; dal ricorso al “metodo mafioso”, consistito nell’uso sistematico della minaccia e nella protezione “mafiosa” garantita alle attività illecite del sodalizio sul territorio di Pero (MI), anche attraverso la disponibilità di armi e munizioni da utilizzare a tutela dei carichi di contante e stupefacenti movimentati. L’inchiesta ha infine svelato episodi di infedeltà e corruzione. Tra i segnalati figurano un dipendente del Tribunale di Milano che, con la complicità di un avvocato, effettuava accessi abusivi ai sistemi informatici per riferire ai vertici del sodalizio lo sviluppo delle indagini in corso, e un ex appartenente alla Guardia di Finanza, non più in servizio, accusato di aver ottenuto denaro da un indagato di nazionalità cinese in cambio di notizie riservate e promesse di agevolazioni su cartelle esattoriali.</p>
<p>Grazie alla costante sinergia con la Direzione Nazionale Antimafia, l’operazione testimonia l’impegno di questo Ufficio di Procura e della Guardia di Finanza nel colpire la penetrazione silente della criminalità organizzata nel tessuto economico e imprenditoriale, realizzata attraverso l’offerta di servizi finanziari illegali gestiti anche mediante l’utilizzo di moderni strumenti fintech. La diffusione del presente comunicato stampa e delle relative immagini è effettuata in ottemperanza alle disposizioni del Decreto Legislativo n° 188/2021, ritenendo sussistente l&#8217;interesse pubblico all’informazione, con particolare riferimento al contrasto della criminalità organizzata e della criminalità economico-finanziaria, ferma restando la presunzione di non colpevolezza delle persone sottoposte alle indagini preliminari, da reputarsi non colpevoli fino alla eventuale sentenza di condanna.</p>
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		<item>
		<title>CONTRASTO DELLE VIOLAZIONI IN MATERIA DI LOCAZIONI TURISTICHE E AFFITTI, SCOVATA EVASIONE FISCALE PER OLTRE 10 MLN DI EURO</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Oct 2026 10:52:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[News 1]]></category>
		<category><![CDATA[evasione fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[Guardia di Finanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Guardia di Finanza di Salerno, nel corso della stagione estiva appena conclusasi, ha attenzionato il settore turistico-ricettivo, andando a scovare tutte quelle forme di evasione che, poste in essere da proprietari e conduttori di immobili e “bed and breakfast”, alterano il buon andamento di uno dei comparti trainanti dell’economia. L’azione ispettiva, che ha visto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Guardia di Finanza di Salerno, nel corso della stagione estiva appena conclusasi, ha attenzionato il settore turistico-ricettivo, andando a scovare tutte quelle forme di evasione che, poste in essere da proprietari e conduttori di immobili e “bed and breakfast”, alterano il buon andamento di uno dei comparti trainanti dell’economia.<br />
L’azione ispettiva, che ha visto il coinvolgimento di tutti i Reparti presenti nella provincia, si è concentrata sulle aree a maggiore vocazione turistica, come la Costiera Amalfitana e il Cilento, senza tralasciare il centro del capoluogo, meta di sempre crescenti flussi di visitatori, anche stranieri.<br />
Sono state complessivamente eseguite n. 85 ispezioni, attraverso le quali è stato riscontrato un giro d’affari di oltre 10 milioni di euro complessivamente occultati al fisco.<br />
Nel dettaglio, oltre alla presenza di diversi operatori “abusivi” e sconosciuti all’erario, che operavano in assenza delle prescritte comunicazioni obbligatorie e autorizzative in termini di sicurezza e sanità pubblica, omettendo anche il versamento dell’imposta sulle attività produttive e dei tributi locali, tra le violazioni maggiormente riscontrate vi sono quelle legate alla presenza di lavoratori in nero e/o irregolari, oltre che quelle relative all’omesso versamento del canone RAI e dei diritti SIAE e alla mancata esposizione delle tariffe e del codice CIN (Codice Identificativo Nazionale).<br />
L’operazione conferma l’impegno quotidiano della Guardia di Finanza nel contrastare le forme più insidiose di abusivismo commerciale e concorrenza illecita, che danneggiano gli operatori onesti del settore e sottraggono importanti risorse finanziarie alla collettività.</p>
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		<item>
		<title>FALSE FATTURAZIONI, MISURE CAUTELARI PER SEI PERSONE. COINVOLTE ANCHE SOCIETA&#8217; DEL SALERNITANO</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2026 07:36:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[News 1]]></category>
		<category><![CDATA[FALSE FATTURAZIONI]]></category>
		<category><![CDATA[Guardia di Finanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Nucleo P.E.F. Varese della Guardia di Finanza, in collaborazione con personale del Nucleo P.E.F. Milano, nell’ambito dell’operazione “HERMES”, coordinata da EPPO &#8211; Uffici di Milano e Palermo, relativa ad una strutturata frode carosello all’IVA nel settore del commercio dei prodotti elettronici/informatici trasversale a più Stati UE, ha eseguito un’Ordinanza di applicazione di misure cautelari [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Nucleo P.E.F. Varese della Guardia di Finanza, in collaborazione con personale del Nucleo P.E.F. Milano, nell’ambito dell’operazione “HERMES”, coordinata da EPPO &#8211; Uffici di Milano e Palermo, relativa ad una strutturata frode carosello all’IVA nel settore del commercio dei prodotti elettronici/informatici trasversale a più Stati UE, ha eseguito un’Ordinanza di applicazione di misure cautelari personali e un Decreto di sequestro preventivo emessi dal G.I.P. del Tribunale di Milano. Le misure cautelari personali riguardano 6 soggetti (2 in carcere domiciliati a Roma, 1 agli arresti domiciliari in provincia di Bergamo e 3 con obbligo di dimora in provincia di Salerno e Roma) mentre il sequestro preventivo, anche nella forma per equivalente, è stato disposto relativamente a beni, valori e denaro, riconducibili a 8 indagati e 3 imprese coinvolte, fino a concorrenza di circa 11 milioni di euro.<br />
Per la parte italiana della frode, sono 93 le società coinvolte, operanti nelle provincie di Bergamo, Milano, Roma, Salerno, Como e Brescia, per un volume complessivo di fatture false di oltre 450 milioni di euro, riferito al quadriennio 2022-2025.<br />
L’attività si inquadra in un più ampio dispositivo che ha visto operare, simultaneamente, sotto l’egida dei singoli uffici della Procura Europea dei Paesi coinvolti, coordinati dall’Ufficio Centrale di EPPO Lussemburgo, anche collaterali organi di polizia e/o agenzie esteri di Spagna, Malta, Portogallo, Francia, Austria, Paesi Bassi e Germania, presso le abitazioni, le sedi e gli uffici di persone fisiche e/o giuridiche a vario titolo collegate al sistema di frode, dove sono state altresì eseguite misure cautelari ed effettuate perquisizioni e sequestri. Per la parte italiana, sono stati operati, anche, sequestri di denaro depositato presso banche svizzere.<br />
L’operazione “HERMES” ha coinvolto gli uffici dell’EPPO a Madrid (Spagna), Porto (Portogallo), Milano e Palermo (Italia), Parigi (Francia), Graz (Austria), La Valletta (Malta), Bucarest (Romania), Rotterdam (Paesi Bassi), Francoforte (Germania) e Vilnius (Lituania) e ha potuto contare sul sostegno di Europol e delle Forze dell’ordine e delle Agenzie fiscali di quei Paesi.<br />
Le frodi carosello vengono realizzate sfruttando il regime di non imponibilità ai fini IVA previsto per le operazioni commerciali intracomunitarie, interponendo, in un’operazione tra imprese di Paesi diversi, un soggetto economico fittizio, c.d. “cartiera” (o società fantasma o missing trader), che acquista la merce dal fornitore comunitario senza l’applicazione dell’IVA per poi rivenderla ad un’impresa nazionale (anch’essa coinvolta nella frode) con l’applicazione dell’IVA ordinaria italiana. È in questa fase che si realizza la condotta fraudolenta, in quanto la società “cartiera”, invece di vendere la merce maggiorata del proprio utile e versare l’IVA incassata dalla sua cessione, la vende sottocosto senza versare all’Erario l’imposta indicata sulla relativa fattura emessa. La missing trader, infatti, sprovvista di strutture operative e di dipendenti, di norma gestita da prestanome, senza adempiere ad alcun obbligo fiscale, oltre quello di emettere fatture soggettivamente false,<br />
dopo una breve vita (massimo 24 mesi) viene fatta cessare e sostituita da altra impresa dalle analoghe caratteristiche.<br />
Lo schema fraudolento, che consente di immettere sul mercato nazionale beni a prezzi molto concorrenziali, prevede sovente ulteriori passaggi in cui la merce viene venduta, sempre sottocosto, a favore di altre imprese italiane (c.d. filtro o buffer), inserite nel circuito con l’esclusiva finalità di rendere più difficile l’identificazione dello schema e dei suoi beneficiari finali, rappresentati dalle società c.d. broker ovvero imprese effettivamente operative che, acquistando il prodotto dalla buffer con applicazione dell’IVA, vantano nei confronti dell’Erario il credito IVA corrispondente. Possono quindi rivendere la merce sul mercato interno, approfittando del prezzo d’acquisto artificiosamente concorrenziale, oppure rivenderla all’estero spesso alle stesse aziende comunitarie<br />
(c.d. conduit) che hanno avviato la catena commerciale vendendo originariamente alla missing trader, per far sì che il carosello ricominci.<br />
Il danno per l’Unione Europea è costituito dall’IVA indicata nelle fatture emesse dalle missing traders o “cartiere”, che hanno acquistato la merce senza applicare l’imposta e che la collocano sul mercato nazionale applicandola invece al compratore, senza però versarla all’Erario, ma ripartendola tra i complici della frode.<br />
L’azione condotta esprime l’impegno delle Forze di polizia, delle Agenzie Fiscali intervenute e della Procura Europea nel contrasto alle frodi all’IVA e, più in generale, all’evasione fiscale, che costituisce un grave ostacolo allo sviluppo economico poiché distorce la libera concorrenza. Al tempo stesso, il contrasto alla criminalità economica ed organizzata consente di intercettare e reprimere ogni forma di inquinamento dell’economia legale per salvaguardare imprese e cittadini onesti, permettendo altresì di restituire alla collettività, attraverso il sequestro dei patrimoni illeciti, le ricchezze accumulate nel tempo dalla criminalità.<br />
Si evidenzia che la responsabilità degli indagati sarà definitivamente accertata solo ove intervenga sentenza irrevocabile di condanna. La diffusione del presente comunicato stampa è autorizzata dalla competente Procura Europea in ottemperanza alle disposizioni del Decreto Legislativo n. 188/2021, ritenendo sussistente l’interesse pubblico all’informazione con particolare riferimento al contrasto dei traffici illeciti nonché di ogni altra forma di criminalità economico-finanziaria.</p>
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		<item>
		<title>CONTRABBANDO DI PRODOTTI ENERGETICI, LE FIAMME GIALLE SEQUESTRANO AUTOCISTERNA DI GASOLIO</title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/contrabbando-di-prodotti-energetici-le-fiamme-gialle-sequestrano-autocisterna-di-gasolio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Oct 2026 13:44:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[News 1]]></category>
		<category><![CDATA[CONTRABBANDO DI PRODOTTI ENERGETICI]]></category>
		<category><![CDATA[EBOLI]]></category>
		<category><![CDATA[Guardia di Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[SEQUESTRO AUTOCISTERNA DI GASOLIO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Salerno hanno sequestrato, nei giorni scorsi, circa 8.500 litri di gasolio per autotrazione, rinvenuti all&#8217;interno di un&#8217;autocisterna sottoposta a controllo mentre percorreva la rete stradale della Provincia. Il risultato è stato ottenuto dalle Fiamme Gialle del Gruppo di Eboli, nell&#8217;ambito della quotidiana attività di contrasto [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Salerno hanno sequestrato, nei giorni scorsi, circa 8.500 litri di gasolio per autotrazione, rinvenuti all&#8217;interno di un&#8217;autocisterna sottoposta a controllo mentre percorreva la rete stradale della Provincia. Il risultato è stato ottenuto dalle Fiamme Gialle del Gruppo di Eboli, nell&#8217;ambito della quotidiana attività di contrasto ai traffci illeciti nel settore delle accise sui prodotti energetici.</p>
<p>Al termine delle operazioni, i Finanzieri hanno proœduto al sequestro dell&#8217;autocisterna e degli 8.500 litri di gasolio trasportati privi della prescritta documentazione fiscale di accompagnamento e deferito il responsabile all&#8217;Autorità Giudiziaria sottrazione di prodotti energetici all&#8217;accertamento e al pagamento dell&#8217;accisa, prevista dal d.lgs. n. 504/1995 (Testo Unico delle Accise).</p>
<p>Le frodi alle accise arrecano gravi danni alle entrate dello Stato e comportano effetti distorsivi alle regole della libera concorrenza. Il prodotto sequestrato, qualora fosse stato immesso sul mercato, avrebbe determinato un&#8217;evasione, tra accisa e IVA, di circa 9.000 euro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tvoggisalerno.it/contrabbando-di-prodotti-energetici-le-fiamme-gialle-sequestrano-autocisterna-di-gasolio/">CONTRABBANDO DI PRODOTTI ENERGETICI, LE FIAMME GIALLE SEQUESTRANO AUTOCISTERNA DI GASOLIO</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tvoggisalerno.it">TVOGGI Salerno</a>.</p>
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		<item>
		<title>INTENSIFICATI I CONTROLLI NEI LUOGHI DELLA MOVIDA DI SALERNO – </title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/intensificati-i-controlli-nei-luoghi-della-movida-di-salerno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Barbara Albero]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Oct 2026 10:16:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[News 2]]></category>
		<category><![CDATA[alcool]]></category>
		<category><![CDATA[ARMA DEI CARABINIERI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel corso del weekend appena trascorso, nell’ambito del dispositivo di controllo disposto dal Questore di Salerno, d’intesa con il Prefetto all’esito del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, sono stati effettuati mirati servizi di prevenzione e vigilanza nelle aree maggiormente frequentate dai giovani nella provincia. Alle attività hanno concorso Polizia di Stato, Arma [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel corso del weekend appena trascorso, nell’ambito del dispositivo di controllo disposto dal Questore di Salerno, d’intesa con il Prefetto all’esito del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, sono stati effettuati mirati servizi di prevenzione e vigilanza nelle aree maggiormente frequentate dai giovani nella provincia.</p>
<p>Alle attività hanno concorso Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizie Locali, attraverso servizi coordinati di controllo del territorio, pattugliamenti appiedati e verifiche nei pressi dei principali esercizi pubblici e luoghi di aggregazione.</p>
<p>Nel complesso sono state identificate e controllate oltre 300 persone, di cui 95 minori, e controllati oltre 100 veicoli. L’attività ha consentito di presidiare le zone interessate dalla movida e di prevenire situazioni potenzialmente idonee a incidere sull’ordine e sulla sicurezza pubblica.</p>
<p>Nel corso dei servizi, personale della Squadra Amministrativa della Questura di Salerno ha deferito all’Autorità Giudiziaria il titolare di un esercizio di somministrazione di alimenti e bevande per l’ipotesi di somministrazione di bevande alcoliche a minori di anni sedici.</p>
<p>A seguire, congiuntamente a personale della Polizia Locale di Salerno, sono state contestate 31 sanzioni amministrative per violazioni al Codice della Strada nei pressi di esercizi pubblici, nell’ambito dei controlli finalizzati a contrastare comportamenti di guida pericolosi e a garantire la sicurezza della circolazione nelle fasce orarie caratterizzate da maggiore affluenza.</p>
<p>I servizi si sono svolti regolarmente e non hanno fatto registrare criticità sotto il profilo dell’ordine e della sicurezza pubblica. L’attività di controllo proseguirà anche nei prossimi fine settimana, con l’obiettivo di assicurare una fruizione sicura e responsabile dei luoghi della movida e la vivibilità dei centri cittadini.</p>
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		<title>TRUFFA AL SISTEMA SANITARIO, NEI GUAI TITOLARE DI UNA CLINICA PRIVATA</title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/truffa-al-sistema-sanitario-nei-guai-titolare-di-una-clinica-privata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Oct 2026 13:03:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[News 1]]></category>
		<category><![CDATA[Guardia di Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[truffa al sistema sanitario nazionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella serata di ieri personale del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Salerno ha dato esecuzione, su disposizione della Procura della Repubblica di Vallo della Lucania, ad un&#8217;ordinanza di misura cautelare emessa dal Tribunale di Salerno &#8211; Sezione Riesame con la quale è stato disposto, nei confronti del legale rappresentate di una clinica privata [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nella serata di ieri personale del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Salerno ha dato esecuzione, su disposizione della Procura della Repubblica di Vallo della Lucania, ad un&#8217;ordinanza di misura cautelare emessa dal Tribunale di Salerno &#8211; Sezione Riesame con la quale è stato disposto, nei confronti del legale rappresentate di una clinica privata convenzionata con il Sistema Sanitario Nazionale, il divieto temporaneo di esercitare uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese per la durata di un anno.</p>
<p>Gli elementi probatori acquisiti nel corso delle indagini, effettuate dai Finanzieri della Compagnia di Vallo della Lucania, hanno consentito alla Sezione Riesame del Tribunale di Salerno &#8211; chiamata, a seguito di appello presentato dalla Procura cilentana, a rivalutare i complessivi elementi indiziari raccolti &#8211; di riconoscere in capo all&#8217;indagato la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza in ordine al reato di associazione per delinquere finalizzata alla truffa in danno di ente pubblico e di falso in atto pubblico, posta in essere con altri tre indagati.</p>
<p>In particolare, a carico dell&#8217;indagato oggi attinto da misura cautelare, è stato riconosciuto di avere partecipato all&#8217;associazione consentendo ad un medico, legato da un vincolo di esclusività con un&#8217;azienda sanitaria pubblica, di effettuare interventi chirurgici presso la clinica privata di cui era amministratore, in modo da indurre in errore l&#8217;azienda sanitaria che continuava a corrispondere al medico suo dipendente la relativa indennità mensile suppletiva ed in modo da riservarsene illecitamente la professionalità ed il giro di pazienti.</p>
<p>L&#8217;attività investigativa, infatti, aveva già consentito di dare esecuzione, nello scorso mese del marzo, a misure cautelari personali nei confronti di due medici che operavano presso la menzionata clinica privata. In quel caso le indagini avevano consentito di acclarare che uno dei due medici sottoposto a misura eseguiva interventi chirurgici presso una clinica privata convenzionata con il Sistema Sanitario Nazionale, nonostante fosse dipendente con caratteri di esclusività di un&#8217;azienda ospedaliera pubblica. Il provvedimento cautelare a cui ieri è stata data esecuzione riguarda appunto l&#8217;amministratore della società che gestiva la clinica privata ove il medico con il contratto di esclusiva effettuava gli interventi chirurgici.</p>
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		<item>
		<title>NASCONDEVANO SIGARETTE DI CONTRABBANDO IN UN BOX, NEI GUAI TRE PERSONE</title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/nascondevano-sigarette-di-contrabbando-in-un-box-nei-guai-tre-persone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Oct 2026 08:20:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[News 1]]></category>
		<category><![CDATA[Guardia di Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[scafati]]></category>
		<category><![CDATA[SIGARETTE DI CONTRABBANDO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella giornata odierna, ufficiali di Polizia Giudiziaria del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Salerno e della Compagnia GdF di Scafati, hanno eseguito un&#8217;ordinanza applicativa della misura cautelare dell&#8217;obbligo di dimora, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Nocera Inferiore su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di tre [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nella giornata odierna, ufficiali di Polizia Giudiziaria del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Salerno e della Compagnia GdF di Scafati, hanno eseguito un&#8217;ordinanza applicativa della misura cautelare dell&#8217;obbligo di dimora, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Nocera Inferiore su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di tre persone di nazionalità italiana; il reato contestato e quello di contrabbando di Tabacchi Lavorati Esteri.</p>
<p>Secondo l&#8217;ipotesi accusatoria sarebbe stata individuata un&#8217;attività di approvvigionamento e commercializzazione di TLE, parte dei quali rinvenuti e sequestrati all&#8217;interno di un box ubicato nel comune di Scafati, per circa 240 chilogrammi di sigarette di varie marche e tipologie ed altri custoditi in ulteriori locali ubicati nello stesso comune e destinati per la successiva distribuzione al dettaglio, prevalentemente nell&#8217;area napoletana.</p>
<p>Complessivamente l&#8217;attività d&#8217;indagine ha consentito il sequestro di circa 500 chilogrammi di sigarette di contrabbando. Il provvedimento cautelare è suscettibile di impugnazione e le accuse, cosi come formulate, non implicano alcun giudizio definitivo di responsabilità e saranno sottoposte al vaglio del giudice nelle successive fasi del procedimento.</p>
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		<item>
		<title>CORSI DI FORMAZIONE AZIENDALE FITTIZI, SEQUESTRO PREVENTIVO PER OLTRE 30 MILIONI DI EURO</title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/corsi-di-formazione-aziendale-fittizi-sequestro-preventivo-per-oltre-30-milioni-di-euro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2026 11:15:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[News 1]]></category>
		<category><![CDATA[CORSI DI FORMAZIONE AZIENDALE FITTIZI]]></category>
		<category><![CDATA[Guardia di Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[SEQUESTRO PREVENTIVO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Perquisizioni e sequestri nell’ambito di indagini per sospette frodi riguardanti fittizi corsi di formazione Su incarico della Procura Europea (PED) di Napoli, il Nucleo di Polizia Economica e Finanziaria della Guardia di Finanza di Salerno ha effettuato oggi perquisizioni e sequestri nell&#8217;ambito di un&#8217;indagine su sospetta frode relativa a corsi di formazione fittizi. L’indagine trae [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Perquisizioni e sequestri nell’ambito di indagini per sospette frodi riguardanti fittizi corsi di formazione Su incarico della Procura Europea (PED) di Napoli, il Nucleo di Polizia Economica e Finanziaria della Guardia di Finanza di Salerno ha effettuato oggi perquisizioni e sequestri nell&#8217;ambito di un&#8217;indagine su sospetta frode relativa a corsi di formazione fittizi. L’indagine trae origine da una verifica fiscale effettuata dalla Guardia di Finanza di Salerno nel 2025 presso un&#8217;azienda operante nel settore della gestione dei rifiuti. Secondo l&#8217;indagine, una cooperativa avrebbe emesso fatture per corsi di formazione aziendale mai erogati ai dipendenti dell&#8217;azienda. Si ritiene che tali attività formative fittizie siano state utilizzate per supportare richieste di finanziamenti pubblici destinati alla formazione e allo sviluppo delle competenze professionali. Gli elementi raccolti hanno consentito di rivelare che la società ha ottenuto, in tal modo, oltre 6,6 milioni di euro nell&#8217;ambito del Fondo per le Nuove Competenze, un programma di formazione professionale cofinanziato dal Fondo Sociale Europeo Plus (FSE+), e ha indebitamente richiesto ulteriori 500.000 euro di crediti d&#8217;imposta legati alla formazione dei dipendenti. L&#8217;indagine ha inoltre accertato che i proventi della presunta frode sono stati successivamente utilizzati per finanziare le attività aziendali, compresi i pagamenti a dipendenti e fornitori. L&#8217;indagine della Procura europea riguarda una sospetta frode a danno degli interessi finanziari dell&#8217;Unione europea. Parallelamente, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Nocera Inferiore sta indagando su presunti reati di fallimento riguardanti gli stessi indagati. Le perquisizioni e i provvedimenti di sequestro sono stati coordinati tra le due procure. Tutti gli indagati sono presunti innocenti fino a prova contraria, accertata dinanzi ai tribunali italiani competenti. La Procura europea (EPPO) è l&#8217;organo inquirente indipendente dell&#8217;Unione europea. È responsabile delle indagini, dei procedimenti giudiziari e della condanna dei reati contro gli interessi finanziari dell&#8217;UE.</p>
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		<item>
		<title>LA PROCURA DI NOCERA INFERIORE SEQUESTRA UN&#8217;AZIENDA CONSERVIERA A SARNO</title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/la-procura-di-nocera-inferiore-sequestra-unazienda-conserviera-a-sarno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Barbara Albero]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2026 10:08:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[News 2]]></category>
		<category><![CDATA[azienda conserviera]]></category>
		<category><![CDATA[carabinieri]]></category>
		<category><![CDATA[FIUME SARNO]]></category>
		<category><![CDATA[Guardia di Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[Nocera Inferiore]]></category>
		<category><![CDATA[procura]]></category>
		<category><![CDATA[sarno]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nuovo sequestro nel territorio di Sarno nell’ambito dei controlli per la tutela ambientale del bacino del fiume Sarno. Il provvedimento, disposto dalla Procura della Repubblica di Nocera Inferiore, riguarda un’azienda conserviera nella quale sono state riscontrate, secondo gli inquirenti, violazioni della normativa ambientale. L’operazione è scattata all’esito di una serie di controlli e accertamenti durati [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nuovo sequestro nel territorio di Sarno nell’ambito dei controlli per la tutela ambientale del bacino del fiume Sarno. Il provvedimento, disposto dalla Procura della Repubblica di Nocera Inferiore, riguarda un’azienda conserviera nella quale sono state riscontrate, secondo gli inquirenti, violazioni della normativa ambientale.</p>
<p>L’operazione è scattata all’esito di una serie di controlli e accertamenti durati diversi giorni e condotti congiuntamente dai militari della Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza di Salerno, dal Reparto Territoriale dei Carabinieri di Nocera Inferiore e dal Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale, Agroalimentare e Forestale del Gruppo Carabinieri Forestale di Salerno.</p>
<p>L’attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Nocera Inferiore diretta dal Procuratore Luigi Albero Cannavale, ha visto anche il supporto tecnico e specialistico di Arpa Campania e Ispra.</p>
<p>Nel corso delle verifiche, gli accertamenti tecnici avrebbero fatto emergere diverse criticità. In particolare, ai titolari dell’azienda viene contestata l’ipotesi di scarico di acque reflue industriali in assenza della prescritta autorizzazione, oltre a una gestione non autorizzata di rifiuti.</p>
<p>Alla luce degli elementi raccolti, l’autorità giudiziaria ha disposto il sequestro preventivo di alcune aree dello stabilimento, di diversi macchinari ritenuti pertinenti alle violazioni contestate e di ingenti quantitativi di rifiuti presenti all’interno del sito. Il provvedimento ha comportato una significativa limitazione dell’attività produttiva dell’azienda.</p>
<p>Il sequestro arriva all’indomani di un analogo provvedimento eseguito a Scafati nei confronti di un’azienda attiva nel settore della carpenteria metallica. Due operazioni che si inseriscono nel più ampio quadro dei controlli messi in campo per la tutela del territorio e, in particolare, del bacino del fiume Sarno.</p>
<p><strong> </strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>PRODOTTI COSMETICI CONTRAFFATTI, MAXI SEQUESTRO DA PARTE DELLA GUARDIA DI FINANZA</title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/prodotti-cosmetici-contraffatti-maxi-sequestro-da-parte-della-guardia-di-finanza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2026 18:54:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[News 1]]></category>
		<category><![CDATA[Guardia di Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[PONTECAGNANO FAIANO]]></category>
		<category><![CDATA[Sequestro prodotti cosmetici contraffatti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nell&#8217;ambito del controllo economico del territorio, il Comando Provinciale ha intensificato le attività di contrasto alla commercializzazione di prodotti contraffatti, non conformi agli standard di sicurezza e potenzialmente dannosi per la salute. Nel corso di mirate operazioni svolte nei giorni scorsi, i finanzieri del Gruppo di Salerno hanno eseguito un ingente sequestro a Pontecagnano-Faiano, rinvenendo [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nell&#8217;ambito del controllo economico del territorio, il Comando Provinciale ha intensificato le attività di contrasto alla commercializzazione di prodotti contraffatti, non conformi agli standard di sicurezza e potenzialmente dannosi per la salute. Nel corso di mirate operazioni svolte nei giorni scorsi, i finanzieri del Gruppo di Salerno hanno eseguito un ingente sequestro a Pontecagnano-Faiano, rinvenendo migliaia di prodotti destinati alla cura della persona. In particolare, sono stati sequestrati 35.129 articoli contraffatti, tra cui creme per il corpo, shampoo e tinture per capelli recanti marchi riconducibili a noti brand del settore cosmetico. Le Fiamme Gialle hanno inoltre individuato 1.428 prodotti risultati non sicuri, poiché privi della documentazione obbligatoria prevista dalla normativa nazionale ed europea. Ancora più rilevante il rinvenimento di 1.116 prodotti cosmetici ritenuti pericolosi per la salute pubblica. Gli articoli contenevano infatti &#8220;butylphenyl methylpropional&#8221; (sostanza nota come Lilial), una fragranza sintetica il cui utilizzo nei cosmetici è vietato a causa dei possibili effetti nocivi sulla fertilità, sullo sviluppo fetale e per il rischio di reazioni allergiche. A seguito degli accertamenti, è stato denunciato alla Procura della Repubblica un cittadino italiano, legale rappresentante di una società operante nel commercio all&#8217;ingrosso di prodotti non alimentari. L&#8217;uomo dovrà rispondere delle ipotesi di reato di contraffazione e ricettazione, oltre che delle violazioni previste dalla normativa sulla sicurezza dei prodotti cosmetici. L&#8217;operazione conferma il costante impegno della Guardia di Finanza salernitana nel contrasto ai traffici illeciti e nella salvaguardia della salute dei consumatori, garantendo al contempo condizioni di leale concorrenza a favore degli operatori economici che rispettano le regole.</p>
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