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	<title>INDUSTRIA Archivi - TVOGGI Salerno</title>
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	<title>INDUSTRIA Archivi - TVOGGI Salerno</title>
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		<title>VISCONTI: &#8220;ECONOMIA ITALIANA CRESCE GRAZIE AL SUD. POLITICA FACCIA LA SUA PARTE E RISOLVA CRITICITÀ&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Barbara Albero]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Oct 2024 09:24:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[News 1]]></category>
		<category><![CDATA[ANTONIO VISCONTI]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="v1gmail-Paragrafobase">Nonostante i ben noti limiti strutturali, negli ultimi 10 anni l&#8217;economia del Mezzogiorno si è mossa in linea con quella dell&#8217;intero Paese, sebbene con oscillazioni più ampie. In particolare, nel periodo successivo alla pandemia, il Mezzogiorno ha conseguito risultati migliori di quelli dell&#8217;intera economia italiana. Un trend spesso sottovalutato che, però, per Antonio Visconti, presidente Ficei (Federazione italiana consorzi enti industrializzazione) e numero uno dell&#8217;Area di sviluppo industriale di Salerno, rappresenta il punto di partenza per un nuovo New Deal meridionale.</p>
<p class="v1gmail-Paragrafobase">&#8220;Tra il 2019 e il 2023 il Pil è aumentato del 3,7 per cento, contro il 3,3 nelle altre regioni; le esportazioni sono cresciute del 13 per cento, contro il 9% del Centro Nord. L&#8217;occupazione è salita del 3,5 per cento, a fronte dell&#8217;1,5 nel resto del Paese&#8221;, spiega. &#8220;Il tasso di disoccupazione è sceso di 3,6 punti, il doppio che nelle regioni centro-settentrionali. Anche e soprattutto nell&#8217;interesse del Nord, di cui il Mezzogiorno è il principale mercato di sbocco, occorre dare continuità alla ripresa dell&#8217;economia meridionale, sostenendo e rafforzando queste tendenze, con investimenti e qualità dell&#8217;azione pubblica&#8221;.</p>
<p class="v1gmail-Paragrafobase">Il Sud, insomma, conviene. Anche ora che le fibrillazioni internazionali (Ucraina e Medio Oriente) spaventano per la più che probabile febbre dei prezzi. &#8220;Le regioni meridionali garantiscono condizioni di stabilità geopolitica ed economica, anche grazie all&#8217;appartenenza dell&#8217;Italia all&#8217;Unione europea&#8221;, spiega ancora Visconti. &#8220;Rispetto alle destinazioni tradizionali della delocalizzazione produttiva, le regioni del Sud sono collocate in prossimità dei maggiori centri economici europei e al crocevia del Mediterraneo, attraverso cui transita un quinto del traffico marittimo internazionale. Inoltre, esse sono dotate di una forza lavoro sottoutilizzata e di poli scientifici di qualità e rappresentano uno sbocco con 20 milioni di abitanti&#8221;. Un segmento di mercato su tutti può rappresentare il paradigma di questo nuovo modello sudista: &#8220;L&#8217;Italia meridionale offre evidenti vantaggi nella produzione di energia rinnovabile: tra il 2007 e il 2022 la capacità produttiva in questo settore è quadruplicata, passando dal 26 al 40 per cento del totale nazionale&#8221;.</p>
<p class="v1gmail-Paragrafobase">A ciò si aggiungano i miliardi del Pnrr (&#8220;Una misura significativa che, insieme ai fondi strutturali e al Fondo sviluppo e coesione, mette a disposizione nel decennio finanziamenti nell&#8217;ordine del 5% del Pil meridionale, ben superiore al 3% della Cassa del Mezzogiorno&#8221;) e la Zes (&#8220;può contribuire a rafforzare il coordinamento tra diversi livelli di governo e con le altre politiche nazionali e ad attrarre finanziamenti dall&#8217;esterno&#8221;).</p>
<p class="v1MsoNormal">Per questo, avverte Visconti, bisogna intervenire sulle aree di criticità che rischiano di rallentare la ripresa come le &#8220;inefficienze della giustizia civile e della rete infrastrutturale&#8221;, la &#8220;vetustà e l&#8217;inadeguatezza delle reti idrica ed elettrica&#8221; oltre al &#8220;potenziamento della banda larga&#8221;.</p>
<p class="v1MsoNormal">
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		<title>DELOCALIZZAZIONE FONDERIE, I PISANO CHIEDONO UN INCONTRO</title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/delocalizzazione-fonderie-i-pisano-chiedono-un-incontro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Barbara Albero]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Nov 2020 13:58:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[delocalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[Fonderie]]></category>
		<category><![CDATA[Guido Pisano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una lettera firmata da Guido Pisano, il presidente delle Fonderie Pisano &#038; C. di Fratte indirizzata al presidente della Regione De Luca, all&#8217;assessore Bonavitacola, al presidente della Provincia Strianese, al Sindaco di Salerno Napoli, al Sindaco di Buccino Parisi, per chiedere incontro nel corso del quale illustrare il progetto della nuova realtà industriale delle fonderie [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Una lettera firmata da Guido Pisano, il  presidente delle Fonderie Pisano &#038; C. di Fratte indirizzata al presidente della Regione De Luca, all&#8217;assessore Bonavitacola, al presidente della Provincia Strianese, al Sindaco di Salerno Napoli, al Sindaco di Buccino Parisi, per chiedere  incontro nel corso del quale illustrare il progetto  della nuova realtà industriale delle fonderie e la localizzazione del sito nei minimi dettagli, con particolare riferimento agli aspetti tecnici e alle ricadute economiche e occupazionali. Un appuntamento utile per approfondire  ogni tipo di influenza sugli equilibri del contesto ambientale nel quale la struttura produttiva andrà a inserirsi. E&#8217; questa la richiesta avanzata dalla proprietà delle fonderie di Fratte che in una lettera scrive testualmente : </p>
<p>“Negli ultimi anni la nostra azienda ha subito un attacco mediatico attraverso il quale è stata “accusata” di avere contribuito ala “distruzione” degli equilibri ambientali e, addirittura, di essere la unica fonte inquinante nella Valle dell’Irno.<br />
 <br />
            Va detto che &#8211; anche grazie agli accertamenti promossi dalla Regione Campania &#8211; lo studio Spes ha dimostrato che i fattori inquinanti riscontrati nella zona (mercurio e diossine) non fanno parte del ciclo produttivo della nostra Fonderia, in quanto tutte le analisi compiute dagli organi competenti hanno dimostrato che le emissioni di questi due elementi sono particolarmente ridotte. <br />
           <br />
            Nei giorni scorsi si è concluso il giudizio sulle accuse a noi formulate in seguito a una indagine che ha preso il via nel 2016. Il Tribunale di Salerno ha assolto la nostra azienda da tutti i capi di imputazione “perché il fatto non sussiste”, riscontrando l’assenza di qualsiasi tipologia di reato di inquinamento di aria ed acqua, appurando il pieno rispetto di tutte le norme, e sanzionando la non corretta gestione di una parte dei rifiuti “non pericolosi”.<br />
 <br />
            La nostra azienda, presente nella zona da oltre centosessanta anni, a questo punto &#8211; dopo tutti gli accertamenti compiuti &#8211; può continuare a fare attività industriale e apportare ricchezza e valore aggiunto lì dove si trova a operare; ma, invece, intende avviare un programma che prevede una nuova localizzazione del sito.<br />
 <br />
            Non è la prima volta che torniamo su tale questione che riteniamo fondamentale e decisiva sia per noi, parte imprenditoriale, che per i lavoratori che ci accompagnano nella produzione di ghisa da moltissimi anni.<br />
 <br />
            La nostra attuale collocazione è in una area industriale che negli anni ha visto espellere tutti i siti produttivi per, poi, essere invasa da insediamenti residenziali,  qualche volta anche in maniera non conforme alle disposizioni legislative.<br />
 <br />
            Noi, quindi, avendo rispettato tutte le regole ambientali, siamo nelle condizioni di poter continuare ad operare nel sito di Fratte. Ma, poniamo una questione non secondaria. Da molto tempo abbiamo posto al centro dell’attenzione la necessità di procedere verso una nuova localizzazione dello stabilimento di Fratte, vincendo &#8211; innanzi al Tar &#8211; la causa proposta dal Comune di Buccino, e siamo pronti a entrare nel merito del nuovo stabilimento da noi progettato con la massima attenzione agli aspetti ambientali e produttivi.<br />
 <br />
            Il punto sul quale discutere e confrontarci è uno solo: siamo pronti  e disponibili &#8211; tutti insieme &#8211; ad affrontare questa nuova e grande, non più rinviabile, sfida?<br />
           <br />
            Noi, sì. </p>
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		<title>EX ILVA. ANCHE SALERNO ATTENDE IL PIANO TRA 10 GIORNI – </title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/ex-ilva-anche-salerno-attende-il-piano-tra-10-giorni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Barbara Albero]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2020 10:23:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[News 1]]></category>
		<category><![CDATA[Arcelor Mittal Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tutti aspettano, il governo, l&#8217;azienda, i lavoratori. Si aspetta un piano industriale serio ed ambizioso che non metta in discussione gli accordi già presi e che si possa soprattutto garantire una continuità salvaguardando tutti i posti di lavoro dell&#8217;ex Ilva,oggi gestito in affitto da Arcelor Mittal. Il giorno dopo il presidio tenuto anche a Salerno [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Tutti aspettano, il governo, l&#8217;azienda, i lavoratori. Si aspetta un piano industriale serio ed ambizioso che non metta in discussione gli accordi già presi e che si possa soprattutto garantire una continuità salvaguardando tutti i posti di lavoro dell&#8217;ex Ilva,oggi gestito in affitto da Arcelor Mittal. <img fetchpriority="high" decoding="async" class=" wp-image-100712 alignright" src="https://www.tvoggisalerno.it/wp-content/uploads/2020/05/ex-ilva-villani-300x225.jpg" alt="" width="379" height="284" srcset="https://www.tvoggisalerno.it/wp-content/uploads/2020/05/ex-ilva-villani-300x225.jpg 300w, https://www.tvoggisalerno.it/wp-content/uploads/2020/05/ex-ilva-villani-1024x768.jpg 1024w, https://www.tvoggisalerno.it/wp-content/uploads/2020/05/ex-ilva-villani-768x576.jpg 768w, https://www.tvoggisalerno.it/wp-content/uploads/2020/05/ex-ilva-villani-1536x1152.jpg 1536w, https://www.tvoggisalerno.it/wp-content/uploads/2020/05/ex-ilva-villani-110x83.jpg 110w, https://www.tvoggisalerno.it/wp-content/uploads/2020/05/ex-ilva-villani-420x315.jpg 420w, https://www.tvoggisalerno.it/wp-content/uploads/2020/05/ex-ilva-villani-573x430.jpg 573w, https://www.tvoggisalerno.it/wp-content/uploads/2020/05/ex-ilva-villani.jpg 1600w" sizes="(max-width: 379px) 100vw, 379px" /><br />
Il giorno dopo il presidio tenuto anche a Salerno (come a Taranto e negli altri stabilimenti dai lavoratori dinanzi alle aziende siderurgiche), mentre ieri mattina tutti collegati da remoto, con il Ministero dell&#8217;Ambiente in un confronto ArcelorMittal Italia <img decoding="async" class=" wp-image-100711 alignleft" src="https://www.tvoggisalerno.it/wp-content/uploads/2020/05/ex-ilva-2-300x225.jpg" alt="" width="379" height="284" srcset="https://www.tvoggisalerno.it/wp-content/uploads/2020/05/ex-ilva-2-300x225.jpg 300w, https://www.tvoggisalerno.it/wp-content/uploads/2020/05/ex-ilva-2-1024x768.jpg 1024w, https://www.tvoggisalerno.it/wp-content/uploads/2020/05/ex-ilva-2-768x576.jpg 768w, https://www.tvoggisalerno.it/wp-content/uploads/2020/05/ex-ilva-2-1536x1152.jpg 1536w, https://www.tvoggisalerno.it/wp-content/uploads/2020/05/ex-ilva-2-110x83.jpg 110w, https://www.tvoggisalerno.it/wp-content/uploads/2020/05/ex-ilva-2-420x315.jpg 420w, https://www.tvoggisalerno.it/wp-content/uploads/2020/05/ex-ilva-2-573x430.jpg 573w, https://www.tvoggisalerno.it/wp-content/uploads/2020/05/ex-ilva-2.jpg 1600w" sizes="(max-width: 379px) 100vw, 379px" /> e Stato si ribadiva l&#8217; impegno a coinvestire nell&#8217;ex Ilva, i vertici aziendali si sono impegnati a presentare un piano tra una decina di giorni, resta alta l&#8217;attenzione dei lavoratori che a  causa della riduzione dell&#8217;attività lavorativa riconducibile alla situazione di emergenza epidemiologica da virus Covid-19 in atto a livello nazionale&#8221; sono in cassa integrazione. Dopo le nove settimane già concluse Arcelor Mittal ha incrementato di ulteriori cinque settimane il ricorso alla Cigo con causale Emergenza Covid-19&#8243; a partire dal 1 giugno 2020.</p>
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<p>La sospensione durerà 5 settimane, ma il timore anche dei lavoratori dello stabilimento della zona industriale di Salerno (una trentina) è che il Coronavirus ha solo creato le condizioni ideali per il disimpegno della multinazionale dell&#8217;acciaio.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>CAMPANIA, DEFINITE LE &#8220;AREE DI CRISI NON COMPLESSA&#8221;</title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/campania-definite-le-aree-di-crisi-non-complessa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Barbara Albero]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Nov 2016 12:27:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA["aree di crisi non complessa"]]></category>
		<category><![CDATA[giunta]]></category>
		<category><![CDATA[INDUSTRIA]]></category>
		<category><![CDATA[REGIONE CAMPANIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Giunta Regionale della Campania, su proposta del Presidente della Regione e dell&#8217;Assessore alle Attività Produttive, ha approvato l&#8217;indicazione delle Aree di crisi industriale non complessa, per realizzare programmi di investimento finalizzati alla reindustrializzazione, alla ripresa occupazionale e allo sviluppo economico dei territori interessati. E&#8217; stato possibile scegliere, sulla base di criteri oggettivi, le aree [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Giunta Regionale della Campania, su proposta del Presidente della Regione e dell&#8217;Assessore alle Attività Produttive, ha approvato l&#8217;indicazione delle Aree di crisi industriale non complessa, per realizzare programmi di investimento finalizzati alla reindustrializzazione, alla ripresa occupazionale e allo sviluppo economico dei territori interessati.</p>
<p>E&#8217; stato possibile scegliere, sulla base di criteri oggettivi, le aree territoriali che, seppure in crisi, presentano un tessuto produttivo in grado di accogliere nuovi investimenti industriali e di esprimere proposte di intervento in linea con le finalità del decreto ministeriale.<br />
Il provvedimento adottato dalla Giunta Regionale contiene tutte le principali aree industriali della Regione.<br />
La Giunta Regionale ha deciso di attivare anche ulteriori misure volte al rilancio di tutte le aree colpite da una crisi diffusa delle attività produttive, dando priorità ai Comuni esclusi dalle aree di crisi non complessa sia per l&#8217;utilizzo dei 48 milioni di euro resi disponibili dal Ministero per lo Sviluppo Economico, in relazione agli Accordi di Programma per la reindustrializzazione in Campania, sia per ulteriori misure già previste negli strumenti di programmazione dei fondi nazionali e comunitari.<br />
L&#8217;Assessore alle attività produttive Amedeo Lepore ha dichiarato a proposito del provvedimento adottato dalla Giunta: &#8220;La Campania è tra le prime Regioni ad avere adottato, dopo un impegnativo lavoro durato alcuni mesi, l&#8217;atto sulle Aree di crisi non complessa, che favorisce l&#8217;attuazione delle misure nazionali e regionali di rilancio delle attività industriali. Siamo stati capofila dell&#8217;iniziativa per la definizione del provvedimento del Governo e della sua migliore applicazione. A questo punto, in Campania disponiamo di un insieme di misure per l&#8217;attrazione di investimenti e per lo sviluppo produttivo che non è presente in nessun&#8217;altra Regione italiana. Con tutte le misure finora adottate &#8211; anche in questa delibera che guarda alla crescita economica dell&#8217;intera Regione e non solo ad una parte di essa &#8211; siamo in grado di imprimere la svolta che il Presidente De Luca ha tenacemente perseguito per una fase di ripresa produttiva e di sviluppo dell&#8217;economia e dell&#8217;occupazione in tutta la Campania&#8221;.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;ATTIVO DELLA FIOM OSPITATO ALLE FONDERIE PISANO</title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/lattivo-della-fiom-ospitato-alle-fonderie-pisano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Barbara Albero]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Oct 2016 11:36:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[attivo]]></category>
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		<category><![CDATA[delocalizzazione]]></category>
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		<category><![CDATA[metalmeccanici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La sede dello stabilimento delle fonderie Pisano di Fratte come luogo dove svolgere stamani l&#8217;attivo provinciale della Fiom Cgil non solo per un confronto sul contratto dei metalmeccanici ma anche per esprimere le solidarietà a tutti lavoratori dell&#8217;azienda che dopo aver appreso della comunicazione del Tribunale dove si dice che i dati Arpac sono a [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tvoggisalerno.it/lattivo-della-fiom-ospitato-alle-fonderie-pisano/">L&#8217;ATTIVO DELLA FIOM OSPITATO ALLE FONDERIE PISANO</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tvoggisalerno.it">TVOGGI Salerno</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="LEFT">La sede dello stabilimento delle fonderie Pisano di Fratte come luogo dove svolgere stamani l&#8217;attivo provinciale della Fiom Cgil non solo per un confronto sul contratto dei metalmeccanici ma anche per esprimere le solidarietà a tutti lavoratori dell&#8217;azienda che dopo aver appreso della comunicazione del Tribunale dove si dice che i dati Arpac sono a posto sperano in una riapertura delle fonderie.</p>
<p align="JUSTIFY">Il lavoro in provincia di Salerno, la trattativa sul contratto dei metalmeccanici, un accordo al quale sono interessati quasi 2 milioni di lavoratori e che fa da apripista ai rinnovi di tutte le altre categorie. Questi gli argomenti al centro dell&#8217;attivo che ha visto la partecipazione di Francesca D&#8217;Elia e Matteo Buonaiuto per la Fiom di Salerno, e di Maurizo Mascolo per il regionale. Federmeccanica presenterà una nuova proposta che dovrebbe  riavviare il dialogo fra le parti dopo lo sciopero e i blocchi di straordinari della scorsa estate.</p>
<p align="JUSTIFY">Venerdì mattina sarà il Comune di Battipaglia, ad ospitare l&#8217; Attivo Provinciale della Cgil per affrontare le problematiche relative alla grave crisi industriale che ha colpito l’apparato produttivo della provincia di Salerno, con particolare riferimento all’area di Battipaglia per la quale è stato richiesto alla Regione Campania che venga inserita tra le aree di crisi.</p>
<p align="JUSTIFY">Durante i lavori, si parlerà delle sei aree industriali della provincia: Agro Nocerino Sarnerese, Valle dell’Irno, Salerno, Battipaglia, Cratere (Buccino, Oliveto Citra, Palomonte e Contursi Terme) e Cicerale e saranno, inoltre, illustrate, dai delegati, le crisi che caratterizzano le principali vertenze in atto, a partire dalle Fonderie Pisano, Bingo, Italcementi, ecc.</p>
<p align="JUSTIFY">Intanto stamani sempre una delegazione dei lavoratori ha tenuto un presidio dinanzi al tribunale. Resta il rilascio dell&#8217;Aia (autorizzazione integrata ambientale) si confida in tempi rapidi della regione Campania mentre resta aperto il nodo della delocalizzazione.</p>
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		<title>PISANO, IN CORTEO IL DRAMMA DELLE FAMIGLIE – </title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/pisano-in-corteo-il-dramma-delle-famiglie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Monica Di Mauro]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Jul 2016 11:33:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[fonderie pisano]]></category>
		<category><![CDATA[INDUSTRIA]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[salerno]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Slogan contro il presidente della Regione Vincenzo De Luca ma anche Gianni Lettieri, cori contro Lorenzo Forte alla guida del Comitato Salute e Vita, fischi sotto il tribunale e striscioni eloquenti che raccontano il dramma delle 120 famiglie, senza lavoro con la chiusura delle fonderie Pisano. I lavoratori questa mattina con i rappresentati sindacali della Cgil, al [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Slogan contro il presidente della Regione Vincenzo De Luca ma anche Gianni Lettieri, cori contro Lorenzo Forte alla guida del Comitato Salute e Vita, fischi sotto il tribunale e striscioni eloquenti che raccontano il dramma delle 120 famiglie, senza lavoro con la chiusura delle fonderie Pisano. I lavoratori questa mattina con i rappresentati sindacali della Cgil, al temine di un&#8217;assemblea hanno scelto di marciare su Salerno. Via Calata San Vito, via dei Principati, sosta sotto il palazzo di giustizia sede della Procura che con il provvedimento ha fermato le attività non a norma delle Fonderie e poi sotto i portici della Prefettura in Piazza Amendola per essere ricevuti dal Prefetto. In un volantino distribuito ai cittadini e agli automobilisti che inermi e fermi nelle auto assistevano al corteo che ha paralizzato per tutta la mattinata i lavoratori hanno chiesto di far tornare a lavorare la fabbrica, in sicurezza e a norma, ma l&#8217;industria deve andare avanti. Al loro fianco questa mattina anche le famiglie, moglie e figli hanno scelto di essere presenti al corteo.</p>
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		<title>ECONOMIA, CRESCONO LE IMPRESE</title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/economia-crescono-le-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marcello Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Feb 2016 12:08:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[News 2]]></category>
		<category><![CDATA[camera di commercio]]></category>
		<category><![CDATA[edilizia]]></category>
		<category><![CDATA[Imprese]]></category>
		<category><![CDATA[INDUSTRIA]]></category>
		<category><![CDATA[OSSERVATORIO ECONOMIA]]></category>
		<category><![CDATA[salerno]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cresce il numero di imprese in provincia di Salerno. E&#8217; quanto emerge dall&#8217;ultimo report dell&#8217;osservatorio della Camera di Commercio. In miglioramento il saldo imprenditoriale nel 2015 della provincia di Salerno, che si attesta su un incremento di 1.370 imprese, circa il doppio di quanto si era registrato nell’anno precedente (era 704 il saldo imprenditoriale del [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, Helvetica;"><span style="font-size: small;">Cresce il numero di imprese in provincia di Salerno. E&#8217; quanto emerge dall&#8217;ultimo report dell&#8217;osservatorio della Camera di Commercio. In miglioramento il saldo imprenditoriale nel 2015 della provincia di Salerno, che si attesta su un incremento di 1.370 imprese, circa il doppio di quanto si era registrato nell’anno precedente (era 704 il saldo imprenditoriale del 2014) che rappresenta un tasso di crescita dell’1,2%, a fronte dello 0,6% dello scorso anno. Un risultato che nasce dal bilancio della dinamica relativa alle nuove iscrizioni di imprese, complessivamente pari a n. 7.871, e a quella delle chiusure di attività di impresa pari a 6.501, entrambe in rallentamento rispetto a quanto rilevato nel 2014.Continua la crescita delle attività dei servizi di alloggio e ristorazione (4,3%) e dei servizi destinati soprattutto alle imprese. In aumento anche le attività commerciali, che rappresentano oltre il 30% del totale provinciale, ad un tasso dell’1%. Si rafforza leggermente la base imprenditoriale del settore manifatturiero e delle costruzioni (entrambe con una crescita dello stock del 0,6%). Meno intensa, rispetto a quanto registrato gli scorsi anni, la contrazione imprenditoriale nel settore agricolo (-1,1%).Prosegue la crescita delle società di capitali (1.611 in più) che presentano l’incremento più significativo (6,5%), anche maggiore di quella rilevata nell’anno precedente (era +5,8% il tasso di crescita del 2014). Da evidenziare che oltre la metà delle società di capitale nate nell’anno, risulta costituita nella forma giuridica di Srl semplificata. Complessivamente le società di capitale rappresentano ora il 22% del tessuto imprenditoriale salernitano, mentre erano solo il 13% dieci anni fa.Segnali positivi anche sul fronte dei fallimenti: nel 2015 le imprese coinvolte sono state poco più di 200, il 12% in meno dell’anno precedente.</span></span></span></p>
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