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	<title>legambiente Archivi - TVOGGI Salerno</title>
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	<title>legambiente Archivi - TVOGGI Salerno</title>
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		<title>NASCE UNA TARTARUGA GIGANTE SULLA SPIAGGIA DI ACCIAROLI – </title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/nasce-una-tartaruga-gigante-sulla-spiaggia-di-acciaroli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Monica Di Mauro]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jun 2026 11:27:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Una gigantesca scultura di sabbia dedicata alle tartarughe marine prende forma sulla spiaggia di Acciaroli, nel Comune di Pollica nel Parco Nazionale del Cilento e celebra una specie sempre più diffusa sulle coste italiane. L’opera, realizzata dagli artisti spagnoli di Arenas Posibles, viene inaugurata oggi 16 giugno (Giornata Mondiale delle Tartarughe Marine) alla presenza del [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Una gigantesca scultura di sabbia dedicata alle tartarughe marine prende forma sulla spiaggia di Acciaroli, nel Comune di Pollica nel Parco Nazionale del Cilento e celebra una specie sempre più diffusa sulle coste italiane. L’opera, realizzata dagli artisti spagnoli di Arenas Posibles, viene inaugurata oggi 16 giugno (Giornata Mondiale delle Tartarughe Marine) alla presenza del Sindaco di Pollica e rappresenta un invito a riflettere sull’importanza della tutela del mare e delle tartarughe marine.<br />
L’installazione trasforma la spiaggia in uno spazio di incontro tra arte, educazione ambientale e partecipazione, richiamando l’attenzione di cittadini e turisti sulla necessità di proteggere gli ecosistemi costieri e la biodiversità del Mediterraneo. Attraverso il linguaggio immediato e coinvolgente della Sand Art, la scultura, delicata come l’equilibrio della Natura, racconta la fragilità e il valore delle tartarughe marine, contribuendo a diffondere una maggiore consapevolezza ambientale.<br />
L&#8217;opera, che rappresenta un importante contributo alla valorizzazione della biodiversità, è stata concepita per sensibilizzare la comunità su un fenomeno in crescita: solo l’anno scorso in Italia sono stati censiti oltre 700 nidi di Caretta caretta, di cui 114 in Campania. Per quanto riguarda la nuova stagione 2026, nella regione sono stati trovati già 3 nidi.<br />
Un fenomeno dovuto, ipotizzano gli scienziati, ai cambiamenti climatici e in particolare al riscaldamento globale: la specie trova idonei ambienti che fino a pochi decenni fa non erano adatti alla deposizione delle uova. Allo stesso tempo, l’iniziativa mira a mettere in luce e denunciare le pressioni del disturbo antropico che mettono a rischio la sopravvivenza della specie: in particolare l’uso di ruspe sulla costa e l’inquinamento luminoso, che alterano i siti di nidificazione e disorientano gli esemplari durante le fasi più delicate del ciclo riproduttivo.<br />
La realizzazione dell’opera segna l’avvio del TartaBeach Tour 2026, l’iniziativa itinerante promossa da Legambiente e Mareblu che nel corso dell’estate attraversa diverse regioni italiane con attività dedicate alla conoscenza e alla conservazione delle tartarughe marine. L&#8217;iniziativa si inserisce all&#8217;interno di un più ampio progetto Life Turtlenest per la tutela dei nidi di Caretta caretta nel Mediterraneo Occidentale, coordinato da Legambiente e con la direzione scientifica della Stazione Zoologica di Napoli co-finanziato dal programma Life dell’Unione Europea. La giornata prosegue con laboratori creativi e attività didattiche rivolti a bambini, famiglie e cittadini, guidati dagli artisti, dagli operatori e dai volontari di Legambiente. Attraverso momenti di gioco, apprendimento e partecipazione, il TartaBeach Tour coinvolge il pubblico nella scoperta del ciclo di vita delle tartarughe marine e delle buone pratiche utili a favorirne la tutela.<br />
“Attraverso lo straordinario linguaggio della Sand Art — dichiara Stefano Di Marco, Coordinatore dell’Ufficio Progetti di Legambiente e Project Manager del progetto LIFE Turtlenest — in questa giornata così significativa abbiamo voluto evidenziare la bellezza e la profonda fragilità di una specie simbolo come la tartaruga marina, ma anche la vulnerabilità degli ecosistemi costieri e marini che la ospitano.Il Mediterraneo e le nostre spiagge sono oggi sottoposti a crescenti pressioni antropiche: dall&#8217;impatto del turismo di massa alle catture accidentali nella pesca, fino alla cementificazione dei litorali. In questo scenario, il boom di nidificazioni a cui stiamo assistendo in questi anni, se da un lato ci emoziona, dall&#8217;altro rappresenta un chiaro campanello d&#8217;allarme dei cambiamenti climatici e del riscaldamento globale, che stanno spingendo la specie a colonizzare nuovi territori”.<br />
&#8220;Il Comune di Pollica è un territorio che ha scelto di stare dalla parte del mare, in tutti i sensi ha dichiarato Stefano Pisani, Sindaco di Pollica. Le tartarughe marine non sono solo un simbolo: sono un indicatore di salute dell’ecosistema costiero e un motivo di orgoglio per la nostra comunità. Aderire alla rete dei Comuni Amici delle Tartarughe Marine promossa da Legambiente significa assumersi una responsabilità concreta: quella di tramandare alle prossime generazioni un mare ancora vivo, pulito, abitato. Non è un vincolo: è il nostro vantaggio competitivo. Proprio per questo, con il progetto LIFE Turtlenest e iniziative itineranti come il TartaBeach Tour, vogliamo trasformare la meraviglia in tutela attiva. Proteggere i nidi e sensibilizzare le comunità locali, i turisti e gli operatori balneari è l&#8217;unico modo per garantire un futuro a questi straordinari animali e preservare la biodiversità dei nostri mari”.</p>
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		<title>A BUCCINO LA TAPPA NAZIONALE DI “VOLER BENE ALL’ITALIA”</title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/a-buccino-la-tappa-nazionale-di-voler-bene-allitalia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Barbara Albero]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Jun 2026 11:00:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[News 2]]></category>
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		<category><![CDATA[Magaldi Green Thermal Energy Storage]]></category>
		<category><![CDATA[Voler Bene all’Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sarà Buccino, in provincia di Salerno, la tappa nazionale campana di “Voler Bene all’Italia”, la campagna di Legambiente dedicata ai piccoli comuni e ai territori interni e montani che stanno costruendo un futuro più sostenibile. L’appuntamento è per domani, 3 giugno, alle ore 10.30, presso lo stabilimento Magaldi, dove la transizione ecologica si traduce in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sarà Buccino, in provincia di Salerno, la tappa nazionale campana di “Voler Bene all’Italia”, la campagna di Legambiente dedicata ai piccoli comuni e ai territori interni e montani che stanno costruendo un futuro più sostenibile.</p>
<p>L’appuntamento è per domani, 3 giugno, alle ore 10.30, presso lo stabilimento Magaldi, dove la transizione ecologica si traduce in innovazione industriale, nuove opportunità di sviluppo e occupazione verde. In questa occasione Legambiente racconterà una delle migliori esperienze italiane di sostenibilità e premierà i Green Workers, lavoratrici e lavoratori protagonisti della transizione ecologica.</p>
<p>Sono sette, in tutta Italia, le best practice selezionate quest’anno da “Voler Bene all’Italia”: realtà che si distinguono per risultati concreti nell’economia circolare, nelle energie rinnovabili, nell’agroecologia, nella gestione sostenibile delle risorse naturali e nel turismo responsabile.</p>
<p>Dal 31 maggio all’8 giugno la campagna farà tappa in questi territori che, a ottant’anni dalla nascita della Repubblica, dimostrano come sia possibile contrastare crisi climatica, spopolamento e marginalità puntando su innovazione e sostenibilità.</p>
<p>Tra queste esperienze c’è proprio quella di Buccino, dove nel settembre 2025 è stato inaugurato il MGTES – Magaldi Green Thermal Energy Storage, il primo impianto italiano di accumulo di energia termica basato su tecnologia a letto di sabbia fluidizzato. Il sistema consente di immagazzinare energia da fonti rinnovabili o dalla rete quando i costi sono più bassi e di utilizzarla quando necessario, riducendo consumi di gas ed emissioni di CO₂.</p>
<p>La giornata vedrà la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni,  del sindaco di Buccino Pasquale Freda, della Presidente Legambiente Campania Mariateresa Imparato, dell’Assessore alle Attività Produttive e Regione Campania Fulvio Bonavitacola, del mondo imprenditoriale per valorizzare il ruolo dei territori che scelgono di diventare laboratori di futuro, sostenibilità e nuova economia.</p>
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		<title>LEGAMBIENTE DOSSIER RICICLO RIFIUTI TESSILI, SALERNO SECONDA PER RACCOLTA  – </title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/legambiente-dossier-riciclo-rifiuti-tessili-salerno-seconda-per-raccolta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Barbara Albero]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 14:05:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non è solo una questione di moda, ma una vera sfida ambientale e industriale. Il dossier “Tessili, la vita oltre l’armadio”, presentato da Legambiente Campania nell’ambito della campagna “Facciamo secco il sacco”, scatta una fotografia nitida della gestione degli scarti tessili in regione, evidenziando una crescita costante ma ancora insufficiente a coprire l’immenso volume di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Non è solo una questione di moda, ma una vera sfida ambientale e industriale. Il dossier “Tessili, la vita oltre l’armadio”, presentato da Legambiente Campania nell’ambito della campagna <em>“Facciamo secco il sacco”</em>, scatta una fotografia nitida della gestione degli scarti tessili in regione, evidenziando una crescita costante ma ancora insufficiente a coprire l’immenso volume di materiali che finisce nell&#8217;indifferenziato.</p>
<p>I dati ISPRA 2024 elaborati dall&#8217;associazione ambientalista mostrano un trend in forte ascesa: tra il 2020 e il 2024, la raccolta differenziata dei tessili in Campania segna  un balzo complessivo del +54,1%. Un segnale positivo che segue l&#8217;obbligo di legge introdotto il 1° gennaio 2022, ma che deve scontrarsi con una realtà ancora complessa: si stima che oltre 155.000 tonnellate di tessuti finiscano ancora nel sacco dell&#8217;indifferenziato, alimentando gli impianti di incenerimento come quello di Acerra.</p>
<p>Nella geografia regionale del riciclo, la provincia di Salerno si conferma un pilastro fondamentale, posizionandosi saldamente al secondo posto per volumi totali intercettati: Con circa 3.000 tonnellate raccolte, Salerno pesa per il 18,5% sull’intero comparto regionale, preceduta solo dalla provincia di Napoli (che con 8.700 t copre oltre la metà del totale).</p>
<p>Il dossier solleva anche il velo sulle &#8220;aree grigie&#8221; della filiera. Secondo Mariateresa Imparato, presidente di Legambiente Campania, la mancanza di un’impiantistica moderna e trasparente lascia spazio agli ecocriminali che sfruttano le falle del sistema tra &#8220;usato recuperabile&#8221; e rifiuto tessile.</p>
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		<item>
		<title>GREEN ENERGY REVOLUTION, SALERNO AL 12° POSTO</title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/green-energy-revolution-salerno-al-12-posto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Barbara Albero]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Feb 2026 11:48:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[Green Energy Revolution]]></category>
		<category><![CDATA[legambiente]]></category>
		<category><![CDATA[salerno]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ritorna in Campania la Green Energy Revolution, la campagna di Legambiente insieme alle imprese green per portare nelle scuole educazione ambientale ed energetica, visite guidate agli impianti, workshop e percorsi formativi che uniscono innovazione tecnologica e sostenibilità. La quarta edizione coinvolgerà 16 scuole in tutte le province, ma i numeri raccontano già quanto questo percorso [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ritorna in Campania la Green Energy Revolution, la campagna di Legambiente insieme alle imprese green per portare nelle scuole educazione ambientale ed energetica, visite guidate agli impianti, workshop e percorsi formativi che uniscono innovazione tecnologica e sostenibilità.</p>
<p>La quarta edizione coinvolgerà 16 scuole in tutte le province, ma i numeri raccontano già quanto questo percorso stia incidendo sui territori. La Campania è la prima regione del Sud per numero di imprese eco-investitrici, nell’intervallo temporale 2019-2024, con 50.960 imprese eco-investitrici, pari al 38,2% del totale delle imprese della regione. E Salerno è tra i protagonisti al 12° posto.</p>
<p>La provincia salernitana conta infatti 10.900 imprese green, pari al 38,3% del totale delle imprese. Un dato che la colloca tra le realtà più dinamiche della Campania nella transizione ecologica.</p>
<p>Non solo imprese: anche il lavoro parla sempre più “verde”. L’1,7% dei contratti green jobs nazionali si concentra proprio in provincia di Salerno, con un’incidenza del 32,3% dei nuovi contratti legati a professioni ambientali ed energetiche.</p>
<p>Segnali concreti di un cambiamento in atto, che parte dall’economia ma passa soprattutto dalla formazione.</p>
<p>Dal 2022 al 2025 il progetto ha già coinvolto 40 scuole, oltre 1.200 studenti, 100 docenti formati, con ebook, ricerche, fumetti educativi e protocolli con istituti tecnici e aziende delle rinnovabili.</p>
<p>Il focus di quest’anno punta anche a superare gli stereotipi di genere nelle discipline STEM e ad aumentare la presenza femminile nei green jobs, un settore che in Campania vede oggi una partecipazione delle donne in forte crescita.</p>
<p>«Mettere al centro i green jobs significa offrire risposte concrete alla disoccupazione giovanile, ai NEET e all’emigrazione,  alla scarsa partecipazione delle donne al lavoro», ha dichiarato Mariateresa Imparato, Presidente regionale di Legambiente, chiedendo alla Regione Campania di sostenere un pacchetto di azioni concrete: educazione ambientale ed energetica diffusa nelle scuole e nei territori; orientamento scolastico e professionale rafforzato per i percorsi green; politiche attive del lavoro più adeguate per accompagnare la giusta transizione; una programmazione mirata della formazione con focus su competenze ambientali ed energetiche; politiche industriali per lo sviluppo sostenibile e la riconversione delle filiere produttive ed energetiche a partire da una diversa e innovativa destinazione dei fondi europei.</p>
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		<title>RICICLONI: SALERNO ANCORA PRIMA IN CAMPANIA CON IL 74,16%</title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/ricicloni-salerno-ancora-prima-in-campania-con-il-7416/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Monica Di Mauro]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Dec 2025 10:27:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[News 1]]></category>
		<category><![CDATA[legambiente]]></category>
		<category><![CDATA[RIFIUTI FREE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La produzione complessiva di rifiuti urbani torna a crescere in Campania: nel 2024 raggiunge 2.616.342 tonnellate, +1,02% rispetto al 2023, nonostante il calo demografico regionale. Il dato pro capite sale a 469 kg/ab (+6 kg/ab), indicando un lieve incremento dei consumi o una minore efficacia delle politiche di prevenzione. La raccolta differenziata continua il proprio [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La produzione complessiva di rifiuti urbani torna a crescere in Campania: nel 2024 raggiunge 2.616.342 tonnellate, +1,02% rispetto al 2023, nonostante il calo demografico regionale. Il dato pro capite sale a 469 kg/ab (+6 kg/ab), indicando un lieve incremento dei consumi o una minore efficacia delle politiche di prevenzione. La raccolta differenziata continua il proprio percorso di consolidamento: nel 2024 la Campania raggiunge 58,05% di RD, +1,47 punti percentuali sul 2023. La regione si posiziona nel gruppo delle realtà meridionali con performance medio-alte pur restando distante dagli standard delle regioni del Nord. Sono 121 i Comuni Rifiuti Free di Legambiente, quelli dove la raccolta differenziata è di almeno 65% e dove ogni cittadino produce, al massimo, 75 kg di secco residuo all’anno, ossia di rifiuti indifferenziati avviati allo smaltimento. Aumentano anche i comuni ricicloni, sono 340 (erano 323 lo scorso anno) quelli che hanno superato il limite di legge del 65% di raccolta differenziata. L’ATO Benevento si conferma il più virtuoso con 73,30% di RD. Seguono Salerno (67,99%) e Avellino (62,21%), con sistemi di raccolta maturi e stabili. Buone le performance di Napoli 3 (62,88%), mentre l’ATO Caserta (59,16%) registra il miglior progresso dell’anno. L’ATO Napoli 2 registra un 54,69%, mentre l’ATO Napoli 1 pur crescendo, resta in ritardo con il 45,31% di RD. Tra i capoluoghi spicca Salerno (74,16%), tra le migliori città italiane, Avellino (63,22%) e Benevento (62,98%) confermano livelli superiori alla media regionale. Caserta sale al 62%, mentre Napoli raggiunge il 44,38%, in miglioramento ma ancora lontana dal target. Legambiente ha presentato stamattina a Benevento, nell’impianto di selezione del multimateriale finanziato con i fondi Pnrr che a breve andrà in funzione, il dossier Comuni Ricicloni 2025 nell’ambito della IX edizione dell&#8217;Ecoforum di Legambiente Campania dal titolo &#8220;Le filiere industriali dell’economia circolare”, organizzato in collaborazione con Asia Benevento.<br />
“Da decenni &#8211; commenta Mariateresa Imparato, presidente di Legambiente Campania &#8211; i Comuni Ricicloni campani e le aziende leader del settore hanno rappresentato, spesso in contesti difficili e segnati da emergenze, esperienze pilota di livello europeo, dimostrando che la sostenibilità non è un’utopia, ma una concreta opportunità di sviluppo. Oggi è il tempo di radicare e rafforzare il salto in avanti fatto dalla nostra regione nell’ambito della gestione dei rifiuti. L’economia circolare e la transizione energetica si presentano come la più grande occasione per rilanciare politiche industriali e occupazionali in Campania. In un contesto europeo segnato dal Clean Industrial Deal, la Campania può e deve candidarsi a diventare polo strategico del Mezzogiorno per l’innovazione ambientale, la gestione sostenibile delle risorse, la produzione di energia rinnovabile e la valorizzazione degli scarti. È una sfida che richiede visione politica, capacità di programmazione e un impegno collettivo che sappia coniugare la tutela dell’ambiente con la crescita economica e sociale. Ma è necessario uno scatto in avanti, non più rinviabile, a partire dalla raccolta differenziata fino alle filiere dell’economia circolare. Serve un Piano regionale dedicato ai Comuni “non ancora ricicloni”, quelli che non hanno raggiunto ancora il 65% di raccolta differenziata e che nel 2024 risultano essere 210, comuni che una volta sbloccati potrebbero far fare un importante balzo in avanti alla percentuale regionale di raccolta differenziata. A supporto di questi comuni c’è bisogno di una regia forte e una task force operativa capace di accompagnare e sostenere le amministrazioni locali. È indispensabile intervenire laddove gli Enti d’Ambito, previsti dalla Legge Regionale 14/2016, non hanno garantito il coordinamento necessario per superare le criticità. Occorre completare la rete degli impianti dell’economia circolare, a partire dai biodigestori anaerobici per il trattamento della frazione organica, come quelli inaugurati negli scorsi mesi da Nola a Tufino, senza i quali la raccolta differenziata rischia di rimanere un esercizio incompiuto. Solo dotando i territori delle infrastrutture adeguate sarà possibile trasformare l’organico in energia e compost di qualità, chiudendo davvero il ciclo dei rifiuti. L’appello va alla futura Giunta regionale &#8211; conclude la presidente di Legambiente Campania &#8211; affinché assuma sul tema una  responsabilità politica chiara: bisogna accompagnare i Comuni che ancora non ce l’hanno fatta, ridurre le disuguaglianze territoriali, e fare della raccolta differenziata e del riciclo non solo un dovere ambientale, ma un motore di sviluppo e di economia locale.”</p>
<p>Comuni Rifiuti Free. Sono 121 i Comuni Rifiuti Free, quelli con una percentuale di raccolta differenziata superiore al 65% e una produzione di rifiuto indifferenziato inferiore ai 75 kg per abitante all’anno. La provincia più virtuosa per i Comuni Free spetta a Salerno con il 47% dei comuni sul totale, segue la Provincia di Benevento con il 39%. Più distaccate la provincia di Avellino con il 9% e Caserta con il 12%. Chiude la provincia di Napoli con il 7%. Tra i comuni sotto i 5.000 abitanti in Provincia di Avellino, il Comune di S. Andrea  di Conza il più virtuoso, Ginestra degli Schiavoni per Benevento, Mignano Monte Lungo per Caserta, Comiziano rispettivamente per la Provincia di Napoli e Felitto per Salerno. Per i comuni tra i 5.000 e 15.000 in Provincia di Benevento spicca il comune di  Montesarchio, Caiazzo per Caserta, Avella per Avellino, Bracigliano per Salerno e Cimitile per la Provincia di Napoli. Per i comuni oltre i 15mila abitanti in testa alla classifica S. Antonio Abate (NA), Baronissi (SA) e Marcianise (CE).</p>
<p>Comuni Ricicloni. Sono 340 i Comuni Ricicloni che, nel 2024, hanno superato il limite di legge del 65% di raccolta differenziata. Ai primi tre posti della classifica generale troviamo  Domicella (AV), Cimitile (NA) e Comiziano (NA).</p>
<p>Comuni “Non ancora ricicloni”. Sono 210 i comuni che non superano il limite di legge del 65% di raccolta differenziata e, di questi, 33 comuni sono fermi al di sotto del 45%. Dei 33 comuni il 12% si trova in provincia di Napoli, il 10% in provincia di Caserta, il 7% in provincia di Avellino, il 4% in provincia di Salerno, 0 in provincia di Benevento.</p>
<p>Focus Parchi Nazionali e Regionali. Nel complesso, i due Parchi Nazionali mostrano andamenti differenziati. Il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, con i suoi 80 comuni, conferma anche quest’anno performance solide: la raccolta differenziata media raggiunge il 72,94%, con 66 comuni oltre la soglia del 65%. Il Parco si distingue inoltre per la presenza di 31 Comuni Rifiuti Free, il valore più alto in Regione, a testimonianza di modelli gestionali consolidati e di una filiera di raccolta ormai strutturata. Il quadro è meno brillante nel Parco Nazionale del Vesuvio, dove i 13 comuni raggiungono in media il 64,91% di RD, con 6 amministrazioni oltre il 65% e soli 2 Comuni Rifiuti Free. Tra i Parchi Regionali, emergono alcune eccellenze. Il Parco Regionale del Taburno Camposauro si conferma l’area più performante, con una raccolta differenziata media del 77,29%, 13 comuni su 14 oltre il 65% e ben 7 Comuni Rifiuti Free. Seguono, con valori significativi, il Parco del Partenio, che raggiunge il 71,53% di RD con 15 comuni sopra soglia e 5 Rifiuti Free, e il Parco dei Monti Picentini, che pur attestandosi a una RD media del 67,34%, presenta 18 comuni oltre il 65% e 3 Comuni Rifiuti Free, confermando una tendenza alla stabilità nelle performance ambientali. Il Parco dei Campi Flegrei registra una RD media del 70,03%, ma con una forte disomogeneità interna: solo 2 comuni superano il 65% e si conta un solo Comune Rifiuti Free, a fronte della presenza del capoluogo, che incide significativamente sul dato aggregato. Il Parco del Matese si attesta al 66,28%, ma nessuno dei 20 comuni supera il 65%; si rilevano tuttavia 8 Comuni Rifiuti Free. Più complessa la situazione del Parco del Fiume Sarno (RD 62,96%, solo 5 comuni oltre il 65% e nessun Rifiuti Free). Andamento simile anche per il Parco Roccamonfina–Foce Garigliano, che si ferma al 60,74% di RD, con soli 2 comuni sopra soglia e 1 Comune Rifiuti Free. Infine, il Parco dei Monti Lattari, con i suoi 27 comuni, mostra una RD media del 68,31%, con 21 amministrazioni che superano il 65% ma solo 2 Comuni Rifiuti Free.</p>
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		<title>FORUM ENERGIA LEGAMBIENTE, LA CAMPANIA MODELLO VIRTUOSO PER LE FONTI RINNOVABILI</title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/forum-energia-legambiente-la-campania-modello-virtuoso-per-le-fonti-rinnovabili/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Barbara Albero]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Nov 2025 10:57:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[News 2]]></category>
		<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[ENERGIE RINNOVABILI]]></category>
		<category><![CDATA[legambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>C&#8217;è una Campania virtuosa, una regione guida ed esempio per le altre regioni. È la Campania delle fonti rinnovabili con risultati evidenti e concreti: nel 2024 si registra rispetto al 2023 +13,6% sulla potenza installata e +27,6% del numero di impianti da fonti rinnovabili. La fotografia sullo sviluppo delle fonti rinnovabili nella nostra regione è stata scattata da Legambiente Campania nell&#8217;ambito del Forum Energia, che si è svolto stamattina presso [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">C&#8217;è una Campania virtuosa, una regione guida ed esempio per le altre regioni. È la Campania delle fonti rinnovabili con risultati evidenti e concreti: nel 2024 si registra rispetto al 2023 +13,6% sulla potenza installata e +27,6% del numero di impianti da fonti rinnovabili. La fotografia sullo sviluppo delle fonti rinnovabili nella nostra regione è stata scattata da Legambiente Campania nell&#8217;ambito del Forum Energia, che si è svolto stamattina presso la Sala Conferenze della Camera di Commercio di Salerno, nell’ambito del progetto nazionale #perunsaltodiclasse di Legambiente e Kyoto Club.</p>
<p style="font-weight: 400;"> Nel biennio 2023–2024 la Campania ha registrato una crescita del numero di impianti da fonti rinnovabili, passando da 67.172 a 85.697 unità, con un incremento del 27,6%. L’aumento è trainato quasi esclusivamente dal fotovoltaico, che cresce del 27,9%, mentre eolico, idroelettrico e bioenergie restano sostanzialmente stabili. Questo dato riflette la rapida diffusione dei piccoli impianti domestici.</p>
<p style="font-weight: 400;">Sul fronte della potenza installata, la Campania raggiunge 4.276 MW complessivi nel 2024, con una crescita del 13,6% rispetto all’anno precedente. Anche in questo caso il contributo principale proviene dal fotovoltaico, che aumenta di 295 MW (+24%), mentre l’eolico cresce di 218 MW (+11%). Nonostante l’espansione infrastrutturale, la produzione complessiva da fonti rinnovabili cala del 5,8%, passando da 6.688 a 6.298 GWh. Il fotovoltaico cresce del 23,7% , ma  non basta a compensare la riduzione dell’eolico (−11,2%, oscillazione naturale dipendente dal vento) e soprattutto dell’idroelettrico (−41,5%, da una forte assenza di precipitazioni nel 2024). Le bioenergie mostrano invece un incremento del 9,9%, confermandosi una fonte stabile e strategica nel mix energetico regionale.</p>
<p style="font-weight: 400;">Nel confronto tra regioni, la Campania risulta ottava per potenza installata (4.276 MW) e nona per produzione da FER (6.298 GWh); se si considerano le sole regioni del Sud-Italia, la Campania risulta terza per potenza e per produzione, a seguito di Puglia e Sicilia. L’eolico resta il principale pilastro della generazione campana, con oltre 2.177 MW di potenza e 3.666 GWh di produzione, collocando la regione al terzo posto in Italia per entrambe le voci. Il fotovoltaico segue con 1.525 MW e 1.431 GWh, mentre bioenergie e idroelettrico mantengono quote più ridotte ma complementari. La ripartizione per fonte mostra che, per potenza, l’eolico rappresenta il 50,9%, il fotovoltaico il 35,7%, l’idroelettrico il 7,8% e le bioenergie il 5,6%; per produzione, invece, l’eolico incide per il 58,2%, il fotovoltaico per il 22,7%, le bioenergie per il 12,9% e l’idroelettrico per il 6,2%. Ciò evidenzia la dipendenza strutturale della Campania dal vento, con un crescente apporto del solare e una diversificazione ancora limitata.</p>
<p style="font-weight: 400;">“Da anni – commenta Mariateresa Imparato, presidente Legambiente Campania – raccontiamo come il modello campano nel governo e nella gestione degli impianti per la produzione di energia rinnovabile rappresenta un riferimento importante per le azioni necessarie per facilitare la decarbonizzazione del Paese. Rispetto delle tempistiche nella valutazione dei progetti, confronto con le istituzioni locali, le comunità e le imprese per realizzare impianti funzionali alla produzione energetica rinnovabile ma anche al rispetto e allo sviluppo territoriale. Tante le buone pratiche sintetizzate nei dati presentati che dimostrano gli importanti passi avanti che ci auguriamo siano priorità anche della futura amministrazione regionale.  Continui a essere la Campania punto di riferimento della transizione energetica in un contesto nazionale che invece continua a vedere rallentamenti e ostacoli. Deve essere chiaro che le rinnovabili sono tra i settori trainanti della nuova occupazione dell&#8217;economia verde, che può riguardare in modo prioritario il meridione d&#8217;Italia. Sarebbe una vera sconfitta perdere questa occasione storica che può permettere alle giovani e ai giovani del Sud di poter scegliere se restare a vivere e lavorare nei loro territori, possibilità di scelta che oggi non gli è sempre garantita.”</p>
<p style="font-weight: 400;">Un segnale importante arriva dalle venti comunità energetiche rinnovabili registrate sul portale GSE (dati GSE aggiornati al 31 maggio 2025), distribuite tra tutte le province, con prevalenza nelle aree di Napoli (35%) e Benevento (30%), seguite da Avellino (15%), Salerno (10%) e Caserta (10%). Le potenze installate sono ancora contenute, da pochi kW a circa 100 kW per comunità, ma rappresentano un segnale incoraggiante di partecipazione e innovazione dal basso. Il bando regionale sulle comunità energetiche mostra un buon livello di attivazione: a partire dai 246 beneficiari, il 55% ha completato lo studio di fattibilità, il 53% ha formalizzato l’atto costitutivo e il 37% ha già i progetti conclusi.”</p>
<p style="font-weight: 400;">“Questi dati – conclude Mariateresa Imparato, presidente Legambiente Campania – confermano l’interesse crescente del territorio per modelli di autoconsumo collettivo e produzione condivisa di energia rinnovabile. Una sfida dal basso per cittadini, imprese e terzo settore che guardano a produzione e consumo di energia rinnovabile di prossimità per la decarbonizzazione domestica e industriale, ma allo stesso tempo per percorsi di innovazione sociale e lotta alle povertà.  Proseguire su questa strada è necessario per vincere insieme crisi climatica, sociale e ambientale.”</p>
<p style="font-weight: 400;">
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		<title>LEGAMBIENTE, PULIAMO IL MARE&#8230; ED IL MALE – </title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/legambiente-puliamo-il-mare-ed-il-male/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Monica Di Mauro]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Sep 2025 11:26:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[News 2]]></category>
		<category><![CDATA[legambiente]]></category>
		<category><![CDATA[MARIA TERESA IMPARATO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ha fatto tappa a bordo dello spazzamare di Salerno Pulita la 33ª edizione di Puliamo il mondo, la campagna di volontariato di Legambiente ha scelto Salerno per un’anteprima nazionale che ha voluto anche puntare l’attenzione sui temi della pace e della giustizia. Pulire il mare, ma anche dal male, facendo sventolare la pace, A bordo [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ha fatto tappa a bordo dello spazzamare di Salerno Pulita la 33ª edizione di Puliamo il mondo, la campagna di volontariato di Legambiente ha scelto Salerno per un’anteprima nazionale che ha voluto anche puntare l’attenzione sui temi della pace e della giustizia. Pulire il mare, ma anche dal male, facendo sventolare la pace, A bordo anche delle imbarcazioni di Assomare che si è unita alla passeggiata ecologica per esprimere solidarietà alle Palestina. L’iniziativa ha visto anche un gruppo di volontari impegnato nella pulizia della spiaggia presso la foce del fiume Irno. </p>
<div class="epyt-video-wrapper"><iframe  id="_ytid_99013"  width="640" height="480"  data-origwidth="640" data-origheight="480"  data-relstop="1" src="https://www.youtube.com/embed/EXJoXMFwcIE?enablejsapi=1&#038;autoplay=0&#038;cc_load_policy=0&#038;cc_lang_pref=&#038;iv_load_policy=1&#038;loop=0&#038;rel=0&#038;fs=1&#038;playsinline=0&#038;autohide=2&#038;theme=dark&#038;color=red&#038;controls=1&#038;disablekb=0&#038;" class="__youtube_prefs__  epyt-is-override  no-lazyload" title="YouTube player"  allow="fullscreen; accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen data-no-lazy="1" data-skipgform_ajax_framebjll=""></iframe></div>
<p>L'articolo <a href="https://www.tvoggisalerno.it/legambiente-puliamo-il-mare-ed-il-male/">LEGAMBIENTE, PULIAMO IL MARE&#8230; ED IL MALE – &lt;i style=&quot;color:#ff0000;&quot; class=&quot;fa fa-video-camera&quot;&gt;&lt;/i&gt;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tvoggisalerno.it">TVOGGI Salerno</a>.</p>
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		<item>
		<title>&#8220;ECOSISTEMA SCUOLA&#8221; DI LEGAMBIENTE: SALERNO NON RISPONDE</title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/ecosistema-scuola-di-legambiente-salerno-non-risponde/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Brigida Vicinanza]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Sep 2025 11:03:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[News 2]]></category>
		<category><![CDATA[legambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Caserta e Salerno presentano una totale assenza o scarsità di dati non valutabili in merito alla sicurezza ed edilizia scolastica con Salerno che ha inviato il formulario di Legambiente sull&#8217;argomento senza rispondere mentre Caserta non ha risposto. La campanella suona per migliaia di studenti, ma in Campania la scuola pubblica continua a restare indietro su [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 5.95pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 11.0pt; color: #222222;">Caserta e Salerno presentano una totale assenza o scarsità di dati non valutabili in merito alla sicurezza ed edilizia scolastica con Salerno che ha inviato il formulario di Legambiente sull&#8217;argomento senza rispondere mentre Caserta non ha risposto. La campanella suona per migliaia di studenti, ma in Campania la scuola pubblica continua a restare indietro su sicurezza edilizia scolastica, sostenibilità e servizi secondo Legambiente che ha presentat0 il report nazionale “Ecosistema Scuola”, giunto alla XXV edizione che che raccoglie i dati 2024 di 3 comuni capoluogo( Salerno e Caserta non ha risposto in modo sufficiente) che riguardano 427 edifici scolastici di loro competenza, tra scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado per una popolazione scolastica di oltre 100mila studenti. </span></p>
<p style="margin-bottom: 5.95pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 11.0pt; color: #222222;">In Campania, nel 2024 solo il 12% degli edifici dispone del certificato di agibilità, appena 11,7 % ha il collaudo statico. Si innalza la percentuale per quanto riguarda gli edifici con  certificato prevenzione incendi: ben il 64%. Nella regione del bradisismo e del rischio Vesuvio a fronte di 427 edifici posti in zona sismica 1 o 2, solo 71 (16,%) risultino progettati o adeguati alla normativa tecnica di costruzione antisismica. Negli ultimi 5 anni, a livello regionale solo sul 2,4 % degli edifici sono stati realizzati interventi di adeguamento sismico. Preoccupa la sicurezza dei solai, il cui crollo rappresenta ancora oggi la principale causa di incidenti nelle scuole italiane. Solo il 40% degli edifici scolastici ha beneficiato di indagini diagnostiche sui solai negli ultimi cinque anni. Gli interventi di messa in sicurezza dei solai sono stati ancora più limitati: solo il 15% degli edifici ne ha beneficiato a livello regionale. Per Legambiente si tratta di una grave carenza di prevenzione, senza contare che in seguito al tragico incidente di Rivoli, sono stati stanziati fondi specifici per incentivare le indagini diagnostiche sugli edifici scolastici. </span></p>
<p style="margin-bottom: 5.95pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 11.0pt; color: #222222;">La sfida della sicurezza e della qualità edilizia si intreccia con quella della sostenibilità ambientale e dell’equità sociale. Nessun edificio monitorato ha ricevuto interventi per l’efficientamento energetico. L’adozione di impianti da fonti rinnovabili è ancora troppo marginale (7%). Il 12,6% degli edifici scolastici hanno una certificazione energetica ma nessun edificio risulta in classe A, mentre ben il 65% si colloca nelle ultime tre classi energetiche (E, F, G).Dati sufficienti  per i servizi scolastici: il tempo pieno è attivo nel 42% delle classi. Il servizio mensa è presente nel 64% degli edifici. Nella </span><span style="font-size: 11.0pt;"> regione i dati relativi alle tre  amministrazioni che garantiscono l’accesso al servizio mensa alle famiglie a basso reddito sono il 100%. Rispetto al totale dei beneficiari del servizio mensa, la percentuale degli stessi che ne usufruisce gratuitamente è del 35%. Nei bandi di appalto del servizio mensa il 100% dei Comuni prevedono che venga garantita anche la somministrazione di pasti biologici e richiedono criteri ecologici nelle procedure di acquisto (GPP).L<span style="color: #222222;">e strutture sportive sono disponibili  nel 66% delle scuole ma solo nel 22,5% accessibile in orario extrascolastico nel Mezzogiorno.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 5.95pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 11.0pt;">“Dal nostro monitoraggio – commenta Francesca Ferro, direttrice Legambiente Campania- si evince una scuola pubblica che  continua a scontare una fragilità diffusa, che si manifesta in diversi ambiti: dalla sicurezza statica e sismica degli edifici, alla qualità della manutenzione, dalla presenza di impianti sportivi e aree verdi, fino  alla sostenibilità energetica. A fronte di alcune buone prati- che e di segnali di miglioramento, il quadro generale resta critico. Questa fotografia, non può essere letta solo come un bilancio tecnico. È una chiamata politica alla responsabilità, che impone di superare la logica dell’emergenza e della frammentazione, per costruire finalmente una strategia nazionale per l’edilizia scolastica pubblica, fondata su equità, continuità e visione. La scuola rappresenta il primo presidio di cittadinanza, e tanto il suo stato materiale quanto quello immateriale riflettono la qualità democratica di un Paese.</span></p>
<p style="margin-bottom: 5.95pt; text-align: justify;">
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		<item>
		<title>“MARE MONSTRUM” 2025: PER LE COSTE CAMPANE BOOM DELL’AGGRESSIONE ILLEGALE</title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/mare-monstrum-2025-per-le-coste-campane-boom-dellaggressione-illegale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Barbara Albero]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Sep 2025 11:19:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Abusi]]></category>
		<category><![CDATA[illegalità]]></category>
		<category><![CDATA[legambiente]]></category>
		<category><![CDATA[mare monstrum]]></category>
		<category><![CDATA[REGIONE CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[report]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tvoggisalerno.it/?p=202123</guid>

					<description><![CDATA[<p>Coste e mari campani sono sempre più minacciati dalle illegalità ambientali. In Campania nel 2024 sono 4208 i reati accertati dalle forze dell’ordine e dalle Capitanerie di porto con un incremento record del 35% rispetto allo scorso anno,5.366 gli illeciti amministrativi, alla media di 20 reati e illeciti per km di costa. Cresce l’efficacia dell’azione repressiva, come dimostra il numero di persone [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tvoggisalerno.it/mare-monstrum-2025-per-le-coste-campane-boom-dellaggressione-illegale/">“MARE MONSTRUM” 2025: PER LE COSTE CAMPANE BOOM DELL’AGGRESSIONE ILLEGALE</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tvoggisalerno.it">TVOGGI Salerno</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div dir="ltr">
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #222222;">Coste e mari campani sono sempre più minacciati dalle illegalità ambientali</span><span style="color: #222222;">. In Campania nel 2024 sono 4208</span><span style="color: #222222;"> i reati accertati </span><span style="color: #222222;">dalle forze dell’ordine e dalle Capitanerie di porto con un incremento record del 35% rispetto allo scorso anno,5.366</span><span style="color: #222222;"> gli illeciti amministrativi, </span><span style="color: #222222;">alla media di 20</span><span style="color: #222222;"> reati e illeciti per km di costa. </span><span style="color: #222222;">Cresce </span><span style="color: #222222;">l’efficacia dell’azione repressiva</span><span style="color: #222222;">, come dimostra il numero di persone denunciate 4532</span><span style="color: #222222;"> (+35% rispetto al 2023), gli arresti 41 </span><span style="color: #222222;">e quello dei sequestri, pari a 1097 in crescita del 20 % sul 2023. A scattare questa fotografia è il nuovo </span><span style="color: #222222;"><u>report “Mare Monstrum” 2025</u></span><span style="color: #222222;"> di </span><span style="color: #222222;">Legambiente</span><span style="color: #222222;"> &#8211; elaborato su dati delle forze dell’ordine e delle Capitanerie di porto, frutto di controlli eseguiti nel 2024 &#8211; pubblicato </span><span style="color: #222222;">alla vigilia del quindicesimo anniversario dell’omicidio</span><span style="color: #222222;"> del sindaco pescatore di Pollica (SA) </span><span style="color: #222222;">Angelo Vassallo</span><span style="color: #222222;">. Il Cigno Verde parteciperà </span><span style="color: #222222;">domani</span><span style="color: #222222;"> alle </span><span style="color: #222222;">celebrazioni in suo ricordo</span><span style="color: #222222;">, organizzate dal C</span><span style="color: #000000;">omune di Pollica (SA),</span><span style="color: #222222;"> presso il Porto della frazione </span><span style="color: #000000;">di</span><span style="color: #000000;"> Acciaroli</span><span style="color: #000000;">, nel corso delle quali verrà </span><span style="color: #000000;">assegnato il Premio Angelo Vassallo, </span><span style="color: #000000;">riconoscimento annuale per le amministrazioni più impegnate nella difesa dell’ambiente e nella lotta alle illegalità.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #222222;">“Nel quindicesimo anniversario dell’uccisione di Angelo Vassallo – dichiara </span><span style="color: #222222;">Mariateresa Imparato, presidente regionale di Legambiente </span><span style="color: #222222;">&#8211;</span><span style="color: #222222;"> </span><span style="color: #222222;">– torniamo a ricordare il coraggio nel contrasto a speculazioni e illegalità, portando all’attenzione dati e storie che raccontano l’assedio crescente alle nostre coste. In difesa del mare non arretriamo di un passo, anzi continueremo a rafforzare il lavoro di monitoraggio, volontariato ambientale e denuncia portato avanti con vertenze e campagne di sensibilizzazione. Davanti ai tanti illeciti che colpiscono le nostre coste e i nostri mari – ribadiamo l’esigenza di rafforzare il ruolo e le attività di competenza di tutte le istituzioni coinvolte, dai singoli Comuni, alle Regione a alle ARPA. Bisogna potenziare l’attività di demolizione degli immobili abusivi, e non prevedere nuovi condoni, ammodernare e completare il sistema di fognature e depuratori, potenziare l’economia circolare e prevedere sanzioni più severe per la pesca illegale.”</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #222222;">Il ciclo illegale del cemento. </span><span style="color: #222222;">Dall’abusivismo edilizio alle occupazioni illecite del demanio marittimo fino alle cave fuorilegge, la Campania è in testa alla classifica del mare violato nell’ambito della filiera del cemento illegale con 1.840 reati accertati (il 17,8% del totale nazionale). Sono 2874 le sanzioni amministrative per un valore complessivo dei sequestri e delle sanzioni che superano i 15 milioni di euro.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #222222;">Mare inquinato: </span><span style="color: #222222;">al cemento lungo le coste si “sommano” l’abbandono e gli smaltimenti illegali di rifiuti, gli scarichi in mare e la “mala depurazione”. Primo posto in classifica per illeciti di questo tipo, spetta alla Campania che si conferma prima in classifica con 1.264 reati accertati (il 15,9% del totale nazionale). Primato che viene confermato per le persone denunciate e arrestate (1.341), e i sequestri (729).</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #222222;">Pesca Illegale: </span><span style="color: #222222;">analizzando tutti gli illeciti, sia penali che amministrativi, in termini assoluti la Campania si posiziona al ridosso del podio con 360 reati e 598 illeciti amministrativi con 375 persone denunciate.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #222222;"><u>Danni ambientali e violazioni del Codice di navigazione e nautica da diporto,</u></span><span style="color: #222222;"> anche in aree protette: prima in classifica la Campania con numeri da codice rosso con 744 reati con aumento record rispetto ale 2023 dove erano 281 i reati, con 743 persone denunciate.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;">Contro l’abusivismo, la mala depurazione, la gestione illecita dei rifiuti e la pesca illegale, </span><span style="color: #000000;">Legambiente ribadisce l’urgenza di rafforzare</span><span style="color: #000000;">, </span><span style="color: #000000;">il ruolo e le attività di competenza</span><span style="color: #000000;"> </span><span style="color: #000000;">di tutte le istituzioni coinvolte</span><span style="color: #000000;"> attraverso </span><span style="color: #000000;">10 priorità per la tutela dell&#8217;ecosistema marino</span><span style="color: #000000;">. Tra queste, </span><span style="color: #000000;">il ripristino dell&#8217;efficacia dell’art. 10-bis della legge 120/2020</span><span style="color: #000000;"> che affida ai Prefetti l’abbattimento degli abusi edilizi non demoliti dai Comuni, l’istituzione di </span><span style="color: #000000;">fondi</span><span style="color: #000000;"> strutturati </span><span style="color: #000000;">per garantire le demolizioni degli immobili illegali</span><span style="color: #000000;">; il</span><span style="color: #000000;"> completamento e potenziamento dei sistemi fognari e di depurazione</span><span style="color: #000000;"> con una gestione integrata del ciclo idrico e dei rifiuti; l’</span><span style="color: #000000;">aggiornamento</span><span style="color: #000000;"> della </span><span style="color: #000000;">normativa sul riuso di reflui depurati e fanghi</span><span style="color: #000000;">, specie nel settore agricolo; l’adozione di </span><span style="color: #000000;">misure efficaci contro</span><span style="color: #000000;"> la</span><span style="color: #000000;"> pesca illegale e</span><span style="color: #000000;"> gli </span><span style="color: #000000;">scarichi illeciti in mare</span><span style="color: #000000;">. </span></p>
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		<title>GOLETTA VERDE: LA FOTOGRAFIA DI LEGAMBIENTE – </title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/goletta-verde-la-fotografia-di-legambiente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Brigida Vicinanza]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Aug 2025 11:19:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[News 2]]></category>
		<category><![CDATA[dati]]></category>
		<category><![CDATA[goletta verde]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Più della metà dei punti campionati dai volontari e volontarie di Goletta Verde di Legambiente in Campania sono risultati oltre i limiti di legge, esattamente 16 punti (il 52% dei prelievi).  È l’esito del monitoraggio lungo la costa campana illustrati questa mattina durante la conferenza stampa tenutasi a Salerno, presso il Club Velico del porto [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Più della metà dei punti campionati dai volontari e volontarie di Goletta Verde di Legambiente in Campania sono risultati oltre i limiti di legge, esattamente 16 punti (il 52% dei prelievi).  È l’esito del monitoraggio lungo la costa campana illustrati questa mattina durante la conferenza stampa tenutasi a Salerno, presso il Club Velico del porto turistico, da Francesca Ferro direttrice di Legambiente Campania, Anna Savarese di Legambiente Campania alla presenza del Direttore ARPAC Stefano Sorvino. Il monitoraggio della costa della Campania quest&#8217;anno si è svolto tra le giornate del 9 e 21 luglio, ben 31 i punti monitorati da Goletta Verde distribuiti nelle province di Napoli, Caserta e Salerno.  Nella provincia di Salerno 9 i punti oltre i limiti di legge<strong>.</strong> In totale i punti di prelievo sono 12, di cui 10 prelievi alle foci di fiumi e canali e 2 punti a mare. In particolare, 7 sono risultati fortemente inquinati, due inquinati e tre entro i limiti secondo il giudizio di Goletta Verde. I 7 punti fortemente inquinati sono: la foce del Regina Minor a Minori, la foce del fiume Irno a Salerno, la foce del torrente Asa a Pontecagnano Faiano, la foce del Tusciano tra Pontecagnano e Battipaglia, la foce del canale di scarico a Marina di Eboli, la foce del fiume Solofrone tra Capaccio e Agropoli e la foce del Rio Arena tra Castellabate e Montecorice. Per il direttore dell’Arpac importante è il continuo monitoraggio e guarda con positività ai lievissimi miglioramenti rispetto allo scorso anno.</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.tvoggisalerno.it/goletta-verde-la-fotografia-di-legambiente/">GOLETTA VERDE: LA FOTOGRAFIA DI LEGAMBIENTE – &lt;i style=&quot;color:#ff0000;&quot; class=&quot;fa fa-video-camera&quot;&gt;&lt;/i&gt;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tvoggisalerno.it">TVOGGI Salerno</a>.</p>
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