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	<title>MARIA TERESA IMPARATO Archivi - TVOGGI Salerno</title>
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	<title>MARIA TERESA IMPARATO Archivi - TVOGGI Salerno</title>
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		<title>LEGAMBIENTE, PULIAMO IL MARE&#8230; ED IL MALE – </title>
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		<dc:creator><![CDATA[Monica Di Mauro]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Sep 2025 11:26:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[News 2]]></category>
		<category><![CDATA[legambiente]]></category>
		<category><![CDATA[MARIA TERESA IMPARATO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ha fatto tappa a bordo dello spazzamare di Salerno Pulita la 33ª edizione di Puliamo il mondo, la campagna di volontariato di Legambiente ha scelto Salerno per un’anteprima nazionale che ha voluto anche puntare l’attenzione sui temi della pace e della giustizia. Pulire il mare, ma anche dal male, facendo sventolare la pace, A bordo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ha fatto tappa a bordo dello spazzamare di Salerno Pulita la 33ª edizione di Puliamo il mondo, la campagna di volontariato di Legambiente ha scelto Salerno per un’anteprima nazionale che ha voluto anche puntare l’attenzione sui temi della pace e della giustizia. Pulire il mare, ma anche dal male, facendo sventolare la pace, A bordo anche delle imbarcazioni di Assomare che si è unita alla passeggiata ecologica per esprimere solidarietà alle Palestina. L’iniziativa ha visto anche un gruppo di volontari impegnato nella pulizia della spiaggia presso la foce del fiume Irno. </p>
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		<title>LEGAMBIENTE SU INCENDIO ECOBALLE A PERSANO: &#8220;PUZZA DI MALAFFARE&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Monica Di Mauro]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Jul 2024 11:44:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[News 1]]></category>
		<category><![CDATA[MARIA TERESA IMPARATO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“L&#8217;incendio delle ecoballe provenienti dalla Tunisia, e già rimpatriate dal porto di Sousse, è l&#8217;emblema dell&#8217;emergenza del ciclo dei rifiuti in Campania, che più che ciclo diventa, ogni giorno, un labirinto oscuro. Siamo davanti ad una vicenda triste e piena di ombre che puzza più dei rifiuti stessi di malaffare.Dietro quelle fiamme si nascondono mani [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm;">“L&#8217;incendio delle ecoballe provenienti dalla Tunisia, e già rimpatriate dal porto di Sousse, è l&#8217;emblema dell&#8217;emergenza del ciclo dei rifiuti in Campania, che più che ciclo diventa, ogni giorno, un labirinto oscuro. <b>Siamo davanti ad una vicenda triste e piena di ombre che puzza più dei rifiuti stessi di malaffare.Dietro quelle fiamme si nascondono mani criminali, disattenzioni, opacità e responsabilità di chi doveva rispettare i tempi e controllare.</b> Una cosa siamo convinti: ancora una volta a pagare le inefficienze sono i cittadini,l&#8217;ambiente e le comunità.<b> È tempo di ecogiustizia:</b> accertare le responsabilità e subito i danni ambientali, rimuovere appena possibile quello che rimane dell&#8217;ecoballe, garantire in tempi certi per la bonifica. Basta con la politica del rattoppo. E <b>Legambiente rilancia allarma sugli incendi agli impianti di trattamento, siti di trasferenza, smaltimento e recupero</b>: in <b>Campania</b> da gennaio del 2013, di <b>incendi</b> se ne sono contati <b>177,</b> il 12% del totale nazionale, seconda regione dopo la Sicilia con 208. Un numero rilevatore delle fragilità del sistema, dovute soprattutto alla mancanza di impianti di trattamento e riciclo, in particolare al Sud. “Sostituiti” da capannoni industriali presi in affitto o recuperati da procedure fallimentari, riempiti illegalmente di rifiuti e poi sistematicamente incendiati, con gravi danni ambientali e seri rischi per la salute dei cittadini.” In una nota <b>Mariateresa Imparato, presidente Legambiente Campania </b>su incendio ecoballe “tunisine” presso Persano.</p>
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		<item>
		<title>ECOMAFIE, ECCO I NUMERI DI LEGAMBIENTE SULLA &#8220;CEMENTO CONNECTION&#8221;</title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/ecomafie-ecco-i-numeri-di-legambiente-sullacemento-connection/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Monica Di Mauro]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Mar 2024 11:29:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[News 2]]></category>
		<category><![CDATA[ecomafie]]></category>
		<category><![CDATA[legambiente]]></category>
		<category><![CDATA[MARIA TERESA IMPARATO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>C&#8217;è un virus da combattere che dura da anni. Il “virus” dell’ecomafia che non si arresta né conosce crisi. Negli ultimi cinque anni in Campania sono 23.037 i reati contro l&#8217;ambiente, con 20.543 persone denunciate, 183 persone arrestate e 7.888 sequestri effettuati. La maggior parte dei reati sono concentrati nella Provincia di Napoli e Salerno, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è un virus da combattere che dura da anni. Il “<strong>virus” dell’ecomafia </strong>che non si arresta né conosce crisi. Negli <strong>ultimi cinque anni in</strong> Campania sono<strong> 23.037 </strong>i reati contro l&#8217;ambiente<strong>, con 20.543 </strong>persone denunciate, <strong>183 </strong>persone arrestate <strong>e 7.888 </strong>sequestri effettuati<strong>. </strong>La maggior parte dei reati sono concentrati nella <strong>Provincia di Napoli e Salerno, </strong>in particolar modo in questi ultimi cinque anni,<strong> il 32% </strong>dei reati contro l&#8217;ambiente pari <strong>7.399 </strong>sono concentrati <strong>nell&#8217;area metropolitana napoletana </strong>mentre <strong>il 18% </strong>pari <strong>4.227 nella provincia salernitana. </strong>In questi anni a spartirsi la torta, insieme ad imprenditori, funzionari e amministratori pubblici collusi, sono <strong>stati circa 80 clan attivi in tutte le filiere analizzate da Legambiente</strong>: dal ciclo del cemento a quello dei rifiuti, dai traffici di animali fino allo sfruttamento delle energie rinnovabili e alla distorsione dell’economia circolare. È questa la fotografia della Campania scattata dal <strong>Rapporto Ecomafia 2023 con i nuovi dati degli ultimi cinque anni di criminalità ambientale in Campania</strong> presentato stamattina presso<strong> il Casale di Teverolaccio a Succivo, </strong><strong>sede</strong> <strong>operativa</strong><strong> del circolo Legambiente Geofilos e della </strong><strong>C</strong><strong>ooperativa Terra Felix oggetto negli ultimi mesi di atti intimidatori. </strong></p>
<p>“I numeri e le storie raccolte nel rapporto – dichiara <strong>Mariateresa Imparato, presidente Legambiente Campania </strong>&#8211; confermano il lavoro importante svolto da forze dell’ordine, Capitanerie di porto, enti di controllo e magistratura. o. <strong>È urgente affiancare alla risposta giudiziari</strong>a, <strong>una risposta politica-istituzionale ancora troppo carente</strong>. Siamo ancora in attesa che inizi concretamente con tempi e regole certe la bonifica del territorio, di azioni concrete per la chiusura del ciclo integrato dei rifiuti che fermino quei “tour” che da sempre alimentano le ecomafie</p>
<p>La <strong>Campania </strong>si conferma capitale del <em>cemento connection </em>  con 1.702 reati e <strong>Salerno. L</strong>a situazione <strong>in Campania </strong>rimane “insostenibile”,con <strong>50,4 abitazioni costruite illegalmente ogni 100 realizzate </strong>nel rispetto delle regole. La <strong>provincia con il migliore rapporto tra ordinanze emesse ed eseguite dai comuni </strong>del suo territorio è quella di <strong>Benevento, </strong> <strong>Salerno  registra invece </strong>con 4.864 ordinanze e 686 eseguite (14,1%). <strong> </strong></p>
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		<title>RICICLAESTATE 2023, CONAI E LEGAMBIENTE INSIEME PER LA RACCOLTA DIFFERENZIATA ANCHE IN  VACANZA – </title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/riciclaestate-2023-conai-e-legambiente-insieme-pe-la-raccolta-differenziata-anche-in-vacanza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Monica Di Mauro]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Jul 2023 09:45:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[News 1]]></category>
		<category><![CDATA[conai]]></category>
		<category><![CDATA[FABIO COSTARELLA]]></category>
		<category><![CDATA[MARIA TERESA IMPARATO]]></category>
		<category><![CDATA[PASQUALE SORRENTINO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È nata 18 anni fa per aiutare in Campania proprio i piccoli comuni che, alle prese con la raccolta differenziata e l’incremento di presenze durante il periodo estivo, avevano difficoltà con lo smaltimento dei rifiuti. Riparte RiciclaEstate, la campagna promossa da Legambiente e Conai che attraverso una serie di iniziative supportano soprattutto i piccoli comuni [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>È nata 18 anni fa per aiutare in Campania proprio i piccoli comuni che, alle prese con la raccolta differenziata e l’incremento di presenze durante il periodo estivo, avevano difficoltà con lo smaltimento dei rifiuti. Riparte RiciclaEstate, la campagna promossa da Legambiente e Conai che attraverso una serie di iniziative supportano soprattutto i piccoli comuni costieri nella gestione di rifiuti in termini di resa della raccolta differenziata per il periodo festivo. Montecorice esempio su tutti: il piccolo comune cilentano ha fatto registrare nel periodo di agosto un incremento del 231% rispetto alla normale produzione media mensile annua. Il dato emerge nella summer hit, la classifica presentata oggi da Legambiente sull’analisi e lo studio delle performance della raccolta differenziata nell’estate del 2022 su 54 comuni costieri. Dall’analisi sono ben 28 pari al 51% di quelli analizzati i comuni che presentano nel mese di agosto una raccolta differenziata superiore al 65%. Di questi 18 si localizzano nella provincia di Salerno. Tra i primi comuni con i più alti valori cioè Montecorice che raggiunge una percentuale del 96,67%, seguita da Cetara con l’87,78% ed a Casalvelino che sempre nel mese di agosto raggiunge un valore di raccolta differenziata pari all’84,02% . Tra i dati resi noti da Legambiente anche l’aumento della percentuale nel mese di agosto rispetto al dato annuale. In questo caso è proprio la città capoluogo Salerno a mostrare una variazione percentuale nel mese di agosto più alta rispetto al dato annuale con un 14,3% seguito subito dopo dal Comune di Ravello con un 14,2% dal Comune di Battipaglia con 11,5%.</p>
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		<item>
		<title>COMUNI RICICLONI,  PROVINCIA DI SALERNO VIRTUOSA PER RIFIUTI FREE – </title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/comuni-ricicloni-provincia-di-salerno-virtuosa-per-rifiuti-free/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Monica Di Mauro]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Dec 2022 13:45:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[News 2]]></category>
		<category><![CDATA[baronissi]]></category>
		<category><![CDATA[MARIA TERESA IMPARATO]]></category>
		<category><![CDATA[san gregorio magno]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Salerno è la provincia più virtuosa per i Comuni Free. È quanto emerge dalla consueta classifica redatta da Legambiente che ha presentato oggi alla Camera di Commercio di Salerno i dati di Comuni Ricicloni la diagnosi sulla raccolta differenziata in Campania. In generale diminuiscono i Comuni Rifiuti Free 101(-3,8%) ma sono in aumentoi comuni ricicloni [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Salerno è la provincia più virtuosa per i Comuni Free. È quanto emerge dalla consueta classifica redatta da<br />
Legambiente che ha presentato oggi alla Camera di Commercio di Salerno i dati di Comuni Ricicloni la diagnosi sulla raccolta differenziata in Campania. In generale diminuiscono i Comuni Rifiuti Free 101(-3,8%) ma sono in aumentoi comuni ricicloni che superano il 65% di RD: sono 314(+1,62%). In Campania è il Sannio il territorio più virtuoso per la raccolta differenziata. La percentuale di raccolta differenziata nel 2021 si attesta al 54,7%, con un incremento di solo 0,5 punti rispetto all&#8217;anno precedente. Dal 2016 al 2021 i dati di produzione e raccolta differenziata della Campania risultano stabili con variazioni sostanzialmente non significative. Diminuiscono i comuni Rifiuti Free della Campania, pari nel 2021 a 101, con una riduzione del 3,8% rispetto al 2020. Cresce, di poco, il numero dei comuni ricicloni in Campania, che si attesta a 314, con un incremento di 1,62% rispetto al 2020. Ecco la diagnosi sulla raccolta differenziata di Legambiente presentata con il Dossier Comuni Ricicloni 2021, dove l&#8217;associazione ambientalista ha elaborato i dati l&#8217;Osservatorio regionale dei rifiuti.</p>
<p>&#8220;In una regione- commenta Mariateresa Imparato, presidente Legambiente Campania- che nel 2021 ha prodotto 2,6 milioni di tonnellate di rifiuti, in crescita del 3,66% rispetto al 2020, di cui ben 1,2 milioni di tonnellate non riciclabili, la priorità dovrebbe essere quella di puntare su politiche locali e territoriali volte non solo ad aumentare la raccolta differenziata ma anche a lavorare attivamente sulla riduzione della produzione dei rifiuti. Un obiettivo che ci chiede l&#8217;Europa da qui al 2030 e che molti comuni Rifiuti Free, stanno già attuando da tempo. Freno dello sviluppo di una economia circolare risulta essere ancora una volta il deficit impiantistico della Campania e del Sud Italia in generale, che ci mostra quanta strada ancora abbiamo da fare per uscire dal labirinto intricato dei rifiuti che caratterizza la nostra regione ormai da troppo tempo. Lo evidenziano i dati della frazione umida dei rifiuti solidi urbani e delle tantissime, troppe, tonnellate trasportate e processate fuori regione, un quantitativo che nel 2020 è arrivato al 45% del totale prodotto, il tutto causato da un numero ancora insufficiente di impianti di digestione utili non solo alla chiusura del ciclo di questa tipologia di rifiuto ma anche alla produzione di compost e di energia. La strada da percorrere- conclude la presidente Legambiente Campania- è quella che da anni chiediamo con forza, lavorare per la realizzazione degli impianti utili e necessari allo sviluppo di una economia circolare made in Campania, che possano mettere freno al traffico dei rifiuti fuori regione e che vedano un modello di partecipazione collettiva da parte della comunità locale. Un lavoro che ha bisogno di una gestione politica coraggiosa e coerente, che affianchi le amministrazioni locali e che avvii un percorso di trasparenza con i territori. Questa è l&#8217;unica strada per realizzare il prima possibile le infrastrutture necessarie e di opere strategiche allo sviluppo dell&#8217;economia circolare che si possono tradurre in misure di politica industriale, occupazionale e sociale.&#8221;</p>
<p>Comuni Rifiuti Free. Sono 101 i Comuni Free di Legambiente quelli dove la raccolta differenziata di almeno 65% e dove ogni cittadino produce, al massimo, 75 Kg di secco residuo all&#8217;anno, ovvero di rifiuti indifferenziati avviati allo smaltimento. La Provincia più virtuosa per i Comuni Free spetta a Salerno con 43% dei comuni sul totale (sono 43), segue la Provincia di Benevento con il 33% pari al 33 comuni. Più distaccate la Provincia di Avellino con 13 comuni pari al 13% e Caserta con 8 comuni pari al 8%. Solo quattro comuni rifiuti free per la Provincia di Napoli. Tra i comuni sotto i 5.000 abitanti in Provincia di Avellino è Comune di Domicella il più virtuoso, Ginestra degli Schiavoni per Benevento, Rocchetta e Croce per Caserta, Visciano e San Gregorio Magno rispettivamente per la Provincia di Napoli e Salerno. Per i comuni tra i 5000 e 15.000 in Provincia di Benevento premiato il comune di Montesarchio, Santa Maria a Vico per</p>
<p>Caserta, Avella per Avellino, Albanella per Salerno e Cimitile per la Provincia di Napoli. Per i comuni oltre i 15mila abitanti riconoscimenti solo per Ottaviano (Na) e Baronissi(Sa).</p>
<p>Comuni Ricicloni. Sono 314 i comuni ricicloni che, nel 2021, hanno superato il limite di legge del 65% di raccolta differenziata, con un incremento del 1,2 % rispetto lo scorso anno Domicella (AV) Cimitile (NA) e Morigerati (SA) sono ai primi tre posti nella classifica generale dei comuni ricicloni con un percentuale di raccolta differenziata che varia tra il 99% e i 90%.</p>
<p>Il Sannio risulta nel 2021 essere il territorio più virtuoso, con una quota di raccolta differenziata che arriva quasi al 73%. Seguono la provincia di Avellino con il 63,82 % e quella di Salerno con il 65,58%, mentre sotto la media regionale si trovano Caserta 53,28% e Napoli 49,60%. Tra i comuni con più di 20mila abitanti, si segnalano alcune importanti realtà in provincia di Napoli ed in particolare le prestazioni di S. Anastasia con il 72 %, Pozzuoli con il 71,4% in provincia di Salerno il Comune di Pontecagnano con 74% e Mercato San Severino con 73,4%. Tra i capoluoghi di provincia spiccano i dati di Avellino 68,08%, Benevento 66,80% e Salerno 58,86%, in linea con la media regionale, lievemente al di sotto Caserta al 54,37%, mentre ancora in ritardo il Comune di Napoli con il 37,50%, anche se comunque in crescita rispetto al 2020.</p>
<p>Parchi Nazionali e regionali. Tra i parchi nazionali, l&#8217;aggregato degli 80 comuni del parco del Cilento, Vallo di Diano e Alburni con il 71,6% di raccolta differenziata risulta essere l&#8217;unica area che raggiunge e supera il 65% di RD e in cui ben 32 comuni, pari al 40%, sono Rifiuti Free, vale a dire che non solo raggiungono o superano il valore del 65% della raccolta differenziata ma anche che producono meno di 75 kg di indifferenziato pro-capite annuo. I 13 comuni del Parco Nazionale del Vesuvio raggiungono complessivamente il 56,1% di RD e solo 1 Comune risulta essere Rifiuti Free. Per i parchi regionali, l&#8217;aggregato dei 14 comuni del Parco del Taburno con il 75,7% di raccolta differenziata è sicuramente l&#8217;area che mostra valori più alti di RD e in cui 5 comuni, pari al 35,7%, sono Rifiuti Free. Di rilievo anche i risultati ottenuti dai 30 comuni del Parco dei Monti Picentini con un valore di RD complessivo pari al 69,4% in cui sono presenti ben 20 comuni ricicloni e 4 risultano essere Rifiuti Free. Inoltre, si evidenzia anche il risultato dei 22 Comuni del Parco Regionale del Partenio che nel loro complesso raggiungono e superano il 68,8% di raccolta differenziata.</p>
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		<title>SPIAGGE 2022, ECCO IL REPORT DI LEGAMBIENTE   – </title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/spiagge-2022-ecco-il-report-di-legambiente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Monica Di Mauro]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Jul 2022 10:15:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[News 2]]></category>
		<category><![CDATA[ascea]]></category>
		<category><![CDATA[BATTIAPGLIA]]></category>
		<category><![CDATA[erosione]]></category>
		<category><![CDATA[MARIA TERESA IMPARATO]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Una regione dove è quasi impossibile trovare uno spazio dove poter liberamente e gratuitamente sdraiarsi a prendere il sole e una volta trovata una spiaggia libera ecco che in alcuni casi sono poste vicino a foci dei fiumi, dove la balneazione è vietata. Aiuto&#8230; mi si è ristretta la spiaggia:in Campania complessivamente si può stimare che con le sole concessioni relative agli stabilimenti balneari, campeggi e complessi turistici oltre il 68% delle aree costiere sabbiose è sottratto alla libera e gratuita fruizione. Ciò significa che solo il 32% del litorale della nostra regione è “free”, quasi una su tre. Negli ultimi due anni, le concessioni solo per stabilimenti balneari sono aumentate del 23%: sono 1.125 nel 2021 erano 916 nel 2016. Record per i comuni di Meta di Sorrento dove 87% di spiagge occupate, Cellole e Battipaglia rispettivamente con 84% e 68%.</p>
<p>A fare il punto della situazione e dei cambiamenti in corso lungo le aree costiere è il nuovo rapporto di Legambiente “Spiagge 2022”, diffuso oggi a pochi giorni dall’approvazione del Ddl concorrenza che pone finalmente fine alla proroga infinita alle concessioni balneari fissando l’obbligo di messa a gara dal primo gennaio 2024, così come deciso dalla sentenza del Consiglio di Stato. Complessivamente in Campania- scrive Legambiente- sono 4.772 le concessioni demaniali marittime, di cui 1125 sono per stabilimenti balneari, 166 per campeggi, circoli sportivi e complessi turistici, mentre le restanti concessioni sono distribuite su vari utilizzi, da pesca e acquacoltura a diporto, produttivo. Ma a pesare sulle poche spiagge campane è anche il problema dell’erosione costiera con la presenza di 85 km di tratti di litorale in erosione, il 54% delle spiagge basse sabbiose (escluse le isole). E poi c’è la questione legata alle coste non balneabili: complessivamente lungo la Penisola il 7,7% dei tratti di coste sabbiose è di fatto interdetto alla balneazione per ragioni di inquinamento. Sicilia e Campania contano in totale circa 55 km su 87 km interdetti a livello nazionale.</p>
<p>Seppur l’approvazione del Ddl concorrenza abbia portato un’importante novità, per l’associazione ambientalista sono ancora molti gli ostacoli da superare per garantire una gestione delle coste attenta alle questioni ambientali. Per questo Legambiente lancia oggi un pacchetto di cinque proposte affinché nella prossima legislatura si arrivi ad avere finalmente una legge nazionale per garantire il diritto alla libera e gratuita fruizione delle spiagge e allo stesso tempo un quadro di regole e un quadro di regole certe che premino sostenibilità ambientale, innovazione e qualità. Cinque i pilastri su cui si dovrà concentrare il lavoro: garantire il diritto alla libera e gratuita fruizione delle spiagge, premiare la qualità dell’offerta nelle spiagge in concessione, ristabilire la legalità e fermare il cemento sulle spiagge, definire una strategia nazionale contro erosione e inquinamento e un’altra per l’adattamento dei litorali al cambiamento climatico. Sarà fondamentale per questo dare gambe ai decreti attuativi del Decreto Concorrenza per far sì che le prossime procedure di affidamento delle concessioni siano finalmente trasparenti.</p>
<p>“Le spiagge rappresentano una straordinaria risorsa del nostro Paese, sia in chiave ambientale che turistica, ma anche spazi vissuti da milioni di persone per diversi mesi all’anno. Un patrimonio ambientale e pubblico così straordinario deve essere gestito nella massima trasparenza, tutelando il diritto a fruire delle spiagge.“Purtroppo in Italia – dichiara Mariateresa Imparato, presidente regionale Legambiente &#8211; non esiste una norma nazionale che stabilisca una percentuale massima di spiagge che si possono dare in concessione. Un’anomalia tutta italiana a cui occorre porre rimedio. L’errore della discussione politica di questi anni sta nel fatto che si è concentrata tutta l’attenzione intorno alla Direttiva Bolkestein finendo per coprire tutte le questioni, senza distinguere tra bravi imprenditori e non, e senza guardare a come innovare e riqualificare. P Occorre accelerare nella direzione della qualità e sostenibilità ambientale, replicando quelle esperienze virtuose e green messe in campo già da molti lidi e apprezzate sempre più dai cittadini che cercano qualità e rispetto dell’ambiente</p>
<p>In Italia non esiste una norma nazionale che stabilisca una percentuale massima di spiagge che si possono dare in concessione, tale scelta viene lasciata alle Regioni che il più delle volte optano per percentuali molto basse.Tra i casi legislativi virtuosi si trova la Puglia che da 15 anni, grazie alla Legge Regionale 17/2006 (la cosiddetta Legge Minervini✁), ha stabilito il principio del diritto di accesso al mare per tutti fissando una percentuale di spiagge libere pari al 60%, superiore rispetto a quelle da poter dare in concessione (40% ). Di segnale opposto si comporta la Campania che ha imposto un limite minimo (ed irrisorio) del 20% della linea di costa dedicato a spiagge libere.</p>
<p>Spiagge ed erosione. La prima ragione- denuncia Legambiente- è legata ai processi di erosione costiera. Gli ultimi dati regionali pubblicati anche nelle Linee Guida Nazionali sulla erosione costiera (TNEC 2018), riportano la presenza di 85 km di tratti di litorale in erosione, il 54% delle spiagge basse sabbiose (escluse le isole). I 65 km censiti di opere radenti classificate come costa fittizia, sono in buona parte ex spiagge ora scomparse. Quindi una lettura più realistica dei dati sulle coste basse, porterebbe la loro percentuale in erosione a circa l&#8217;80%. In particolare,Ischia, vede tutte le spiagge in erosione e un parallelo alto tasso di artificializzazione del litorale. Il litorale domiziano, in particolare a Castel Volturno (CE), negli ultimi 10 anni ha visto sparire intere spiagge fino ad un arretramento di 200-300 metri della linea di riva, a causa dell✥irrigidimento della costa portato da pennelli e frangiflutti. Il rischio erosione fino a 100 metri riguarda, invece, gli arenili di Pollica, Castellabate, Camerota, Agropoli, Montecorice, Maiori, Eboli, Procida, Ascea,Capaccio Paestum, Barano, Mondragone, Battipaglia, Pozzuoli, Positano, Vibonati, Amalfi, Massa Lubrense, Bacoli, Pisciotta, Serrara Fontana, Casamicciola Terme, Vietri sul Mare. Proprio rispetto a molti comuni che già vedono livelli elevati di erosione costiera va ricordato l&#8217;appalto del cosiddetto Grande Progetto del Golfo di Salerno, che prevede una artificializzazione di circa 40 km del litorale della piana del Sele. Il progetto, del valore di 70 milioni di euro finanziato anche con fondi europei, prevede la messa in opera di 1,2 milioni di tonnellate di massi, tra pennelli e barriere, oltre che un primo intervento di ripascimento di circa 200.000 metri cubi di sabbia. Queste strutture di tipo rigido, poste a poca distanza le une dalle altre, non contrastano l&#8217;erosione costiera proteggendo i sedimenti sabbiosi.</p>
<p>Buone pratiche e stabilimenti green: Anche quest’anno nel report “Spiagge 2022” si segnalano le buone pratiche contro l’erosione costiera per la gestione dei litorali e poi alcune storie di stabilimenti che puntano su un’offerta green e di qualità. In Campania sono segnalate a livello nazionale nel comune di Eboli dove si trova una fascia pinetata gestita dal circolo di Legambiente Silaris Eboli. Qui i volontari preservano l&#8217; area con l&#8217;obiettivo di conservare la flora tipica della macchia mediterranea e proteggere l&#8217;arenile. Il circolo gestisce, cura e promuove l&#8217;area protetta dunale da più di 10 anni. A Marina di Ascea il Posidonia Beach Club ha ricostruito la duna alle spalle dello stabilimento, spianata da precedenti gestori per realizzare un parcheggio. Inoltre presenta un impianto fotovoltaico ed un orto in spiaggia che utilizza anche a scopo didattico durante l&#8217;autunno o la primavera. A Marina di Camerota i Lidi del Parco sono un marchio d&#8217;impresa creato dall&#8217;Associazione Stabilimenti Balneari Marina di Camerota in partenariato con l&#8217;Ente Parco Nazionale del Cilento. Chi ne fa parte attua la raccolta differenziata , partecipa alle diverse giornate ecologiche per la pulizia dei fondali e delle spiagge . Un&#8217;eccellenza è rappresentata dall&#8217; Oasi dunale &#8211; Capaccio Paestum che si trova in corrispondenza della famosa area archeologica, sul litorale pestano, e che occupa una superficie di ben 16 ettari (11 di pineta e 5 di spiaggia) gestita dal circolo di Legambiente Freewheeling di Capaccio-Paestum. Tante le attività messe in campo:dal percorso sensoriale alla macchia mediterranea per non vedenti, la costruzione di passerelle per permettere a tutti la discesa a mare, i campi di volontariato per il supporto estivo, il collegamento con l&#8217;area archeologica di Paestum attraverso la cura del percorso degli Argonauti d&#8217;intesa con i migranti ospiti sul territorio. Dum Dum Republic &#8211; Capaccio Paestum il Beach club del Cilento che sorge all&#8217;ombra dell&#8217;area archeologica dei templi di Paestum e da molti anni ha scelto di evitare materiali monouso o di sostituirli dove è necessario, consentendo solo l&#8217;utilizzo di materiale biodegradabile e compostabile. L&#8217;iniziativa più creativa è la sfida ai clienti a non chiedere la cannuccia, proponendo, per gli aperitivi in riva al mare, l&#8217;utilizzo di maccheroni di zito per sorseggiare i drinks. La conversione green continua con l&#8217;utilizzo di piatti in ceramica per il pranzo, stoviglie di acciaio e l&#8217;antica bottiglia di vetro dal fascino retrò a tavola, vassoi di legno e asporto riciclabile oltre che una massiccia campagna sulla raccolta differenziata in spiaggia.</p>
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		<title>RICICLAESTATE, TRA VIRTU&#8217; E SOFFERENZE</title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/riciclaestate-tra-virtu-e-soffrenze/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Monica Di Mauro]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Jul 2021 11:18:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[News 2]]></category>
		<category><![CDATA[conai]]></category>
		<category><![CDATA[MARIA TERESA IMPARATO]]></category>
		<category><![CDATA[raccolta differenziata]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da 16 anni Legambiente ed il Conai sono insieme per promuovere la raccolta differenziata anche nei comuni costieri. Presentata questa mattina presso il lido Siulp, RicicleEstate 2021 la campagna di promozione che si avvale anche della collaborazione della Capitaneria di Porto per promuovere le buone regole anche su stabilimenti balneari ed in particolare nei comuni [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Da 16 anni Legambiente ed il Conai sono insieme per promuovere la raccolta differenziata anche nei comuni costieri. Presentata questa mattina presso il lido Siulp, RicicleEstate 2021 la campagna di promozione che si avvale anche della collaborazione della Capitaneria di Porto per promuovere le buone regole anche su stabilimenti balneari ed in particolare nei comuni dei vacanzieri. In occasione della conferenza stampa Legambiente ha anche presentato la classifica delle migliori performance estivi dei comuni costieri. Dei 53 comuni campani sono 27 quelli che hanno raggiunto nel 2020 il 65% di raccolta differenziata. Il valore più alto è stato registrato nel Comune di Montecorice in provincia di Salerno ma anche Ascea e Conca dei marini che hanno performance estive elevate nonostante un incremento dei rifiuti notevoli durante il periodo di agosto. Bene anche Castellabate e Camerota che mantengono una raccolta differenziata al di sopra del 65%. Ricordare che la raccolta differenziata non può interrompersi durante le vacanze estive è l’obiettivo della manifestazione, come è stato ricordato da Maria Teresa Imparato presidente di Legambiente Campania e da Fabio Costarella responsabile dei progetti territoriali speciali di Conai. </p>
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		<title>ECOMAFIE, LEGAMBIENTE: &#8220;CAMPANIA ANCORA NUMERI DA RECORD&#8221; – </title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/ecomafie-legambiente-campania-ancora-numeri-da-record/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Monica Di Mauro]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Dec 2020 10:31:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Abusi]]></category>
		<category><![CDATA[ecomafie]]></category>
		<category><![CDATA[MARIA TERESA IMPARATO]]></category>
		<category><![CDATA[reati]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Campania ancora sotto l’attacco, spietato, degli ecocriminali. Con 5.549 reati accertati di illegalità ambientale nel 2019 segna un&#8217;impennata senza precedenti con + 44% rispetto lo scorso anno. Aumentano anche le persone denunciate ben 4.231.Sono 24 le persone arrestate, cui si aggiungono 1.777 sequestri. In questi anni a spartirsi la torta, insieme ad imprenditori, funzionari [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Campania ancora sotto l’attacco, spietato, degli ecocriminali. Con 5.549 reati accertati di illegalità ambientale nel 2019 segna un&#8217;impennata senza precedenti con + 44% rispetto lo scorso anno. Aumentano anche le persone denunciate ben 4.231.Sono 24 le persone arrestate, cui si aggiungono 1.777 sequestri. In questi anni a spartirsi la torta, insieme ad</p>
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<p>imprenditori, funzionari e amministratori pubblici collusi, sono stati 90 clan attivi in tutte le filiere analizzate da Legambiente: dal ciclo del cemento a quello dei rifiuti, dai traffici di animali fino allo sfruttamento delle energie rinnovabili e alla distorsione dell’economia circolare. Nonostante la reazione dello Stato, i ladri di futuro continuano infatti ad accumulare profitti e patrimoni illeciti, spesso difficili persino da individuare. E la Campania si conferma la terra dell&#8217;ecomafia. Il verdetto senza appello arriva dal rapporto “Ecomafia 2020. Le storie e i numeri della criminalità ambientale in Italia”, realizzato da Legambiente.</p>
<p>Per il 26esimo anno consecutivo, la Campania è maglia nera nell’illegalità ambientale, nel ciclo dei rifiuti e del cemento. Napoli si conferma prima provincia d’Italia per numero di reati ambientali (2.207), seguita da Salerno, che scala ben sei posizioni rispetto al 2018, con 1.161 reati, più del doppio rispetto al 2018. Sesta la provincia di Avellino con 885 reati e quindicesima Caserta con 574 reati ambientali. Considerando l’arco temporale dal 1997 al 2019 i reati ambientali accertati in Campania sfiorano quota centomila e precisamente 99.341, con 81.694 persone denunciate o arrestate e 27.928 sequestri effettuati.</p>
<p>La Campania registra il numero più alto di reati in applicazione della legge 68 del 2015 sugli ecoreati, ben 158, con 181 persone denunciate e 4 arrestate,insieme al sequestro di 98 beni per un valore complessivo di 32,7 milioni di euro.La legge 68/2015- commenta Legambiente- viene applicata su tutto il territorio nazionale, andando a colpire prevalentemente il modus operandi delle imprese criminali, molte delle quali operano nelle regioni piu industrializzate. Inutile aggiungere che e sempre stato quest’ultimo l’obiettivo principe della legge, cioe costringere tutte le imprese a operare legalmente contrastando, dunque, ogni forma di concorrenza sleale costruita sull’altare del dumping ambientale.</p>
<p>«I numeri e le storie raccolte nel rapporto – dichiara Mariateresa Imparato, presidente Legambiente Campania- dimostrano inequivocabilmente come il crimine ambientale sia essenzialmente un crimine d’impresa. Se le mafie continuano a essere una minaccia per l’ambiente e gli ecosistemi, una parte rilevante la giocano, come sempre, imprese, imprenditori e professionisti spregiudicati e senza scrupoli e pubblici dipendenti infedeli avvinti dalla corruzione . Le risorse ambientali sono, per queste ragioni, ad alto rischio di predazione ecocriminale. È urgente affiancare alla risposta giudiziaria, che in questi anni ha portato dei buoni risultati, una risposta politica-istituzionale ancora troppo carente. Siamo ancora in attesa che inizi concretamente con tempi e regole certe la bonifica del territorio, di azioni concrete per la chiusura del ciclo integrato dei rifiuti che fermino quei “tour” che da sempre alimentano le ecomafie. Così come siamo in attesa delle ruspe per abbattere il cemento illegale, una delle ferite aperte della nostra regione alimentata da una classe politica che continua a proporre condoni per meri calcoli elettorali o perché, in molti casi, è direttamente coinvolta in questi fenomeni. La lotta all&#8217; ecomafia deve diventare la vera priorità per la Campania. E&#8217; una sfida che si può vincere solo se il mondo imprenditoriale e sociale virtuoso, la politica e le istituzioni si mettono insieme per fare concretamente e con serietà. Solo così possono dimostrare di avere a cuore il rilancio dell’economia del Mezzogiorno sotto il segno dell’efficienza, dell’innovazione e della sostenibilità».</p>
<p>Ancora una volta la Campania si piazza in vetta alla poco lusinghiera classifica relativa al ciclo dei rifiuti con 1.930 reati contestati, più del 20% sul totale nazionale. Completano il mesto quadro regionale le 1.987 persone denunciate, i 19 arresti e i 1.074 sequestri. A livello provinciale, la più colpita a livello nazionale è Napoli con 609 infrazioni (+ 34 % rispetto lo scorso anno) 662 persone denunciate e 2 arrestate con 477 sequestri. A livello regionale dopo Napoli troviamo la provincia di Avellino con 275 infrazioni accertate, 211 persone denunciate e 47 sequestri. Terza la provincia di Salerno con 270 infrazioni( incremento record + 96% rispetto scorso anno) con 276 persone denunciate e 10 arrestate con ben 111 sequestri. Chiudono la Provincia di Caserta con 260 infrazioni accertate, 233 persone denunciate e 3 arrestate e la la provincia di Benevento con 56 infrazioni, 50 persone denunciate, 2 arrestate e 36 sequestri.</p>
<p>Alcune buone notizie arrivano anche dal fronte degli interventi di rimozione di penumatici fuori uso, in sigla Pfu, abbandonati nell’ambiente. Secondo i dati forniti da Ecopneus (la societa consortile senza scopo di lucro impegnata nella raccolta e nel riciclo dei penumatici fuori uso) dal 2013 sono complessivamente oltre 22.000 le tonnellate di Pfu rimosse dalle strade delle Province di Napoli e Caserta e recuperate grazie al Protocollo siglato con il Ministero dell’ambiente. Nei primi nove mesi di quest’anno, a conferma di come il fenomeno di abbandono illegale di Pfu prosegua ancora, frutto evidente dalla vendita illegale di pneumatici nuovi o usati, ne sono state recuperate ben 278 tonnellate in 37 comuni delle Province di Napoli e Caserta . La gomma riciclata ottenuta dagli pneumatici fuori uso abbandonati nell’ambiente e raccolti grazie a questo Protocollo d’intesa e stata utilizzata, per esempio, per realizzare il parco giochi nel Rione Parco verde di Caivano, il campo da calcio in erba sintetica dello Stadio Landieri di Scampia e i campi da calcio realizzati nel Rione Vanvitelli a Caserta.</p>
<p>Abusivismo edilizio, imprese edili e di movimento terra in mano alla mafia, grandi insediamenti commerciali, infrastrutture, gare truccate e ciclo dei subappalti, controllo del territorio, moneta di scambio con la politica: l’edilizia fuorilegge muove sempre tanto denaro nero e denaro pubblico, sottratto agli investimenti di cui il paese avrebbe bisogno. La Campania si conferma capitale del cemento connection con 1645 reati accertati nel 2019 con incremento del 40% rispetto lo scorso anno con 1238 persone denunciate 2 persone arrestate e 332 sequestri effettuati. Salerno guida la classifica provinciale a livello nazionale con con 480 infrazioni accertate sul suo territorio con un incremento record di +97% dei reati rispetto lo scorso anno, con 356 persone denunciate e 68 sequestri. Terza in Italia la provincia di Avellino con 466 infrazioni, 355 persone denunciate e 56 sequestri, a ruota segue Napoli con 442 infrazioni, 348 persone denunciate e una arrestata e 158 sequestri. A livello provinciale dopo Napoli troviamo la provincia di Caserta con 159 infrazioni 118 persone denunciate e 33 sequestri. Fanalino di coda Benevento con 83 infrazioni( erano 53 lo scorso anno) , 45 persone denunciate e una arrestata e 13 sequestri.</p>
<p>”Questi numeri-conclude Mariateresa Imparato, presidente Legambiente Campania- ci restituiscono una regione ancora piegata sotto il peso del cemento illegale, che continua a essere un settore molto rilevante della criminalità ambientale, per il valore economico e per la pervicace diffusione sul territorio. A far ben sperare è l’approvazione di una norma fortemente voluta dalla nostra associazione: il potere sostitutivo affidato ai Prefetti quando i Comuni non provvedono entro sei mesi ad eseguire le ordinanze di demolizione da loro stessi emesse. “</p>
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		<title>EMERGENZA VIRUS E SANIFICAZIONE, E&#8217; ALLARME AMBIENTALE PER LEGAMBIENTE</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Monica Di Mauro]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Apr 2020 11:24:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[News 1]]></category>
		<category><![CDATA[LEGAMBIENTE CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[MARIA TERESA IMPARATO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In una lettera indirizzata al Presidente Vincenzo De Luca, all&#8217;Assessore all&#8217;Ambiente Fulvio Bonavitacola e al presidente regionale dell&#8217;Anci, Legambiente Campania per voce del suo presidente Mariateresa Imparato chiede “una specifica ordinanza regionale per la sanificazione degli ambienti dove vengano rispettate le norme in materia di utilizzo di prodotti chimici tossici e vengano recepite le indicazioni [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In una lettera indirizzata al Presidente Vincenzo De Luca, all&#8217;Assessore all&#8217;Ambiente Fulvio Bonavitacola e al presidente regionale dell&#8217;Anci, Legambiente Campania per voce del suo presidente Mariateresa Imparato chiede “una specifica ordinanza regionale per la sanificazione degli ambienti dove vengano rispettate le norme in materia di utilizzo di prodotti chimici tossici e vengano recepite le indicazioni tecniche dell’Ispra che, tra le altre cose, sconsigliano fortemente l’uso massivo ed indiscriminato dell’ipoclorito di sodio, per i danni gravi che possono essere arrecati all’ambiente e alla salute umana e riportare entro criteri di tutela dell’ambiente e delle persone e di effettiva utilità le operazioni di pulizia messe in atto ripetutamente dai Comuni.”<br />
“Infatti, il tema della pulizia e disinfezione degli ambienti esterni- prosegue nella missiva Mariateresa Imparato -operata anche mendiate l’utilizzo di ipoclorito di sodio, è stata oggetto di interesse da parte dell’Istituto Superiore di Sanità e del Ministero dell’Ambiente. A tal riguardo, sono di recente pubblicazione le indicazioni fornite dal Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente relative alla pulizia degli ambienti esterni e dell’utilizzo di disinfettanti nel quadro dell’emergenza del CoViD-19. La salute dei cittadini è per noi importante e chiediamo che sia fatta mettendo in atto tutte le misure necessarie senza però dimenticare di salvaguardare l’ambiente. Chiediamo alla Regione- conclude il presidente Legambiente Campania- di voler adottare linee guida regionali relative agli aspetti tecnici per la pulizia degli ambienti esterni e l’utilizzo di disinfettanti nel quadro dell’emergenza CoViD-19 con lo scopo di armonizzare, su tutto il territorio, le pratiche di sanificazione.”</p>
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		<title>LEGAMBIENTE SU ROGO BATTIPAGLIA: &#8220;STRANI ED INQUIETANTI FUMI NERI&#8221;</title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/legambiente-su-rogo-battipaglia-strani-ed-inquietanti-fumi-neri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Monica Di Mauro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Sep 2019 10:10:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[News 1]]></category>
		<category><![CDATA[MARIA TERESA IMPARATO]]></category>
		<category><![CDATA[PIANA DEL SELE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ancora fuoco e fiamme divampano su Battipaglia. E la cronaca registra l’ ennesimo incendio, questa volta in un impianto di trattamento pneumatici fuori uso. E se un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, tre indizi fanno una prova: la Piana del Sele è al centro di strani e inquietanti fumi neri che [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p> Ancora fuoco e fiamme divampano su Battipaglia. E la cronaca registra l’ ennesimo incendio, questa volta in un impianto di trattamento pneumatici fuori uso. E se un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, tre indizi fanno una prova: la Piana del Sele è al centro di strani e inquietanti fumi neri che si innalzano a danno della salute dei cittadini, dell&#8217;ambiente e dell’economia locale. Basta! Non c’è più tempo, è necessario accendere i riflettori su quel territorio ed individuare una soluzione per fermare il fuoco illegale. Chiediamo una cabina di regia che coordini le forze di polizia e le istituzioni per intensificare i controlli e prevenire questi fenomeni, adottando il metodo già sperimentato per i roghi in Terra dei fuochi. Inoltre invitiamo la Commissione bicamerale sul ciclo illegale dei rifiuti a fare un’ispezione nella Piana del Sele aprendo il capitolo “Battipaglia” per quanto riguarda il fenomeno degli incendi nei numerosi impianti  che trattano rifiuti. In una nota congiunta Mariateresa Imparato, presidente Legambiente Campania e Alfredo Napoli,presidente Legambiente Battipaglia  intervengono sull&#8217;ennesimo incendio di impianto trattamento rifiuti di a Battipaglia nella Piana del Sele.</p>
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