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	<title>MEZZOGIORNO Archivi - TVOGGI Salerno</title>
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	<title>MEZZOGIORNO Archivi - TVOGGI Salerno</title>
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		<title>VISCONTI: &#8220;ECONOMIA ITALIANA CRESCE GRAZIE AL SUD. POLITICA FACCIA LA SUA PARTE E RISOLVA CRITICITÀ&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Barbara Albero]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Oct 2024 09:24:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<category><![CDATA[ANTONIO VISCONTI]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="v1gmail-Paragrafobase">Nonostante i ben noti limiti strutturali, negli ultimi 10 anni l&#8217;economia del Mezzogiorno si è mossa in linea con quella dell&#8217;intero Paese, sebbene con oscillazioni più ampie. In particolare, nel periodo successivo alla pandemia, il Mezzogiorno ha conseguito risultati migliori di quelli dell&#8217;intera economia italiana. Un trend spesso sottovalutato che, però, per Antonio Visconti, presidente Ficei (Federazione italiana consorzi enti industrializzazione) e numero uno dell&#8217;Area di sviluppo industriale di Salerno, rappresenta il punto di partenza per un nuovo New Deal meridionale.</p>
<p class="v1gmail-Paragrafobase">&#8220;Tra il 2019 e il 2023 il Pil è aumentato del 3,7 per cento, contro il 3,3 nelle altre regioni; le esportazioni sono cresciute del 13 per cento, contro il 9% del Centro Nord. L&#8217;occupazione è salita del 3,5 per cento, a fronte dell&#8217;1,5 nel resto del Paese&#8221;, spiega. &#8220;Il tasso di disoccupazione è sceso di 3,6 punti, il doppio che nelle regioni centro-settentrionali. Anche e soprattutto nell&#8217;interesse del Nord, di cui il Mezzogiorno è il principale mercato di sbocco, occorre dare continuità alla ripresa dell&#8217;economia meridionale, sostenendo e rafforzando queste tendenze, con investimenti e qualità dell&#8217;azione pubblica&#8221;.</p>
<p class="v1gmail-Paragrafobase">Il Sud, insomma, conviene. Anche ora che le fibrillazioni internazionali (Ucraina e Medio Oriente) spaventano per la più che probabile febbre dei prezzi. &#8220;Le regioni meridionali garantiscono condizioni di stabilità geopolitica ed economica, anche grazie all&#8217;appartenenza dell&#8217;Italia all&#8217;Unione europea&#8221;, spiega ancora Visconti. &#8220;Rispetto alle destinazioni tradizionali della delocalizzazione produttiva, le regioni del Sud sono collocate in prossimità dei maggiori centri economici europei e al crocevia del Mediterraneo, attraverso cui transita un quinto del traffico marittimo internazionale. Inoltre, esse sono dotate di una forza lavoro sottoutilizzata e di poli scientifici di qualità e rappresentano uno sbocco con 20 milioni di abitanti&#8221;. Un segmento di mercato su tutti può rappresentare il paradigma di questo nuovo modello sudista: &#8220;L&#8217;Italia meridionale offre evidenti vantaggi nella produzione di energia rinnovabile: tra il 2007 e il 2022 la capacità produttiva in questo settore è quadruplicata, passando dal 26 al 40 per cento del totale nazionale&#8221;.</p>
<p class="v1gmail-Paragrafobase">A ciò si aggiungano i miliardi del Pnrr (&#8220;Una misura significativa che, insieme ai fondi strutturali e al Fondo sviluppo e coesione, mette a disposizione nel decennio finanziamenti nell&#8217;ordine del 5% del Pil meridionale, ben superiore al 3% della Cassa del Mezzogiorno&#8221;) e la Zes (&#8220;può contribuire a rafforzare il coordinamento tra diversi livelli di governo e con le altre politiche nazionali e ad attrarre finanziamenti dall&#8217;esterno&#8221;).</p>
<p class="v1MsoNormal">Per questo, avverte Visconti, bisogna intervenire sulle aree di criticità che rischiano di rallentare la ripresa come le &#8220;inefficienze della giustizia civile e della rete infrastrutturale&#8221;, la &#8220;vetustà e l&#8217;inadeguatezza delle reti idrica ed elettrica&#8221; oltre al &#8220;potenziamento della banda larga&#8221;.</p>
<p class="v1MsoNormal">
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		<title>AUTONOMIA DIFFERENZIATA,  IL SINDACO DI SALERNO: &#8221; E&#8217; PATTO SCELLERATO PER IL SUD&#8221; – </title>
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		<dc:creator><![CDATA[Monica Di Mauro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Mar 2023 12:02:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[News 1]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A pochi giorni dalla seduta del consiglio comunale, convocata per il prossimo 27 marzo, nella quale, partito socialista ha ottenuto che si discuta una mozione sull’autonomia differenziata, è stato direttamente il sindaco di Salerno ad esprimere la sua chiara e netta posizione sulla questione. “L&#8217;autonomia differenziata è un attacco senza precedenti all&#8217;unità nazionale ed ai [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>A pochi giorni dalla seduta del consiglio comunale, convocata per il prossimo 27 marzo, nella quale, partito socialista ha ottenuto che si discuta una mozione sull’autonomia differenziata, è stato direttamente il sindaco di Salerno ad esprimere la sua chiara e netta posizione sulla questione. “L&#8217;autonomia differenziata è un attacco senza precedenti all&#8217;unità nazionale ed ai diritti dei cittadini italiani &#8211; ha detto il sindaco definendo scellerato il progetto &#8211; A pagare il prezzo più alto sarebbe proprio il Meridione già penalizzato da un&#8217;iniqua ripartizione delle risorse nazionali ed europee”. Per il primo cittadino di Salerno, i Comuni rischiano di esser messi in ginocchio dopo aver fatto sforzi enormi per mantenere i servizi a fronte di tagli sempre più dolorosi. “Siamo pronti alla sfida della competizione tra i territori, ma tale competizione deve potersi svolgere in condizioni di parità e non certo con ulteriori saccheggi fiscali ed economici a discapito del Sud come quelli che si stanno tentando con i fondi del PNRR &#8211; ha aggiunto- Ci batteremo con gli altri sindaci in ogni sede a difesa delle nostre comunità contro questa ingiusta Autonomia differenziata voluta dal centro destra”.</p>
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		<title>REGIONE CAMPANIA, AGEVOLAZIONI ALLE IMPRESE DEL SUD CON SGRAVI SINO AL 30%</title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/regione-campania-agevolazioni-alle-imprese-del-sud-con-sgravi-sino-al-30/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Monica Di Mauro]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Feb 2021 10:27:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[News 2]]></category>
		<category><![CDATA[AGEVOLAZIONI ALLE IMPRESE DEL SUD]]></category>
		<category><![CDATA[decontribuzione]]></category>
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		<category><![CDATA[MEZZOGIORNO]]></category>
		<category><![CDATA[vincenzo de luca]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In un comunicato stampa la Regione Campania ha reso noto che dopo aver &#8220;acceso i riflettori sulla mancata applicazione della norma sulla decontribuzione al Sud e aver sollecitato l&#8217;intervento del Governo ha prodotto un immediato importante risultato: la Commissione Europea ha dato il parere favorevole e l&#8217;Inps ha tempestivamente adottato la circolare applicativa. Le aziende del Sud, dunque, potranno godere delle agevolazioni con il taglio della contribuzione del 30% per l&#8217;anno 2021. Ciò assicura liquidità, da&#8217; ossigeno in questo periodo di difficoltà e crea, contestualmente, le condizioni per una ripresa. Con un taglio strutturale del costo del lavoro ora diviene più vantaggioso investire al Sud. Continueremo a porre l&#8217;attenzione su questa importante misura perché, pur subordinata alle autorizzazioni della Commissione Europea, venga applicata anche negli anni futuri, fino al 2029, come previsto nella Legge di stabilità. Un incentivo determinante per investire e delocalizzare nel Mezzogiorno&#8221;.</p>
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		<title>“SELEDOROTELLING”, LA NARRAZIONE DI STORIE E UOMINI DI UN SUD CHE NON SI ARRENDE</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Barbara Albero]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Sep 2019 12:47:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[MEZZOGIORNO]]></category>
		<category><![CDATA[Oliveto Citra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si chiama “SELEDOROTELLING – Raccontare il Sud, e non solo” ed è il nuovo segmento del Sele d’Oro Mezzogiorno, curato da Sdo Studium, pensato per raccontare in maniera innovativa storie, vicende e uomini di un Mezzogiorno che non si arrende. L’appuntamento è doppio: ore 21.00, presso l’auditorium comunale S. Rufolo ad Oliveto Citra (Sa) , [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si chiama “SELEDOROTELLING – Raccontare il Sud, e non solo” ed è il nuovo segmento del Sele d’Oro Mezzogiorno, curato da Sdo Studium, pensato per raccontare in maniera innovativa storie, vicende e uomini di un Mezzogiorno che non si arrende. L’appuntamento è doppio: ore 21.00, presso l’auditorium comunale S. Rufolo ad Oliveto Citra (Sa) , lunedì 9 settembre con la voce narrante di <strong>Elena Miglietti</strong> e martedì 10 con quella di <strong>Mauro Berruto</strong>.</p>
<p>SELEDOROTELLING è curata da Sdo Studium, la nuova sezione interna all’ente Premio Sele d’Oro che si occupa di progettazione di percorsi ed eventi culturali, segnatamente per i territori interni e i Comuni minori. Per il suo primo esperimento, SELEDOROTELLING ha scelto non a caso di proporre due serate narranti: una edita, già presentata con successo in diversi teatri e auditorium italiani (ma non ancora in Campania); l’altra inedita, incentrata sui temi portanti dell’edizione 2019 del Premio Sele d’Oro Mezzogiorno. L’obiettivo è quello di utilizzare la tecnica e il linguaggio della narrazione orale per presentare, attraverso modalità più dirette e accattivanti di quelle tipiche di convegni e seminari, storie, vicende e uomini di un Mezzogiorno che non si arrende al ritardo di sviluppo e ai luoghi comuni, ma opera quotidianamente, con orgoglio, per cambiare e crescere.</p>
<p>A narrare saranno Elena Miglietti e Mauro Berruto. Giornalista e, fra l’altro, docente di Scuola Holden la prima, proporrà lunedì 9 settembre una narrazione che ha per titolo e tema proprio quello dell’edizione numero XXXV del Premio: Sud, l’orgoglio, le sfide. Martedì 10 toccherà a Berruto, scrittore, membro del Board e docente di Scuola Holden, della quale è stato anche amministratore delegato. Mauro Berruto ha al suo attivo anche una prestigiosa carriera come coach di pallavolo: ha allenato, fra l’altro, la nazionale italiana di pallavolo maschile, aggiudicandosi il bronzo alle Olimpiadi di Londra del 2012. Non a caso la sua narrazione, dal titolo “Capolavori – Allenare, allenarsi, guardare altrove”, sarà incentrata sul suo ultimo lavoro editoriale, Capolavori, Add editore. Sia Berruto che Miglietti hanno offerto il loro contributo anche in fase di progettazione dell’iniziativa.</p>
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		<title>TALENTI, CASTEL SAN GIORGIO SIGLA INTESA CON UNISA</title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/talenti-castel-san-giorgio-sigla-intesa-con-unisa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Monica Di Mauro]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Apr 2019 08:24:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[News 2]]></category>
		<category><![CDATA[AURELIO TOMMASETTI]]></category>
		<category><![CDATA[COMUNE DI CASTEL SAN GIORGIO]]></category>
		<category><![CDATA[MEZZOGIORNO]]></category>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri, è stata siglata presso l’Università degli Studi di Salerno la convenzione quadro che permetterà al Comune di ospitare, per attività di stage e formazione, i giovani laureandi del Campus di Salernitano. Il Comune di Castel San Giorgio raggiunge così un&#8217;altra tappa nell’ambizioso progetto d’innovazione messo in campo dall’Amministrazione Lanzara. Con la firma congiunta del Sindaco e del Magnifico Rettore, Aurelio Tommasetti, parte una sinergia istituzionale che vede l’Università quale partner privilegiato per le dinamiche di sviluppo territoriale, grazie a progetti finalizzati non solo ad accrescere le competenze dei giovani universitari, ma anche a rendere più dinamico e competitivo l’ente nelle sue competenze istituzionali. “Castel San Giorgio mette al centro i talenti ed il merito per rispondere alle sfide del fututo – ha detto il Sindaco Paola Lanzara  commentando la prestigiosa intesa raggiunta con uno degli Atenei più importanti del Mezzogiorno &#8211; Il nostro Comune deve aprirsi sempre di più  ad importanti sinergie istituzionali  ma soprattutto deve essere laboratorio e palestra per i giovani del nostro territorio, per prepararli al mondo del lavoro, per accrescerne le competenze e dare slancio alla macchina amministrativa.<br />
Alla firma della convenzione anche l’assessore Antonia Alfano che insieme al Sindaco ha seguito in prima persona il lavoro preparatorio alla stipula dell’accordo quadro con l’Ateneo salernitano e l’avvocato Alfonso De Vivo consigliere delegato ai rapporti proprio con l’Università.<br />
“L’accordo raggiunto mette il nostro Comune al centro di una rete di competenze che vede insieme l’Università, le realtà produttive ed i comuni protagonisti dello sviluppo dei prossimi anni &#8211; commenta l’assessore Antonia Alfano &#8211; Dobbiamo essere sempre più capaci di attrarre e valorizzare i tanti talenti che ci sono nei nostri territori, dando loro la possibilità di formarsi sul campo e di contribuire ad un complessivo progetto di cambiamento”. L’Avvocato De Vivo invece ha sottolineato che la collaborazione con l’Ateneo di Salerno non si fermerà solo alle attività di formazione “L’Università – spiega De Vivo &#8211; è ormai un vero motore di sviluppo ed innovazione con decine di start up che nascono grazie ai progetti finanziati dall’Unione Europea ed il nostro Comune si candiderà nei prossimi mesi  ad essere un incubatore d’impresa in particolar modo nel settore delle nuove tecnologie”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tvoggisalerno.it/talenti-castel-san-giorgio-sigla-intesa-con-unisa/">TALENTI, CASTEL SAN GIORGIO SIGLA INTESA CON UNISA</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tvoggisalerno.it">TVOGGI Salerno</a>.</p>
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		<title>RITARDI NELLA SPESA DEI FONDI EU, M5S E FI CONTRO DE LUCA</title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/ritardi-nella-spesa-dei-fondi-eu-m5s-fi-de-luca/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marcello Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 May 2018 12:53:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[News 2]]></category>
		<category><![CDATA[claudio de vincenti]]></category>
		<category><![CDATA[Fondi europei]]></category>
		<category><![CDATA[grillini]]></category>
		<category><![CDATA[MEZZOGIORNO]]></category>
		<category><![CDATA[REGIONE CAMPANIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’appello del ministro De Vincenti al governatore De Luca ad accelerare la spesa dei fondi strutturali europei, per evitare che a fine anno siano rispediti al mittente circa 600 milioni, ha susciato una serie di reazioni nei rappresentati politici di parte avversa al Governatore. Il  Movimento 5 Stelle ricorda che già un anno fa, quando [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’appello del ministro De Vincenti al governatore De Luca ad accelerare la spesa dei fondi strutturali europei, per evitare che a fine anno siano rispediti al mittente circa 600 milioni, ha susciato una serie di reazioni nei rappresentati politici di parte avversa al Governatore. Il  Movimento 5 Stelle ricorda che già un anno fa, quando fu posto l’accento sul più eloquente dei dati. Ad aprile 2017 della somma derivante dai Fondi strutturali europei 2014-2020, attribuiti alla Campania, risultava certificata una spesa pari a 1/130 rispetto a quanto certificato dalla Regione Lombardia. Ad oggi, la nostra regione si conferma zavorra di un paese al quart’ultimo posto nella spesa 2017 dei fondi comunitari. Peggio di noi hanno fatto solo Romania, Slovenia e Irlanda. Giusta la preoccupazione dal ministro del Mezzogiorno che, nella sua lettera al governatore della Campania, rilanciata dal quotidiano La Repubblica, ricorda quanto inascoltata sia rimasta la sua sollecitazione del luglio scorso di invocare un supporto dall’agenzia per la coesione territoriale per la gestione dei fondi. Ci troviamo al cospetto del quasi annunciato fallimento di progetti inattuati con i fondi della programmazione 2007-2013, su cui c’è un’indagine della Corte dei Conti e il cui completamento finanziario avrebbe dovuto essere riprogrammato nel quadro 2014-2020, ma per i quali non emerge alcun grado di raggiungimento dei risultati”. Così i consiglieri regionali M5S Valeria Ciarambino, Michele Cammarano, Maria Muscarà e Vincenzo Viglione, firmatari di un’interrogazione a risposta orale sul rischio di disimpegno dei fondi europei.“La gestione dei fondi Ue non può non aver risentito del caos provocato dalle numerose e umorali variazioni dell’ordinamento regionale, e delle continue riorganizzazioni di uffici e competenze le cui conseguenze sono sfociate nel paradosso di depotenziare proprio gli uffici che si occupano della spesa dei fondi europei. E’ il caso, ad esempio, della Direzione generale Autorità di Gestione Fondo europeo di sviluppo regionale. E all&#8217;alto il rischio di perdere fondi, si sovrappone quello di un&#8217;inevitabile ricaduta in termini di qualità dei progetti per effetto di un’affannosa corsa a spendere. E’ evidente che manca una programmazione, conseguenza di scelte politiche scellerate e di una strategia affidata all’improvvisazione, le cui ricadute possono essere devastanti su tutti i segmenti produttivi di una regione con un tasso di disoccupazione tra i più alti in Europa. E’ paradossale che nei giorni scorsi De Luca si era industriato a copia-incollare la nostra denuncia sul rischio di perdere 370 milioni dalla programmazione del nuovo budget comunitario, salvo scoprire che proprio lui, forte del suo ingegno amministrativo, è riuscito quasi a perdere oltre 600 milioni”. Sulla stessa questione anche la nota del consigliere regionale Monica Paolino. <span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">“Se ad allarmarsi sui ritardi stratosferici del governo De Luca relativamente all’utilizzo dei fondi europei è il Ministro del Mezzogiorno Claudio De Vincenti, allora sono fondati anche i miei timori sul rischio di perdere i fondi del Più Europa manifestati in una recente interrogazione rivolta alla giunta regionale”.</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">E’ quanto riferisce il consigliere regionale </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Monica Paolino</b></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"> (FI) in riferimento alla missiva inviata dal Ministro del Mezzogiorno al governatore De Luca. </span></span>“<span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Il pericolo – continua &#8211; è quello del ‘disimpegno dei fondi’, ovvero la cancellazione dei finanziamenti dall’Europa per l’incapacità della Regione di spendere le risorse europee. Entro la fine del 2018, che corrisponde al completamento del primo ciclo di risorse 2014-2020 è tassativo per la Regione rispettare gli obiettivi di spesa prefissati. Questo non sta avvenendo, perché è stata certificata solo una piccolissima parte dei 600 milioni di budget disponibili”.</span></span>“<span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">I timori già rappresentati, pertanto, continuano a rafforzarsi e anzi diventano certi, anche alla luce dei ritardi riscontrati sui territori relativamente al proseguimento delle opere previste dal Progetto Più Europa, che a Scafati, esempio emblematico, nonostante le rassicurazioni dell’assessore Angioli, vedono il Polo scolastico ancora fermo al palo. Un vero peccato, alla luce del grande lavoro svolto sui fondi europei negli ultimi anni, tale da portare alla luce 44 interventi di rigenerazione urbana su 46!”.</span></span></p>
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		<title>SUD, TIMIDA RIPARTENZA PER L&#8217;ECONOMIA</title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/sud-timida-ripartenza-perleconomia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Monica Di Mauro]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Dec 2016 12:23:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Prosegue la &#8220;timida ripartenza&#8221; dell&#8217;economia del Mezzogiorno avviatasi nel corso del 2015, ma il ritmo si mantiene ancora contenuto. Lo rilevano Confindustria e SRM (Centro Studi collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo), nell&#8217;ultimo Check-up Mezzogiorno. Per la prima volta dall&#8217;inizio della crisi, tutti e cinque gli indicatori utilizzati (Pil, Export, Occupazione, Imprese e Investimenti) fanno registrare [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Prosegue la &#8220;timida ripartenza&#8221; dell&#8217;economia del Mezzogiorno avviatasi nel corso del 2015, ma il ritmo si mantiene ancora contenuto. Lo rilevano Confindustria e SRM (Centro Studi collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo), nell&#8217;ultimo Check-up Mezzogiorno. Per la prima volta dall&#8217;inizio della crisi, tutti e cinque gli indicatori utilizzati (Pil, Export, Occupazione, Imprese e Investimenti) fanno registrare valori positivi. Secondo le stime, dovrebbe quindi proseguire nel 2016, sia pure più lentamente (+0,5%), la crescita del prodotto registrata nel 2015, quando il Pil era cresciuto più che nel resto del Paese (+1,1% contro lo 0,6% del Centro-Nord). Le previsioni per il 2017 (+0,7%) vedono proseguire questa moderata espansione. Il profilo del Sud a fine 2016 è dunque quello di un&#8217;area tornata timidamente alla crescita, &#8220;ma nella quale il ritmo con cui tali segnali si affermano ne rendono solo parzialmente percepibile la consistenza, sia presso i cittadini (soprattutto i più giovani), sia presso le stesse imprese&#8221;</p>
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		<title>CONFINDUSTRIA, IL SUD RIPARTE CON DIECIMILA IMPRESE IN PIU&#8217;</title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/confindustria-il-sud-riparte-con-diecimila-imprese-in-piu/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Monica Di Mauro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Aug 2016 09:39:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[News 2]]></category>
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		<category><![CDATA[ECONOMIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Il Sud riparte con vitalità imprese e export record&#8221; registra il check up Mezzogiorno di Confindustria e centro studi Srm. C&#8217;è &#8220;un potenziale di crescita enorme&#8221; ma restano &#8220;elementi di incertezza&#8221; ed è ora &#8220;cruciale&#8221; investire. Per la prima volta dal 2008 nel secondo trimestre 2016 è cresciuto il numero delle imprese, &#8220;oltre 10mila in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Il Sud riparte con vitalità imprese e export record&#8221; registra il check up Mezzogiorno di Confindustria e centro studi Srm. C&#8217;è &#8220;un potenziale di crescita enorme&#8221; ma restano &#8220;elementi di incertezza&#8221; ed è ora &#8220;cruciale&#8221; investire. Per la prima volta dal 2008 nel secondo trimestre 2016 è cresciuto il numero delle imprese, &#8220;oltre 10mila in più, +0,6%&#8221;: una &#8220;grande vitalità imprenditoriale&#8221; spinta da giovani (con 220mila imprese giovanili) e start up innovative (+39,2% in un anno). Mentre &#8220;non si ferma la crescita&#8221; del turismo. La fotografia del Mezzogiorno all&#8217;inizio del 2016&#8243; di Confindustria e del centro studi Srm (Intesa Sanpaolo) è &#8220;quella di una area che torna lentamente alla crescita, in cui i segnali positivi, peraltro ancora insufficienti a colmare in tempi brevi i divari apertisi con la crisi, si affiancano ad elementi di incertezza più o meno significativi&#8221;. Il terreno perduto tra il 2007 ed il 2014 &#8220;è davvero molto ampio&#8221;. Il Sud &#8220;ha un potenziale di crescita enorme, ma è la ripresa degli investimenti privati e pubblici a poter fare la differenza tra la ripartenza e il ripiegamento delle prospettive di crescita&#8221;, avverte il rapporto; &#8220;ancora una volta è decisivo il ruolo che può essere svolto dai fondi strutturali&#8221;; e &#8220;il tempo resta la variabile chiave. Sebbene velate di incertezza, le prospettive economiche restano timidamente positive: se il Sud ne sa approfittare, può trainare la ripartenza dell&#8217;intero Paese&#8221;. Il numero delle imprese sale di 10mila a 1,7 milioni &#8220;anche grazie alla robusta riduzione dei fallimenti in quasi tutte le regioni&#8221;: un tessuto vitale anche se si conferma caratterizzato da &#8220;imprese di piccola e piccolissima dimensione&#8221;. Le esportazioni &#8220;fanno registrare un record, anche se non mancano delle ombre. Nel complesso, infatti, rispetto al primo trimestre del 2015, l&#8217;export meridionale cresce del 2,5% (a fronte di una sostanziale stazionarietà del dato nazionale). Calano le esportazioni in Campania, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna, mentre crescono in Abruzzo, Molise e Basilicata&#8221;. Sul fronte del lavoro &#8220;migliora il tasso di occupazione, salito di 0,6 punti percentuali rispetto al primo trimestre 2015, con oltre 50mila occupati in più, ma la crescita degli occupati a tempo indeterminato sembra frenare nei primi mesi del 2016, anche a causa della riduzione dell&#8217;effetto degli sgravi contributivi. Le assunzioni agevolate nei primi cinque mesi si sono ridotte di circa il 57%&#8221;. &#8220;Resta molto elevata la disoccupazione (superiore al 20%), soprattutto quella giovanile (53,9%) che Confindustria non esita a definire &#8220;drammatica&#8221;, e quella femminile (22,2%). Il dato sulla cassa Integrazione, però, si mantiene sui livelli pre-crisi, già raggiunti nel 2015, a conferma della stabilizzazione dell&#8217;economia meridionale&#8221;. Confindustria e Srm rilevano anche che &#8220;si stabilizzano le dinamiche creditizie. Nel 2015 gli impieghi crescono al Sud in misura maggiore (+2,5%) rispetto alle altre ripartizioni (dove anzi calano, ad eccezione del Centro): si rafforza la domanda di credito, e scendono i tassi attivi sulle operazioni a breve, anche se rimane un differenziale di circa 1 punto e mezzo rispetto alla media italiana. Crescono, tuttavia, anche le sofferenze, che hanno ormai superato la soglia dei 42 miliardi di euro (pari al 15,1% del totale dei crediti concessi) su un totale di 144 sul piano nazionale&#8221;. &#8220;Segnali chiaramente positivi&#8221; arrivano dal turismo: sono &#8220;in costante incremento&#8221; gli arrivi nei porti (150 mila crocieristi in più nel solo porto di Napoli) e negli aeroporti (+3,4%), i turisti stranieri sono stati con oltre 500.000 in più nel 2015 e la loro spesa è aumentata di quasi mezzo miliardo di euro &#8220;con aumenti equamente distribuiti in tutte le regioni&#8221;. +13% per gli introiti di musei, monumenti e aree archeologiche: il dato &#8220;conferma che si tratta di un turismo di qualità, in grado di spingere la filiera della cultura, già oggi consistente (14 miliardi di euro di valore aggiunto al Sud e quasi 300 mila occupati)&#8221; e di generare altre opportunità che possono far leva su &#8220;dotazione e diffusione del patrimonio esistente&#8221;.</p>
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