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	<title>MORTE CRISTINA PAGLIARULO Archivi - TVOGGI Salerno</title>
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	<title>MORTE CRISTINA PAGLIARULO Archivi - TVOGGI Salerno</title>
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		<title>AUTOPSIA CRISTINA PAGLIARULO, POTEVA ESSERE SALVATA SE OPERATA IN TEMPO</title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/autopsia-cristina-pagliarulo-poteva-essere-salvata-se-operata-in-tempo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Sep 2025 18:10:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[News 1]]></category>
		<category><![CDATA[autopsia]]></category>
		<category><![CDATA[FUORI DAL CORO]]></category>
		<category><![CDATA[MORTE CRISTINA PAGLIARULO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cristina Pagliarulo avrebbe potuto essere salvata se fosse stata operata in tempo. E&#8217; quanto ha stabilito l&#8217;autopsia sul corpo della 41enne deceduta all&#8217;ospedale Ruggi di Salerno lo scorso marzo, sottolineando che la morte &#8220;era prevedibile e prevenibile&#8221; e dunque la condotta dei medici &#8211; 7 sono quelli indagati dalla procura, che ha aperto l&#8217;inchiesta nei [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Cristina Pagliarulo avrebbe potuto essere salvata se fosse stata operata in tempo.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-193311 alignright" src="http://www.tvoggisalerno.it/wp-content/uploads/2025/04/CRISTINA-PAGLIARULO-300x224.jpeg" alt="" width="300" height="224" srcset="https://www.tvoggisalerno.it/wp-content/uploads/2025/04/CRISTINA-PAGLIARULO-300x224.jpeg 300w, https://www.tvoggisalerno.it/wp-content/uploads/2025/04/CRISTINA-PAGLIARULO-110x82.jpeg 110w, https://www.tvoggisalerno.it/wp-content/uploads/2025/04/CRISTINA-PAGLIARULO-420x314.jpeg 420w, https://www.tvoggisalerno.it/wp-content/uploads/2025/04/CRISTINA-PAGLIARULO-576x430.jpeg 576w, https://www.tvoggisalerno.it/wp-content/uploads/2025/04/CRISTINA-PAGLIARULO.jpeg 593w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>E&#8217; quanto ha stabilito l&#8217;autopsia sul corpo della 41enne deceduta all&#8217;ospedale Ruggi di Salerno lo scorso marzo, sottolineando che la morte &#8220;era prevedibile e prevenibile&#8221; e dunque la condotta dei medici &#8211; 7 sono quelli indagati dalla procura, che ha aperto l&#8217;inchiesta nei mesi scorsi &#8211; è &#8220;chiaramente colposa&#8221; poiché &#8220;il ritardo nel trattamento è stato tale da superare il margine di errore accettabile&#8221;.<br />
La relazione tecnica dell&#8217;autopsia sarà al centro della puntata di &#8216;Fuori dal Coro&#8217; su Rete 4 in onda questa sera, ma la trasmissione ne ha diffuso un&#8217;anticipazione.</p>
<p>Cristina Pagliarulo entrò al pronto soccorso dell&#8217;ospedale alle 3.05 del 3 marzo del 2025. Dieci ore più tardi le è stata fatta una tac. Ma nonostante gli esiti fossero chiarissimi &#8211; dice la trasmissione &#8211; nessun medico pare aver capito che fosse in corso un&#8217;ischemia intestinale. Cristina lamentava dolori, piangeva e chiedeva aiuto. Ma non è servito, anzi: una dottoressa ha chiamato il reparto di psichiatria, infastidita dai lamenti e solo alle 17.30 del 4 marzo, la donna è stata portata in sala operatoria.<br />
Troppo tardi, stando a quanto stabilito dall&#8217;esame autoptico.<br />
&#8220;L&#8217;omissione del trattamento chirurgico nei tempi raccomandati &#8211; si legge nella relazione tecnica &#8211; rappresenta una grave violazione delle leges artis, in quanto ha determinato un peggioramento del quadro clinico fino al decesso. Il nesso causale tra il mancato intervento e il decesso è scientificamente fondato, poiché il progressivo scadimento delle condizioni ha avuto un ruolo determinante nell&#8217;innesco dell&#8217;evento fatale&#8221;. Dunque &#8220;l&#8217;evento morte era prevedibile e prevenibile, in quanto il trattamento corretto avrebbe evitato il conseguente arresto cardiaco&#8221;. Se Cristina &#8220;fosse stata operate entro le 6 ore dall&#8217;insorgenza dei sintomi &#8211; conclude la relazione autoptica &#8211; si sarebbe evitata l&#8217;ischiemia intestinale e di conseguenza la diffusa necrosi&#8221; che l&#8217;ha portata alla morte.<br />
Nei giorni scorsi la mamma di Cristina aveva protestato durante la visita del governatore Vincenzo De Luca a Salerno.<br />
&#8220;Mia figlia è stata condannata a morte in questo ospedale&#8221; ha detto. Il neo direttore generale della struttura Ciro Verdoliva ha preso l&#8217;impegno di incontrare la donna e ha assicurato la &#8220;massima collaborazione&#8221; affinché &#8220;si faccia chiarezza e possano venire fuori le responsabilità, anche quelle dell&#8217;azienda, non solo dei professionisti&#8221;.</p>
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		<title>MORTE CRISTINA PAGLIARULO, BILOTTI (M5S): “INTERROGAZIONE AL MINISTRO DELLA SALUTE</title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/morte-cristina-pagliarulo-bilotti-m5s-interrogazione-al-ministro-della-salute/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Barbara Albero]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Apr 2025 11:30:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[News 1]]></category>
		<category><![CDATA[Anna Bilotti]]></category>
		<category><![CDATA[MORTE CRISTINA PAGLIARULO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La senatrice del Movimento 5 Stelle, Anna Bilotti ha presentato un’interrogazione parlamentare al ministro della Salute, Orazio Schillaci, in relazione alla vicenda di Cristina Pagliarulo, donna di 41 anni di Giffoni Valle Piana morta all’ospedale Ruggi d’Aragona di Salerno nelle scorse settimane”. “Un’interrogazione parlamentare – aggiunge la senatrice – che ho predisposto dopo aver appreso dai [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La senatrice del Movimento 5 Stelle, Anna Bilotti ha presentato un’interrogazione parlamentare al ministro della Salute, Orazio Schillaci, in relazione alla vicenda di Cristina Pagliarulo, donna di 41 anni di Giffoni Valle Piana morta all’ospedale Ruggi d’Aragona di Salerno nelle scorse settimane”.</p>
<p>“Un’interrogazione parlamentare – aggiunge la senatrice – che ho predisposto dopo aver appreso dai giornali che la magistratura ha ritenuto di aprire un’inchiesta, che ipotizza il reato di omicidio colposo per colpa medica, per fare luce sul decesso della 41enne. Secondo quanto riportano organi di informazione, vi sarebbero alcune persone indagate e, domani 4 aprile, si procederà con la riesumazione della salma e al successivo esame autoptico”.</p>
<p>“Ho ritenuto di dover predisporre questo atto – spiega la parlamentare salernitana &#8211; per portare a conoscenza del ministro della Salute questa vicenda molto dolorosa per una famiglia che sta vivendo una tragedia indicibile”. “Spero, con questa interrogazione, di poter portare il mio contributo alla doverosa ricerca della verità”, conclude la senatrice Bilotti.</p>
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		<item>
		<title>MORTE CRISTINA, IL &#8220;RUGGI&#8221; FA CHIAREZZA E SI DIFENDE</title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/morte-cristina-il-ruggi-fa-chiarezza-e-si-difende/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Mar 2025 14:15:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[News 1]]></category>
		<category><![CDATA[Azienda ospedaliera San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona]]></category>
		<category><![CDATA[MORTE CRISTINA PAGLIARULO]]></category>
		<category><![CDATA[Vincenzo D'Amato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Attraverso una nota stampa, a firma del Direttore Generale Vincenzo D&#8217;Amato, l&#8217;Azienda ospedaliera San Giovanni di Dio e Ruggi d&#8217;Aragona fa chiarezza sul decesso della 41enne di Giffoni Valle Piana, Cristina Pagliarulo, morta lo scorso 5 marzo all’ospedale Ruggi d’Aragona di Salerno in seguito ad una sintomatologia presumibilmente sottovalutata dal personale medico e infermieristico. Questo [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Attraverso una nota stampa, a firma del Direttore Generale Vincenzo D&#8217;Amato, l&#8217;Azienda ospedaliera San Giovanni di Dio e Ruggi d&#8217;Aragona fa chiarezza sul decesso della 41enne di Giffoni Valle Piana, Cristina Pagliarulo, morta lo scorso 5 marzo all’ospedale Ruggi d’Aragona di Salerno in seguito ad una sintomatologia presumibilmente sottovalutata dal personale medico e infermieristico.</p>
<p>Questo il testo integrale della nota:</p>
<p><em>&#8220;In merito al decesso della signora Pagliarulo Cristina, in premessa, la Direzione del Ruggi esprime il proprio</em><br />
<em>cordoglio ai familiari e si scusa per averli coinvolti, suo malgrado, in un clamore mediatico che di certo li ha</em><br />
<em>privati della quiete necessaria in tali circostanze.</em><br />
<em>In relazione alla tragica vicenda, la Direzione, avuta notizia del decesso ha avviato, per il tramite della</em><br />
<em>struttura del Rischio Clinico, una “root cause analysis”, utilizzata sistematicamente in ambito sanitario, tesa</em><br />
<em>a individuare la causa effettiva che ha determinato un evento.</em><br />
<em>Alla conclusione dei lavori il verbale, redatto in data 21 u.s. rimarca che “previo esame di tutte le documentazioni inerenti il caso, dall’analisi non si è evidenziata mancata assistenza alla paziente ed, in relazione all’evoluzione del quadro clinico, si ritiene che siano state date le risposte necessarie alla gestione del caso”.</em><br />
<em>Contestualmente, la Direzione Aziendale ha individuato una Commissione interna composta da un esperto di organizzazione ospedaliera, un medico legale e un chirurgo che, in data odierna, ha prodotto una dettagliata relazione da cui si evince che: la signora Pagliarulo Cristina accedeva al Pronto Soccorso in data 03/03/2025 alle ore 03.05 e veniva intrapreso un primo inquadramento clinico-strumentale interrotto alle 05.47 poiché la paziente abbandonava il reparto. Alle ore 13.38 la signora Pagliarulo accedeva nuovamente al Pronto Soccorso dell’Azienda. Complessivamente, nel corso dei due accessi in Pronto Soccorso e del successivo ricovero in reparto sono stati eseguiti esami ematici ripetuti tredici volte, otto esami strumentali e sei consulenze specialistiche oltre a emotrasfusioni post-intervento, a conferma del fatto che la signora Pagliarulo ha ricevuto costante attenzione.</em><br />
<em>Inoltre, le considerazioni conclusive della citata relazione chiariscono che: “…..la complessiva valutazione del</em><br />
<em>caso pone in evidenza un iter clinico-diagnostico-terapeutico complessivamente caratterizzato dalla continua ed approfondita attività di inquadramento nonché dalla tempestiva attività d’intervento operata dai sanitari nei diversi momenti, coerentemente con l’evoluzione del caso. La qualità dell’assistenza erogata appare dunque complessivamente congrua, non rilevandosi, per quanto di competenza, elementi di criticità o censure nelle condotte dei sanitari che ebbero in cura Pagliarulo Cristina”.</em><br />
<em>Appare evidente che il pragmatismo e la chiarezza che caratterizzano la chiusura delle indagini e delle verifiche interne effettuate sono inequivocabili e non richiedono ulteriori commenti.</em><br />
<em>Purtuttavia, si rileva la necessità di manifestare profondo sconcerto per i termini e la violenta aggressione di cui l’Azienda e il Direttore Generale che la rappresenta sono state vittime da parte dei media che hanno riportato: “48 ore per morire al Ruggi &#8211; Borrelli: QUANDO LI ARRESTI?”, “chi non è intervenuto ha ucciso la paziente”, “in Campania di malasanità si muore”, “è un caso che solleva indignazione”, “questa vergogna grida giustizia”, “condannata a morire da errori e ritardi”, “poteva e doveva essere salvata”, “ora qualcuno deve pagare”, “questa non è sanità è barbarie”, “è omicidio volontario”, con consequenziali richieste di indagini, ispezioni, commissariamento, nonché preannunciata presentazione di interrogazioni parlamentari.</em><br />
<em>Tali affermazioni rilasciate in nome della dichiarata necessità di tutelare il servizio pubblico, in realtà, lungi dal difenderlo finiscono per screditarlo irreparabilmente agli occhi degli assistiti.</em><br />
<em>In ogni caso, è vero che il Pronto Soccorso del Ruggi soffre di un notevole sovraffollamento (gestisce mediamente oltre 210 accessi giornalieri), fenomeno tra l’altro comune alla maggior parte delle aziende e ospedali italiani, le cui ragioni sono ormai ben note a tutti.</em><br />
<em>L’azienda, dal canto suo, ha utilizzato tutti gli strumenti attualmente disponibili e intrapreso tutte le strade percorribili per continuare ad assicurare le attività.</em><br />
<em>Una cosa è certa: il Pronto Soccorso del Ruggi fornisce risposte concrete a tutti i cittadini che ne fruiscono e che si rivolgono al Presidio salernitano in condizione di emergenza-urgenza e di urgenza differita non trovando altre possibilità di risposta sul territorio.</em><br />
<em>Un ulteriore riflessione va fatta a quei cronisti che nel corso di questi giorni hanno richiesto con inaudita veemenza una presa di posizione immediata del Direttore Generale il quale, proprio per il ruolo che riveste, ha avvertito la necessità di dover prima accertare i fatti anche al fine di fornire notizie concrete ed esaustive.</em><br />
<em>Nel quadro generale di aggressione della Struttura e di strumentalizzazione del caso si sono comunque distinte le affermazioni della famiglia che, pur nella concitazione del momento, con semplicità ha dichiarato alla stampa “non chiediamo giustizia, soltanto che si faccia luce e chiarezza se ci sono state delle negligenze sulla morte di Cristina”.</em><br />
<em>In ragione dell’importanza del ruolo rivestito dai media, ci si augura che in futuro regni maggiore cautela e buon senso prima di emettere giudizi lapidari e definitivi su un’intera azienda demotivando il personale che con dignità, abnegazione, professionalità e impegno, continua a garantire la tutela della salute sull’intero territorio provinciale e non solo, con picchi di assoluta eccellenza.&#8221;</em></p>
<p><strong>Il Direttore Generale</strong><br />
<strong>A.O.U. “S.G. di Dio e Ruggi d’Aragona”</strong><br />
<strong>Dr. Vincenzo D’Amato</strong></p>
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		<title>L’AGONIA DI CRISTINA AL PRONTO SOCCORSO DEL RUGGI DI SALERNO IN UN VIDEO.  UNA MORTE  CHE SI POTEVA EVITARE? – </title>
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		<dc:creator><![CDATA[Barbara Albero]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Mar 2025 12:32:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[News 1]]></category>
		<category><![CDATA[FUORI DAL CORO]]></category>
		<category><![CDATA[giffoni valle piana]]></category>
		<category><![CDATA[MORTE CRISTINA PAGLIARULO]]></category>
		<category><![CDATA[ruggi d'aragona]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lamenti per un dolore forte addominale, richieste continue di aiuto, appelli al medico di turno, una sintomatologia presumibilmente sottovalutata dal personale medico e infermieristico. Il  servizio della trasmissione “Fuori dal Coro”  realizzato da Costanza Castiglioni per testimoniare il caos nei pronto soccorso degli ospedali, inconsapevolmente una settimana dopo  si è rivelato  invece una testimonianza shock [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Lamenti per un dolore forte addominale, richieste continue di aiuto, appelli al medico di turno, una sintomatologia presumibilmente sottovalutata dal personale medico e infermieristico.</p>
<p>Il  servizio della trasmissione “Fuori dal Coro”  realizzato da Costanza Castiglioni per testimoniare il caos nei pronto soccorso degli ospedali, inconsapevolmente una settimana dopo  si è rivelato  invece una testimonianza shock delle ultime ore di vita Cristina Pagliarulo, la 41 enne di Giffoni Valle Piana morta il 5 marzo all’ospedale Ruggi d’Aragona di Salerno.</p>
<p>La morte della donna molto conosciuta ed apprezzata nella città del festival dove gestiva un bar in piazza che inizialmente era stata qualificata come una morte improvvisa, si rivela oggi di natura ben diversa.  «Chi non è intervenuto ha ucciso la paziente». E’ quanto ha dichiarato il  dottor Pasquale Bacco, medico legale, intervenendo ieri sera a Fuori dal coro, trasmissione di Rete 4 dopo la lettura del referto della tac eseguita alla donna dove si evidenzia un quadro clinico critico con un’estesa alterazione del tessuto mesenteriale e una mancata opacizzazione dell’asse venoso mesenterico, segni chiari di ischemia ed emorragia addominale.</p>
<p><a href="http://www.tvoggisalerno.it/wp-content/uploads/2025/03/WhatsApp-Image-2025-03-20-at-11.51.39.jpeg"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-192355 alignright" src="http://www.tvoggisalerno.it/wp-content/uploads/2025/03/WhatsApp-Image-2025-03-20-at-11.51.39-300x300.jpeg" alt="" width="300" height="300" /></a>Cristina era arrivata in pronto soccorso il 3 marzo alle 3:05 del mattino. Dopo pochi controlli, alle 5:00 era stata dimessa e mandata a casa, nonostante la persistenza del dolore che l’aveva successivamente costretta poche ore dopo alle 13:38 a tornare in ospedale allertando il 118 lamentando un dolore sempre più intenso.</p>
<p>Il figlio di Cristina, che era con la madre in  pronto soccorso, ha raccontato di aver ricevuto rassicurazioni dal medico di turno, che gli aveva riferito che la madre soffriva di semplici calcoli alla colecisti. Ma il referto invece parlava chiaro perché la Tac aveva evidenziato un esteso addensamento del tessuto mesenteriale e la mancata opacizzazione dell’asse venoso mesenterico: la situazione era ben più grave e Cristina Pagliarulo andava operata d’urgenza, intervento che viene effettuato il giorno successivo dopo il ricovero ma troppo tardi. L’operazione, se eseguita in tempo, avrebbe potuto salvarle la vita. Lo ha ribadito anche il medico legale Pasquale Bacco interpellato nella trasmissione di Mario Giordano. Per quanto il quadro clinico fosse compromesso, la giovane età della donna, avrebbe potuto aiutarla a salvarsi.</p>
<p>Dal servizio andato in onda ieri sera nella trasmissione “Fuori dal Coro” emergerebbe anche una gestione dei codici del triage poco chiara dove inizialmente alla donna viene assegnato un codice che non segnalava alcuna urgenza chirurgica, aggiornato poi a codice rosso il giorno dopo alle 17:34 del 4 marzo, una condizione critica e potenzialmente letale ed appena quattro minuti dopo, alle 17:38,  nuovamente declassato ad arancione, riducendo l’emergenza e ritardando ulteriormente l’intervento.</p>
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