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	<title>PECULATO Archivi - TVOGGI Salerno</title>
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	<title>PECULATO Archivi - TVOGGI Salerno</title>
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	<item>
		<title>SALERNO: TRUFFA E PECULATO A DANNO DEL SERVIZIO  SANITARIO NAZIONALE. ESEGUITO UN SEQUESTRO PREVENTIVO NEI CONFRONTI  DI UN DIRIGENTE MEDICO CILENTANO</title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/salerno-truffa-e-peculato-a-danno-del-servizio-sanitario-nazionale-eseguito-un-sequestro-preventivo-nei-confronti-di-un-dirigente-medico-cilentano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Monica Di Mauro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Feb 2023 10:09:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[CUP]]></category>
		<category><![CDATA[PECULATO]]></category>
		<category><![CDATA[SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nei giorni scorsi, su disposizione di questa Procura della Repubblica, la Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Salerno ha dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo d’urgenza, finalizzato alla confisca per equivalente, nei confronti di un Dirigente medico del Distretto Sanitario 70 della locale Azienda Sanitaria, per un valore complessivo di oltre 26 [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nei giorni scorsi, su disposizione di questa Procura della Repubblica, la Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Salerno ha dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo d’urgenza, finalizzato alla confisca per equivalente, nei confronti di un Dirigente medico del Distretto Sanitario 70 della locale Azienda Sanitaria, per un valore complessivo di oltre 26 Mila euro. Le indagini, eseguite dalle Fiamme Gialle della Compagnia di Vallo della Lucania, sono state avviate a conclusione di una verifica fiscale nel corso della quale era emerso che il<br />
professionista, dal 2021, aveva stipulato un rapporto di tipo esclusivo con l’ASL di Salerno,<br />
in forza del quale era obbligato a sospendere la propria attività privata.Il medico, in virtù del rapporto di esclusività, era quindi autorizzato a svolgere “attività liberoprofessionale intramoenia”, presso il suo studio, solo per visite specialistiche prenotate attraverso il CUP (Centro Unico di Prenotazione) Regionale, ed i cui proventi dovevano essere versati direttamente all’Azienda Sanitaria.Dall’analisi della documentazione, fiscale e non, acquisita nel corso delle indagini, è emersoche il professionista ha continuato ad esercitare attività di lavoro autonomo, sia pressostrutture sanitarie private della Provincia di Salerno, che presso alcuni studi situati fuori<br />
Regione. Inoltre, i finanzieri, hanno effettuato ulteriori approfondimenti, ascoltando i pazienti e i titolari<br />
di studi privati, riuscendo a ricostruire in quali giorni e presso quali centri il medico aveva<br />
effettuato le visite a titolo personale.<br />
L’azione di servizio testimonia la costante attenzione dell’Autorità Giudiziaria e della Guardia<br />
di Finanza sul corretto impiego dei fondi pubblici e si inserisce nel più ampio quadro delle<br />
attività finalizzate all’accertamento e alla repressione dei reati in danno del Servizio Sanitario<br />
Nazionale, e più in generale a tutela dello Stato,</p>
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			</item>
		<item>
		<title>DISTRAE SOMME PER OLTRE 130MILA EURO, ARRESTATA AMMINISTRATORE DI SOSTEGNO DI ANZIANA  – </title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/distrae-somme-per-oltre-130mila-euro-arrestata-amministratore-di-sostegno-di-anziana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Nov 2022 09:20:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[News 1]]></category>
		<category><![CDATA[arresto]]></category>
		<category><![CDATA[falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale]]></category>
		<category><![CDATA[omissione di atti d'ufficio]]></category>
		<category><![CDATA[PECULATO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Stamane, il personale di polizia giudiziaria della Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Salerno, ha dato esecuzione ad un&#8217;ordinanza di misura cautelare applicativa dell&#8217;interdizione dai pubblici uffici, per la durata di un anno, nei confronti di Rosita IERVOLINO. Alla predetta, nominata dal Tribunale di Salerno &#8220;amministratore di sostegno&#8221; di una persona anziana incapace di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Stamane, il personale di polizia giudiziaria della Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Salerno, ha dato esecuzione ad un&#8217;ordinanza di misura cautelare applicativa dell&#8217;interdizione dai pubblici uffici, per la durata di un anno, nei confronti di Rosita IERVOLINO.<br />
Alla predetta, nominata dal Tribunale di Salerno &#8220;amministratore di sostegno&#8221; di una persona anziana incapace di intendere e di volere, sono stati contestati i reati di peculato, di omissione di atti d&#8217;ufficio e di falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale, in quanto, nell&#8217;espletamento dell&#8217;incarico di amministratore dei beni patrimoniali della persona incapace, inducendo in errore il Giudice Tutelare mediante la produzione di documenti falsi e l&#8217;omissione di informazioni rilevanti e obbligatorie avrebbe distratto, a proprio vantaggio, somme per oltre 130 mila euro.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>ASSUNZIONI E FAVORI, 12 INDAGATI AL COMUNE DI AGROPOLI</title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/assunzioni-e-favori-12-indagati-al-comune-di-agropoli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Jul 2021 11:32:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[News 2]]></category>
		<category><![CDATA[Agropoli Cilento Servizi]]></category>
		<category><![CDATA[Comune di Agropoli]]></category>
		<category><![CDATA[Concorso di corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici]]></category>
		<category><![CDATA[PECULATO]]></category>
		<category><![CDATA[Procura della Repubblica di Vallo della Lucania]]></category>
		<category><![CDATA[Squadra Mobile di Salerno]]></category>
		<category><![CDATA[turbata libertà degli incanti]]></category>
		<category><![CDATA[turbata libertà del procedimento di scelta del contraente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Concorso di corruzione, peculato, turbata libertà degli incanti, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici. Sono questi i reati ipotizzati al termine di un’articolata indagine condotta dalla Squadra Mobile di Salerno, con il coordinamento della Procura della Repubblica di Vallo della Lucania, con gli [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Concorso di corruzione, peculato, turbata libertà degli incanti, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici. Sono questi i reati ipotizzati al termine di un’articolata indagine condotta dalla Squadra Mobile di Salerno, con il coordinamento della Procura della Repubblica di Vallo della Lucania, con gli agenti di polizia che questa mattina hanno notificato, presso il municipio di Agropoli, 12 avvisi di conclusione delle indagini preliminari a carico di altrettanti amministratori comunali e della società Agropoli Cilento Servizi, in relazione alla gestione economica della società partecipata Agropoli Cilento Servizi, con annessi accertamenti presso le società di lavoro interinale Tempor S.p.A. di Foggia ed Etjca S.p.A. di Salerno.<br />
Indagati il sindaco, Adamo Coppola per i reati di falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici ed errore determinato dall&#8217;altrui inganno in concorso; il presidente dell’Agropoli Cilento Servizi, Domenico Gorga; il direttore generale dell’Agropoli Cilento Servizi, Giuseppe Capozzolo, e il suo predecessore Fabio Serafini; Alessandra Sepe, legale rappresentante della cooperativa Progetto Sud; Mario Di Marco, legale rappresentante della cooperativa Sos Cilento; Giuseppe Conte, legale rappresentante della cooperativa 11 Faro; Naomi Rizzo, legale rappresentante della cooperativa Futura; Francesco Cantalupo, legale rappresentante della società Cantalupo carburanti s.r.l.; Luca Gregorio, legale rappresentante della società Truck Star s.r.l; Nicola Giuseppe Igor Lombardi, responsabile filiale Etjca-Foggia, ed Immacolata Schembri, responsabile filiale Tempor di Salerno.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tvoggisalerno.it/assunzioni-e-favori-12-indagati-al-comune-di-agropoli/">ASSUNZIONI E FAVORI, 12 INDAGATI AL COMUNE DI AGROPOLI</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tvoggisalerno.it">TVOGGI Salerno</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>FALLIMENTO YELE, INDAGATE 29 PERSONE PER BANCAROTTA FRAUDOLENTA, FRODE FISCALE E PECULATO</title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/fallimento-yele-indagate-29-persone-per-bancarotta-fraudolenta-frode-fiscale-e-peculato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Aug 2020 08:09:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[News 1]]></category>
		<category><![CDATA[BANCAROTTA FRAUDOLENTA]]></category>
		<category><![CDATA[FALLIMENTO YELE]]></category>
		<category><![CDATA[FRODE FISCALE]]></category>
		<category><![CDATA[Guardia di Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[PECULATO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;operazione &#8220;Piazza Pulita&#8221; svolta, nei giorni scorsi, dalla Guardia di Finanza di Salerno, sotto it coordinamento di questa Procura della Repubblica, ha fatto luce sul fallimento della &#8220;Yele S.p.a.&#8221;, societa pubblica tra le piu importanti della Campania nel settore della gestione dei rifiuti. La s.p.a. aveva creato un &#8220;buco&#8221; di oltre 30 milioni di euro [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;operazione &#8220;Piazza Pulita&#8221; svolta, nei giorni scorsi, dalla Guardia di Finanza di Salerno, sotto it coordinamento di questa Procura della Repubblica, ha fatto luce sul fallimento della &#8220;Yele S.p.a.&#8221;, societa pubblica tra le piu importanti della Campania nel settore della gestione dei rifiuti.</p>
<p>La s.p.a. aveva creato un &#8220;buco&#8221; di oltre 30 milioni di euro nei bilanci, con grave pregiudizio per i creditori e l&#8217;Erario. In tutto 29 gli indagati, tra amministratori, componenti degli organi di vigilanza e consulenti, e ben 45 le ipotesi di reato contestate, che spaziano dalla bancarotta fraudolenta, alla frode fiscale, at peculato, fino al falso in bilancio.</p>
<p>A distanza di anni, a cosi stata disvelata la difficile situazione economica della societa consortile, costituita nel 1998 per svolgere it servizio d&#8217;igiene urbana in 49 Comuni del basso Cilento. Piu dell&#8217;80% del capitale sociale della Yele era infatti detenuto dal &#8220;Co.Ri.Sa/4&#8243;, consorzio nato per fronteggiare l'&#8221;emergenza rifiuti&#8221; in Campania.</p>
<p>Per vent&#8217;anni l&#8217;azienda ha curato, direttamente o tramite cooperative da essa organizzate e coordinate, Ia raccolta, it trasporto e lo smaltimento dei rifiuti in un territorio di 1.352 Km2, diventando una delle realty lavorative di maggior rilievo nel Salernitano, tanto che, tra it 2010 ed i primi mesi del 2017, vantava un organico di 263 units, tra personale amministrativo e addetti all&#8217;attivita di raccolta dei rifiuti.</p>
<p>Gia a partire dal 2013, perchè aveva iniziato a registrare un sensibile aumento dell&#8217;esposizione debitoria, in gran parte determinata dalla mancata riscossione, mediante adeguate azioni esecutive, dei crediti &#8211; divenuti poi inesigibili &#8211; nei confronti dei Comuni fruitori del servizio di nettezza urbana.</p>
<p>Indebitamento, questo, destinato a riflettersi anche nei confronti dell&#8217;Amministrazione Finanziaria, a causa delle ricorrenti omissioni sia net versamento delle imposte dovute sia delle previste ritenute &#8211;<br />
d&#8217;acconto, previdenziali ed assistenziali</p>
<p>Non a caso, fino al 2014 la Yele aveva regolarmente approvato it bilancio d&#8217;esercizio e provveduto al rituale deposito, limitandosi invece, negli anni successivi, ad elaborare i dati contabili, senza mai renderli noti con atti &#8220;esterni&#8221;, in maniera tale da celare ai soci e ai terzi Ia mala gestio e la scarsa solidity patrimoniale.</p>
<p>La profonda instability finanziaria ha cosi condotto la societa dapprima alla liquidazione, disposta dal Tribunale di Napoli net mese di luglio 2018, e successivamente at fallimento, dichiarato con sentenza del Tribunale di Vallo della Lucania it successivo 30 ottobre.</p>
<p>Le vicende societarie sono state oggetto di accertamento nell&#8217;ambito di	33 diversi procedimenti penali, poi riuniti in un&#8217;unica indagine affidata da questa Procura della Repubblica alle Fiamme Gialle vallesi, che si sono subito concentrate sull&#8217;esame dell&#8217;imponente mole di documentazione contabile ed extracontabile acquisita durante apposite perquisizioni presso le sedi del consorzio Corisa 4, della Spa e delle Cooperative di servizi operanti per conto della stessa. </p>
<p>Dalle risultanze investigative 	6 emersa la sistematica inadempienza anche degli obblighi verso istituti di credito e finanziarie che avevano erogato la cd. &#8220;cessione del quinto&#8221; ai dipendenti della Yele, che invece tratteneva tali spettanze per scopi propri.<br />
Per non parlare di quanto scoperto in merito a fatture relative a lavori di manutenzione: veicoli di propriety di alcuni dipendenti riparati interamente a spese della society.<br />
Avendo ormai perso i requisiti di regolarita contributiva prescritti per la contrattazione pubblica, affidava inoltre parte dei propri servizi, in subappalto, a cooperative create ad hoc, senza Ia preventiva autorizzazione da parte delle stazioni appaltanti, facendo fronte ai debiti erariali maturati attraverso l&#8217;indebita compensazione di crediti inesistenti o comunque non spettanti.<br />
La massa debitoria accertata dai Finanzieri ammonta ad oltre 30 milioni di euro, ai quali devono poi aggiungersi1 10 relativi alle condotte distrattive poste in essere in pregiudizio dei creditori (lavoratori dipendenti, fornitori ed Erario).</p>
<p>II risparmio derivante dal mancato pagamento delle imposte e delle ritenute veniva peraltro utilizzato dalla society per &#8220;auto-finanziarsi&#8221;, continuando, per anni, una gestione pro domo sua, con Ia liquidazione di elevati importi per consulenze legali e tecniche e per collaborazioni occasionali, anche non necessarie.</p>
<p>Essenziali, ai fini della puntuale ricostruzione delle condotte stigmatizzate nei capi d&#8217;accusa, le indagini tecniche svolte dai militari, dalle quali si evince, tra l&#8217;altro, come, it Presidente del Consiglio d&#8217;Amministrazione, pur avendo rassegnato le dimissioni, avesse di fatto continuato, occultamente, ad amministrare la YELE S.p.a., dando disposizioni a dipendenti e dirigenti anche in ordine a tempistiche e pagamenti.</p>
<p>Le indagini hanno permesso di denunciare 29 responsabili, perlopiu professionisti con ruoli direttivi o di consulenza; nei confronti di 14 di essi, it G.I.P. del Tribunale alla sede ha disposto it sequestro preventivo di beni per equivalente fino alla concorrenza di 20.443.892 euro.</p>
<p>Allo stato,  sono stati cautelati quasi 100 beni immobili, tra fabbricati e terreni, 25 veicoli e disponibilita finanziarie per un valore complessivo di circa 4 milioni di euro.<br />
Sono tutt&#8217;ora in corso le indagini finalizzate all&#8217;individuazione e al sequestro, presso gli intermediari finanziari, di eventuali ulteriori liquidita riconducibili agli indagati.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>PORTO DI SALERNO: CORRUZIONE, PECULATO, FALSO, CONTRABBANDO E TRAFFICO INTERNAZIONALE DI RIFIUTI, 69 PERSONE NEI GUAI – </title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/porto-di-salerno-corruzione-peculato-falso-contrabbando-e-traffico-internazionale-di-rifiuti-69-persone-nei-guai/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2020 13:13:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[News 1]]></category>
		<category><![CDATA[ARRESTI GUARDIA DI FINANZA]]></category>
		<category><![CDATA[CONTRABBANDO]]></category>
		<category><![CDATA[CORRUZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[falso]]></category>
		<category><![CDATA[PECULATO]]></category>
		<category><![CDATA[PORTO DI SALERNO]]></category>
		<category><![CDATA[traffico internazionale di rifiuti.]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>All&#8217;alba di stamane, Ufficiali di PG in servizio presso il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Salerno, hanno dato esecuzione ad una ordinanza cautelare emessa dal GIP presso il Tribunale di Salerno, su richiesta della Procura della Repubblica di Salerno, nei confronti di 69 indagati (39 arresti domiciliari, 21 divieti di dimora, 9 misure [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tvoggisalerno.it/porto-di-salerno-corruzione-peculato-falso-contrabbando-e-traffico-internazionale-di-rifiuti-69-persone-nei-guai/">PORTO DI SALERNO: CORRUZIONE, PECULATO, FALSO, CONTRABBANDO E TRAFFICO INTERNAZIONALE DI RIFIUTI, 69 PERSONE NEI GUAI – &lt;i style=&quot;color:#ff0000;&quot; class=&quot;fa fa-video-camera&quot;&gt;&lt;/i&gt;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tvoggisalerno.it">TVOGGI Salerno</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>All&#8217;alba di stamane, Ufficiali di PG in servizio presso il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Salerno, hanno dato esecuzione ad una ordinanza cautelare emessa dal GIP presso il Tribunale di Salerno, su richiesta della Procura della<br />
<img fetchpriority="high" decoding="async" class=" wp-image-99555 alignright" src="https://www.tvoggisalerno.it/wp-content/uploads/2020/05/FURTO-PORTO-1-300x167.jpg" alt="" width="381" height="212" srcset="https://www.tvoggisalerno.it/wp-content/uploads/2020/05/FURTO-PORTO-1-300x167.jpg 300w, https://www.tvoggisalerno.it/wp-content/uploads/2020/05/FURTO-PORTO-1-110x61.jpg 110w, https://www.tvoggisalerno.it/wp-content/uploads/2020/05/FURTO-PORTO-1-420x233.jpg 420w, https://www.tvoggisalerno.it/wp-content/uploads/2020/05/FURTO-PORTO-1-248x138.jpg 248w, https://www.tvoggisalerno.it/wp-content/uploads/2020/05/FURTO-PORTO-1.jpg 639w" sizes="(max-width: 381px) 100vw, 381px" /><br />
Repubblica di Salerno, nei confronti di 69 indagati (39 arresti domiciliari, 21 divieti di dimora, 9 misure interdittive dall&#8217;esercizio della professione, pubblico ufficio e pubblico servizio), di cui all&#8217;allegato elenco; in particolare il provvedimento cautelare è stato emesso nei confronti di 17 funzionari doganali, 6 funzionari sanitari, 22 spedizionieri doganali, 10 operatori portuali, 2 avvocati, 1 dipendente amministrativo in servizio presso la Procura della Repubblica di Salerno, 1 militare della Guardia di Finanza, 10 soggetti privati.<br />
<img decoding="async" class=" wp-image-99557 alignleft" src="https://www.tvoggisalerno.it/wp-content/uploads/2020/05/FURTO-PORTO-3-300x189.jpg" alt="" width="381" height="240" srcset="https://www.tvoggisalerno.it/wp-content/uploads/2020/05/FURTO-PORTO-3-300x189.jpg 300w, https://www.tvoggisalerno.it/wp-content/uploads/2020/05/FURTO-PORTO-3-110x69.jpg 110w, https://www.tvoggisalerno.it/wp-content/uploads/2020/05/FURTO-PORTO-3-420x264.jpg 420w, https://www.tvoggisalerno.it/wp-content/uploads/2020/05/FURTO-PORTO-3.jpg 561w" sizes="(max-width: 381px) 100vw, 381px" /><br />
Ai predetti risultano contestati, a diverso titolo, i reati di contrabbando di TLE, peculato, corruzione, traffico internazionale di rifiuti e ricettazione, accesso abusivo a sistema informatico e rivelazione di segreto di ufficio, falso in atto pubblico, traffico di influenze illecite, favoreggiamento personale, commessi tutti nell&#8217;area portuale salernitana.<br />
Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Salerno, hanno inizialmente avuto origine da una segnalazione dell&#8217;OLAF — Ufficio europeo antifrode &#8211; relativa ad un sospetto contrabbando di tabacco per narghilè, in transito per il porto di Salerno, apparentemente destinato in Marocco. Gli accertamenti investigativi disposti, consistenti in attività di intercettazione</p>
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<p>telefonica e ambientali audio/video all&#8217;interno degli uffici doganali, hanno consentito di accertare come il transito, riguardante oltre 5 tonnellate di tabacchi lavorati esteri, solo apparentemente era giunto negli spazi doganali per la successiva esportazione in quanto, con il coinvolgimento di funzionari doganali, era stato fittiziamente registrato in uscita — cd allibramento — dall&#8217;Ufficio doganale di Salerno laddove era stato immesso illecitamente sul mercato con un&#8217;evasione dei diritti doganali stimata in oltre un milione e duecentomila euro.<br />
I successivi approfondimenti investigativi consentivano di accertare gravi indizi di colpevolezza nei confronti del Direttore ad interim e del Vicedirettore dell*Ufficio delle Dogane di Salerno i quali, unitamente ad altri funzionari doganali, ponevano in essere condotte omissive per eludere le investigazioni dirette ad accertare i potenziali responsabili delle fittizie registrazioni doganali.<br />
Sono emersi altresì accordi corruttivi finalizzati alla predisposizione di controlli fittizi sulle merci sottoposte a verifica, sia dal punto dl&#8217; vista amministrativo che da quello sanitario, essendo emersa la corresponsione di somme di danaro ovvero altre utilità a funzionari compiacenti che omettevano di svolgere i loro compiti istituzionali.<br />
Inoltre plurime azioni predatorie commesse su merci allocate in container, da sottoporre a controllo doganale, venivano documentate grazie alle immagini estrapolate dalle telecamere istallate all&#8217;interno della sala verifiche, emergendo un sistema di illegalità diffusa in quanto venivano acquisiti elementi indiziari per circa 53 episodi di illecita appropriazione di merci e di generi di consumo commessi, in un brevissimo arco temporale, da funzionari doganali, personale fitosanitario, spedizionieri* ausiliari doganalisti e dipendenti della società di facchinaggio ai quali è stato contestato il reato di peculato stante la realizzazione delle condotte in concorso con i funzionari doganali durante le attività di verifica doganale.<br />
Nella ricostruzione delle sistematiche irregolarità, determinante si è rivelato il contributo della Direzione Centrale Antifrode e Controllo dell&#8217;Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Roma, che ha partecipato all&#8217;esecuzione della misura nei soli confronti dei propri dipendenti e che ha contribuito al riscontro delle ipotesi accusatorie emergenti dalle indagini in corso consentendo, in tal modo, di confermare la puntuale disapplicazione, nel porto di Salerno, della regolamentazione interna delle attività ispettive doganali.<br />
Nel corso delle operazioni veniva altresì accertato un traffico internazionale di rifiuti per condotte riconducibili a 2 spedizionieri doganali ed a 7 soggetti di etnia africana interessati alle spedizioni con conseguente sequestro di oltre 60 tonnellate di rifiuti, speciali e non, nonché di oltre 1000 pannelli fotovoltaici e di circa 1000 accumulatori di energia elettrica di provenienza furtiva stivati in container destinati al continente africano.<br />
Sono emersi, inoltre, gravi indizi di colpevolezza nei confronti di due avvocati del foro di Salerno e di un dipendente del Ministero della Giustizia per illecito accesso ai sistemi informatici e divulgazione di dati riservati afferenti il procedimento penale per acquisire informazioni non autorizzate nell&#8217;interesse dei funzionari doganali che temevano di essere coinvolti nelle indagini in corso.<br />
Ulteriore condotta illecita è stata contestata ad un militare della Guardia di Finanza che, in concorso con un funzionario doganale, risulta aver attestato fittiziamente il rientro di merci temporaneamente esportate, in realtà mai transitate nel porto di Salerno.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tvoggisalerno.it/porto-di-salerno-corruzione-peculato-falso-contrabbando-e-traffico-internazionale-di-rifiuti-69-persone-nei-guai/">PORTO DI SALERNO: CORRUZIONE, PECULATO, FALSO, CONTRABBANDO E TRAFFICO INTERNAZIONALE DI RIFIUTI, 69 PERSONE NEI GUAI – &lt;i style=&quot;color:#ff0000;&quot; class=&quot;fa fa-video-camera&quot;&gt;&lt;/i&gt;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tvoggisalerno.it">TVOGGI Salerno</a>.</p>
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		<title>PECULATO, FALSO E ABUSO D&#8217;UFFICIO IN CONCORSO, NEI GUAI MEDICO E CAPOSALA DELL&#8217;OSPEDALE &#8220;FUCITO&#8221;</title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/peculato-falso-e-abuso-dufficio-in-concorso-nei-guai-medico-e-caposala-dellospedale-fucito/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2020 08:06:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[News 1]]></category>
		<category><![CDATA[carabinieri NAS]]></category>
		<category><![CDATA[FALSO E ABUSO D'UFFICIO IN CONCORSO]]></category>
		<category><![CDATA[ospedale Fucito]]></category>
		<category><![CDATA[PECULATO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un professore Ordinario presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia – Scuola Medica Salemitana dell’Università degli Studi di Salerno e Dirigente Medico presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno, in servizio presso l’Ospedale“Fucito”di Mercato San Severino S.F.A e una coordinatrice infermieristica,D.F., dipendente della stessa Azienda Ospedaliera, sono  stati arrestati [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un professore Ordinario presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia – Scuola Medica Salemitana dell’Università degli Studi di Salerno e Dirigente Medico presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno, in servizio presso l’Ospedale“Fucito”di Mercato San Severino S.F.A e una coordinatrice infermieristica,D.F., dipendente della stessa Azienda Ospedaliera, sono  stati arrestati e posti ai domiciliari questa mattina nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Procura di Nocera Inferiore .Sono stati i carabinieri del Nas di Salerno ,ad  eseguire a  Napoli e Castel San Giorgio, le misure cautelari nei confronti delle due persone,   che dovranno rispondere alle accuse per i presunti reati di peculato, falso e abuso d’ufficio in concorso.<br />
L&#8217;attività investigativa, coordinata dal Sostituto Procuratore Dott.ssa a Chiara Fasano e dal Procuratore della Repubblica Dott. Antonio Centore, ha visto impegnati i militari del NAS di Salerno che, anche con l&#8217;ausilio di intercettazioni telefoniche, escussione di persone e pedinamenti, hanno raccolto inconfutabili elementi di reità a carico  dei due , tali da consentire &#8211; come detto &#8211; l&#8217;emissione di una ordinanza cautelare applicativa della misura degli arresti domiciliari nei confronti del dirigente medico  &#8211; Professore Ordinario &#8211; ritenuto responsabile di peculato e falso per essersi ripetutamente appropriato di strumentazione di proprietà dell&#8217;Ateneo di Salerno, utilizzata per eseguire visite specialistiche in regime privatistico e attività professionale intramoenia(A LPI). L&#8217;uomo  si è reso responsabile del  delitto di abuso d&#8217;ufficio, in quanto, nello svolgimento dell&#8217;attività libero professionale in intramoenia presso cliniche e studi professionali privati, programmava le visite dei suoi pazienti mediante contatto diretto, così evitando agli stessi di effettuare le prenotazioni presso il CUP (Centro Unico Prenotazioni) ed in tal modo procurando un vantaggio per sè consistito nella riscossione dei compensi dai pazienti  ed un contestuale ingente anno per l&#8217;Azienda Ospedaliera Universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d&#8217;Aragona di Salerno e per il Sistema Sanitario Nazionale.<br />
La coordinatrice infermieristica facente funzioni presso l&#8217;ospedale &#8220;Fucito&#8221; di Mercato San Severino  si è resa responsabile del delitto di abuso d&#8217;uffIcio in concorso con il dirigente medico, in quanto, essendo autorizzata a gestire l&#8217;accesso per le prenotazioni dei pazienti da sottoporre a visita o ad intervento chirurgico, stravolgeva la lista d&#8217;attesa e favoriva amici ed altri pazienti consentendo loro e sere visitati in data antecedente rispetto a quanto previsto dal sistema di prenotazione. </p>
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		<title>CORRUZIONE E APPALTI TRUCCATI: 12 ARRESTI, NEI GUAI EX SINDACO DI CAMEROTA –</title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/corruzione-e-appalti-truccati-12-arresti-nei-guai-ex-sindaco-di-camerota/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Barbara Albero]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 May 2019 09:10:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[abuso d'ufficio]]></category>
		<category><![CDATA[appalti truccati]]></category>
		<category><![CDATA[ARRESTI]]></category>
		<category><![CDATA[camerota]]></category>
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		<category><![CDATA[CORRUZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[falso in atto pubblico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>All’alba di questa mattina i Carabinieri del Comando Provinciale di Salerno e della Compagnia di Sapri, con la collaborazione dei militari della Stazione di Camerota, hanno dato esecuzione a 12 (dodici) misure cautelari ed eseguito contestualmente 19 perquisizioni domiciliari e personali, nei confronti di soggetti facenti parte dell’Amministrazione Comunale di Camerota fino al 2017. La [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>All’alba di questa mattina i Carabinieri del Comando Provinciale di Salerno e della Compagnia di Sapri, con la collaborazione dei militari della Stazione di Camerota, hanno dato esecuzione a 12 (dodici) misure cautelari ed eseguito contestualmente 19 perquisizioni domiciliari e personali, nei confronti di soggetti facenti parte dell’Amministrazione Comunale di Camerota fino al 2017. La presente indagine muove da un accertamento in ordine ad una vicenda appropriativa, da parte di funzionari pubblici del Comune di Camerota, dei proventi della TOSAP. Un lungo periodo di indagine, anche tecnica, ha svelato, tuttavia, agli investigatori l’esistenza di un sistema illecito ben più ampio e strutturato. Di fondamentale importanza si è rivelata, peraltro, ai</p>
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<p>fini di una migliore comprensione delle irregolarità amministrative, prima, e penali, poi, l’ausilio fornito dall’ Ufficio Ispettivo della Ragioneria Generale dello Stato.<br />
Dal complesso delle risultanze probatorie acquisite ed, in particolare, dalle prove documentali e dal contenuto delle conversazioni oggetto di intercettazione, è emersa l’esistenza di un &#8220;collaudato sistema criminale&#8221;, basato su logiche affaristiche e clientelari, funzionale alla spartizione illecita degli appalti a favore degli imprenditori amici, in un circolo vizioso ed impenetrabile i cui partecipi prosperavano a tutto discapito dell&#8217;efficienza, trasparenza e buona organizzazione dell’azione amministrativa; agli investigatori è apparso, dunque, evidente come a monte di tale sistema si stagliasse una vera e propria struttura associativa, in grado di effettuare una indebita interferenza sull’operato dell’autorità pubblica, sovrapponendosi ad essa e perseguendo i propri fini illeciti utilizzando la struttura e l’apparato amministrativo: ciò ha garantito la metodica spartizione delle gare d’appalto comunali, sistematicamente indirizzate a favore di società riferibili agli stessi amministratori o, comunque, a soggetti compiacenti o, comunque, “vicini” all’amministrazione comunale.<br />
In particolare, la struttura organizzativa dell’associazione è da individuarsi nel preesistente apparato amministrativo del Comune di Camerota, alla cui interna articolazione la stessa si è sovrapposta con un modus operandi sostanzialmente omogeneo e per un apprezzabile lasso di tempo, esercitando le sue attività sotto le direttiva del R. e del T. ed avvalendosi delle diverse funzioni esecutive e/o collaborative affidate agli altri sodali; in tal modo gli indagati hanno agito distorcendo la struttura amministrativa e piegandone il funzionamento per il perseguimento (non già del fine pubblicistico bensì) dei propri fini illeciti.<br />
Quello svelato dagli inquirenti è, in qualche modo, un sistema grezzo ma estremamente efficace: per i peculati, ad esempio, veniva rilasciata “regolare ricevuta”; tale condotta illecita e mal occultata, tuttavia, è estremamente indicativa del fertile humus e della sostanziale anarchia che regnava nell’ente comunale di Camerota, ove la gestione dell’apparato amministrativo era totalmente svincolata dalle regole in materia e soggiaceva esclusivamente al volere degli associati che, per mezzo della P.A., perseguivano i propri fini illeciti.<br />
La finalità precipua di tali condotte, comune a tutti gli appartenenti al sodalizio, era quella della conservazione del potere: “un affare per pochi amici”, scrive la P.G. che ha indagato, ed, effettivamente, tale si dimostra: Camerota, fino al dicembre 2016, era un luogo ove il codice degli appalti (e, conseguentemente, i principi di evidenza pubblica e trasparenza ed imparzialità dell’azione amministrativa) non ha mai trovato applicazione.<br />
L’ente comunale, in altri termini, costituiva uno schermo regolare ed un mezzo attraverso il quale perseguire i propri fini illeciti e realizzare innumerevoli delitti contro la P.A.; la struttura organizzativa del sodalizio si è, dunque, sovrapposta alla struttura amministrativa, anche con riferimento ai ruoli e alle funzioni attribuite a ciascuno degli indagati, creando una vera e propria &#8220;rete&#8221; che fungeva da &#8220;catalizzatore dell&#8217;affectio societatis&#8221;, creata attraverso la &#8220;sistematica occupazione&#8221; dei ruoli chiave all’interno del Comune di Camerota e delle società partecipate.<br />
Attraverso questo sistema ed attraverso il sistematico ricorso a terzi compiacenti è stata costruita una vera e propria &#8220;rete&#8221; in grado di controllare la quasi totalità delle gare di appalto del Comune di Camerota, pilotandole verso società con a capo imprenditori collegati agli amministratori, da amicizia, vincoli di parentela o comuni interessi economici; in cambio dell’azione di turbamento e dell’affidamento di commesse di lavori pubblici alle società, gli imprenditori fornivano agli amministratori somme di diverse migliaia di euro, assumevano personale indicatogli dagli amministratori stessi, eseguivano gratuitamente lavori edili privati, fornivano pass gratuiti per parcheggi e ormeggi gratuiti durante il periodo estivo.<br />
Con particolare riguardo al fenomeno delle assunzioni pilotate, si è acclarato come il sodalizio speculasse sulle notevoli (e notorie) difficoltà di inserimento lavorativo in un territorio con elevatissimo indice di disoccupazione, giacchè emerge nitidamente come gli indagati non “creassero” posti di lavoro per “tutti” ma soltanto per “alcuni” ed il criterio di selezione non fosse affatto ispirato a criteri meritocratici.<br />
A completare il quadro della mala gestio del comune di Camerota, si è acclarato, mercè l’ausilio della Ragioneria di Stato, il sistematico ricorso alla falsificazione del bilancio comunale attraverso false attestazioni sull’avvenuto rispetto del patto di stabilità dal 2012 al 2015 certificando con delibere della giunta comunale, ogni anno, l’avvenuto rispetto dell’obiettivo prefissato nonché la falsa riduzione delle spese correnti talvolta emettendo fatture false ex post per coprire i “buchi” di bilancio degli anni passati. Le assunzioni e i ruoli all’interno dell’associazione venivano continuamente controllati dai vertici i quali li distribuivano non per meriti o qualifiche, ma a seconda della quantità di voti che ciascuno di essi poteva garantire, mantenendo gli equilibri interni affinché non mutassero.</p>
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		<title>HOSPICE DI EBOLI. ARRESTATO IL &#8220;MEDICO DELLA MORTE&#8221; – </title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/hospice-eboli-arrestato-medico-della-morte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Barbara Albero]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Oct 2018 11:39:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA["il Giardino dei Girasoli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Avrebbe dovuto essere assistito dall&#8217;unità operativa di medicina del Dolore e cure palliative dell&#8217;Hospice &#8220;il Giardino dei Girasoli del distretto 64 dell&#8217;Asl di Eboli ma per il giovane 28 enne di Battipaglia, Carmine Giannattasio, malato terminale, non è giunta una morte naturale ma una morte indotta causata dalla somministrazione fatale di una dose eccessiva di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Avrebbe dovuto essere assistito dall&#8217;unità operativa di medicina del Dolore e cure palliative dell&#8217;Hospice &#8220;il Giardino dei Girasoli del distretto 64 dell&#8217;Asl di Eboli ma per il giovane 28 enne di Battipaglia, Carmine Giannattasio, malato terminale, non è giunta una morte naturale ma una morte indotta causata dalla somministrazione fatale di una dose eccessiva di Soluzione iniettabile di Midazolam. Lo ha rivelato l&#8217;autopsia in maniera inconfutabile, una dose che avrebbe causato la morte anche in un soggetto sano, a seguito di intercettazioni avviate dai Carabinieri del Nas di Salerno dopo una segnalazione della stessa Asl di Eboli per furto di farmaci della farmacia ospedaliera.</p>
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<p>E&#8217; quanto è stato spiegato nei dettagli questa mattina nel corso di una conferenza stampa che si è svolta in procura convocata dal Procuratore della Repubblica Luigi Alberto Cannavale alla presenza del pm Elena Guarino, del comandante dei CC del Nas-Centro Sud, il tenente colonnello Vincenzo Maresca e del comandante dei Nas di Salerno Vincenzo Ferrara. I carabinieri del Nas di Salerno hanno eseguito questa mattina un’ordinanza cautelare emessa dal Gip del tribunale, su richiesta della locale Procura, nei confronti di 11 indagati, uno dei quali sottoposto alla custodia domiciliare, e dieci a carico di altrettanti dirigenti medici e appartenenti al personale infermieristico in servizio presso l’unità operativa di Medicina del Dolore e Cure Palliative – Hospice “Il giardino dei Girasoli” e presso l’unità operativa di Medicina Legale appartenente al Distretto Sanitario 64 di Eboli., per i quali è stata disposta la misura interdittiva della sospensione dalla professione per 12 mesi. Gli indagati 4 dirigenti medici,</p>
<div class="epyt-video-wrapper"><iframe loading="lazy"  id="_ytid_62123"  width="640" height="480"  data-origwidth="640" data-origheight="480"  data-relstop="1" src="https://www.youtube.com/embed/U6k2eHEZjGg?enablejsapi=1&#038;autoplay=0&#038;cc_load_policy=0&#038;cc_lang_pref=&#038;iv_load_policy=1&#038;loop=0&#038;rel=0&#038;fs=1&#038;playsinline=0&#038;autohide=2&#038;theme=dark&#038;color=red&#038;controls=1&#038;disablekb=0&#038;" class="__youtube_prefs__  epyt-is-override  no-lazyload" title="YouTube player"  allow="fullscreen; accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen data-no-lazy="1" data-skipgform_ajax_framebjll=""></iframe></div>
<p>3 infermieri professionali, 3 operatrici addette all&#8217;assistenza dei pazienti ed un agente tecnico dipendenti dell&#8217;Asl di Salerno ed in Servizio all&#8217;hospice del distretto 64 di Eboli sono accusati, a vario titolo, di truffa ai danni del servizio sanitario nazionale, peculato, falso materiale, falso ideologico, favoreggiamento personale, violenza privata e omicidio.</p>
<p>L&#8217;attività investigativa svolta con intercettazioni telefoniche, installazioni di sistemi di localizzazione e pedinamenti ha permesso di accertare due filoni di truffe ed in modo particolare di determinare la responsabilità del dottor Alessandro MARRA. Dirigente medico UO Medicina del Dolore e cure Palliative dell&#8217;Hospice di Eboli per il reato di omicidio per aver somministrato volontariamente senza nessuna specifica richiesta 60 ml del medicinale Midazolam e tra l&#8217;altro illecitamente sottratto dalla struttura sanitaria provocando la morte del giovane 28 enne di Battipaglia, affetto da una gravissima ed irreversibile patologia.</p>
<p><a href="https://www.tvoggisalerno.it/wp-content/uploads/2018/10/20181019_110704.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-68955 alignright" src="https://www.tvoggisalerno.it/wp-content/uploads/2018/10/20181019_110704-300x169.jpg" alt="" width="380" height="214" srcset="https://www.tvoggisalerno.it/wp-content/uploads/2018/10/20181019_110704-300x169.jpg 300w, https://www.tvoggisalerno.it/wp-content/uploads/2018/10/20181019_110704-768x432.jpg 768w, https://www.tvoggisalerno.it/wp-content/uploads/2018/10/20181019_110704-1024x576.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 380px) 100vw, 380px" /></a>Nel corso delle indagini, è stato accertato come gli altri indagati, ai quali vengono contestati i reati di falso, truffa e peculato, avevano un rapporto di totale infedeltà nell&#8217;ambito dello svolgimento dell&#8217;attività lavorativa<br />
Secondo gli inquirenti spesso gli infermieri non non si recavano proprio dai pazienti che dovevano ricevere le cure palliative presso le loro abitazioni anche se ne curavano la certificazione con report con firme false disconosciute dai familiari, sono stati sottratti importanti medicinali ospedalieri dalla struttura e materiale di presidio medico ritrovati nei garage e pertinenze private degli indagati, che venivano utilizzati successivamente per la loro attività professionale privatistica</p>
<p>Molti di loro entravano nella sede del distretto sanitario, timbravano con budge ma poi uscivano dall’ufficio per andare a fare commissioni private, rientrando la sera a fine turno.</p>
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		<title>PECULATO, ASSOLTO GAMBINO</title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/peculato-assolto-gambino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marcello Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 May 2017 10:42:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[News 1]]></category>
		<category><![CDATA[Alberico Gambino]]></category>
		<category><![CDATA[assoluzione]]></category>
		<category><![CDATA[CONSIGLIO REGIONALE CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[PECULATO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Definitivamente assolto per non aver commesso il fatto&#8221;. Alberico Gambino, consigliere regionale di Fratelli d&#8217;Italia, intervenendo in aula in apertura dei lavori, ha comunicato al Consiglio regionale di essere stato assolto dall&#8217;accusa di peculato per uso improprio della carta di credito in dotazione al sindaco di Pagani, carica che Gambino stesso ha ricoperto. &#8220;Ritengo doveroso [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Definitivamente assolto per non aver commesso il fatto&#8221;. Alberico Gambino, consigliere regionale di Fratelli d&#8217;Italia, intervenendo in aula in apertura dei lavori, ha comunicato al Consiglio regionale di essere stato assolto dall&#8217;accusa di peculato per uso improprio della carta di credito in dotazione al sindaco di Pagani, carica che Gambino stesso ha ricoperto. &#8220;Ritengo doveroso informare tutto il Consiglio &#8211; ha affermato &#8211; della mia assoluzione. I giudici del Tribunale di Napoli mi hanno assolto definitivamente&#8221;. La vicenda risale al 2005 e l&#8217;accusa che, all&#8217;epoca, fu rivolta a Gambino, che era primo cittadino di pagani, in provincia di Salerno, fu di peculato proprio per uso improprio della carta di credito.</p>
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		<title>BARONISSI, RICERCATA PER PECULATO. ARRESTATA 52ENNE</title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/baronissi-ricercata-per-peculato-arrestata-52enne/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 May 2016 12:49:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[News 2]]></category>
		<category><![CDATA[arresto]]></category>
		<category><![CDATA[baronissi]]></category>
		<category><![CDATA[PECULATO]]></category>
		<category><![CDATA[polizia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Stamane, il personale della Polizia di Stato appartenente alla Sezione Volanti della Questura di Salerno è intervenuto presso un hotel ubicato a Baronissi, località Sava, e ha tratto in arresto una donna, identificata per M. D.P., 52enne residente a Piacenza ma attualmente domiciliata a Fisciano, destinataria di un provvedimento di cattura. I poliziotti, a seguito [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Stamane, il personale della Polizia di Stato appartenente alla Sezione Volanti della Questura di Salerno è intervenuto presso un hotel ubicato a Baronissi, località Sava, e ha tratto in arresto una donna, identificata per M. D.P., 52enne residente a Piacenza ma attualmente domiciliata a Fisciano, destinataria di un provvedimento di cattura.</p>
<p>I poliziotti, a seguito d’interrogazione del sistema “tele-alloggiati”, hanno accertato la presenza della donna presso l’albergo di Baronissi, nonché la pendenza a suo carico del provvedimento di cattura emesso il 28 aprile 2016 dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Piacenza.</p>
<p>Gli agenti, giunti presso la struttura ricettiva, hanno trovato la donna, in compagnia di un uomo, l’hanno bloccata, identificata e tratta in arresto, conducendola poi presso la casa circondariale di Salerno.</p>
<p>L’arrestata dovrà scontare la pena di anni 3, mesi 1 e giorni 10 di reclusione per il reato di peculato, commesso diversi anni fa a Piacenza.</p>
<p>All’epoca dei fatti, la donna, nella sua qualità di incaricato di un pubblico servizio a Piacenza, danneggiò l’erario per aver omesso di versare somme di danaro dovute a titolo d’imposta alla Regione Emilia Romagna.</p>
<p>&nbsp;</p>
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