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	<title>procura Archivi - TVOGGI Salerno</title>
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	<title>procura Archivi - TVOGGI Salerno</title>
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	<item>
		<title>CETARA, VIA LA SABBIA SENZA FESTA – </title>
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		<dc:creator><![CDATA[Barbara Albero]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2026 10:37:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Sono partite con un ritardo significativo rispetto all’orario fissato delle 7.30 le operazioni per rimuovere la sabbia dal cantiere del rifacimento e liberare così l’arenile di Cetara. Una procedura complessa, scandita punto per punto dall’apposita relazione tecnica della Procura, che ha indicato all’impresa incaricata ogni fase: dall’inumidimento preventivo della sabbia per evitarne la dispersione, alla [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono partite con un ritardo significativo rispetto all’orario fissato delle 7.30 le operazioni per rimuovere la sabbia dal cantiere del rifacimento e liberare così l’arenile di Cetara. Una procedura complessa, scandita punto per punto dall’apposita relazione tecnica della Procura, che ha indicato all’impresa incaricata ogni fase: dall’inumidimento preventivo della sabbia per evitarne la dispersione, alla protezione dell’asfalto con un telo impermeabile. Ieri la Procura ha detto sia al dissequestro.<br />
Il materiale è stato prima risucchiato tramite un mezzo aspirante, poi rilasciato temporaneamente sulla sede stradale e infine caricato su un escavatore destinato al trasferimento in cava. Il tutto è avvenuto sotto il costante monitoraggio della Capitaneria di Porto di Salerno . Anche la scelta del sito di deposito – decisiva per l’esito dell’inchiesta, che dovrà stabilire se la sabbia utilizzata dall’impresa corrisponde a quella prevista dal capitolato – è stata definita dalla Procura: esclusa l’area inizialmente individuata nella piana del Sele, colpita di recente da fenomeni alluvionali, si è optato per un luogo alternativo. Un’operazione condotta con molte cautele, mentre la cittadinanza spera di riavere la spiaggia libera prima dei festeggiamenti di San Pietro e Paolo, quando è prevista la tradizionale posa delle statue direttamente sull’arenile. Intanto è già pronto un piano B nel caso i tempi dovessero allungarsi. A complicare la mattinata, l’arrivo quasi simultaneo dei mezzi impegnati nella rimozione e dei camion destinati all’allestimento delle luminarie. Tutto sotto gli occhi di residenti, curiosi e turisti, che tifano apertamente per una riapertura rapida dell’arenile.</p>
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		<title>TRUFFE SUI BONUS, SEQUESTRO DA 160 MILIONI DI EURO: INDAGINI SU 240 PERSONE</title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/truffe-sui-bonus-sequestro-da-160-milioni-di-euro-indagini-su-240-persone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Monica Di Mauro]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 07:26:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A conclusione di articolate indagini coordinate da questo ufficio relative al contrasto delle frodi in materia degli incentivi statali per interventi edili, tra i quali &#8220;Bonus facciate&#8221;, &#8220;Superbonus 110&#8243;,&#8221;Ecobonus&#8221; e &#8220;Sismabonus&#8221;, i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Salerno, nella giornata odierna, hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>A conclusione di articolate indagini coordinate da questo ufficio relative al contrasto delle frodi in materia degli incentivi statali per interventi edili, tra i quali &#8220;Bonus facciate&#8221;, &#8220;Superbonus 110&#8243;,&#8221;Ecobonus&#8221; e &#8220;Sismabonus&#8221;, i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Salerno, nella giornata odierna, hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo di beni e valori per un importo complessivo pari a circa 160 milioni di Euro.<br />
Il provvedimento, emesso dal G.I.P. del Tribunale di Salerno ha riguardato oltre 240 soggetti tra persone fisiche e giuridiche sull&#8217;intero territorio nazionale e, in particolare, verso soggetti presenti tra la Campania e altre 9 regioni italiane, quali Lazio, Basilicata, Sicilia, Emilia-Romagna, Toscana,Lombardia, Piemonte, Puglia e Veneto.Nel dettaglio, le indagini condotte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Salerno, così come coordinate dall&#8217;ufficio hanno consentito di ricostruire e delineare un esteso e ramificato sistema<br />
illecito finalizzato a porre in essere plurime truffe ai danni dello Stato, riconducibili a due organizzazioni criminali, aventi entrambe base nella provincia di Salerno, che ha visto la partecipazione attiva e decisiva di più professionisti ed imprenditori, con la conseguente notifica dell&#8217;avviso di fissazione di interrogatorio preventivo per l&#8217;eventuale applicazione di misure cautelari personali nei confronti di nove soggetti. Secondo gli accertamenti investigativi effettuati il meccanismo fraudolento si fonderebbe sull&#8217;utilizzo strumentale di oltre 80 società, ubicate su tutto il territorio nazionale, di cui la quasi totalità sono risultate fittizie (ovvero sprovviste di sede operativa, dipendenti, attrezzature e qualsivoglia struttura Imprenditoriale le c.d. &#8220;società cartiere&#8221;), che documentalmente avrebbero eseguito interventi milionari di riqualificazione edilizia su circa 200 immobili, ubicati su tutto il territorio nazionale, lavori in realtà mai eseguiti. Tra gli immobili individuati per perpetrare l&#8217;attività fraudolenta, alcuni<br />
risulterebbero di diretta proprietà degli indagati, mentre altri sarebbero risultati appartenere a soggetti estranei ai fatti, tra i quali privati cittadini ed Enti pubblici (Comuni). Determinante per la riuscita della frode sarebbe stato il ruolo di due professionisti contabili, promotori delle due associazioni a delinquere ipotizzate, i quali avrebbero, in primo luogo, costituito le società e assunto cariche, qualifiche o l&#8217;amministrazione di fatto delle stesse società ricomprese nello schema di frode; in secondo luogo avrebbero provveduto, in molti casi, in quanto abilitati ad accedere alla piattaforma &#8220;cessione crediti&#8221; dell&#8217;Agenzia delle Entrate, a trasmettere le comunicazioni che hanno consentito di generare milioni di euro in crediti fittizi nei cassetti fiscali delle società formalmente esecutrici dei lavori. Successivamente i crediti fittizi così creati sarebbero stati sia monetizzati mediante cessione ad altre società ignare, sia utilizzati in compensazione da società compiacenti per il pagamento di imposte effettivamente dovute, creando così un doppio danno per la casse dell&#8217;erario. Inoltre, nel corso delle investigazioni, l&#8217;Ufficio ha chiesto &#8211; ed ottenuto- la liquidazione giudiziale di una società operante sul territorio salernitano utilizzata per la commissione di plurimi reati di bancarotta fraudolenta, riciclaggio e autoriciclaggio, oltre alla creazione e l&#8217;utilizzo di crediti fittizi. Tale società avrebbe intrattenuto plurimi rapporti con ulteriori società, risultate poi dedite alla commissione sistematica di reati tributari, mediante l&#8217;emissione di fatture per operazioni<br />
oggettivamente inesistenti per oltre 335 milioni di euro. Una particolare attenzione è stata rivolta alla ricostruzione dei flussi finanziari dei proventi illeciti, derivanti dai reati contestati, mediante una minuziosa individuazione di tutte le movimentazioni bancarie, grazie alla quale è stato possibile ipotizzare i reati di riciclaggio e autoriciclaggio per un valore complessivo di circa 17 milioni di euro, in alcuni casi commessi anche mediante il trasferimento di ingenti somme di denaro all&#8217;estero, in particolare verso Cina, India e Pakistan. Le indagini, particolarmente complesse a causa dell&#8217;elevato numero di soggetti coinvolti, dalla consistenza delle operazioni contestate e dalla diffusione sull&#8217;intero territorio nazionale del fenomeno, sono state sviluppate attraverso un approccio multidisciplinare che ha integrato approfondimenti documentali, fiscali e contabili con metodologie investigative tradizionali e strumenti tecnologicamente avanzati. In particolare, sono stati effettuati appostamenti e pedinamenti, intercettazioni telefoniche e ambientali, analisi e incrocio dei tabulati telefonici, analisi forense di dispositivi informatici acquisiti nel corso delle attività di polizia giudiziaria, nonché il tracciamento degli indirizzi IP e la ricostruzione dei flussi telematici riconducibili agli indagati.Si rappresenta che il procedimento penale versa nella fase delle indagini preliminari e che, fino a eventuale sentenza definitiva, vige il principio di presunzione di innocenza nei confronti delle persone sottoposte a indagine.</p>
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		<title>GDF SALERNO, CONFISCA PER 3 MILIONI DI EURO</title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/gdf-salerno-confisca-per-3-milioni-di-euro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Brigida Vicinanza]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 May 2026 11:33:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La guardia di finanza di Salerno ha confiscato beni per circa 3 milioni di euro ad un uomo, già condannato per reati di mafia, estorsione, rapina e droga. Il provvedimento riguarda quote societarie, immobili e attività commerciali, tra cui uno chalet/bar sul lungomare di Salerno, ritenuti intestati fittiziamente per occultarne la reale proprietà. Un prosieguo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La guardia di finanza di Salerno ha confiscato beni per circa 3 milioni di euro ad un uomo, già condannato per reati di mafia, estorsione, rapina e droga. Il provvedimento riguarda quote societarie, immobili e attività commerciali, tra cui uno chalet/bar sul lungomare di Salerno, ritenuti intestati fittiziamente per occultarne la reale proprietà. Un prosieguo di un’inchiesta nata nel 2022: In particolare, l’ultima attività ha ricostruito, dal punto di vista patrimoniale, le vicende già emerse nelle pregresse indagini, eseguite dal G.I.C.O. del Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Salerno, nel cui ambito il 16 dicembre 2022 erano stati disposti gli arresti domiciliari a carico di uno e l&#8217;interdizione per 12 mesi dall&#8217;esercizio di attività imprenditoriali nei confronti di un altro soggetto, entrambi indagati per trasferimento fraudolento di valori. In tale contesto, si era proceduto al sequestro, tra l&#8217;altro, di tre mini-appartamenti, la cui disponibilità veniva giustificata da simulati contratti di comodato d&#8217;uso, del valore complessivo di circa 700.000 mila euro, facenti parte di un complesso immobiliare sito in una zona di pregio di Salerno. &#8220;Complessivamente, il 4 febbraio 2025 erano dunque stati sottoposti a sequestro partecipazioni societarie, nella misura del 50%, di tre società di capitali e, nella stessa misura, altrettanti complessi aziendali, nonché cinque unità immobiliari di cui 2 per una quota pari alla metà del loro valore complessivo &#8211; si legge nella nota della Procura guidata da Raffaele Cantone &#8211;  Il previsto contraddittorio, avviato successivamente al sequestro dinanzi al Tribunale di Salerno -Sezione per l&#8217;applicazione delle Misure di prevenzione, ha confermato la sussistenza dei presupposti per la confisca condannando l&#8217;uomo anche al pagamento delle spese processuali&#8221;.</p>
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		<title>31ENNE MUORE DOPO UN MALORE: INDAGINI IN CORSO – </title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/31enne-muore-dopo-un-malore-indagini-in-corso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Barbara Albero]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Dec 2025 11:00:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Potrebbe essere stato un arresto cardiaco la causa della morte della donna di 31 anni giunta senza vita al pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno, nella notte tra sabato e domenica. La giovane, originaria della provincia di Napoli, è stata trasportata in auto da un uomo salernitano che aveva [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Potrebbe essere stato un arresto cardiaco la causa della morte della donna di 31 anni giunta senza vita al pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno, nella notte tra sabato e domenica. La giovane, originaria della provincia di Napoli, è stata trasportata in auto da un uomo salernitano che aveva trascorso con lei la serata.</p>
<p>Una corsa disperata verso l’ospedale, partita dalla zona orientale della città, che purtroppo non è bastata a salvarle la vita. Secondo una prima ricostruzione, i due si sarebbero conosciuti sui social e avrebbero deciso di trascorrere insieme il sabato sera. Dopo una cena e una conversazione in auto, nei pressi dell’abitazione dell’uomo, la donna avrebbe accusato un malore improvviso. Immediata la decisione di accompagnarla al pronto soccorso, ma all’arrivo i medici non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso.</p>
<p>Come da protocollo, è scattato l’intervento delle forze dell’ordine. Gli agenti della Polizia di Stato hanno avviato gli accertamenti, ascoltando l’uomo che ha accompagnato la donna in ospedale per ricostruire gli ultimi momenti prima della tragedia.</p>
<p>Nonostante sul corpo della giovane non siano stati riscontrati segni evidenti di violenza, la Procura ha aperto un fascicolo d’indagine e ha disposto l’autopsia, eseguita nella tarda serata di ieri presso l’obitorio dell’ospedale di Salerno. Sono stati inoltre effettuati gli esami tossicologici, sia sulla donna sia sull’uomo, per verificare l’eventuale presenza di sostanze.</p>
<p>Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti, quella di una morte naturale, forse legata a problemi di salute pregressi di cui la giovane non sarebbe stata a conoscenza. Saranno ora gli esiti degli esami medico-legali a fare piena luce su una vicenda che ha scosso due comunità.</p>
<p>Dopo l’autopsia, la salma è stata liberata e nella mattinata di oggi, nel comune di origine della giovane, si sono svolti i funerali, nel dolore e nel silenzio di familiari e amici, in attesa di risposte definitive su quanto accaduto.</p>
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		<item>
		<title>CASTELLABATE, SEQUESTRATA LOTTIZZAZIONE ABUSIVA NEL PARCO DEL CILENTO: 12 INDAGATI</title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/castellabate-sequestrata-lottizzazione-abusiva-nel-parco-del-cilento-12-indagati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Barbara Albero]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Oct 2025 10:51:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[News 2]]></category>
		<category><![CDATA[abusi edilizi]]></category>
		<category><![CDATA[carabinieri]]></category>
		<category><![CDATA[castellabate]]></category>
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		<category><![CDATA[procura]]></category>
		<category><![CDATA[SEQUESTRO PREVENTIVO]]></category>
		<category><![CDATA[Vallo della Lucania]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I Carabinieri del Nucleo del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo disposto dal gip di Vallo della Lucania su richiesta della Procura, nei confronti di dodici persone indagate per presunti reati edilizi, paesaggistici e urbanistici. Il provvedimento riguarda una lottizzazione abusiva in località Annunziata di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I Carabinieri del Nucleo del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo disposto dal gip di Vallo della Lucania su richiesta della Procura, nei confronti di dodici persone indagate per presunti reati edilizi, paesaggistici e urbanistici.</p>
<p>Il provvedimento riguarda una lottizzazione abusiva in località Annunziata di Castellabate, su un’area di circa 10mila metri quadrati all’interno del Parco e in zona sottoposta a vincolo paesaggistico. Nell’area sono stati sequestrati dieci fabbricati, sei dei quali già preesistenti, ma oggetto di demolizione e ricostruzione  mentre altri risultano allo stato grezzo o in corso di realizzazione.</p>
<p>Secondo gli investigatori, gli indagati avrebbero frazionato il terreno agricolo per destinarlo a scopi edificatori, realizzando manufatti abitativi con permessi di costruire ritenuti illegittimi e interventi in difformità dai titoli autorizzativi, comportando aumenti di volumetria e spostamenti dell’area di sedime originaria.</p>
<p>Le opere hanno determinato una trasformazione urbanistica e paesaggistica dell’area, priva di opere di urbanizzazione e in contrasto con la vocazione rurale del territorio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tvoggisalerno.it/castellabate-sequestrata-lottizzazione-abusiva-nel-parco-del-cilento-12-indagati/">CASTELLABATE, SEQUESTRATA LOTTIZZAZIONE ABUSIVA NEL PARCO DEL CILENTO: 12 INDAGATI</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tvoggisalerno.it">TVOGGI Salerno</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>REVOCATI GLI ARRESTI DOMICILIARI ALL&#8217;EX SINDACO FRANCO ALFIERI, SOLO UN LIEVE SCONTO – </title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/revocati-gli-arresti-domiciliari-allex-sindaco-franco-alfieri-solo-un-lieve-sconto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Barbara Albero]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Sep 2025 12:38:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[News 1]]></category>
		<category><![CDATA[appalti pilotati]]></category>
		<category><![CDATA[ARRESTI DOMICILIARI]]></category>
		<category><![CDATA[FRANCO ALFIERI]]></category>
		<category><![CDATA[INCHIESTA]]></category>
		<category><![CDATA[OBBLIGO DI DIMORA]]></category>
		<category><![CDATA[procura]]></category>
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		<category><![CDATA[sindaco]]></category>
		<category><![CDATA[Vallo della Lucania]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nuovo capitolo nell’inchiesta sui presunti appalti pilotati a Capaccio Paestum. A quasi un anno dagli arresti, arriva la decisione del presidente del Tribunale di Vallo della Lucania, Vincenzo Pellegrino, che con il parere favorevole della Procura,  ha disposto la revoca degli arresti domiciliari per due degli indagati principali. Si tratta di Franco Alfieri, ex sindaco [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nuovo capitolo nell’inchiesta sui presunti appalti pilotati a Capaccio Paestum. A quasi un anno dagli arresti, arriva la decisione del presidente del Tribunale di Vallo della Lucania, Vincenzo Pellegrino, che con il parere favorevole della Procura,  ha disposto la revoca degli arresti domiciliari per due degli indagati principali.</p>
<p>Si tratta di Franco Alfieri, ex sindaco del comune di Capaccio Paestum, e di Vittorio De Rosa, imprenditore e titolare della Dervit, azienda coinvolta nella vicenda.</p>
<p>Per entrambi è stato imposto l’obbligo di dimora nel proprio comune di residenza, ma solo De Rosa torna completamente in libertà. Franco Alfieri, infatti, resta ai domiciliari per via di una seconda indagine ancora in corso.</p>
<p>La decisione arriva a pochi giorni dall’apertura del processo penale, cominciato il 25 settembre scorso, e segna una svolta significativa nell’inchiesta, che vede coinvolti amministratori e imprenditori per presunte irregolarità negli appalti pubblici. Gli arresti risalgono al 3 ottobre del 2024.</p>
<p>Intanto la magistratura prosegue il lavoro per far luce su un sistema che, secondo gli inquirenti, avrebbe condizionato gare e affidamenti nel comune di Capaccio Paestum.</p>
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		<title>SVOLTA NELLE INDAGINI DI CENTOLA, ARRESTATO IL FERITO DELLA SPARATORIA – </title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/svolta-nelle-indagini-di-centola-arrestato-il-ferito-della-sparatoria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Barbara Albero]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Jul 2025 11:14:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[albanese]]></category>
		<category><![CDATA[arresto]]></category>
		<category><![CDATA[carabinieri]]></category>
		<category><![CDATA[centola]]></category>
		<category><![CDATA[furto]]></category>
		<category><![CDATA[ladri]]></category>
		<category><![CDATA[procura]]></category>
		<category><![CDATA[sparatoria]]></category>
		<category><![CDATA[Vallo della Lucania]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il cittadino albanese che era rimasto gravemente ferito nella notte di fuoco la notte dello scorso 22 giugno, quando una villetta isolata di Foria di Centola si è trasformata in un campo di battaglia è finito in manette dopo essere stato dimesso dall’ospedale. E’ stato arrestato dai carabinieri con le accuse di tentato furto, rapina [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il cittadino albanese che era rimasto gravemente ferito nella notte di fuoco la notte dello scorso 22 giugno, quando una villetta isolata di Foria di Centola si è trasformata in un campo di battaglia è finito in manette dopo essere stato dimesso dall’ospedale. E’ stato arrestato dai carabinieri con le accuse di tentato furto, rapina impropria e porto d’arma comune da sparo. È uno dei presunti componenti della banda che ha fatto irruzione nella casa dove lo stesso proprietario ha ammesso di aver esploso due colpi con il suo fucile e di aver ucciso un altro ladro, il cui cadavere è stato poi da lui occultato in una zona boscosa e, poi, fatto ritrovare ai carabinieri. La procura di Vallo della Lucania – che coordina le indagini dei carabinieri, ancora in corso per individuare e rintracciare un terzo complice – ha chiesto l’arresto dell’uomo ferito, misura disposta dal gip ed eseguita dai carabinieri. La stessa procura, in un comunicato, ha fornito  i particolari della vicenda, in gran parte già noti.</p>
<p>La sua cattura segna un punto di svolta nelle indagini, mentre resta da chiarire una verità più scomoda: quella sulla reazione del padrone di casa, che ora rischia un processo per omicidio volontario e occultamento di cadavere.</p>
<p>L’uomo che aveva sparato ha riferito di aver sentito dei rumori sospetti e di essere uscito nel cortile di casa imbracciando un fucile. Ha quindi visto un uomo fuggire dalla finestra della sua camera da letto, seguito, subito dopo, da altri due. Dopo aver intimato ai tre di fermarsi, il primo dei fuggitivi avrebbe sparato più colpi di pistola contro il proprietario di casa, che temendo per la sua vita, ha risposto al fuoco con un colpo di fucile che ha ferito uno dei ladri, lasciandolo a terra.</p>
<p>Gli accertamenti svolti l’indomani dai Carabinieri hanno stabilito (oltre al fatto che un altro furto era stato tentato in un’altra casa lì vicino) che diversi colpi d’arma da fuoco erano stati esplosi dalla salita che costeggia l’abitazione verso la casa stessa, mentre non è stata trovata la cartuccia del fucile che aveva ferito uno dei ladri. Il proprietario dell’abitazione ha riferito che nella cassaforte di casa, aperta dai ladri, c’era una pistola carica e che forse era quella l’arma con cui gli avevano sparato.</p>
<p>Nel pomeriggio del 23 giugno, una donna si è presentata dai Carabinieri di Sapri dicendo di aver ricevuto una telefonata la sera prima che la informava che il marito era ferito e si trovava all’ospedale di Vallo della Lucania. Qui le è stata mostrata una foto dell’uomo ricoverato, che non era però il marito, ma il cugino dell’uomo. La donna ha quindi continuato a chiamare al telefono il coniuge, senza ottenere risposta.<br />
Il giorno seguente la donna ha riferito ai Carabinieri di aver saputo da un parente, al quale lo aveva detto il ferito, che anche il marito aveva partecipato al furto ed era stato ucciso. I Carabinieri hanno quindi avviato una vasta attività di ricerca nella zona di San Severino di Centola, coperta dalla cella agganciata dal telefono dell’uomo scomparso, ma senza successo.<br />
Il 25 giugno, il proprietario dell’abitazione confessa. Con il suo legale si reca in procura e afferma di aver esploso non uno, ma due colpi di fucile, colpendo a morte uno dei ladri.<br />
Preso dal panico, l’uomo ha gettato via le cartucce e trasportato il cadavere in un luogo distante, per poi caricarlo a bordo della sua auto durante la notte e sotterrarlo in una località impervia a San Severino di Centola. E’ qui che i carabinieri hanno recuperato il corpo, alla presenza dell’uomo che ha sparato, ora indagato per omicidio e occultamento di cadavere.</p>
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		<item>
		<title>MORTE CARMELA QUARANTA, FERMATO L’EX. UN PASSO AVANTI PER LA VERITÀ</title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/morte-carmela-quaranta-fermato-lex-un-passo-avanti-per-la-verita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Barbara Albero]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 May 2025 10:19:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[News 1]]></category>
		<category><![CDATA[carabinieri]]></category>
		<category><![CDATA[CARMELA QUARANTA]]></category>
		<category><![CDATA[femminicidio]]></category>
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		<category><![CDATA[indagini]]></category>
		<category><![CDATA[indiziato di delitto]]></category>
		<category><![CDATA[mercato san severino]]></category>
		<category><![CDATA[Nocera Inferiore]]></category>
		<category><![CDATA[omicidio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il fermo di indiziato di delitto del 56 enne Gerardo Sellitto, ex compagno di Carmela Quaranta, nell&#8217;ambito delle indagini sul femminicidio, rappresenta un importante sviluppo nelle indagini. La Procura di Nocera Inferiore, diretta dal procuratore Antonio Centore,  dopo il ritrovamento della donna senza vita la sera del 20 aprile, la domenica di Pasqua, nella sua abitazione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il fermo di indiziato di delitto del 56 enne Gerardo Sellitto, ex compagno di Carmela Quaranta, nell&#8217;ambito delle indagini sul femminicidio, rappresenta un importante sviluppo nelle indagini.</p>
<p>La Procura di Nocera Inferiore, diretta dal procuratore Antonio Centore,  dopo il ritrovamento della donna senza vita la sera del 20 aprile, la domenica di Pasqua, nella sua abitazione di Mercato San Severino, ha raccolto gravi indizi di colpevolezza grazie a varie prove, tra cui tabulati telefonici, immagini di videosorveglianza e testimonianze.</p>
<p>L&#8217;autopsia ha rivelato segni compatibili con strangolamento, confermando l&#8217;ipotesi di omicidio volontario. Un altro indagato, un amico di Sellitto, è accusato di omicidio in concorso e furto.</p>
<p>Lo scorso 30 aprile nell&#8217;abitazione di via Trieste, nel centro di Mercato San Severino, erano arrivati anche i carabinieri del Ris di Roma per cercare tracce di Dna e raccogliere elementi utili alle indagini. Nelle prime ore dopo la morte, infatti, si era ipotizzato che Carmela potesse essere stata stroncata da un malore. A lanciare l&#8217;allarme erano stati i familiari, preoccupati perché la donna non rispondeva al telefono da 48 ore. Nell&#8217;abitazione, tra l&#8217;altro, il cellulare della vittima non era stato trovato dagli investigatori.</p>
<p>L&#8217;autopsia effettuata dal medico legale aveva però permesso di riscontrare sul corpo della 42enne segni compatibili con un presunto strangolamento, che hanno spinto gli investigatori ad indagare per omicidio volontario. Giovedì scorso i carabinieri hanno effettuato anche una perquisizione nell&#8217;abitazione di un 38enne, amico di Sellitto, che avrebbe ospitato l&#8217;uomo dopo l&#8217;omicidio. Anche lui è indagato per omicidio in concorso e furto. &#8221;</p>
<p>L&#8217;avvocato delle sorelle e dei genitori di Carmela Nobile Viviano  ha espresso cautela, sottolineando che il fermo non significa riconoscimento di responsabilità, ma è un passo avanti nell&#8217;accertamento della verità.</p>
<p>Sellitto ha 53 anni e lavorava insieme alla vittima. Era stato lui stesso a dichiarare di aver avuto una relazione con la donna, che però si era conclusa circa tre mesi prima del femminicidio.  Ancora non chiaro perché il provvedimento riguardi una sola persona, anche se l&#8217;iscrizione dell&#8217;altro indagato è recente.</p>
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		<item>
		<title>CILENTO IN LUTTO PER LA MORTE DI EUGENIO ED ANDREA. LA PROCURA HA DISPOSTO IL SEQUESTRO DELLE SALME  – </title>
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		<dc:creator><![CDATA[Barbara Albero]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Mar 2025 13:54:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[News 2]]></category>
		<category><![CDATA[Cilentana]]></category>
		<category><![CDATA[INCHIESTA]]></category>
		<category><![CDATA[incidente]]></category>
		<category><![CDATA[morte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Eugenio Mautone, 32 anni  e Andrea Cortazzo di 82 anni. Sono le vittime dell’incidente stradale avvenuto ieri sera sulla SS18 Cilentana tra gli svincoli di Pattano e Vallo Scalo, nel comune di Castelnuovo Cilento. Un violento scontro frontale  dopo le 19 di ieri sera che ha coinvolto nella percorrenza della tratta stradale cilentana tre vettura, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Eugenio Mautone, 32 anni  e Andrea Cortazzo di 82 anni. Sono le vittime dell’incidente stradale avvenuto ieri sera sulla SS18 Cilentana tra gli svincoli di Pattano e Vallo Scalo, nel comune di Castelnuovo Cilento. Un violento scontro frontale  dopo le 19 di ieri sera che ha coinvolto nella percorrenza della tratta stradale cilentana tre vettura, una Ford Galaxy, una DR Suv e una Ford Kuga. Un impatto fatale che è costato la vita ad Eugenio Mautone, 32 anni, originario di Angellara ma residente a Ceraso, ed Andrea Cortazzo, 82 anni, della frazione Velina di Castelnuovo Cilento, mentre un terzo automobilista è rimasto ferito e trasportato d’urgenza dai sanitari all’ospedale San Luca di Vallo della Lucania.</p>
<p><a href="http://www.tvoggisalerno.it/wp-content/uploads/2025/03/WhatsApp-Image-2025-03-15-at-09.42.07-1.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-192086 alignright" src="http://www.tvoggisalerno.it/wp-content/uploads/2025/03/WhatsApp-Image-2025-03-15-at-09.42.07-1-300x169.jpeg" alt="" width="300" height="169" /></a>Sul posto sono intervenuti piu’ ambulanze con ii sanitari del 118, oltre ad un’auto medica,  i Vigili del Fuoco per consentire il recupero delle vittime dalla vetture ridotte in una ammasso di lamiere ed i Carabinieri del reparto territoriale di Vallo della Lucania, per i rilievi del caso</p>
<p><a href="http://www.tvoggisalerno.it/wp-content/uploads/2025/03/WhatsApp-Image-2025-03-15-at-09.42.07.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-192083 alignleft" src="http://www.tvoggisalerno.it/wp-content/uploads/2025/03/WhatsApp-Image-2025-03-15-at-09.42.07-271x300.jpeg" alt="" width="271" height="300" /></a>Eugenio, 32 enne originario di Angellara era figlio di Sergio Mautone, noto sindacalista, era residente a Ceraso dove viveva con la sua fidanzata. Gestiva un bar ad Angellara, punto di riferimento per amici e clienti.</p>
<p><a href="http://www.tvoggisalerno.it/wp-content/uploads/2025/03/antonio-cortazzo.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-192087 alignright" src="http://www.tvoggisalerno.it/wp-content/uploads/2025/03/antonio-cortazzo-232x300.jpg" alt="" width="232" height="300" srcset="https://www.tvoggisalerno.it/wp-content/uploads/2025/03/antonio-cortazzo-232x300.jpg 232w, https://www.tvoggisalerno.it/wp-content/uploads/2025/03/antonio-cortazzo-85x110.jpg 85w, https://www.tvoggisalerno.it/wp-content/uploads/2025/03/antonio-cortazzo.jpg 276w" sizes="auto, (max-width: 232px) 100vw, 232px" /></a>L&#8217;82enne Andrea Cortazzo delle Frazione di Velina di Castel Nuovo Cilento era molto conosciuto ed amato dalla sua comunità dove per anni aveva venduto palloncini alle feste di paese.</p>
<p>Due comunità in lutto nel Cilento per un incidente mortale che da un prima ricostruzione della dinamica che ha provocato l’impatto pare possa essere riconducibile ad una manovra di sorpasso.  Ancora una volta la Cilentana si conferma una delle strade più pericolose del territorio,. Proprio il percorso  tra Pattano e Vallo Scalo sconta numerosi incidenti stradali legati non solo alla percorribilità delle strada ma anche a manovre azzardate e distrazioni alla guida</p>
<p>La Procura  ha disposto il sequestro delle salme delle due vittime. Sarà un&#8217;inchiesta a chiarire cos&#8217;è effettivamente accaduto nel tratto ella Cilentana tra Pattano e Vallo Scalo, nel comune di Castelnuovo Cilento.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>DUPLICE OMICIDIO AL MERCATO ITTICO, GIUDIZIO IMMEDIATO PER IACOVAZZO – </title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/duplice-omicidio-al-mercato-ittico-giudizio-immediato-per-iacovazzo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Barbara Albero]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Mar 2025 13:42:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[News 2]]></category>
		<category><![CDATA[duplice omicidio]]></category>
		<category><![CDATA[mercato ittico]]></category>
		<category><![CDATA[morte]]></category>
		<category><![CDATA[procura]]></category>
		<category><![CDATA[salerno]]></category>
		<category><![CDATA[udienza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Giudizio immediato per Francesco Iacovazzo, il 72enne, ritenuto il presunto autore del duplice omicidio di Rosario Montone, 58 anni di Portici e Carmine De Luca 48 di Salerno., Entrambi dipendenti della Eurofish, azienda napoletana per la quale aveva lavorato anche lo stesso presunto omicida per un breve tempo, avvenuto il 1 ottobre scorso al Mercato Ittico di Salerno. E’ stato disposto dal [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Giudizio immediato per Francesco Iacovazzo, il 72enne, ritenuto il presunto autore del duplice omicidio di Rosario Montone, 58 anni di Portici e Carmine De Luca 48 di Salerno., Entrambi dipendenti della Eurofish, azienda napoletana per la quale aveva lavorato anche lo stesso presunto omicida per un breve tempo, avvenuto il 1 ottobre scorso al Mercato Ittico di Salerno.</p>
<p>E’ stato disposto dal gip del Tribunale di Salerno. Le imputazioni a carico di Francesco Iacovazzo sono di duplice omicidio aggravato dai futili motivi e della premeditazione oltre che di porto abusivo d’arma da fuoco, una pistola calibro 7.65.</p>
<p>Iacovazzo secondo la tesi della Procura della Repubblica di Salerno avrebbe agito per una sorta di vendetta nei confronti di Rosario Montone e Carmine De Luca dopo che in passato l’uomo sarebbe stato accusato di essersi impossessato di una cassa di pesce senza un corrispettivo. Voci, rancori, liti fino alla mattina del 1 ottobre quando  Francesco Iacovazzo dopo essersi recato la mercato ittici per rifornire la sua pescheria di Via Irno, sarebbe andato via e poi ritornato nella zona industriale con una pistola in mano dalla quale sono poi partiti i proeittili che hanno portato alla morte il salernitano  Carmine, ai piu’ conosciuto come Peppolo, padre di due figli, grande tifoso della Salernitana e Rosario di Portici, sposato e padre di due figli.</p>
<p>Mentre il gip del Tribunale di Salerno ha chiesto il giudizio immediato disponendo di fatto il passaggio dalle indagini preliminari all&#8217;udienza dibattimentale per il presunto omicida la famiglia dell’uomo tutelata dal legale di fiducia ha fatto appello affinchè l’uomo possa essere curato in una struttura sanitari per garantire le cure dovute alla sua patologia  dopo una laringectomia totale per esteso carcinoma.</p>
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