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	<title>quotazione petrolio Archivi - TVOGGI Salerno</title>
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		<title>PREZZO DEL PETROLIO: LE PREVISIONI PER IL 2026 TRA DOMANDA DEBOLE E RISCHIO GEOPOLITICO</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Nov 2025 09:54:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La situazione di partenza nel 2025 Il 2025 si avvia alla chiusura con un prezzo del Brent stabilmente sotto i 70 dollari al barile e un WTI intorno ai 65. Il calo progressivo della quotazione petrolio rispetto ai picchi del biennio precedente è stato determinato da un insieme di fattori: la produzione record degli Stati [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La situazione di partenza nel 2025</strong></p>
<p>Il 2025 si avvia alla chiusura con un prezzo del Brent stabilmente sotto i 70 dollari al barile e un WTI intorno ai 65. Il calo progressivo della <a href="https://www.plus500.com/it/instruments/cl">quotazione petrolio</a> rispetto ai picchi del biennio precedente è stato determinato da un insieme di fattori: la produzione record degli Stati Uniti, l’allentamento delle tensioni sul fronte dell’offerta e una crescita economica mondiale che non ha confermato le aspettative. In Europa, il rallentamento industriale ha ridotto la domanda di energia, mentre la Cina ha consolidato la propria transizione verso un modello più efficiente dal punto di vista energetico. Questo quadro ha spinto i mercati verso un equilibrio di bassa tensione, in cui il petrolio resta ben fornito ma con margini sempre più sottili di profitto per i produttori.</p>
<p><strong>Domanda e offerta: i fattori chiave del 2026</strong></p>
<p>Le previsioni per il 2026 indicano una crescita moderata della domanda globale di petrolio, stimata in circa 0,7 milioni di barili al giorno in più rispetto all’anno precedente. È un ritmo ridotto, segnale che il mercato ha raggiunto un punto di maturità. La transizione energetica, l’aumento dell’efficienza nei trasporti e l’espansione delle rinnovabili nei paesi avanzati riducono la velocità con cui la domanda cresce. Dall’altra parte, l’offerta resta solida: Stati Uniti, Brasile e Guyana continuano a incrementare la produzione, mentre l’OPEC+ sembra avere difficoltà a mantenere disciplina sui tagli promessi.<br />
Questo squilibrio potenziale fra offerta abbondante e domanda limitata suggerisce che il 2026 potrebbe essere un anno di prezzi mediamente più bassi. Molti analisti prevedono per il Brent un range compreso tra i 58 e i 65 dollari al barile nella prima metà dell’anno, con possibili recuperi solo nel caso di un’improvvisa stretta dell’offerta. In sostanza, la traiettoria del mercato resta fragile: bastano pochi milioni di barili in più o in meno per alterare gli equilibri di prezzo.</p>
<p><strong>Rischi geopolitici e possibili shock di mercato</strong></p>
<p>Il principale fattore di imprevedibilità resta la geopolitica. Le tensioni in Medio Oriente, la situazione nel Mar Rosso e le sanzioni incrociate fra Russia e Occidente rappresentano i principali punti di rischio per il 2026. Un’eventuale interruzione delle forniture nello Stretto di Hormuz o un’escalation nel conflitto israelo-iraniano potrebbero spingere temporaneamente il Brent oltre gli 85 dollari, anche senza variazioni strutturali nella domanda.<br />
A livello macro, la ridefinizione delle alleanze energetiche sta già influenzando i flussi commerciali: la Russia continua a esportare verso Asia e Africa a prezzi scontati, la Cina diversifica le importazioni e gli Stati Uniti consolidano il loro ruolo di esportatore netto. Questo spostamento dei centri di gravità del mercato petrolifero crea una nuova mappa di potere, in cui l’Occidente perde centralità, mentre i produttori emergenti guadagnano influenza. Tuttavia, la frammentazione geopolitica aumenta la vulnerabilità del sistema a shock improvvisi, anche di breve durata.</p>
<p><strong>Scenari e prospettive per l’anno prossimo</strong></p>
<p>Il 2026 potrebbe essere ricordato come un anno di transizione, in cui il petrolio si stabilizza su livelli medi ma resta esposto a variazioni repentine. Nello scenario base, con domanda stabile e produzione in crescita, i prezzi tenderanno a muoversi in un intervallo ristretto, offrendo sollievo ai paesi importatori ma minore redditività ai produttori. In uno scenario alternativo, caratterizzato da tensioni geopolitiche acute o da tagli coordinati dell’OPEC+, il prezzo potrebbe recuperare terreno verso i 75-80 dollari al barile.<br />
Il vero punto di equilibrio si gioca sulla percezione dei mercati: se gli operatori riterranno che il rallentamento della domanda è strutturale, il petrolio entrerà in un ciclo di prezzi moderati destinato a durare più a lungo. Se invece gli investimenti in estrazione rallenteranno e le scorte globali si ridurranno troppo rapidamente, il 2026 potrebbe segnare l’inizio di un nuovo ciclo rialzista a partire dalla seconda metà dell’anno.</p>
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		<title>IL MERCATO PETROLIFERO ATTUALE E IL COMPLESSO SCACCHIERE GEOPOLITICO</title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/il-mercato-petrolifero-attuale-e-il-complesso-scacchiere-geopolitico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Feb 2023 20:48:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[News 2]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[mercato petrolifero]]></category>
		<category><![CDATA[quotazione petrolio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo il FMI, quest&#8217;anno un terzo delle economie mondiali entrerà in recessione, tra cui Cina, UE e Stati Uniti, che insieme rappresentano quasi la metà del consumo mondiale di petrolio. &#8220;Il peggio deve ancora venire&#8221;, ha avvertito il fondo. La Banca mondiale ha emesso un avvertimento simile nel suo ultimo rapporto Global Economic Prospects. &#8220;La [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tvoggisalerno.it/il-mercato-petrolifero-attuale-e-il-complesso-scacchiere-geopolitico/">IL MERCATO PETROLIFERO ATTUALE E IL COMPLESSO SCACCHIERE GEOPOLITICO</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tvoggisalerno.it">TVOGGI Salerno</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo il FMI, quest&#8217;anno un terzo delle economie mondiali entrerà in recessione, tra cui Cina, UE e Stati Uniti, che insieme rappresentano quasi la metà del consumo mondiale di petrolio. &#8220;Il peggio deve ancora venire&#8221;, ha avvertito il fondo. La Banca mondiale ha emesso un avvertimento simile nel suo ultimo rapporto Global Economic Prospects. &#8220;La crescita globale sta rallentando bruscamente di fronte all&#8217;inflazione elevata, ai tassi di interesse più elevati, agli investimenti ridotti e alle interruzioni causate dall&#8217;invasione russa dell&#8217;Ucraina&#8221;, afferma il rapporto.<br />
Per combattere l&#8217;inflazione, le banche centrali delle principali economie stanno alzando i tassi di interesse. Tuttavia, la recente decelerazione dei tassi di inflazione ha dato agli osservatori del mercato un certo ottimismo sul fatto che l&#8217;inflazione abbia raggiunto il picco in paesi come gli Stati Uniti, il che potrebbe indurre le banche centrali ad ammorbidire le loro posizioni. Un aumento più lento dei tassi di interesse allevierebbe le conseguenze negative sulla crescita economica. Tuttavia, i tassi di inflazione sono ancora ai massimi del decennio e le banche centrali hanno ancora molta strada da fare per raggiungere quelli che percepiscono come livelli di inflazione accettabili.<br />
L&#8217;ex segretario al Tesoro degli Stati Uniti Lawrence Summers ha recentemente messo in guardia contro i &#8220;falsi albori&#8221;, mentre il capo economista del FMI, Gita Gopinath, ha esortato le banche centrali a mantenere la rotta. Ha detto dell&#8217;economia degli Stati Uniti, &#8220;è chiaro che non abbiamo ancora voltato pagina sull&#8217;inflazione&#8221;. Tuttavia, è improbabile che una recessione sia distribuita uniformemente; può essere più grave e duraturo in alcuni paesi rispetto ad altri. In questa fase, è difficile prevedere chi saranno i fortunati.</p>
<p><strong>La crescita economica colpisce i mercati petroliferi </strong><br />
La crescita economica colpisce i mercati petroliferi principalmente attraverso il suo impatto sulla domanda di petrolio. Una decelerazione dell&#8217;attività economica smorza la domanda di petrolio poiché riduce i livelli di reddito, esercitando una pressione al ribasso sui prezzi, ed è vero il contrario. Ma l&#8217;OPEC+ resterà in guardia, pronta a introdurre tagli per impedire ai prezzi di scendere sotto un certo livello. La decisione di tagliare 2 milioni di barili al giorno nell&#8217;ottobre 2022 ha illustrato la determinazione del gruppo, aspetto che come sappiamo influisce per la <a href="https://www.plus500.com/it/Instruments/CL">Quotazione Petrolio</a> in termini attuali. Data la fluidità della situazione e l&#8217;interazione tra geopolitica ed economia, sarebbe prematuro formulare un giudizio fermo sulla direzione dei mercati petroliferi quest&#8217;anno. Nel frattempo, molti continueranno a fare congetture sui prezzi e dovremmo aspettarci che le previsioni dei prezzi continuino a essere riviste. Come ha affermato abilmente uno studio, &#8220;anche se comprendiamo le determinanti del prezzo del petrolio, prevedere queste determinanti può essere molto difficile nella pratica&#8221;.</p>
<p><strong>Fatti e cifre a proposito del petrolio</strong><br />
&#8211; Nel 2022, i greggi West Texas Intermediate (WTI) e <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/petrolio-mentre-si-guarda-russia-l-export-dall-iran-torna-correre-AEMa6jZ">Brent</a> hanno registrato una media di $ 94 e $ 101 al barile, con un aumento rispettivamente di circa il 39% e il 43% rispetto ai livelli del 2021.<br />
&#8211; Nel dicembre 2022, le esportazioni di petrolio russo verso l&#8217;India hanno raggiunto un nuovo massimo di 1,3 mb/g. La maggior parte delle petroliere che trasportavano petrolio greggio russo nel 2022 erano di proprietà greca. Londra è il principale centro mondiale per le assicurazioni marittime.<br />
&#8211; Il FMI prevede che la crescita globale rallenterà al 2,7% l&#8217;anno prossimo, 0,2 punti percentuali in meno rispetto alle previsioni di luglio. Metà dell&#8217;UE sarà in recessione nel 2023.<br />
&#8211; L&#8217;economia cinese è cresciuta del 3% nel 2022, ben al di sotto dell&#8217;obiettivo di crescita ufficiale di Pechino del 5,5%, che era già il più basso degli ultimi decenni.<br />
&#8211; Si prevede che l&#8217;offerta non OPEC aumenterà di 1,5 milioni di barili al giorno. Gli Stati Uniti dovrebbero aprire la strada con una quota di circa il 75% della crescita totale.<br />
&#8211; OPEC+ è un gruppo di 23 produttori OPEC e non OPEC che hanno aderito alla cooperazione nel dicembre 2016.</p>
<p><strong>Intanto il dragone cinese è alle porte</strong><br />
Dal lato della domanda, l&#8217;improvviso abbandono da parte della Cina della politica zero-Covid-19 annunciata all&#8217;inizio di dicembre 2022 è la grande storia. Dall&#8217;annuncio, le restrizioni e i requisiti relativi a Covid-19 sono stati smantellati. Una “riapertura” dell&#8217;economia cinese si avvertirà ovunque, in particolare nei mercati petroliferi. La Cina è il più grande importatore mondiale di greggio, il secondo consumatore di petrolio dopo gli Stati Uniti e la seconda economia dopo gli Stati Uniti.<br />
Secondo la Banca mondiale, quasi la metà della crescita del consumo di petrolio nel 2023 dovrebbe provenire dalla Cina. Bank of America ha affermato che con la riapertura del Paese, più di un miliardo di persone inizierà a viaggiare e a spendere, aumentando la domanda di energia e altri beni. Goldman Sachs stima che la riapertura della Cina aggiungerà 1 mb/g alla domanda globale (o circa l&#8217;1% del consumo mondiale), aggiungendo 5 dollari al barile in più ai prezzi del petrolio. Tuttavia, alcuni, come UBS, sostengono saggiamente che è improbabile che la ripresa della domanda di petrolio in Cina sia una strada a senso unico, ma piuttosto una strada accidentata con nuove battute d&#8217;arresto, guidate da possibili restrizioni temporanee reintrodotte.</p>
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