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	<title>SFRUTTAMENTO DEL LAVORO Archivi - TVOGGI Salerno</title>
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	<title>SFRUTTAMENTO DEL LAVORO Archivi - TVOGGI Salerno</title>
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		<title>SFRUTTAMENTO DEL LAVORO DEI BRACCIANTI AGRICOLI, ARRESTI ANCHE NEL SALERNITANO</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 May 2026 09:58:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nelle prime ore del mattino, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Potenza e del Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro e, con il supporto dell’Arma territoriale, hanno dato esecuzione nelle province di Potenza, Matera, Salerno, Piacenza e Lecco ad un’ordinanza di applicazione di misure cautelari personali emessa dal Giudice per le [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nelle prime ore del mattino, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Potenza e del Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro e, con il supporto dell’Arma territoriale, hanno dato esecuzione nelle province di Potenza, Matera, Salerno, Piacenza e Lecco ad un’ordinanza di applicazione di misure cautelari personali emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del locale Tribunale.</p>
<p>Il provvedimento, scaturito da una complessa attività investigativa coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia (D.D.A.) di Potenza, ha interessato 12 persone (italiani e indiani), destinatarie: 2 della custodia cautelare in carcere, 5 degli arresti domiciliari e 5 dell’obbligo/divieto di dimora, poiché ritenute gravemente indiziate del delitto di associazione per delinquere finalizzata alla tratta di persone, intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, con l’aggravante della transnazionalità.</p>
<p>L’indagine trae origine da un’ispezione in materia di legislazione sociale e sicurezza sul lavoro eseguita nell’agosto 2023 presso un’azienda agricola di Grumento Nova (PZ), durante la quale veniva accertato l’impiego – in condizioni di grave sfruttamento &#8211; di numerosi cittadini extracomunitari.</p>
<p>L’intuizione investigativa dei Militari del Comando Provinciale di Potenza e di quelli del Comando per la Tutela del Lavoro ha consentito di non limitarsi alla sola contestazione delle sanzioni amministrative e del delitto di sfruttamento del lavoro, fornendo alla Magistratura Distrettuale i primi elementi per ipotizzare l’esistenza di un fenomeno criminale ben più radicato e strutturato, caratterizzato da una gestione verticistica e da una ramificazione internazionale.</p>
<p>Il costante raccordo tra l’Arma dei Carabinieri e la D.D.A. ha consentito di trasformare quel controllo iniziale in un’indagine di sistema, sviluppata attraverso un impegno un’analisi incrociata di dati amministrativi, dei flussi migratori e dei riscontri sul campo, capaci di svelare una rete criminale attiva nel territorio lucano con proiezioni in India.</p>
<p>L’analisi condotta dagli investigatori ha evidenziato come il sodalizio criminale fosse in grado di gestire contemporaneamente decine di pratiche migratorie, utilizzando in maniera fraudolenta le procedure connesse ai c.d. decreti flussi, coordinando i tempi di ingresso con le esigenze stagionali dei datori di lavoro complici.</p>
<p>Il meccanismo era suddiviso in fasi distinte e interdipendenti: gli intermediari all’estero selezionavano i lavoratori, spesso giovani vulnerabili e in condizioni di bisogno, inducendoli a versare somme variabili tra gli 8.500 e i 13.000 euro per ottenere il visto. Tale esborso, spesso finanziato dalle famiglie d’origine anche attraverso un pesante indebitamento, costituiva il primo e più stringente anello della catena di assoggettamento, che li costringeva ad accettare degradanti condizioni lavorative. Infatti, una volta giunti sul territorio nazionale, i braccianti venivano privati della libertà di scelta e costretti a turni estenuanti, spesso eccedenti le 10-12 ore giornaliere, in cambio di paghe irrisorie non conformi ai contratti collettivi nazionali di categoria. La soggezione, non solo fisica, era legata alle precarie condizioni alloggiative in strutture fatiscenti e spesso prive di servizi essenziali, e soprattutto economica e psicologica, al timore di non poter onorare il debito contratto con l’organizzazione. Tutto ciò era accompagnato dalle continue minacce fatte dagli indagati alle vittime di non far ottenere loro il permesso di soggiorno.</p>
<p>L’apporto specialistico dei Carabinieri Tutela del Lavoro è stato, inoltre, fondamentale per analizzare la posizione di quelle aziende agricole compiacenti che presentavano domande di assunzione per quote di lavoratori stagionali, dietro compenso illecito stimato tra i 3.500 e i 4.000 euro per ogni singola pratica.</p>
<p>L’operazione odierna testimonia l’impegno della Direzione Distrettuale Antimafia e dei Militari dell’Arma nel contrasto ad un fenomeno dal respiro transnazionale, con la a complessità dell’indagine che ha interessato diverse province italiane (Potenza, Matera, Salerno, Piacenza e Lecco). La professionalità dimostrata dai reparti investigativi dei Carabinieri – nelle sue componenti Territoriale e Specialistica – ha permesso di cristallizzare un quadro indiziario ritenuto solido dal Giudice per le Indagini Preliminari, consentendo l’allontanamento dal circuito economico di soggetti che ne inquinavano la leale concorrenza.</p>
<p>L’impegno dei Carabinieri, sotto il costante coordinamento dell’Autorità Giudiziaria, prosegue con determinazione per garantire che il progresso economico del territorio e lo sfruttamento delle risorse agricole siano sempre fondati sul rispetto assoluto della dignità delle persone, nel rispetto della legge. La tutela delle fasce deboli e il contrasto alle organizzazioni che speculano sulla disperazione umana restano tra le priorità operative dell’Arma a salvaguardia della convivenza civile e della giustizia sociale.</p>
<p>Per i soggetti sottoposti a misura cautelare vige il principio costituzionale della presunzione di non colpevolezza sino a sentenza definitiva di condanna.</p>
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		<title>LAVORATORI STRANIERI SFRUTTATI NEI CAMPI DEL CILENTO: 9 INDAGATI</title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/lavoratori-stranieri-sfruttati-nei-campi-del-cilento-9-indagati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Barbara Albero]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Jun 2021 12:51:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[News 1]]></category>
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		<category><![CDATA[carabinieri]]></category>
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		<category><![CDATA[TRIBUNALE DI VALLO DELLA LUCANIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I Carabinieri della Compagnia di Vallo della Lucania, in collaborazione con il Reparto Territoriale di Aprilia e con le Compagnie di Agropoli e Castrovillari, hanno eseguito 9 misure cautelari personali emesse dal GIP presso il Tribunale Ordinario di Vallo della Lucania su richiesta della locale Procura; in particolare si tratta di 2 provvedimenti di custodia [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I Carabinieri della Compagnia di Vallo della Lucania, in collaborazione con il Reparto Territoriale di Aprilia e con le Compagnie di Agropoli e Castrovillari, hanno eseguito 9 misure cautelari personali emesse dal GIP presso il Tribunale Ordinario di Vallo della Lucania su richiesta della locale Procura; in particolare si tratta di 2 provvedimenti di custodia cautelare in carcere, 1 di custodia cautelare domiciliare e 6 di obbligo di dimora.<br />
Numerosi sono i reati contestati agli indagati: associazione a delinquere finalizzata alla realizzazione di una serie indeterminata di delitti di intermediazione illecita, sfruttamento del lavoro di cittadine di nazionalità moldava e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina; estorsione (i malviventi costringevano alcune cittadine di nazionalità moldava a consegnare loro del denaro minacciando di abbandonarle per strada e farle arrestare); reclutamento di manodopera costituita da cittadine di nazionalità moldava allo scopo di destinarla al lavoro di<br />
badanti in condizioni di sfruttamento ed approfittando del loro stato di bisogno; altresì i malviventi reclutavano manodopera in territorio moldavo al fine di avviarla al lavoro in Italia, organizzando e ponendo in essere atti diretti a procurare illegalmente l’ingresso nel territorio dello Stato Italiano di cittadini di nazionalità moldava.<br />
Le indagini condotte dai militari dell’Arma &#8211; le cui risultanze sono state condivise dall’Autorità Giudiziaria vallese sino a giungere al provvedimento eseguito questa mattina &#8211; sono partite territorialmente in Italia grazie all’attività coordinata dal Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia (Scip) e dall’ufficio dell’esperto per la sicurezza in Romania e Moldavia della Direzione Centrale della Polizia Criminale (DCPC) diretta dal prefetto Vittorio Rizzi.<br />
L’analisi e la costante condivisione delle informazioni tra le autorità italiane e quelle estere sui movimenti e attività degli indagati hanno portato ad accertare che persone in cerca di lavoro venivano reclutate in Romania e in Moldova da un’agenzia corrente in Chisinau (Repubblica Moldova), e, una volta raggiunta l’Italia, venivano dapprima condotte nel Cilento e poi avviate allo svolgimento, in Agropoli, di lavori agricoli in condizioni disumane venendo talvolta rinchiuse all’interno di casa in condizioni igienico sanitarie precarie.<br />
E’ venuta così alla luce una stabile organizzazione criminosa finalizzata alla consumazione di una serie indeterminata di reati con l’attuazione di un vero e proprio reclutamento delle vittime in Moldova, a partire dall’organizzazione del loro arrivo nella città di Agropoli sino alla successiva messa a disposizione di un alloggio provvisorio nella frazione Schito di Pollica, allo smistamento delle lavoratrici in diverse località del Cilento, alla sostituzione immediata della singola impiegata in caso di insorgenza di problematiche lavorative, alla riscossione delle commissioni. L’associazione era strutturata con un vertice composto da quattro soggetti, rispettivamente due italiani e altri due Moldavi, residenti in Pollica e Agropoli, i quali ricoprivano il ruolo di promotori e organizzatori del sodalizio criminoso, in particolare reclutando dall’estero le vittime per poi farle giungere nel Comune di Agropoli. I restanti 5 ricoprivano un ruolo operativo quale quello di accompagnatori delle donne di nazionalità moldova presso l’abitazione di Pollica o quella di esattori delle commissioni versate al consesso dai datori di lavoro delle vittime o, ancora, quella di sostituzione delle lavoratrici in caso di insorgenza di problematiche.</p>
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		<title>SFRUTTAMENTO DEL LAVORO, DENUNCIATI I TITOLARI DI UNA FABBRICA NELLA PIANA DEL SELE</title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/sfruttamento-del-lavoro-denunciati-i-titolari-di-una-fabbrica-nella-piana-del-sele/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Dec 2020 13:15:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella giornata di ieri, i Carabinieri della Compagnia di Battipaglia hanno effettuato l’accesso presso una fabbrica di bancali in legno (pallet), situata in una zona industriale della Piana, riscontrando una situazione di totale irregolarità e profondo degrado. A coadiuvare i militari erano presenti anche i Carabinieri Forestali e del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Salerno [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nella giornata di ieri, i Carabinieri della Compagnia di Battipaglia hanno effettuato l’accesso presso una fabbrica di bancali in legno (pallet), situata in una zona industriale della Piana, riscontrando una situazione di totale irregolarità e profondo degrado. A coadiuvare i militari erano presenti anche i Carabinieri Forestali e del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Salerno e personale del servizio prevenzione infortuni dell’ ASL di Salerno.<br />
I militari hanno trovato quindici operai intenti a lavorare: uno era cittadino italiano, gli altri erano extracomunitari privi di permesso di soggiorno, provenienti dal Mali, dalla Moldavia, dall’India e dal Marocco, di cui due donne. Solo due di essi sono risultati regolarmente assunti, gli altri sono lavoratori in nero. Durante le operazioni di accesso, i Carabinieri hanno scoperto che cinque operai stranieri dormivano in tuguri costruiti all’interno del capannone industriale, privi di qualsiasi requisito igienico sanitario e in condizioni degradanti. I cinque (quattro moldavi. di cui una donna, e un malese) utilizzavano materassi di fortuna appoggiati per terra e, tutti, un unico bagno “alla turca”. Dai primi accertamenti è emerso che i titolari pagavano circa 2,5 € l’ora i lavoratori, i quali erano costretti ad usare macchinari privi di qualsivoglia sistema di sicurezza. Pertanto, i titolari dell’azienda, padre e figlio, C.R. cl’54 e C.L. cl’83, entrambi residenti a Battipaglia, sono stati deferiti all’A.G. per intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro (art. 603 bis c.p.), oltre che per la violazione di norme in materia ambientale ed in tema di immigrazione. Per le violazioni in materia di lavoro, sono state elevate altresì sanzioni amministrative, in fase iniziale, per 47.600 € ed è stata disposta la sospensione dell’attività, mentre le cinque persone che dormivano all’interno della fabbrica sono state collocate in strutture alloggiative di accoglienza.<br />
L’intero sito produttivo, comprensivo di capannone e varie pertinenze, per un totale di 800 mq, è stato sottoposto a sequestro preventivo. L’operazione si inquadra in una più ampia attività di controllo finalizzata al contrasto dello sfruttamento dei lavoratori nella Piana del Sele, che proseguirà nelle prossime settimane.</p>
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		<title>SFRUTTAMENTO DEL LAVORO, I NAS DENUNCIANO TITOLARE DI ALLEVAMENTO BUFALINO</title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/sfruttamento-del-lavoro-i-nas-denunciano-titolare-di-allevamento-bufalino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Oct 2019 10:30:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[News 1]]></category>
		<category><![CDATA[DENUNCIA]]></category>
		<category><![CDATA[NAS]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il NAS e il Nucleo Ispettorato del Lavoro di Salerno, al termine di un’attività di controllo effettuata unitamente al personale della ASL competente per territorio, hanno deferito in stato di libertà la titolare di un allevamento di bufali sito nella pianura di Paestum. Nel corso di un’ispezione effettuata presso l’azienda dell’indagata i militari hanno infatti [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il NAS e il Nucleo Ispettorato del Lavoro di Salerno, al termine di un’attività di controllo effettuata unitamente al personale della ASL competente per territorio, hanno deferito in stato di libertà la titolare di un allevamento di bufali sito nella pianura di Paestum.<br />
Nel corso di un’ispezione effettuata presso l’azienda dell’indagata i militari hanno infatti rilevato la presenza di quattro lavoratori di origine extracomunitaria impiegati in condizione di sfruttamento, ovvero in sistematica violazione della normativa contrattuale inerente la retribuzione, l’orario di lavoro ed i riposi.<br />
Nel medesimo contesto, i Carabinieri hanno proceduto al sequestro di tre locali adibiti a dormitorio per gravi carenze igienico sanitarie e strutturali e hanno contestato violazioni amministrative per un valore totale di 3.000 euro.</p>
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