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	<title>taranto Archivi - TVOGGI Salerno</title>
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	<title>taranto Archivi - TVOGGI Salerno</title>
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		<title>EX ILVA SALERNO, NO AL CICLO CORTO</title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/ex-ilva-salerno-no-al-ciclo-corto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Monica Di Mauro]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Dec 2025 11:53:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le Segreterie Territoriali FIM-CISL e FIOM-CGIL unitamente alla RSU ADI Tubiforma di Salerno, condividendo in toto il documento unitario di FIM-FIOM-UILM Nazionali e richiamando lo stato di agitazione già proclamato, esprimono profonda preoccupazione per il cosiddetto “Ciclo Corto” che sta portando al fermo degli impianti del gruppo ADI e ha già fermato il sito di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le Segreterie Territoriali FIM-CISL e FIOM-CGIL unitamente alla RSU ADI Tubiforma di Salerno, condividendo in toto il documento unitario di FIM-FIOM-UILM Nazionali e richiamando lo stato di agitazione già proclamato, esprimono profonda preoccupazione per il cosiddetto “Ciclo Corto” che sta portando al fermo degli impianti del gruppo ADI e ha già fermato il sito di Salerno dal 24 Novembre.<br />
Nello specifico, seppur non aumentando la Cassa integrazione, collocando il rimanente dei lavoratori in corsi di formazione, si è realizzato di fatto un fermo totale di ogni attività all’interno dello Stabilimento, con la totale chiusura dello Stesso.<br />
Condanniamo e respingiamo al mittente la scelta politica di tale decisione perché manifesta una volontà di portare ad un blocco totale per tre mesi dello stabilimento con conseguenze nefaste per il personale dipendente.<br />
Una comunicazione telefonica frettolosa, senza tempistica, senza obiettivi e senza dettagli, così come ci è giunta, non può essere accettata come foriera di comunicazioni nel rispetto corrette relazioni sindacali. Ciò premesso, la RSU di stabilimento ha avanzato una richiesta di incontro su tali temi, ma al momento senza alcun riscontro.<br />
RESPINGIAMO E CHIEDIAMO IL RITIRO DEL “CICLO CORTO” CHE HA FERMATO SALERNO E L’APERTURA IMMEDIATA DI UN TAVOLO </p>
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		<title>EX ILVA, PROTESTA DAVANTI ALLO STABILIMENTO DI SALERNO – </title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/ex-ilva-protesta-davanti-allo-stabilimento-di-salerno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Monica Di Mauro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Nov 2025 12:10:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[News 1]]></category>
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		<category><![CDATA[taranto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Anche Salerno davanti allo stabilimento Adi Tubiforma di Salerno ha ospitato, così come accaduto in tutta Italia, la protesta contro il piano confermato da parte del governo per l’ex Ilva. Per i sindacati si tratta di un piano morto perché prevede l’uscita dalle fabbriche di circa 6000 lavoratori tra cassa integrazione e formazione mentre dal [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Anche Salerno davanti allo stabilimento Adi Tubiforma di Salerno ha ospitato, così come accaduto in tutta Italia, la protesta contro il piano confermato da parte del governo per l’ex Ilva. Per i sindacati si tratta di un piano morto perché prevede l’uscita dalle fabbriche di circa 6000 lavoratori tra cassa integrazione e formazione mentre dal 1 marzo gli impianti si avvieranno di fatto al fermo produttivo. È solo l’inizio di una serie di proteste che prevedono già per il prossimo 24 novembre una nuova iniziativa. La presenza dei sindacati questa mattina davanti allo stabilimento situato nella zona industriale di Salerno è stata l’occasione anche per ribadire la loro ipotesi di decarbonizzazione con la ripartenza a marzo 2026 di almeno tre altiforni.</p>
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		<title>TRENI, CAMBI ORARI E PERCORSI: ECCO QUANDO E DOVE</title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/treni-cambi-orari-e-percorsi-ecco-quando-e-dove/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Monica Di Mauro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Oct 2024 08:55:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dalle ore 19.50 di sabato 19 ottobre alle ore 6.50 di lunedì 21 ottobre la circolazione ferroviaria sarà sospesa tra le stazioni di Pontecagnano e Battipaglia, sulla linea Napoli Centrale &#8211; Salerno &#8211; Battipaglia, per lavori di manutenzione all’infrastruttura che prevedono attività di impermeabilizzazione del ponte al km 65+358 situato nel Comune di Pontecagnano. Per [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dalle ore 19.50 di sabato 19 ottobre alle ore 6.50 di lunedì 21 ottobre la circolazione ferroviaria sarà sospesa tra le stazioni di Pontecagnano e Battipaglia, sulla linea Napoli Centrale &#8211; Salerno &#8211; Battipaglia, per lavori di manutenzione all’infrastruttura che prevedono attività di impermeabilizzazione del ponte al km 65+358 situato nel Comune di Pontecagnano. Per gli interventi in linea saranno impiegate oltre 40 persone, tra dipendenti di RFI e ditte appaltatrici, per un impegno economico complessivo di circa 300mila euro.</p>
<p>Ulteriori dettagli sui provvedimenti di circolazione sono consultabili sui canali di vendita delle imprese ferroviarie.</p>
<p>Dalle ore 19:50 del 19 ottobre alle ore 06.50 del 21 ottobre 2024, per lavori di manutenzione programmati da Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS) tra le stazioni di Pontecagnano e Battipaglia, sulla linea Napoli Centrale &#8211; Salerno – Battipaglia-Sapri-Cosenza, la circolazione ferroviaria subirà delle modifiche.</p>
<p>Alcuni treni del Regionale delle linee Napoli Centrale – Cosenza, Caserta &#8211; Battipaglia; Potenza Centrale – Salerno e Taranto – Napoli Centrale subiscono cancellazioni e/o limitazioni di percorso tra le stazioni di Salerno/Pontecagnano e Battipaglia. Attivo servizio bus tra Salerno/ Pontecagnano e Battipaglia e viceversa; Salerno e Battipaglia/ Potenza Centrale e viceversa; Napoli Centrale, Battipaglia e Potenza Centrale e viceversa. I posti disponibili sui bus, che aumenteranno i loro tempi di percorrenza in relazione anche al traffico stradale possono essere inferiori rispetto al normale servizio offerto, si consiglia pertanto di valutare la ripianificazione del proprio viaggio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I treni InterCity e IntercityNotte delle relazioni Siracusa/ Palermo Centrale/ Reggio di Calabria Centrale – Roma Termini/Milano e Taranto – Roma Termini subiscono variazioni di orario, percorso e cancellazioni tra le stazioni di Salerno e Battipaglia/Sapri. Per alcuni treniInterCity è previsto servizio sostitutivo con bus tra Salerno e Battipaglia/Sapri. Alcuni treni InterCityNotte delle relazioni Siracusa/Palermo Centrale – Roma Termini e i treni InterCityNotte della relazione Reggio di Calabria Centrale – Torino P. Nuova sono cancellati.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I treni Frecciarossa delle relazioni Reggio di Calabria Centrale/Taranto/Battipaglia – Milano Centrale/Torino Porta Nuova/Venezia S.L, Sibari – Bolzano e i treni Frecciargento delle relazioni Reggio Calabria Centrale-Roma Termini, subiscono modifiche con cancellazioni tra Salerno e Battipaglia o limitazioni di percorso nelle stazioni di Napoli Centrale o Salerno.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>UN FIUME ILLEGALE DI ORO NERO DA 25 MILIONI DI EURO – </title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/un-fiume-illegale-di-oro-nero-da-25-milioni-di-euro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Monica Di Mauro]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Apr 2021 10:29:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ruota attorno ad importanti famiglie mafiose, riconducibili ai clan dei Casalesi e ai clan mafiosi tarantini l’operazione che ha visto al lavoro i comandi provinciali dei carabinieri e della Guardia di Finanza di Salerno e del nucleo di polizia economica finanziaria di Taranto con il lavoro della direzione distrettuale antimafia di Potenza e Lecce in [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ruota attorno ad importanti famiglie mafiose, riconducibili ai clan dei Casalesi e ai clan mafiosi tarantini l’operazione che ha visto al lavoro i comandi provinciali dei carabinieri e della Guardia di Finanza di Salerno e del nucleo di polizia economica</p>
<div class="epyt-video-wrapper"><iframe  id="_ytid_48608"  width="640" height="480"  data-origwidth="640" data-origheight="480"  data-relstop="1" src="https://www.youtube.com/embed/hAjKtahUTiM?enablejsapi=1&#038;autoplay=0&#038;cc_load_policy=0&#038;cc_lang_pref=&#038;iv_load_policy=1&#038;loop=0&#038;rel=0&#038;fs=1&#038;playsinline=0&#038;autohide=2&#038;theme=dark&#038;color=red&#038;controls=1&#038;disablekb=0&#038;" class="__youtube_prefs__  epyt-is-override  no-lazyload" title="YouTube player"  allow="fullscreen; accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen data-no-lazy="1" data-skipgform_ajax_framebjll=""></iframe></div>
<p>finanziaria di Taranto con il lavoro della direzione distrettuale antimafia di Potenza e Lecce in un’indagine congiunta che ha riguardato le province di Salerno, Napoli, Avellino, Caserta, Cosenza e Taranto.Il core business era rappresentato da un contrabbando di idrocarburi che ha cagionato allo Stato danni economici per 25 milioni di di euro con un eguale guadagno per i sodalizi criminali. Sono complessivamente 45 le misure cautelari personali e messe, 26 in carcere, 11 agli arresti domiciliari, sei destinatari di divieto di dimora e due misure interdittive dall’esercizio delle rispettive funzioni di due carabinieri. Il filone investigativo che ha riguardato in modo particolare la provincia di Taranto ha fatto emergere l’esistenza di un’associazione di</p>
<div class="epyt-video-wrapper"><iframe  id="_ytid_44982"  width="640" height="480"  data-origwidth="640" data-origheight="480"  data-relstop="1" src="https://www.youtube.com/embed/IppUxhtPHnM?enablejsapi=1&#038;autoplay=0&#038;cc_load_policy=0&#038;cc_lang_pref=&#038;iv_load_policy=1&#038;loop=0&#038;rel=0&#038;fs=1&#038;playsinline=0&#038;autohide=2&#038;theme=dark&#038;color=red&#038;controls=1&#038;disablekb=0&#038;" class="__youtube_prefs__  epyt-is-override  no-lazyload" title="YouTube player"  allow="fullscreen; accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen data-no-lazy="1" data-skipgform_ajax_framebjll=""></iframe></div>
<p>stampo mafioso risorta dalle ceneri di altri sodalizi e che si è ricompattata attorno alla figura tarantina di Michele Cicala già condannato per estorsione aggravata e metodo mafioso. il sodalizio si è caratterizzato per una grande capacità di controllo del territorio e dei traffici illeciti. Per quanto riguarda la provincia di Salerno l’attenzione si è concentrata sulla posizione della società carburanti Petrullo di San Rufo e più in generale sulle società di carburanti del gruppo che aveva catturato l’attenzione delle forze dell’ordine per una serie di incongruità come l&#8217;inspiegabile aumento esponenziale di fatturato e degli investimenti nel giro di pochi anni. Un vero e proprio boom economico che coincideva con l’ingresso nelle compagine societaria e dei petroli quale socio e gestore di fatto dei componenti della famiglia casertana di Raffaele Diana, i cui componenti avevano investito nell’impresa. Dall’inizio del 2019 sono state quindi eseguite sia dalla Dda di potenza che da quella di Taranto una serie di attività come intercettazioni telefoniche ambientali che nel giro di 14 mesi dall’inchiesta con il supporto del nucleo di polizia economica finanziaria della Guardia di Finanza di Salerno ha avviato una verifica fiscale nei confronti delle società del gruppo fino a appurare diverse condotte evasive nella compravendita di prodotti petroliferi e reati di contrabbando oltre a frodi sull’Iva e anche estorsioni e truffe per agevolare il clan dei Casalese attraverso la penetrazione in un nuovo territorio. Da subito è stato accertato che la società attiva nel mercato del commercio dei prodotti energetici era in concreto diventata il canale privilegiato attraverso il quale la famiglia Diana che tra l’altro inquisita per aver avvelenato nel tempo la propria terra di origine con il traffico di rifiuti si era infiltrata nel tessuto economico sociale del vallo di diano stringendo un patto scellerato con Massimo Petrullo titolare dell’omonima società di carburanti e oggi considerato avamposto di casa lisi nel ballo. I capitali lecitamente acquisiti venivano reimpiegati nell’acquisizione di beni immobili e quote societarie in uno economia illecita circolare che ha permesso alla famiglia di affermarsi leader nella compravendita illegale di idrocarburi. Tra i due gruppi quello campano-lucano è quello tarantino dopo una stretta e proficua collaborazione sono però via via sorte fibrillazioni soprattutto legate al fatto che il Petra l’ho reso sì conto di aver quasi complessivamente perso la gestione della propria società ormai di fatto in mano ai Diana aveva tentato di stringere un patto con il clan tarantino. Un altro degli illeciti commessi era la vendita di ingenti quantità di carburante per uso agricolo che come noto beneficia di particolari agevolazioni fiscali per essere invece immesso nel mercato delle pompe bianche con un guadagno di circa il 50% sul costo effettivo. Una vera e propria miniera di oro nero. Tra i comportamenti illeciti emersi al termine delle investigazioni la partecipazione a una gara per la fornitura di carburanti a favore del consorzio di bonifica di bacini del Tirreno cosentino aggiudicata attraverso un accordo irregolare garantito dalla vicinanza con un esponente della criminalità locale ed anche il ruolo di informatore tenuto da un carabiniere infedele che in cambio di svariate taniche di gasolio poi venduti a terzi ha fornito al sodalizio informazioni recenti l’attività di indagine a carico dei consociati. L’arma d’intesa con l’autorità giudiziaria ha immediatamente assunto provvedimento di rigore contro il suo militare trasferendolo in un incarico non operativo.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>TRAFFICO ILLECITO DI SOSTANZE STUPEFACENTI, IN MANETTE 27 PERSONE  – </title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/traffico-illecito-di-sostanze-stupefacenti-in-manette-27-persone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Oct 2020 07:47:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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		<category><![CDATA[salerno]]></category>
		<category><![CDATA[taranto]]></category>
		<category><![CDATA[traffico illecito di sostanze stupefacenti]]></category>
		<category><![CDATA[truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nelle prime ore della mattina, nelle province di Salerno, Napoli, Avellino, Caserta, Brescia, Taranto, Parma e Firenze, circa 300 militari del Comando Provinciale Carabinieri di Salerno, supportati da quelli dei reparti territorialmente competenti, del 7° Nucleo Elicotteri di Pontecagnano e del Nucleo Cinofili di Sarno, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare &#8211; emessa dal GIP [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nelle prime ore della mattina, nelle province di Salerno, Napoli, Avellino, Caserta, Brescia, Taranto, Parma e Firenze, circa 300 militari del Comando Provinciale Carabinieri di Salerno, supportati da quelli dei reparti territorialmente competenti, del 7° Nucleo Elicotteri di Pontecagnano e del Nucleo Cinofili di Sarno, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare &#8211; emessa</p>
<div class="epyt-video-wrapper"><iframe loading="lazy"  id="_ytid_18714"  width="640" height="480"  data-origwidth="640" data-origheight="480"  data-relstop="1" src="https://www.youtube.com/embed/_a8lyt9a_Lo?enablejsapi=1&#038;autoplay=0&#038;cc_load_policy=0&#038;cc_lang_pref=&#038;iv_load_policy=1&#038;loop=0&#038;rel=0&#038;fs=1&#038;playsinline=0&#038;autohide=2&#038;theme=dark&#038;color=red&#038;controls=1&#038;disablekb=0&#038;" class="__youtube_prefs__  epyt-is-override  no-lazyload" title="YouTube player"  allow="fullscreen; accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen data-no-lazy="1" data-skipgform_ajax_framebjll=""></iframe></div>
<p>dal GIP del Tribunale di Salerno, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia &#8211; nei confronti di 25 indagati (23 in carcere e 2 agli arresti domiciliari), gravemente indiziati, a vario titolo, di “associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti”, con l’aggravante della transnazionalità del reato, “detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti”, “intestazione fittizia di beni”, “riciclaggio ed auto riciclaggio”, “truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche”. Inoltre, nel medesimo provvedimento cautelare è stato disposto ed eseguito il sequestro preventivo finalizzato alla confisca di due attività commerciali salernitane (di cui una pizzeria molto nota, denominata “àPuntella”) e della somma complessiva di € 165.000, prodotto dell’illecita attività degli indagati. I provvedimenti scaturiscono da una vasta ed articolata attività d’indagine avviata dal<br />
Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Salerno nel mese di ottobre 2017 con il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di questo capoluogo. È stata condotta con metodi tradizionali, con il supporto di attività tecniche e mirati servizi di osservazione, controllo e pedinamento, ed è risultata particolarmente complessa poiché molti dei</p>
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<p>soggetti investigati, per condurre i loro traffici illeciti, sono ricorsi all’intestazione fittizia di schede telefoniche ed all’utilizzo di smartphone dotati di servizi di messaggistica blackberry e encrochat di difficile intercettazione, venendo comunque scoperti.<br />
L’indagine ha permesso di ricostruire l’esistenza di un’associazione a delinquere, con ruoli e competenze ben definite, dedita alla commissione dei suddetti delitti, dotata di una notevole organizzazione gestionale, oltre che di rilevanti risorse finanziarie e svariati canali di rifornimento di stupefacente, principalmente del tipo cocaina, senza però tralasciare anche hashish, amnèsia e marijuana.<br />
Gli esiti complessivi delle investigazioni hanno consentito di accertare che il salernitano PAROTTI Fiorenzo, promotore, organizzatore e finanziatore del sodalizio, aveva nel tempo assunto una posizione di assoluta primazia nell’ambito del traffico degli stupefacenti a Salerno sia in termini di introiti che di bacino di utenza, grazie ad una stabile collaborazione con la criminalità napoletana ed attraverso una ramificata rete di distribuzione &#8211; costituita da veri e propri sottogruppi &#8211; in ambito provinciale (Acerno, Olevano sul Tusciano).<br />
L’approvvigionamento avveniva per il tramite di diversi, qualificati canali, tracciati sia in territorio continentale (Albania e Olanda), sia oltreoceano (Panama e Brasile), col precipuo fine di reperire lo stupefacente direttamente dai paesi di produzione, acquistandolo in ingenti quantità ad un prezzo più vantaggioso, grazie al progressivo incremento del volume di affari<br />
dell’organizzazione.<br />
Il nome dell’operazione “EL FAKIR” è stato tratto proprio dalle indagini su quest’ultimo canale di rifornimento. Nel seguire i movimenti di LUMIA Rosario, broker internazionale di origine napoletana in contatto con diversi cartelli della droga, era emerso il progetto di inviare una spedizione di cocaina nascosta all’interno di container provenienti da Panama; inizialmente era stato proposto addirittura il porto di Salerno quale destinazione finale, salvo poi virare su Algeciras in Spagna, non avendo le società intermediarie incaricate del trasporto rapporti commerciali diretti con l’Italia. Il referente panamense dell’operazione<br />
era GERMAN ELIECER CHANIS AGUILAR, alias “EL FAKIR” (il fachiro), allora latitante e ritenuto dalle autorità internazionali “altamente pericoloso”, nonché leader del gruppo paramilitare “frente 57” delle FARC, operante in molteplici attività criminali al confine tra Panama e Colombia. La spedizione non si concretizzava solo in ragione dell’arresto di EL<br />
FAKIR, avvenuto in Messico 13 gennaio 2018, a seguito di in una “red notice” (elenco di latitanti destinatari di provvedimenti di cattura internazionali) emessa dall&#8217;Interpol, su richiesta delle autorità panamensi ed in coordinamento con quelle messicane.<br />
Per via della riconosciuta pericolosità di “EL FAKIR”, il suo rientro a Panama è avvenuto sotto la supervisione di un consistente dispositivo di sicurezza schierato pressol’Aeroporto Internazionale di Tocumen. Egli, infatti, oltre ad essere un narcotrafficante, era ricercato anche per omicidio e per reati vari commessi con esponenti legati alla criminalità organizzata.<br />
In seguito a tale imprevisto, LUMIA aveva individuato un’ulteriore rotta, questa volta dal Brasile, accordandosi per nascondere lo stupefacente in container di caffè destinati ad un’azienda operante nel settore della torrefazione con sede in Campania. Anche in questo caso il progetto non si realizzava solo per via del suo arresto, avvenuto a Napoli a maggio dello stesso anno. Le attività del sodalizio subivano comunque solo semplici rallentamenti, grazie al fatto che il canale di approvvigionamento con Olanda e Albania non aveva mai smesso di rifornire le rigogliose piazze. La mentalità imprenditoriale dei sodali, in particolare del PAROTTI, non si è fermata alla gestione degli illeciti proventi provenienti dai fiumi di droga trafficati e spacciati. Le indagini, anche bancarie, hanno appurato come detti proventi siano stati reinvestiti in attività economiche e commerciali, dopo la ripulitura del denaro mediante il passaggio su conti correnti di persone compiacenti, nell’evidente scopo &#8211; vanificato dai meticolosi accertamenti &#8211; di occultarne e renderne impossibile l’identificazione. Inoltre, la creazione di una nuova società mediante l’utilizzo di intestatari fittizi ha permesso agli indagati di realizzare il citato ristorante &#8211; pizzeria a Salerno (“àPuntella”), accedendo al finanziamento pubblico “PROGETTO INVITALIA – RESTO AL SUD”, ricavandone tra i diversi vantaggi patrimoniali anche una parte a fondo perduto quantificata in € 70.000. Da qui le connesse ipotesi delittuose di riciclaggio, auto riciclaggio, intestazione fittizia di beni e truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche.<br />
Nel corso dell’attività d’indagine, sono state già arrestate 8 persone in flagranza di reato, sequestrati 25 kg di stupefacente, orologi di pregio per un valore di € 75.000 ed oltre € 160.000 in danaro contante. La stima del fatturato complessivo dell’impresa criminale è di oltre 20 milioni di euro annui esentasse, cui vanno aggiunti quelli delle fiorenti attività commerciali costituite per ripulire il danaro. L’imponente operazione portata a termine ha messo in luce lo spessore criminale del<br />
PAROTTI e dei suoi gregari, in un settore, quello della droga, che non risente di crisi alcuna ed ha dimostrato le consolidate competenze manageriali dell’illecito sodalizio, capace di estendere le sue maglie dai Balcani ai Paesi Bassi, sino ai famigerati cartelli sudamericani.</p>
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		<title>L&#8217;UNIONE EUROPEA INSERISCE SALERNO TRA I PORTI ABILITATI ALLO SBARCO DEI PRODOTTI DA PESCA</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Mar 2017 17:00:47 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Unione europea, per lottare più efficacemente contro la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata, ha fissato l&#8217;elenco dei porti in Italia e negli altri Stati membri dell&#8217;Ue, in cui &#8220;sono autorizzate operazioni di sbarco e trasbordo di prodotti della pesca e dove i pescherecci di Paesi terzi hanno accesso ai servizi portuali&#8221;. Si tratta dei porti di Ancona, Brindisi, Civitavecchia, Fiumicino (non é un posto di ispezione frontaliero dell&#8217;Ue), Genova, Gioia Tauro, La Spezia, Livorno, Napoli, Olbia, Palermo, Ravenna, Reggio Calabria, Salerno, Taranto, Trapani, Trieste, Venezia. La decisione é stata pubblicata oggi sulla Gazzetta ufficiale dell&#8217;Ue.</p>
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		<title>SALUTE E VITA: LE PISANO COME L&#8217;ILVA DI TARANTO – </title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/salute-e-vita-le-pisano-come-lilva-di-taranto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marcello Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Oct 2016 10:26:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Da Taranto a Salerno. C&#8217;era anche Fulvia Gravame dell&#8217;associazione ambientalista Peacelink di Taranto, che da anni si batte contro l&#8217;inquinamento riscontrato sotto i parchi minerali de complesso siderurgico dell&#8217;Ilva che riguarda il suolo e in particolare le falde all&#8217;a conferenza / tavola rotonda &#8220;Senza Salute non c&#8217;è Lavoro&#8221; promossa dal comitato Salute e Vita. Un incontro [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: large;"><span style="color: #595959;">Da Taranto a Salerno. C&#8217;era anche Fulvia Gravame dell&#8217;associazione ambientalista Peacelink di Taranto, che da anni si batte contro l&#8217;</span><span style="color: #414141;">inquinamento riscontrato sotto i parchi minerali de </span><span style="color: #545454;">complesso siderurgico </span><span style="color: #414141;">dell&#8217;Ilva che riguarda il suolo e in particolare le falde all&#8217;a </span><span style="color: #595959;">conferenza / tavola rotonda &#8220;Senza Salute non c&#8217;è Lavoro&#8221; promossa dal comitato Salute e Vita.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #595959;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: large;">Un incontro aperto al contributo di tutti per discutere della grave situazione legata alle Fonderie Pisano, che ha visto la partecipazione di Legambiente, Greenpeace, Italia Nostra, di Medicina Democratica, di Stop Biocidio di Napoli e del Wwf Campania. </span></span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: large;"><span style="color: #595959;">L&#8217;emergenza sanitaria ed ambientale che da decenni vive la Valle dell&#8217;Irno in particolare i tre Comuni di Salerno, Baronissi e Pellezzano, abbandonati da anni dalle Istituzioni e dalla politica impegnata a mantenere le complicità e i silenzi su una vicenda che ha condizionato per decenni la qualità della vita di migliaia di persone, non può essere piu&#8217; tollerata. Così unanimamente stamattina i partecipanti all&#8217;incontro che piu&#8217; volta facendo riferimento all&#8217;art. 32 della Costituzione hanno rimarcato che il Diritto alla Salute è stato sospeso.</span></span></span></p>
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		<title>SORRISI SALERNITANI PER RENZI A TARANTO – </title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/sorrisi-salernitani-per-renzi-a-taranto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marcello Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Jul 2016 11:46:50 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: large;">Nessun fischio né contestazioni, ma solo applausi sorrisi e soddisfazione per il presidente del Consiglio, Matteo Renzi nell&#8217;isola felice salernitana che ha trovato ieri a Taranto. Presente nel capoluogo pugliese per la sottoscrizione del contratto per una serie di interventi strategici, il premier ha dovuto affrontare una dura contestazione sul caso Ilva , trovando invece un clima di grande serenità e cordialità nel cantiere del porto di Taranto dove il gruppo salernitano della Rcm guidato dai fratelli Elio ed Eugenio Rainone ha completato la prima parte del&#8217;intervento da 70 milioni di euro per l&#8217;ammodernamento della banchina e la nascita del polo crocieristico del porto di Taranto. Non ha nascosto la sua sorpresa il Presidente  del Consiglio quando ha scoperto di trovarsi tra salernitani come è emersa da una domanda specifica sulla provenienza degli operai. Da qui una serie di passaggi informali con i due imprenditori salernitani sugli altri appalti in corso, dalla cittadella del Cinema di Giffoni al Crescent. Renzi ha mostrato di essere a conoscenza della vicenda e ha salutato l&#8217;impresa salernitana con una sorta di sfida: &#8220;finirete prima qui o a Salerno?&#8221;</span></p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.tvoggisalerno.it/sorrisi-salernitani-per-renzi-a-taranto/">SORRISI SALERNITANI PER RENZI A TARANTO – &lt;i style=&quot;color:#ff0000;&quot; class=&quot;fa fa-video-camera&quot;&gt;&lt;/i&gt;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tvoggisalerno.it">TVOGGI Salerno</a>.</p>
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		<title>PRECARI SICILIANI ASSUNTI SENZA SAPERLO IN DITTE SALERNITANE</title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/precari-siciliani-assunti-senza-saperlo-in-ditte-salernitane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Feb 2016 11:37:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Contratti di lavoro a nome di precari siciliani assunti da ditte con sedi in mezza Italia, da Caserta a Cologno Monzese (Mi), da Casaluce (Ce) a Salerno, da Treviso a Taranto. Solo che i lavoratori sarebbero stati ignari di tutto, ritrovandosi d&#8217;improvviso con stipendi mai ricevuti, con tasse da pagare e con l&#8217;incubo di perdere [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Contratti di lavoro a nome di precari siciliani assunti da ditte con sedi in mezza Italia, da Caserta a Cologno Monzese (Mi), da Casaluce (Ce) a Salerno, da Treviso a Taranto. Solo che i lavoratori sarebbero stati ignari di tutto, ritrovandosi d&#8217;improvviso con stipendi mai ricevuti, con tasse da pagare e con l&#8217;incubo di perdere il sussidio perché inseriti in uno speciale bacino, cosiddetto degli &#8220;ex Pip&#8221;, dal quale rischiano l&#8217;espulsione proprio perché risultano assunti, molti a tempo pieno. Una maxi truffa scoperta quasi per caso in Sicilia e dai contorni ancora tutti da chiarire. L&#8217;Inps e il Dipartimento lavoro della Regione hanno presentato denunce alla magistratura, il governatore Rosario Crocetta, appresa la notizia, ha disposto un&#8217;inchiesta amministrativa e ha ordinato di raccogliere le carte in un dossier che trasmetterà alla procura di Palermo. Tra i precari circola voce che dietro alla truffa ci sarebbero alcuni sindacati autonomi che avrebbero fornito i dati sensibili dei lavoratori a decine di imprese in raccordo con alcuni patronati; tra gli scopi quello di stampare false buste paga per accedere a finanziamenti e prestiti da società finanziarie. Ma è solo una delle tante ipotesi. Le &#8220;assunzioni fantasma&#8221; riguardano in questa fase circa 150 precari &#8220;ex Pip&#8221;, che ricevono il sussidio pubblico di 830 euro al mese dalla Regione siciliana attraverso l&#8217;Inps: negli archivi informatici dell&#8217;Istituto di previdenza molti risultano inquadrati da almeno un anno con contratti a tempo pieno. &#8220;Io sarei assunto a Bologna, ma non mi sono mai mosso da Palermo: il mio badge dimostra che ho lavorato qui e certo non mi posso sdoppiare&#8221;, dice uno dei precari. Una vicenda intricata esplosa dopo che una donna, consultando il proprio profilo Inps, ha scoperto di essere assunta in una ditta campana. Gli uffici dell&#8217;Istituto stanno cercando di capirne di più. Intanto d&#8217;accordo col dipartimento Lavoro ha bloccato l&#8217;erogazione dei sussidi e gli elenchi dei precari coinvolti saranno pubblicati sul sito della Regione: per sbloccare il sussidio il precario dovrà dimostrare di avere presentato denuncia all&#8217;autorità giudiziaria. Nella vicenda, secondo le prime valutazioni dell&#8217;Inps, sarebbero coinvolti alcuni patronati che avrebbero presentato anche richieste di disoccupazione per conto dei lavoratori. &#8220;I precari sono stati truffati, bisogna fare subito chiarezza su questa squallida vicenda&#8221;, dice il deputato regionale di Fi Vincenzo Figuccia, che sta seguendo il caso. &#8220;Ho guadagnato 1.300 euro al mese, per un lavoro da impiegata in una ditta della provincia di Cesena con un contratto della durata di 51 settimane. Solo che io non ho mai firmato quel contratto, non conosco quell&#8217;azienda, non ho visto neppure un euro, ora rischio di perdere il sussidio: sono sconvolta e disperata&#8221;. Per Crocetta &#8220;questa storia sa di truffa, acquisiremo le carte e le consegneremo in Procura&#8221;. &#8220;Chi ha dato i nomi di questi lavoratori alle imprese? Questi lavoratori non sanno davvero nulla? Mentre risultavano assunti altrove percepivano ugualmente il sussidio pubblico?&#8221;, sono alcuni interrogativi che pone Crocetta, che assicura: &#8220;Chi ha sbagliato deve pagare, non possiamo tollerare truffe al sistema pubblico, sono soldi dei cittadini&#8221;. L&#8217;Inps sottolinea che &#8220;al momento la situazione è confusa, possiamo fare delle ipotesi ma meglio non azzardare. Certamente non sarebbe conveniente per il lavoratore fingere un&#8217;assunzione per avere la disoccupazione dato che è chiaro che perderebbe il diritto a rimanere nel bacino degli ex Pip e dunque il sussidio&#8221;. Anche sull&#8217;eventuale connivenza da parte delle ditte, l&#8217;Inps è cauta: &#8220;Bisogna appurare chi trarrebbe vantaggio da questa vicenda e come&#8221;.</p>
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		<title>CHI PARTE E CHI RESTA&#8230; SOSPESO</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Dec 2015 12:51:03 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;">Bocciati e rimandati a gennaio. Il mercato di riparazione è alle porte, la Salernitana sembra orientarsi verso un modulo – il 5-3-2 – su cui costruire le basi per la salvezza e Torrente si aspetta rinforzi. Prima di acquistare, però, ci sarà bisogno di sfoltire l&#8217;organico. Per non parlare del delicato compito di tenere in rosa la fatidica lista dei 18 over da presentare definitivamente a inizio febbraio, alla fine della campagna di riparazione cioè. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;">Dopo 18 giornate di campionato, con il torneo che è giunto quasi al giro di boa, altre tre partite da giocare prima del girone di ritorno, il tecnico ha fatto le sue scelte. Definitive. Il campo ha emesso i suoi verdetti. Sono quattro barra cinque i giocatori che non rientrano nei piani dell&#8217;allenatore. In difesa hanno le valige pronte il giovane Pollace e l&#8217;esperto Trevisan. Per motivi diversi, sia ben chiaro. Tra centrocampo ed attacco, sono destinati a trovarsi una collocazione, oppure a finire in naftalina, Perrulli, Troianiello e probabilmente Milinkovic. Partiamo dal pacchetto arretrato. Pollace paga la sua unica apparizione con la maglia granata (partì titolare) nella debacle di Crotone. L&#8217;ex capitano della Primavera della Lazio fu uno dei protagonisti in negativo della disfatta in terra pitagorica, ma non certo l&#8217;unico. Da allora, Torrente non lo ha mai più impiegato, neppure per un minuto, neppure per uno scampolo di partita. Neppure in coppa Italia. Proprio dopo l&#8217;uno-due di La Spezia nella competizione tricolore arrivò la bolla dell&#8217;allenatore che giustificando il suo mancato impiego ammise di averlo prima aspettato inutilmente e poi definitivamente accantonato. Pollace dunque andrà via. Con la valigia dietro l&#8217;angolo anche Trevisan. Per l&#8217;ex Padova, però, il problema è di natura economica. Il centrale è reduce da un lungo infortunio, ma prima non è che avesse impressionato. Per lui si profila l&#8217;ipotesi di un trasferimento al nord, con l&#8217;Alessandria che si è fatta avanti. Bisognerà capire se il club sulla cui panchina si è insediato Gregucci è disposto ad accollarsi l&#8217;ingaggio faraonico che percepisce il difensore, oppure toccherà al club granata accollarsi parte del contratto per liberare un posto in lista. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;">Discorso simile nella teoria, per fortuna un po&#8217; meno nella sostanza, per Perrulli. L&#8217;ex Lupa Roma viaggia a cifre molto più basse e su di lui c&#8217;è qualche club di Lega Pro, ma si è fatto forte l&#8217;interessamento del Taranto. Stessa sorte toccherà a Troianiello. Gennarino è stato un flop. Non ha inciso e la gamba non è più quella di una volta. Difficile che trovi squadra. Più facile che si vada verso una risoluzione consensuale. Milinkovic, invece, potrebbe essere spedito a farsi le ossa altrove, complice anche la variazione del modulo che non esalta più le sue caratteristiche di esterno offensivo puro. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;">Fin qui i bocciati. C&#8217;è anche un nutrito gruppo di rimandati. Tra color che sono sospesi, Nalini e Tuia per questioni esclusivamente fisiche. Molto più delicata invece la posizione di Sciaudone e di Eusepi. Il primo ha steccato, ma Torrente vorrebbe concedergli ancora qualche chance. Eusepi ha mercato in lega pro e potrebbe cambiare aria.</span></p>
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