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	<title>VINO ADULTERATO Archivi - TVOGGI Salerno</title>
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	<title>VINO ADULTERATO Archivi - TVOGGI Salerno</title>
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		<title>VINO ADULTERATO, DUE SALERNITANI TRA GLI INDAGATI</title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/vino-adulterato-due-salernitani-tra-gli-indagati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jul 2019 11:27:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[News 1]]></category>
		<category><![CDATA[ghost wine]]></category>
		<category><![CDATA[Gruppo Carabinieri per la Tutela della Salute di Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[Rosario Aurigemma]]></category>
		<category><![CDATA[Vincenzo Bevilacqua]]></category>
		<category><![CDATA[VINO ADULTERATO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Undici arresti e sei aziende agricole poste sotto sequestro preventivo per vino adulterato. E&#8217; il bilancio dell&#8217;operazione &#8216;Ghost Wine&#8217;, scattata oggi con oltre 200 militari del Gruppo Carabinieri per la Tutela della Salute di Napoli, di unità dell&#8217;Arma territoriale e circa 90 appartenenti all&#8217;Unità Centrale Investigativa dell&#8217;Icqrf (Ispettorato centrale repressione frodi). L&#8217;operazione, condotta dal Nas [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Undici arresti e sei aziende agricole poste sotto sequestro preventivo per vino adulterato. E&#8217; il bilancio dell&#8217;operazione &#8216;Ghost Wine&#8217;, scattata oggi con oltre 200 militari del Gruppo Carabinieri per la Tutela della Salute di Napoli, di unità dell&#8217;Arma territoriale e circa 90 appartenenti all&#8217;Unità Centrale Investigativa dell&#8217;Icqrf (Ispettorato centrale repressione frodi). L&#8217;operazione, condotta dal Nas di Lecce e dall&#8217;Icqrf, è coordinata dalla Procura. In molti casi, gli agricoltori arrestati sono imprenditori vitivinicoli delle province di Lecce e Brindisi, accusati di aver adulterato il vino per ottenere determinati standard e aumentare la produzione. Nell&#8217;operazione sono stati sequestrati 30 milioni di litri di vino. </p>
<p>Il gip Michele Toriello ha disposto l&#8217;arresto in carcere per Antonello Calò, 64 anni di Copertino; Giuseppe Caragnulo, 58 anni di San Donaci; Vincenzo Laera, 38 anni di Mesagne; Rocco Antonio Chetta, 65enne di Lequile; Antonio Domenico Barletta, 56 anni di Lecce; Luigi Ricco, 55 anni di San Ferdinando di Puglia, nel Barese.</p>
<p>Per cinque degli indagati è stata disposta la misura coercitiva degli arresti domiciliari. Si tratta di Pietro Calò, 26 anni di Copertino; Giovanni Luca Calò, 50enne di Lecce; Cristina Calò, 55 anni di Copertino; Simone Caragnulo, 23 anni di San Donaci; Antonio Ilario De Pirro, 51 anni residente a Galatina.</p>
<p>Trenta sono gli indagati a vario titolo:<br />
Tommaso Vantaggio, 40 anni di Racale;<br />
Susanna Calò, 34 anni di Copertino;<br />
Vincenzo Morrone, 31 anni di Sant&#8217;Antimo, provincia di Napoli;<br />
Santo e Giovanni Aimone, 65 e 34 anni anni di Sant&#8217;Antimo, provincia di Napoli;<br />
Vincenzo Bevilacqua, 40enne di Capaccio, provincia di Salerno;<br />
Rosario Aurigemma, 58 di Pontecagnano Faiano, provincia di Salerno;<br />
Giuseppe De Bari, 55 anni di Molfetta;<br />
Nicola Suglia, 55 anni di Noicattaro;<br />
Giovanni Tornese, 29 anni, di Copertino;<br />
Stefano Troncone, 39 anni, di Novoli;<br />
Daniela Gravili, 42 anni, di Cellino San Marco (si tratta di una omonima della stimata sommelier leccese, assolutamente estranea ai fatti oggetto dell&#8217;inchiesta, ndr);<br />
Antonio Caragnulo, 56 anni di San Donaci;<br />
Salvatore Mazzotta, 54 anni di Trepuzzi;<br />
Renato D&#8217;Auria, 53 anni di Ortona, provincia di Chieti;<br />
Cosimo Campanella, 36 anni, di San Pietro Vernotico;<br />
Dario Bardi, 31 anni di Cellino San Marco;<br />
Oronzo Pezzuto, 36 anni di Surbo;<br />
Antonio De Iaco, 63 anni residente a Felline;<br />
Michele Brattoli, 68 anni di Trinitapoli, provincia Bat;<br />
Bruno Lucio Damiani, 62 anni di Trinitapoli, provincia Bat;<br />
Fabio De Pirro, 55 anni, di Galatina;<br />
Francesco Libertini, 55 anni di Lizzanello;<br />
Roberta Elisabetta Trande, 50 anni, di Lecce;<br />
Simone Nestola, 34 anni di Copertino;<br />
Giacomina Tavani, 41 anni di Lizzanello;<br />
Marta Abbracciavento, 38 anni di Lecce;<br />
Francesco Ciotola, napoletano residente a Cutrofiano, classe 1957;<br />
Antonio D&#8217;Oro, 49enne di Bonito, provincia di Avellino;<br />
Giuseppe Dell&#8217;Aversana, 40 anni di Orta di Atella, provincia di Caserta.</p>
<p>Il giudice ha accolto la richiesta di sequestro preventivo presentata dalla Procura per sei aziende, per le quali il giudice ha nominato Massimo Bellantone quale amministratore giudiziario. Le aziende sono la Agrisalento srl di Copertino, la Enosystems srl sempre di Copertino, la Megale Hellas srl di San Pietro Vernotico e Ccib Food Industry srl di Roma. </p>
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		<title>VINO ADULTERATO, A GIUDIZIO QUATTRO SALERNITANI</title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/vino-adulterato-giudizio-quattro-salernitani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jan 2018 20:55:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[News 1]]></category>
		<category><![CDATA[Alberto Nicodemo]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Bruzzese]]></category>
		<category><![CDATA[Armando Buonocore]]></category>
		<category><![CDATA[carabinieri del Gruppo tutela della salute di Roma]]></category>
		<category><![CDATA[Dda di Firenze]]></category>
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		<category><![CDATA[Pasquale Cioffoletti]]></category>
		<category><![CDATA[VINO ADULTERATO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Commercializzavano vino di bassa qualità, adulterato con l&#8217;aggiunta di alcol, che poi veniva venduto in Italia e all&#8217;estero come Chianti doc, Brunello di Montalcino o Sassicaia. Al termine dell&#8217;inchiesta condotta dai carabinieri del Gruppo tutela della salute di Roma e del Nas di Firenze e coordinata dalla Dda fiorentina, il pm Giulio Monferini ha chiesto [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Commercializzavano vino di bassa qualità, adulterato con l&#8217;aggiunta di alcol, che poi veniva venduto in Italia e all&#8217;estero come Chianti doc, Brunello di Montalcino o Sassicaia. Al termine dell&#8217;inchiesta condotta dai carabinieri del Gruppo tutela della salute di Roma e del Nas di Firenze e coordinata dalla Dda fiorentina, il pm Giulio Monferini ha chiesto il rinvio a giudizio per 9 persone. Il gip Fabio Frangini ha fissato la prima udienza per il prossimo 5 aprile. L&#8217;inchiesta, avviata nel 2015, portò all&#8217;arresto di tre persone (poi ai domiciliari) mentre altre sette vennero iscritte nel registro degli indagati. Le accuse, a vario titolo, vanno dall&#8217;associazione per delinquere per la frode in commercio alla contraffazione di marchio e dell&#8217;origine del vino, dalla frode in commercio alla vendita di sostanze non genuine e riciclaggio. Il vino, di bassa qualità (non risultò comunque nocivo per la salute) dopo essere adulterato veniva imbottigliato in un&#8217;azienda agricola di Empoli, già in concordato, dove poi erano apposte false etichette prima di inviarlo nei depositi del Lazio e dell&#8217;Emilia Romagna facenti capo a una ditta di import export. Da qui partiva per l&#8217;estero, in particolare per il Costa Rica, considerato &#8220;un&#8217;ottima destinazione&#8221;, grazie a una società i cui titolari erano stati indagati anche per &#8216;Mafia Capitale&#8217; e la cui sede fiscale era a Roma. La richiesta di rinvio a giudizio è stata formulata dal pm per Franco Alfani, 58 anni di Certaldo (Firenze), Armando Buonocore, 62 anni, nato nel Salernitano ma residente a Empoli (Firenze) e Alberto Nicodemo, 58 anni di Nocera Superiore. Tutte e tre vennero arrestati e dal 6 marzo 2017 hanno l&#8217;obbligo di dimora. Davanti al gip compariranno anche Massimo Cesarano, 30 anni, di Poggiomarino (Napoli), Antonio Giglioli, 57 anni, residente a Viareggio (Lucca), Antonio Bruzzese, 29 anni residente di Eboli, Pasquale Cioffoletti, 56 anni, di Battipaglia, Ciro Mariotti, 58 anni, residente a Anzio (Roma), Antonella Borchi, 58 anni residente a Empoli.</p>
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		<title>VENDEVANO VINO ADULTERATO, NEI GUAI QUATTRO SALERNITANI</title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/vendevano-vino-adulterato-nei-guai-quattro-salernitani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 May 2017 17:24:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[News 1]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le indagini dei carabinieri erano partite nei primi mesi del 2015 dopo la denuncia di un ristoratore della periferia di Firenze. Molti degli indagati sono già coinvolti anche in altre inchieste. E&#8217; il caso di Giacomo, Filippo e Giampiero Coli (rispettivamente di 44, 43 e 73 anni, tutti residenti in provincia di Firenze), titolari di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le indagini dei carabinieri erano partite nei primi mesi del 2015 dopo la denuncia di un ristoratore della periferia di Firenze. Molti degli indagati sono già coinvolti anche in altre inchieste. E&#8217; il caso di Giacomo, Filippo e Giampiero Coli (rispettivamente di 44, 43 e 73 anni, tutti residenti in provincia di Firenze), titolari di un&#8217;azienda agricola, chiamati in causa nell&#8217;inchiesta della procura di Prato sul caporalato nelle vigne. Ai domiciliari, nel dicembre scorso finirono Franco Alfani, 58 anni di Certaldo (Firenze), Armando Buonocore, 62 anni, nato nel Salernitano ma residente a Empoli (Firenze) e Alberto Nicodemo, 57 anni di Nocera Superiore (Salerno). L&#8217;avviso di conclusione indagini è stato recapitato anche a Massimo Cesarano, 30 anni, di Poggiomarino (Napoli), Antonio Giglioli, 56 anni, residente a Viareggio (Lucca), Antonio Bruzzese, 28 anni di Eboli (Salerno), Pasquale Cioffoletti, 56 anni, di Battipaglia (Salerno) e Ciro Mariotti, 57 anni, residente a Anzio (Roma). Per tutti le accuse, a vario titolo, vanno dall&#8217;associazione per delinquere per la frode in commercio alla contraffazione di marchio e dell&#8217;origine del vino, dalla frode in commercio alla vendita di sostanze non genuine e riciclaggio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tvoggisalerno.it/vendevano-vino-adulterato-nei-guai-quattro-salernitani/">VENDEVANO VINO ADULTERATO, NEI GUAI QUATTRO SALERNITANI</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tvoggisalerno.it">TVOGGI Salerno</a>.</p>
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