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	<title>DISTURBI DEL NEUROSVILUPPO Archivi - TVOGGI Salerno</title>
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		<title>L’APPLICAZIONE DEL MODELLO DIR-FLOOR TIME NEI PAZIENTI CON DISTURBI DEL NEUROSVILUPPO</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Nov 2019 07:53:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[News 2]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Prende il nome di modello DIR-FLOOR TIME – presentato negli Stati Uniti da Stanley I. Greenspan e Serena Wieder – e rappresenta un programma di intervento globale basato su un approccio evolutivo-relazionale rivolto a persone con Disturbi del Neurosviluppo. Realtà presente presso il Renzullo Centro di Riabilitazione, a parlarne è la dottoressa Eleonora Tedesco, neuropsicomotricista, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Prende il nome di modello DIR-FLOOR TIME – presentato negli Stati Uniti da Stanley I. Greenspan e Serena Wieder – e rappresenta un programma di intervento globale basato su un approccio evolutivo-relazionale rivolto a persone con Disturbi del Neurosviluppo.<br />
Realtà presente presso il Renzullo Centro di Riabilitazione, a parlarne è la dottoressa Eleonora Tedesco, neuropsicomotricista, esperta nei Disturbi del Neurosviluppo.<br />
Le componenti principali del modello sono racchiuse nella sua sigla: Developmental, Individual-difference, Relationship-based model. “Developmental”, ovvero evolutivo, in relazione al livello di sviluppo raggiunto dal bambino (presso il Centro sito in Sarno sono proprio i piccoli pazienti affetti da Disturbo dello Spettro Autistico i destinatari di questo approccio terapeutico). A tal proposito, sono sei i livelli di sviluppo: regolazione ed interesse per il mondo, coinvolgimento e relazione, intenzionalità e comunicazione a due vie, problem solving sociale, creazione di ponti tra idee e pensiero logico-simbolico.<br />
Per “individual difference” si intendono le differenze individuali e riguardano le modalità uniche con cui ciascun bambino elabora le informazioni (su questo punto avviene un’attenta analisi del profilo di elaborazione degli imput sensoriali e motori ponendo attenzione sulla reattività dei vari sistemi sensoriali, sulla processazione sensoriale e sul sistema motorio &#8211; pianificazione motoria, organizzazione spaziale e tono muscolare- ).<br />
Infine, “relationship based”, il cui significato sta tutto nelle fondamenta relazionali e nel ruolo dell’affettività, fulcro del processo di apprendimento:<br />
“Il DIR – esordisce la dottoressa Tedesco – attribuisce un’importanza topica al processo relazionale che, nella terapia rivolta a bambini con Disturbo dello Spettro Autistico, non può che esplicarsi mediante il coinvolgimento attivo dei genitori. Sono loro, insieme al proprio bambino, i protagonisti all’interno del setting riabilitativo, sia perché rappresentano il punto di riferimento e le relazioni privilegiate per il bambino sia perché è all’interno di questa diade che si possono costruire degli scambi interattivi ad alto significato emotivo”.<br />
“Il terapista – continua la dottoressa Tedesco – funge da mediatore alla relazione genitore- bambino, fornendo all’interno delle interazioni, indicazioni e strumenti al genitore su come sintonizzarsi al meglio con il proprio bambino, aiutandolo a leggere, supportare e sostenere lo sviluppo individuale. Questo aiuta il genitore a comprendere meglio ciò che accade, incontrare il bambino al suo livello, nel pieno rispetto del suo profilo e delle sue caratteristiche. Il terapista non rappresenta il modello da imitare, ma è il genitore che, facendo appello alle proprie caratteristiche, impara a modellare una strategia tanto personale quanto efficace, ponendo costante attenzione al bisogno del bambino e modulando le corrette distanze corporee, timbro di voce e velocità di eloquio &#8211; aspetti essenziali per favorire la regolazione e la relazione”.<br />
Solitamente le sessioni vengono videoregistrate ed il confronto costante tra terapista e genitore si sviluppa proprio in seno allo studio del profilo del piccolo e all’atteggiamento più efficace da imparare ad adottare.<br />
Spesso ci si riferisce al modello Dir con il termine Floortime (tempo passato sul pavimento). Esso rappresenta una delle componenti del programma di intervento ed è finalizzato alla creazione di interazioni educative emotivamente significative che incoraggino l’acquisizione delle sei abilità evolutive di base. All’interno delle interazioni è importante sostenere l’iniziativa del bambino, unirsi al suo gioco, aiutarlo a realizzare quello che vuol fare ampliando la sua idea, nonché riconoscere e dare significato alle emozioni.<br />
Il modello DIR costituisce quindi un metodo di analisi che consente di compiere delle valutazioni e di pianificare programmi di trattamento che soddisfino in modo specifico i bisogni di ciascun bambino con un Disturbo del Neurosviluppo. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tvoggisalerno.it/lapplicazione-del-modello-dir-floor-time-nei-pazienti-con-disturbi-del-neurosviluppo/">L’APPLICAZIONE DEL MODELLO DIR-FLOOR TIME NEI PAZIENTI CON DISTURBI DEL NEUROSVILUPPO</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tvoggisalerno.it">TVOGGI Salerno</a>.</p>
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