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	<title>fiumi Archivi - TVOGGI Salerno</title>
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	<title>fiumi Archivi - TVOGGI Salerno</title>
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		<title>GOLETTA VERDE FA TAPPA A SALERNO,  CRITICITÀ ALLA FOCE DELL’IRNO  – </title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/goletta-verde-fa-tappa-a-salerno-criticita-alla-foce-dellirno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Barbara Albero]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Jul 2023 13:00:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si confermano le criticità croniche delle foci dei fiumi, nella provincia di Salerno,   su 14 punti analizzati,  6 punti risultano  fortemente inquinati alla foce del Reggina Minor a Minori, del fiume Irno a Salerno, del torrente Asa a Pontecagnano Faiano, del canale di scarico a Marina di Eboli, Capo di Fiume a Capaccio e del [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si confermano le criticità croniche delle foci dei fiumi, nella provincia di Salerno,   su 14 punti analizzati,  6 punti risultano  fortemente inquinati alla foce del Reggina Minor a Minori, del fiume Irno a Salerno, del torrente Asa a Pontecagnano Faiano, del canale di scarico a Marina di Eboli, Capo di Fiume a Capaccio e del fiume Testene ad Agropoli.</p>
<p>Sono alcuni dei dati finali del monitoraggio di Goletta  Verde lungo le coste campane, la storica campagna estiva di Legambiente che naviga i mari in difesa delle acque e delle coste presentati stamani nel corso dell’ultima tappa che si è svolta a Salerno. La situazione resta piuttosto immutata. Sui 14 punti analizzati nel salernitano ben otto sono inquinati, di cui sei &#8220;fortemente inquinati&#8221; e due &#8220;inquinati&#8221;, uno a Capaccio/Laura, la foce del rio presso via Poseidonia 441 e la foce del fiume Solofrone al confine tra Agropoli e Capaccio.</p>
<p><a href="https://www.tvoggisalerno.it/wp-content/uploads/2023/07/IMG20230715110151-scaled-e1689425991372.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" wp-image-160269 alignright" src="https://www.tvoggisalerno.it/wp-content/uploads/2023/07/IMG20230715110151-300x225.jpg" alt="" width="380" height="285" /></a>Quest&#8217;anno i volontari e le volontarie della campagna di Legambiente hanno realizzato 33 campionamenti lungo la costa campana, svolti tra il 27 giugno e il 5 luglio. 5 i punti monitorati nella provincia di Caserta, 14 nella provincia di Napoli e 14 in quella di Salerno.</p>
<p>Su 33 punti di monitoraggio 20 sono stati campionati a mare di cui 3 sono risultati inquinati; e 13 campioni sono stati prelevati nelle foci di fiumi, canali, rii e scarichi artificiali, di questi 10 sono risultati inquinati.</p>
<p>In sintesi, guardano al monitoraggio nella sua interezza, su 33 punti campionati 13 sono oltre i limiti di legge: 10 punti sono risultati fortemente inquinati ai controlli di Goletta verde, 3 inquinati ed il resto dei 20 punti è entro i limiti di legge. Tra le buone notizie, l&#8217;isola di Ischia fa l&#8217;en plein, 4 punti su 4 monitorati entro i limiti.</p>
<p>I dati sono stati presentati oggi in conferenza stampa a Salerno, che ha visto la partecipazione  tra gli altri di di Mariateresa Imparato, Presidente Legambiente Campania; Francesco Esposito, Ufficio scientifico Legambiente Campania alla presenza di Massimiliano Natella, Assessore Politiche Ambientali del Comune di Salerno, di Michele Buonomo,  Membro della Segreteria nazionale di <em>Legambiente</em>.</p>
<p>“Le foci dei fiumi e altri luoghi simbolici per l&#8217;inaccessibilità al mare, come San Giovanni a Teduccio, sono diventati ormai malati cronici – dichiara Mariateresa Imparato, presidente Legambiente Campania. Questo è dovuto sicuramente ad una cattiva gestione del sistema depurativo e anche a un incremento della pressione antropica sulle località di mare, ma anche da criticità che vengono dall&#8217;entroterra della regione che si amplificano lungo i corsi d&#8217;acqua che sfociano in mare. Dobbiamo investire sul sistema di depurazione, cercare i problemi a monte delle foci dei fiumi, risolvere le criticità ben note ai monitoraggi di Goletta Verde.</p>
<p>“Sono 142 milioni di euro le sanzioni che stiamo pagando alla Comunità Europea per il mancato recepimento delle direttive Ue sul trattamento delle acque reflue, soldi che aumentano le bollette dei cittadini e delle cittadine – dichiara Marco Crestani, portavoce di Goletta Verde. L’Italia continua a sottovalutare il problema della mala depurazione e degli scarichi abusivi. La qualità dei nostri fiumi e dei nostri mari dipende dall’efficienza dei depuratori e i problemi vanno risolti a monte. Per assicurare la salute dei cittadini, tutelare l’ambiente e proteggere le attività economiche che ne dipendono dobbiamo monitorare e migliorare i punti critici del nostro sistema di depurazione”.</p>
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		<title>GOLETTA VERDE. PRESENTATI I RISULTATI DELLE ANALISI DEI CAMPIONI D&#8217;ACQUA</title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/goletta-verde-presentati-i-risultati-delle-analisi-dei-campioni-dacqua/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Barbara Albero]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Jul 2021 12:49:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono 29 i punti campionati dai volontari e dalle volontarie di Goletta Verde, tra il 23 giugno e il 7 luglio, lungo le coste della Campania, 16 foci di fiumi e 13 punti a mare. Di questi 17 sono risultati fortemente inquinati o inquinati. Le criticità riguardano soprattutto le foci dei fiumi: sono infatti 10 [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="LEFT"><span style="font-family: DejaVu Sans Condensed, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Sono 29 i punti campionati dai volontari e dalle volontarie di Goletta Verde, tra il 23 giugno e il 7 luglio, lungo le coste della Campania, 16 foci di fiumi e 13 punti a mare. </span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="font-family: DejaVu Sans Condensed, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Di questi 17 sono risultati fortemente inquinati o inquinati. Le criticità riguardano soprattutto le foci dei fiumi: sono infatti 10 a risultare fortemente inquinate. Solo 12 punti campionati rientrano nei parametri di legge.</span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="font-family: DejaVu Sans Condensed, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"> I dati sono stati illustrati questa mattina nel corso di un incontro a Napoli.<a href="https://www.tvoggisalerno.it/wp-content/uploads/2021/07/GOLETTA-VERDE-CONFERENZA.jpg"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-125509 alignright" src="https://www.tvoggisalerno.it/wp-content/uploads/2021/07/GOLETTA-VERDE-CONFERENZA-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a> </span></span></p>
<p align="JUSTIFY">I monitoraggi lungo le coste che Goletta Verde effettua da anni non vogliono sostituire i dati ufficiali, ma vanno ad integrare il lavoro svolto dalle autorità competenti. I dati di Arpa sono gli unici che determinano la balneabilità di un tratto di costa a seguito di ripetute analisi nel periodo estivo. Le analisi di Goletta Verde hanno invece un altro obiettivo: andare ad individuare le criticità dovute ad una cattiva depurazione dei reflui in specifici punti, come foci, canali e corsi d’acqua che sono il principale veicolo con cui l’inquinamento generato da insufficiente depurazione arriva in mare.</p>
<p align="JUSTIFY">I punti fortemente inquinati riguardano 10 foci dei fiumi, tra queste per la provincia di Salerno, la foce del Reginna Minor a Minori (SA), la foce del fiume Piacentino tra Salerno e Pontecagnano Faiano (SA), la foce del Tusciano tra Pontecagnano Faiano e Battipaglia (SA), il canale di scarico a Marina di Eboli (SA) e la foce del Solofrone tra Capaccio e Agropoli (SA.</p>
<p align="JUSTIFY">Tra i punti risultati inquinati ci sono la foce del torrente Asa a Pontecagnano Faiano (SA), la foce del Rio presso via Posidonia a Capaccio (SA) e la spiaggia fronte Rio Arena tra Castellabate e Montecorice(SA) .</p>
<p dir="ltr">Ancora una volta ci troviamo di fronte ad una situazione preoccupante, anche se, purtroppo, non ci coglie di sorpresa &#8211; dichiara Mariateresa Imparato, Presidente Legambiente Campania. A dimostrazione dei ritardi cronici sulla depurazione della regione Campania, va sottolineato come ben 11 dei 17 punti risultati oltre i limiti di legge sono sempre risultati inquinati o fortemente inquinati al passaggio di Goletta Verde, in alcuni casi addirittura dal 2012. Quasi un comune su 10 in Campania è privo del servizio pubblico di depurazione, stiamo parlando di oltre 450mila persone in 44 comuni secondo dati dell’ISTAT. Ricordiamo anche che il 77% degli agglomerati urbani presenti in Campania ricadono in procedura di infrazione per la depurazione, si tratta di 117 agglomerati non conformi, con impianti che servono oltre 4,9 milioni di abitanti equivalenti. Questa situazione non è più accettabile, le amministrazioni devono intervenire per tutelare la salute della cittadinanza”.</p>
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		<title>CHIAVAZZO: &#8220;PER DIFENDERE LA COSTA BISOGNA AGIRE SUI FIUMI&#8221; – </title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/chiavazzo-per-difendere-la-costa-bisogna-agire-sui-fiumi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Barbara Albero]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Jun 2021 12:40:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Siamo davanti ad progetto che di &#8220;grande&#8221; ha sicuramente lo spreco di risorse e  oltre ad essere inutile potrebbe apportare ancora più danni alla costa&#8221;. Lo ha detto Giancarlo Chiavazzo, responsabile scientifico Legambiente Campania questa mattina nel corso del flash mob di protesta contro il Progetto di difesa del litorale salernitano da Pontecagnano Faiano a Paestum. &#8220;Come può un pennello [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Siamo davanti ad progetto che di &#8220;grande&#8221; ha sicuramente lo spreco di risorse e  oltre ad essere inutile potrebbe apportare ancora più danni alla costa&#8221;. Lo ha detto Giancarlo Chiavazzo, responsabile scientifico Legambiente Campania questa mattina nel corso del flash mob di protesta contro il Progetto di difesa del litorale salernitano da Pontecagnano Faiano a Paestum. &#8220;Come può un pennello arginare il mare? Per Gianluca Chiavazzo l&#8217;erosione del coste si tutela intervenendo sui fiumi&#8221;.</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.tvoggisalerno.it/chiavazzo-per-difendere-la-costa-bisogna-agire-sui-fiumi/">CHIAVAZZO: &#8220;PER DIFENDERE LA COSTA BISOGNA AGIRE SUI FIUMI&#8221; – &lt;i style=&quot;color:#ff0000;&quot; class=&quot;fa fa-video-camera&quot;&gt;&lt;/i&gt;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tvoggisalerno.it">TVOGGI Salerno</a>.</p>
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		<item>
		<title>GOLETTA VERDE. FORTEMENTE INQUINATI  LA FOCE DEL FIUME IRNO A SALERNO, LA FOCE DEL TORRENTE ASA A PONTECAGNANO</title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/goletta-verde-fortemente-inquinati-la-foce-del-fiume-irno-a-salerno-la-foce-del-torrente-asa-a-pontecagnano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Barbara Albero]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Aug 2019 12:49:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Campania, su 31 punti monitorati, oltre la metà supera i limiti di legge: sono sedici quelli giudicati fortemente inquinati e uno inquinato. Nel mirino ci sono sempre canali e foci, i principali veicoli con cui l’inquinamento microbiologico, causato da cattiva depurazione o scarichi illegali, arriva in mare. Con record assoluti, situazioni che nonostante gli [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tvoggisalerno.it/goletta-verde-fortemente-inquinati-la-foce-del-fiume-irno-a-salerno-la-foce-del-torrente-asa-a-pontecagnano/">GOLETTA VERDE. FORTEMENTE INQUINATI  LA FOCE DEL FIUME IRNO A SALERNO, LA FOCE DEL TORRENTE ASA A PONTECAGNANO</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tvoggisalerno.it">TVOGGI Salerno</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In <strong>Campania, su 31 punti monitorati, oltre la metà supera i limiti di legge</strong>: sono <strong>sedici </strong>quelli giudicati <strong>fortemente inquinati</strong> e <strong>uno inquinato</strong>. Nel mirino ci sono sempre canali e foci, i principali veicoli con cui l’inquinamento microbiologico, causato da cattiva depurazione o scarichi illegali, arriva in mare. <strong>Con record assoluti</strong>, situazioni che nonostante gli esposti dell’associazione e i controlli delle forze dell’ordine mostrano un inquinamento ormai cronico: è il caso ad esempio la foce del fiume Irno a Salerno, del Savone a Mondragone, del fiume Sarno tra Castellammare e Torre Annunziata, della foce dei Regi Lagni a Castel Volturno, della foce del canale di Licola a Pozzuoli e della foce del torrente Asa a Pontecagnano <strong>giudicati “fortemente inquinati” per il decimo anno consecutivo.</strong></p>
<p><strong> </strong>È questa in sintesi la fotografia scattata lungo le coste campane dai tecnici di Goletta Verde, la storica campagna di <strong>Legambiente </strong>dedicata al monitoraggio ed all’informazione sullo stato di salute delle coste e delle acque italiane. A parlarne, questa mattina in conferenza stampa, nella Casina pompeiana della villa comunale di Napoli<strong>, Mariateresa Imparato</strong>, Presidente Legambiente Campania, <strong>Andrea Minutolo</strong>, Portavoce Goletta Verde, <strong>Daniela Villani</strong>, Delegata al mare Comune di Napoli, <strong>Lucio De Maio</strong>, responsabile Unità Operativa Mare Arpa Campania, e <strong>Claudio Marro</strong>, dirigente Unità Operativa Complessa Monitoraggio e Controlli Arpa Campania.</p>
<p>Un viaggio realizzato anche grazie al sostegno dei partner principali CONOU, Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati e Novamont; dei partner sostenitori Assovetro – Endless Ocean, Ricrea, Consorzio nazionale per il riciclo e il recupero degli imballaggi in acciaio e con il contributo di Pramerica SGR (Pramerica Sicav Social 4 Future). Media partner del tour è La Nuova Ecologia.</p>
<p>“Premesso che il nostro monitoraggio non vuole sostituirsi ai controlli ufficiali, ma punta a scovare le criticità ancora presenti nei sistemi depurativi regionali &#8211; dichiara <strong>Andrea Minutolo</strong>, portavoce di Goletta Verde &#8211; precisiamo che la fotografia scattata da Goletta Verde ha l’obiettivo di restituire un’istantanea che denota la presenza di casi cronici che segnaliamo da anni, ma per i quali evidentemente nulla è stato fatto. Il nostro obiettivo è quello di puntare l’attenzione sull’inquinamento da scarsa o assente depurazione che ancora oggi affligge il nostro Paese. Ricordiamo che sono già quattro le procedure di infrazione comminate all’Italia dall’Ue con un nuovo deferimento alla Corte di Giustizia arrivato pochi mesi fa. Basti pensare che, solo per la prima, la Commissione Europea ha già condannato il nostro Paese a pagare una multa di 25 milioni di euro più 30 milioni per ogni semestre di ritardo nella messa a norma. Soldi che avremmo potuto spendere per adeguare il nostro sistema depurativo attraverso progetti innovativi a difesa della salute del mare e dei cittadini”.</p>
<p>In particolare,<strong> in Campania</strong> <strong>i dati resi disponibili dall’Arpac</strong>,<strong> relativi ai controlli svolti nel 2018</strong> sulle acque in uscita dagli impianti di depurazione, confermano la cronica criticità della situazione. Infatti, <strong>su un totale di 391 controlli eseguiti nella regione </strong>(a fronte dei 413 del 2017),<strong> il 39% è risultato “non conforme</strong>”, con punte di <strong>non conformità del</strong> <strong>63% per gli impianti della provincia di Caserta</strong> e a seguire del<strong> 53% per quelli della provincia di Benevento</strong>, del<strong> 49% per quelli della provincia di Salerno</strong>, del <strong>48% per quelli della provincia di Avellino</strong> e del <strong>26% per quelli della provincia di Napoli</strong>.</p>
<p>“Anche i controlli effettuati dall’Arpac rendono bene la gravità della situazione della depurazione in Campania dove, di fronte a quella che ormai è diventata una vera e propria emergenza &#8211; dichiara <strong>Mariateresa Imparato</strong>, presidente di Legambiente Campania &#8211; poco o niente è stato fatto dalle istituzioni. Quello della pessima qualità delle nostre acque in prossimità delle foci, che spesso diventano fogne a cielo aperto a causa del mancato funzionamento degli impianti di depurazione, deve diventare un tema prioritario nelle agende della classe politica regionale. È ora che la Regione Campania metta in atto al più presto un’adeguata ed efficace azione di prevenzione, piuttosto che attendere il conclamarsi delle varie crisi che puntualmente colpiscono il territorio come l’emergenza sul fronte della depurazione. Proprio per questo abbiamo accolto con piacere la proposta di legge di riordino dell’ARPAC con l&#8217;obiettivo di conferire a questo importante organismo un nuovo protagonismo. Speriamo che tutto ciò avvenga in tempi celeri, dotando l’Agenzia di risorse, strumenti e capacità di controllo, mantenendo saldo e rafforzando il principio ente terzo e imparziale”.</p>
<p>Nelle scorse settimane, la sofferenza degli ecosistemi fluviali campani, a causa del deficit depurativo e degli scarichi illegali legati soprattutto ad attività agricole e industriali, si è manifestata sempre con più evidenza. Tantissime sono state le segnalazioni per la presenza di scarichi e anomalie lungo i corsi fluviali da parte di cittadini ed enti di tutta la regione, indicando casi che spesso si riscontrano nei monitoraggi Arpac. Dalla presenza di cromo nel torrente Solofrana, affluente del fiume Sarno, a quella di mercurio nel fiume Sabato, affluente del Calore Irpino e che ha come sbocco finale il fiume Volturno, ma anche il fiume Ufita e Ofanto sono ormai costantemente minacciati. Per non parlare della proliferazione eccessiva di alghe e mucillagine nella costa tra Battipaglia e Eboli causate probabilmente dalla presenza importante di nutrienti proveniente dai settori intensivi dell’agricoltura e della zootecnia presenti nella Piana del Sele.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Il dettaglio delle analisi di Goletta Verde</strong></p>
<p><strong>Il monitoraggio di Legambiente </strong><em>(i prelievi sono stati eseguiti dalla squadra di tecnici tra il 14 e il 18 luglio)</em> <strong>prende prevalentemente in considerazione i punti scelti in base al “maggior rischio” presunto di inquinamento,</strong> individuati dalle segnalazioni non dei circoli di Legambiente e degli stessi cittadini attraverso il servizio <strong>SOS Goletta</strong>. Foci di fiumi e torrenti, scarichi e piccoli canali che spesso troviamo sulle nostre spiagge che rappresentano i veicoli principali di contaminazione batterica dovuta alla insufficiente depurazione dei reflui urbani o agli scarichi illegali che, attraverso i corsi d’acqua, arrivano in mare.</p>
<p>I parametri indagati sono microbiologici (Enterococchi intestinali, Escherichia coli) e vengono considerati come “inquinati” i campioni in cui almeno uno dei due parametri supera il valore limite previsto dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) e “fortemente inquinati” quelli in cui i limiti vengono superati per più del doppio del valore normativo.</p>
<p>In <strong>provincia di Caserta</strong> sono stati monitorati <strong>cinque punti</strong> e di questi <strong>due</strong> sono risultati <strong>fortemente inquinati</strong>: a Mondragone, alla foce del fiume Savone, e a Castel Volturno, alla foce del Regi Lagni. Entro i limiti, invece, i prelievi effettuati a Sessa Aurunca, alla foce del canale; a Mondragone, in località Fiumarella, sulla spiaggia di fronte alla foce della Fiumarella, e a Castelvolturno, in località Lago Patria, sulla spiaggia di fronte alla foce Lago Patria.</p>
<p><strong>Nella provincia di Napoli</strong>, su <strong>nove punti campionati</strong>, <strong>quattro</strong> hanno dato un giudizio di “<strong>fortemente inquinato</strong>” ovvero a Pozzuoli, in località Lido di Licola, alla foce del canale Licola; a S. Giovanni a Teduccio, sulla spiaggia a 50 metri a sinistra della foce dell’Alveo Volla; a Torre Annunziata/Castellammare di Stabia, alla foce del fiume Sarno; a Castellammare di Stabia, in località Fosso Garibaldi, sulla spiaggia fronte rivo San Marco. “<strong>Inquinato</strong>”, invece, il prelievo effettuato a Ercolano, nel punto a mare di fronte alla foce del Lagno Vesuviano. “Entro i limiti” i campionamenti realizzati dai tecnici a Napoli, sul lungomare Caracciolo, sulla spiaggia Mappatella beach; a Portici, sulla spiaggia Mortelle; a Torre del Greco, in località Ponte della Gatta, sulla spiaggia sulla litoranea e a Torre Annunziata, località Lungomare Marconi, sulla spiaggia di fronte allo scarico.</p>
<p><strong>In provincia di Salerno</strong>, su <strong>tredici punti monitorati</strong>, <strong>dieci</strong> sono risultati <strong>“fortemente inquinati”</strong>: ad Atrani, alla foce del torrente Dragone; a Salerno, in località lungomare Clemente Tafuri, alla foce del fiume Irno, e nel punto tra Salerno e Pontecagnano Faiano, in località Torre Picentina, alla foce del fiume Picentino; a Pontecagnano Faiano, in località via mare Jonio/lungomare Magazzeno, alla foce del Torrente Asa; nel punto tra Pontecagnano e Battipaglia, alla foce del Tusciano; a Eboli, in località Marina di Eboli, alla foce del canale di scarico; a Capaccio, in località Laura, alla foce del rio presso via Poseidonia 441; nel punto monitorato in località Torre di Paestum Licinella, alla foce capo di fiume  e in quello tra Capaccio e Agropoli, alla foce del fiume Solofrone; a Centola Caprioli/Baia degli Angeli, alla foce rio presso la spiaggia. “Entro i limiti” i risultati dei punti campionati a Castellabate/Montecorice, in località Ogliastro/Baia Arena, sulla spiaggia di fronte alla foce del rio Arena; a Vibonati, in località Villamare, sulla spiaggia di fronte al Rio Caca Fave; e nell’altro punto campionato a Salerno, sulla spiaggia presso via Mantegna.</p>
<p><strong>Quattro i punti monitorati sull’Isola di Ischia</strong>, risultati tutti “entro i limiti”: a Ischia Ponte, sulla spiaggia del muro rotto; a Casamicciola Terme, in località Perrone, sulla spiaggia Perrone; a Forio, in località Chiaia Spinesante, sulla spiaggia di Chiaia davanti al canale, e a Ischia, in località lungomare Cristoforo Colombo, all’altezza del Rio Corbore.</p>
<p>Permangono, poi, le criticità sulla <strong>cartellonistica informativa</strong> rivolta ai cittadini che, nonostante sia obbligatoria per ormai da anni per i Comuni, non viene ancora rispettata. Indicazioni che hanno la funzione di divulgare al pubblico la classe di qualità del mare e i dati delle ultime analisi. Su trentuno punti monitorati, i tecnici di Goletta Verde hanno segnalato la presenza di questo cartello soltanto in un punto, A Napoli, sul lungomare Caracciolo, sulla spiaggia Mappatella beach. Mentre in cinque casi non campionati dalle Autorità competenti, era presente il cartello di divieto di balneazione come previsto dalla legge.</p>
<p>Tra i fattori inquinanti, troppo spesso sottovalutati, c’è anche l’improprio smaltimento degli oli esausti. Ecco perché anche quest’anno il CONOU, il Consorzio Nazionale per la Gestione, Raccolta e Trattamento degli Oli Minerali Usati, affianca, in qualità di partner principale, le campagne estive di Goletta Verde e di Goletta dei Laghi di Legambiente. Da oltre 35 anni il Consorzio è il punto di riferimento italiano per la raccolta e l’avvio a riciclo degli oli lubrificanti usati su tutto il territorio nazionale. Nel 2018, in Campania, il Consorzio ha proceduto alla raccolta di 11.265 tonnellate di olio minerale usato. L’olio &#8211; che si recupera alla fine del ciclo di vita dei lubrificanti nei macchinari industriali, ma anche nelle automobili, nelle barche e nei mezzi agricoli &#8211; è un rifiuto pericoloso per la salute e per l’ambiente che, se smaltito indiscriminatamente, può determinare gravi effetti inquinanti. Altresì, se gestito e rigenerato secondo la prassi corretta, diviene una risorsa preziosa che torna a nuova vita sotto forma di basi lubrificanti; un esempio corretto di economia circolare. Negli anni di attività il CONOU ha raccolto 6 milioni di tonnellate di olio usato, avviandone a rigenerazione 5,3 milioni e consentendo la produzione di 3 milioni di tonnellate di olio rigenerato e un risparmio sulle importazioni di petrolio di circa 3 miliardi di euro, ponendo così l’Italia in vetta al settore a livello europeo. “La nostra è una missione precisa: salvaguardare l’ambiente da un inquinante pericoloso, ottimizzandone la gestione e i costi relativi in una ottica di massimo riutilizzo” – ha spiegato il presidente del CONOU, Paolo Tomasi. “Il nostro operato in difesa dell’ambiente, del mare e dei laghi in particolare, oltre ad evitare una potenziale dispersione di un rifiuto pericoloso, lo trasforma in una preziosa risorsa per l’economia del Paese”.</p>
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		<title>GOLETTA VERDE, LA MALADEPURAZIONE NON RISPARMIA SALERNO</title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/goletta-verde-la-maladepurazione-non-risparmia-salerno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Barbara Albero]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Jul 2018 11:50:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[News 1]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quella scattata da Goletta Verde lungo le coste campane è una fotografia a tinte fosche: su 31 punti monitorati tra 25 e il 29 giugno dai tecnici di Legambiente ben 20 presentavano cariche batteriche elevate. «Nel mirino ci sono sempre canali, foci di fiumi e torrenti che continuano a riversare in mare scarichi non adeguatamente [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Quella scattata da Goletta Verde lungo le coste campane è una fotografia a tinte fosche: su 31 punti monitorati tra 25 e il 29 giugno dai tecnici di Legambiente ben 20 presentavano cariche batteriche elevate. «Nel mirino ci sono sempre canali, foci di fiumi e torrenti che continuano a riversare in mare scarichi non adeguatamente depurati. E ci sono anche record assoluti, con situazioni che nonostante esposti dell’associazione e controlli delle forze dell’ordine mostrano un inquinamento ormai cronico: è il caso ad esempio la foce del fiume Irno a Salerno, del Savone a Mondragone, del fiume Sarno tra Castellammare e Torre Annunziata, della foce dei Regi Lagni a Castevolturno, della foce del canale di Licola a Pozzuoli e della foce del torrente Asa a Pontecagnano giudicati “fortemente inquinati” per il nono anno consecutivo. E&#8217; questa la sintesi dei risultati del monitoraggio delle acque in Campania realizzato dall’equipe tecnica lungo le coste campane .presentati da Goletta Verde di legambiente questa mattina presso il Circolo Canottieri Irno a Salerno.</p>
<p>Il bilancio del monitoraggio svolto lungo le coste campane dall’equipe tecnica di Goletta Verde, la storica campagna di Legambiente dedicata al monitoraggio ed all’informazione sullo stato di salute delle coste e delle acque italiane (realizzata anche grazie al sostegno del CONOU, Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati, e dei partner Novamonte Ricrea)- è stata presentata questa mattina in una conferenza stampa al Circolo Canottieri Irno di Salerno da Francesca Ferro, direttrice di Legambiente Campania; Davide Sabbadin, portavoce di Goletta Verde e Giancarlo Chiavazzo, responsabile scientifico di Legambiente Campania, alla presenza del comandante della Capitaneria di Porto di Salerno Giuseppe Menna.</p>
<p>«La maladepurazione è un’emergenza ambientale che va affrontata con urgenza, visto tra l’altro che siamo stati anche condannati a pagare all’Ue una multa da 25 milioni di euro, più 30 milioni ogni sei mesi finché non ci metteremo in regola. Soldi che avremmo potuto spendere più utilmente per aprire nuovi cantieri per la depurazione e realizzare sistemi efficienti e moderni, creando nuovi posti di lavoro – sottolinea Davide Sabbadin, portavoce di Goletta Verde -. E lo dimostra il nostro monitoraggio, che come ripetiamo sempre non vuole sostituirsi ai controlli ufficiali, ma punta ad accendere un riflettore sulle criticità ancora presenti nei sistemi depurativi regionali. Anche quest’anno la fotografia scattata da Goletta Verde ci restituisce un&#8217;istantanea a tinte fosche per molte aree della costa campana. Parliamo non a caso di malati cronici, situazioni critiche che segnaliamo da anni, ma per le quali evidentemente poco o nulla è stato fatto. Per questo Legambiente quest’anno affiancherà alla denuncia pubblica sullo stato delle acque anche un&#8217;azione giuridica, presentando nuovi esposti alle autorità competenti per chiedere di verificare le cause di queste criticità e denunciare i responsabili secondo le nuove norme previste dalla legge sugli ecoreati».</p>
<p>«Lo ribadiamo da anni, ma purtroppo non troviamo riscontri: è necessario affrontare con decisione il problema della mancata depurazionesoprattutto per una regione, come la Campania, che nella risorsa turistico ricreativa connessa al mare fonda importanti opportunità produttive e lavorative – dichiara Francesca Ferro, direttrice di Legambiente Campania. Ogni anno, purtroppo, il viaggio di Goletta Verde in Campania racconta della bellezza e dell’inferno e delle grandi contraddizioni di questa regione. Noi, nonostante questo, continuiamo a credere e lottare per quella Campania virtuosa, quella che sta puntando su innovazione, bellezza e sostenibilità. Una cosa è certa, però, non c’è più tempo da perdere».</p>
<p>I dati resi disponibili dall’Arpac relativi ai controlli svolti nel 2017sulle acque in uscita dagli impianti di depurazione, per quanto ancora in numero troppo esiguo, confermano la cronica criticità della situazione. Infatti, su un totale di 413 controlli eseguiti in Campania il 41% è risultato “non conforme”, con punte di non conformità del66% per gli impianti della provincia di Salernoe a seguire del50% per quelli della provincia di Avellino, del40% per quelli della provincia di Benevento, del 31% per quelli della provincia di Casertae del 29% per quelli della provincia di Napoli.</p>
<p>«Una situazione, dunque, tutt’altro che rassicurantee non si tratta semplicisticamente di realizzare impianti di depurazione o reti fognarie – sottolinea Giancarlo Chiavazzo, responsabile scientifico di Legambiente Campania – ma serve un’azione organica e coerente per la realizzazione di “sistemi di depurazione” improntati alla razionalità, alla efficacia ed efficienza, partendo dalla rilevazione dello stato di consistenza e funzionalità delle dotazioni esistenti per passare alla pianificazione e realizzazione di quelle necessarie sulla base di criteri di priorità e delle migliori pratiche disponibili».</p>
<p>Legambiente ricorda che le sorti dei servizi idrici e con essi della depurazione sono una prerogativa degli amministratori comunali campani, che sono titolati a decidere riuniti nell’Ente Idrico Campano (EIC), organismo fondamentale ma che purtroppo a quasi tre anni dall’istituzione non risulta di fatto ancora operativo. Un duro monito va dunque a tutti gli amministratori comunali, affinché operino finalmente con responsabilità nell’assicurare il governo, l’indirizzo e il controllo, dei servizi idricicon la pianificazione e programmazione dei servizi, l’individuazione ed il controllo dei gestori, la regolazione delle tariffe.</p>
<p>Non va meglio, infine, sul fronte dell&#8217;informazione ai cittadini.La cartellonistica informativa, obbligatoria da anni per i comuni e che dovrebbe avere la funzione di divulgare al pubblico la classe di qualità del mare, è praticamente assente: i tecnici di Goletta Verde che hanno avvistato in Campania soltanto un cartello rispetto ai 31 punti analizzati (alla foce del fiume Picentino, punto dove insisteva anche il cartello di divieto di balneazione). A questa già complessa situazione si aggiunge, inoltre, anche il degrado e la presenza di rifiuti &#8211; da plastica a materiali ingombranti &#8211; riscontrati in oltre il 90% dei punti monitorati lungo la costa campana.</p>
<p>Il monitoraggio di Goletta Verde (eseguito dalla squadra di tecnici di Legambiente tra 25 e il 29 giugno 2018) prende in considerazione il campionamento dei punti critici che vengono principalmente scelti in base a un “maggior rischio” presunto di inquinamento, individuati dalle segnalazioni non solo dei circoli di Legambiente ma degli stessi cittadini attraverso il servizio SOS Goletta. Per questo vengono prese in esame le foci dei fiumi, torrenti, gli scarichi e i piccoli canali che spesso troviamo sulle nostre spiagge: queste situazioni sono i veicoli principali di contaminazione batterica dovuta all’insufficiente depurazione dei reflui urbani che attraverso i corsi d’acqua arrivano in mare. I parametri indagati sono microbiologici (enterococchi intestinali, Escherichia coli) e abbiamo considerato come “inquinati” i risultati che superano i valori limite previsti dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) e “fortemente inquinati” quelli che superano di più del doppio tali valori.</p>
<p>Quattro punti monitorati in provincia di Caserta, di cui tre giudicati fortemente inquinati: foce Canale a Sessa Aurunca; alla foce del fiume Savone a Mondragone e alla foce dei Regi Lagni a Castelvolturno. Entrambi i punti ricevono lo stesso giudizio da parte di Legambiente da ben nove anni, proprio per questo lo scorso anno furono segnalati all’autorità giudiziaria con un esposto. Atto a cui ha fatto seguito una nota indirizzata a Legambiente per confermare indagini in corso sulle cause dell’inquinamento. Entro i limiti, invece, il prelievo effettuato alla spiaggia di fronte la foce della Fiumarella sempre a Mondragone.</p>
<p>In provincia di Napoli sono stati monitorati 14 punti: sei di questi presentavano cariche batteriche oltre i limiti.Giudizio di “inquinato” per il campione d’acqua prelevato nel mare di fronte la foce del Lagno Vesuviano a Ercolano. Giudizio di “fortemente inquinato” per le acque campionate alla foce del canale di Licola a Pozzuoli (stesso giudizio da nove anni anche in questo caso); alla spiaggia a sinistra della foce dell&#8217;Alveo Volla a San Giovanni a Teduccio; alla foce del fiume Sarno tra Torre Annunziata e Castellammare di Stabia (anche da nove anni c’è lo stesso giudizio); alla spiaggia di fronte al rivo San Marco in corso Garibaldi a Castellammare di Stabia e alla foce del canale Olmitello a Barano d’Ischia (località Maronti). Restando sull’isola, entro i limiti gli altri prelievi effettuati tra Ischia, Casamicciola Terme e Forio. Così come nessuna criticità riscontrata neanche negli campioni d’acqua prelevati nei comuni di Torre Annunziata, Torre del Greco, Portici e Bacoli (dettagli in tabella).</p>
<p>Situazione più problematica in provincia di Salerno, dove foci di fiumi e canali continuano a riversare in mare cariche batteriche elevate. Su tredici punti campionati, ben 11 ricevono un giudizio di “fortemente inquinato”. Tra questi spiccano la foce del torrente Asa a Pontecagnano e la foce del fiume Irno a Salerno che ricevono lo stesso giudizio da nove anni. Ci sono poi la foce del torrente Dragone a Atrani; la foce del fiume Tusciano a Battipaglia; la foce del canale di scarico a Marina di Eboli; la foce del fiume Picentino, tra Salerno e Pontecagnano; la foce del fiume Bussento a Policastro Bussentino (Santa Marina); la foce del rio presso via Poseidonia, altezza civico 441, in località Laura; e la foce Capo di Fiume a Torre di Paestum, entrambi nel comune di Capaccio. Tra Capaccio e Agropoli, stesso giudizio per il campionamento alla foce del fiume Solofrone. Ancora alla foce del rio Arena tra Castellabate e Montecorice. Entro i limiti i prelievi alla spiaggia presso via Mantegna a Salerno e alla spiaggia di fronte Rio Caca Fave a Vibonati.</p>
<p>Legambiente segnala di aver presentato esposti lo scorso anno – senza però ricevere risposta – per le criticità riscontrate a Pozzuoli (Lido di Licola); alla foce del fiume Sarno e alla foce dell’Irno a Salerno.</p>
<p>A queste denunce, quest’anno si affiancheranno gli esposti la foce dell’Alveo Volla a San Giovanni a Teduccio; la foce fiume Picentino tra Salerno e Pontecagnano Faiano; la foce del Tusciano a Battipaglia; del Rio Arena tra Castellabate e Montecorice e del fiume Bussento a Policastro Bussentino.</p>
<p>Tra i fattori inquinanti, troppo spesso sottovalutati, c’è anche il corretto smaltimento degli olii esausti. Proprio per questo, anche quest’anno il Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati è main partner della campagna estiva di Legambiente. Attivo dal 1984 anni, il CONOU garantisce la raccolta e l’avvio a riciclo degli oli lubrificanti usati su tutto il territorio nazionale: lo scorso anno in Campania il Consorzio ha recuperato 12.208 tonnellate di questo rifiuto pericoloso per la salute e per l’ambiente. L’olio usato &#8211; che si recupera alla fine del ciclo di vita dei lubrificanti nei macchinari industriali, ma anche nelle automobili, nelle barche e nei mezzi agricoli &#8211; è un rifiuto che deve essere smaltito correttamente: 4 chili di olio usato, il cambio di un’auto, se versati in acqua inquinano una superficie grande come sei piscine olimpiche. Ma l&#8217;olio usato è anche un’importante risorsa perché può essere rigenerato tornando a nuova vita in un’ottica di economia circolare: il 98% dell’olio raccolto viene classificato come idoneo alla rigenerazione per la produzione di nuove basi lubrificanti, un dato che fa dell’Italia il Paese leader in Europa. “La difesa dell’ambiente e in particolare del mare e dei laghi &#8211; spiega il presidente del CONOU, Paolo Tomasi- rappresenta uno dei capisaldi della nostra azione. L’operato del Consorzio non solo evita una potenziale dispersione nell’ambiente di un rifiuto pericoloso, ma lo trasforma in una preziosa risorsa per l’economia del Paese”.</p>
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		<title>CONFAGRICOLTURA SALERNO: “FOCI E LETTI DEI FIUMI DA RIPULIRE. GRAVE RISCHIO ALLAGAMENTI COLTURE ALLE PRIME PIOGGE”</title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/confagricoltura-salerno-foci-e-letti-dei-fiumi-da-ripulire-grave-rischio-allagamenti-colture-alle-prime-piogge/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicola Roberto]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Jul 2016 10:53:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[News 2]]></category>
		<category><![CDATA[confagricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[fiumi]]></category>
		<category><![CDATA[rago]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Foci dei fiumi e letti dei torrenti urgentemente da ripulire e dragare. Grave rischio allagamenti per le colture della Piana del Sele e dell’intera provincia. Iniziativa di sensibilizzazione istituzionale di Confagricoltura Salerno. Il Presidente Rosario Rago di Confagricoltura Salerno: “Le aziende ci segnalano forti preoccupazioni perché in questo periodo di calo dei flussi d’acqua è ancora [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div id="yiv9836086306yui_3_16_0_ym19_1_1469616532363_2660">Foci dei fiumi e letti dei torrenti urgentemente da ripulire e dragare. Grave rischio allagamenti per le colture della Piana del Sele e dell’intera provincia. Iniziativa di sensibilizzazione istituzionale di Confagricoltura Salerno. <b id="yiv9836086306yui_3_16_0_ym19_1_1469616532363_2666">Il Presidente Rosario Rago di Confagricoltura Salerno</b>: “Le aziende ci segnalano forti preoccupazioni perché in questo periodo di calo dei flussi d’acqua è ancora più evidente la presenza di residui di terriccio, pietre e rifiuti di ogni genere che ostruiscono i fondali dei fiumi soprattutto nei tratti terminali del loro percorso. Come confermato di recente da rilevamenti di associazioni ambientaliste permane anche il grave problema di inquinamento batterico alle foci dei fiumi, fenomeno che condiziona, naturalmente, la fruibilità di importanti tratti di costa”.</div>
<div id="yiv9836086306yui_3_16_0_ym19_1_1469616532363_2667"></div>
<div id="yiv9836086306yui_3_16_0_ym19_1_1469616532363_2668">“Il nostro – <b id="yiv9836086306yui_3_16_0_ym19_1_1469616532363_2669">continua il Presidente Rago</b> – non è soltanto un preoccupato grido di allarme, ma anche il tentativo di riunire intorno ad un tavolo comune tutti gli attori della filiera pubblico/privata in modo da individuare soluzioni adeguate. Tra le ipotesi che è possibile mettere in campo, per esempio, rientra quella di recuperare i materiali depositati alla foce dei fiumi e renderli disponibili – dopo adeguato trattamento – per le stesse aziende che si occuperanno dei dragaggi”.</div>
<div id="yiv9836086306yui_3_16_0_ym19_1_1469616532363_2670"></div>
<div id="yiv9836086306yui_3_16_0_ym19_1_1469616532363_2671">“Confagricoltura sia a livello provinciale che regionale – <b id="yiv9836086306yui_3_16_0_ym19_1_1469616532363_2672">conclude il Presidente Rago</b> – è fin d’ora mobilitata per sollecitare in maniera propositiva e costruttiva le istituzioni competenti ad intervenire il più presto possibile con operazioni di bonifica di fiumi e torrenti al fine di prevenire fenomeni di allagamento delle terre coltivate che penalizzano sia la quantità che la qualità dei raccolti con gravissime ripercussioni finanziarie sulle aziende stanche di subire oltre il danno degli allagamenti anche la beffa di dovere, poi, procedere a proprie spese al ripristino dello stato dei terreni”.</div>
<div id="yiv9836086306yui_3_16_0_ym19_1_1469616532363_2673"></div>
<p>L'articolo <a href="https://www.tvoggisalerno.it/confagricoltura-salerno-foci-e-letti-dei-fiumi-da-ripulire-grave-rischio-allagamenti-colture-alle-prime-piogge/">CONFAGRICOLTURA SALERNO: “FOCI E LETTI DEI FIUMI DA RIPULIRE. GRAVE RISCHIO ALLAGAMENTI COLTURE ALLE PRIME PIOGGE”</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tvoggisalerno.it">TVOGGI Salerno</a>.</p>
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