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	<title>camorra Archivi - TVOGGI Salerno</title>
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	<title>camorra Archivi - TVOGGI Salerno</title>
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		<title>TRAFFICO DI STUPEFACENTI DAL SUDAMERICA, SGOMINATA ORGANIZZAZIONE CRIMINALE – </title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/traffico-di-stupefacenti-dal-sudamerica-sgominata-organizzazione-criminale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Apr 2024 10:19:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA['ndrangheta]]></category>
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		<category><![CDATA[camorra]]></category>
		<category><![CDATA[traffico stupefacenti]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nella mattinata odierna, al termine di un&#8217;articolata Indagine coordinata dai Magistrati della Procura della Repubblica &#8211; Direzione Distrettuale Antimafia di Salerno, è stata data esecuzione all&#8217;Ordinanza Cautelare Personale, emessa dall&#8217;Ufficio GIP del Tribunale di Salerno, nei confronti di 15 soggetti residenti nelle province di Torino, Treviso, Reggio Calabria, Salerno e Napoli, ritenuti a vario titolo responsabili di associazione per delinquere finalizzata al traffico, anche transnazionale, di sostanze stupefacenti del tipo cocaina e marijuana, furto, ricettazione e minaccia; reati tutti aggravati dalle condizioni previste dall&#8217;art. 416 bis 1 c.p..</p>
<p>L&#8217;attività investigativa, condotta dal Raggruppamento Operativo Speciale dei Carabinieri &#8211; Sezione Anticrimine di Salerno, ha consentito di ricostruire, secondo l&#8217;ipotesi accusatoria condivisa allo stato dal giudice per le Indagini preliminari, un sodalizio criminale composto prevalentemente da soggetti di origine campana in rapporti con appartenenti alle cosche della &#8216;ndrangheta degli ALVARO di Sinopoli (RC).</p>
<p>Secondo l&#8217;impostazione accusatoria, condivisa dal gip. l&#8217;elemento centrale del gruppo sarebbe rappresentato da FERRARA Carmine il quale, sulla scorta delle emergenze acquisite dalla Polizia Giudiziaria, avrebbe svolto la funzione di intermediario tra i narcotrafficanti stranieri e le organizzazioni operanti sul territorio nazionale. Durante le investigazioni è stato acclarato che il porto di Salerno è assurto ad hub nazionale per l&#8217;importazione di droga dal Sudamerica. Difatti, il R.O.S. dei Carabinieri e la Guardia di Finanza, che ha fornito il necessario supporto nella fase dei vari riscontri, con il coordinamento della Procura di Salerno, nel marzo 2023 ha rinvenuto 220 kg di cocaina celati in un container proveniente dall&#8217;Ecuador ed imbarcato su una motonave battente bandiera libanese.</p>
<p>Secondo l&#8217;ipotesi accusatoria, condivisa allo stato dal gip, le operazioni sarebbero state coordinate da VOLPE Franco ed ESPOSITO Cataldo, unitamente a soggetti allo stato irreperibili, e avrebbero visto l&#8217;interesse della famiglia calabrese degli ALVARO. In particolare, parte dello stupefacente sarebbe stata destinata ai calabresi ALVARO Nicola e ALVARO Francesco, finanziatori dell&#8217;importazione e acquirenti della cocaina, rappresentati in territorio salernitano, per le operazioni di intermediazione con FERRARA Carmine ed il collaboratore ROCCO Salvatore, dal calabrese MARAFIOTI Fortunato e dal napoletano D&#8217;AMBROSIO Errico, quest&#8217;ultimo avente il ruolo di delegato della famiglia Alvaro e dei co-finanziatori &#8220;napoletani&#8221;.</p>
<p>Nel medesimo contesto investigativo, sul finire del mese di aprile 2023, è stato intercettato e sequestrato un carico di marijuana &#8211; del peso complessivo di oltre una tonnellata &#8211; anch&#8217;esso occultato in un container partito dallo scalo canadese di Montreal e giunto nel porto di Salerno per il tramite di un&#8217;azienda di import-export di Poggiomarino (Na). Secondo l&#8217;ipotesi accusatoria, condivisa allo stato dal gip, emergerebbe il coinvolgimento di MALAFRONTE Antonio di Boscoreale (Na), contitolare della società interessata all&#8217;importazione del carico nonché l&#8217;italo-americano ANNUNZIATA Michele. Quest&#8217;ultimo avrebbe organizzato l&#8217;importazione della droga, finanziata in parte dal napoletano GARGIULO Giuseppe e avrebbe, quindi, incaricato, dietro corrispettivo economico, VOLPE Franco ed uno dei soggetti irreperibili per il coordinamento delle operazioni materiali di recupero dello stupefacente.</p>
<p>Infine, dalle indagini sarebbe emersa la trasversale operatività di taluni degli indagati. Secondo l&#8217;ipotesi accusatoria, infatti, VOLPE Franco ed uno dei soggetti non identificati avrebbero diretto anche le attività finalizzate alla commissione di reati contro il patrimonio, in particolare nell&#8217;area geografica del Cilento, effettivamente colpita negli ultimi mesi da reati di natura predatoria. VOLPE Franco, domiciliato ad Ogliastro Cilento, avrebbe avuto il compito di individuare gli obiettivi e di fornire appoggio logistico ad un gruppo di correi, provenienti dalla Puglia, i quali, diretti da CAMPANALE Michele, avrebbero eseguito i furti.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>AGRO NOCERINO SARNESE, DROGA, ARMI E ESTORSIONE: TUTTI I NOMI DELLE 36 MISURE CAUTELARI – </title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/agro-nocerino-sarnese-droga-armi-e-estorsione-36-misure-cautelari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Feb 2024 07:51:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[ARMI E ESTORSIONE:]]></category>
		<category><![CDATA[ARRESTI]]></category>
		<category><![CDATA[camorra]]></category>
		<category><![CDATA[carabinieri]]></category>
		<category><![CDATA[droga]]></category>
		<category><![CDATA[Guardia di Finanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Questa mattina i Carabinieri del Reparto Territoriale di Nocera Inferiore, unitamente ai militari del Comando Provinciale di Salerno, del Gruppo di Torre Annunziata (NA) e delle Compagnie Carabinieri di Ferrara e Potenza hanno eseguito una Ordinanza di Custodia Cautelare &#8211; emessa dal GIP di Salerno su richiesta di questa Procura &#8211; nei confronti di 36 [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Questa mattina i Carabinieri del Reparto Territoriale di Nocera Inferiore, unitamente ai militari del Comando Provinciale di Salerno, del Gruppo di Torre Annunziata (NA) e delle Compagnie Carabinieri di Ferrara e Potenza hanno eseguito una Ordinanza di Custodia Cautelare &#8211; emessa dal GIP di Salerno su richiesta di questa Procura &#8211; nei confronti di 36 soggetti componenti di un&#8217;associazione a delinquere di tipo mafioso operante nell&#8217;Agro Nocerino Sarnese e nella Provincia di Napoli. Il provvedimento ha ritenuto la sussistenza, allo stato, di gravi indizi di colpevolezza nei confronti degli indagati per aver costituito un clan di camorra autodefinito famiglia per via dei vincoli di parentela che legano i principali indagati e al cui vertice si pone Dario FEDERICO di Boscoreale, li quale, come scrive il GIP, &#8220;già condannato quale capo e promotore di una associazione per delinquere di stampo mafioso nel 2007 spostava i suoi interessi criminali della storica allocazione in Pompei e Boscoreale, assumendo il controllo criminale del territorio di Scafati&#8221;&#8216; unitamente al pregiudicato Salvatore DI PAOLO. Secondo l&#8217;ipotesi accusatoria li clan, in virtù della forza intimidatrice fornita anche dalla disponibilità delle armi da fuoco principalmente approvvigionate da Domenico TAMARISCO, esponente del clan NARDIELLO di Torre Annunziata, gestiva le piazze di spaccio di Scafati e zone limitrofe, controllava le piazze di spaccio di larga zona del comune di Scafati, dedicandosi anche ad attività estorsive sul medesimo territorio e nelle zone confinanti. Secondo la ricostruzione accusatoria, condivisa dal GIP, il gruppo, già oggetto di precedenti indagini da parte di altro Ufficio giudiziario in quanto operante nel Distretto di Napoli e segnatamente nelle zone di Pompei e di Castellammare di Stabia, si era trasferito nel contiguo territorio di Scafati, a seguito del vuoto di potere correlato all&#8217;arresto eseguito nel dicembre del 2021, su richiesta di questa DDA, di presunti esponenti di un gruppo mafioso collegato a Franchino MATRONE, acquisendo una supremazia sugli altri gruppi criminali operanti sul medesimo territorio, tanto da essere chiamato ad intervenire per regolare le competenze territoriali camorristiche e dirimere e di gli &#8220;sgarri&#8221; attuati da altri gruppi che avessero sconfinato dai territori di insediamento. Sono stati ritenuti provati dieci episodi estorsivi posti in essere dagli affiliati al clan; tra detti episodi si segnala una estorsione posta in essere all&#8217;interno del porto turistico di Marina di Stabia attuata con modalità eclatanti, ovvero a mezzo di una cd. &#8220;stesa&#8221; da soggetti recatisi sul posto a bordo di motociclette di grossa cilindrata. Va evidenziato che 5 persone si sono sottratte all&#8217;esecuzione dell&#8217;ordinanza cautelare. Contestualmente, il Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Salerno ha eseguito, un&#8217;Ordinanza di Sequestro di beni immobili e mobili registrati, attività economiche e rapporti finanziari, per un valore complessivo al momento stimato in circa 3.000.000,00 di euro, somma cui dovrà aggiungersi li saldo attivo, rinvenuto in fase esecutiva sui conti correnti attinti dalla misura ablativa patrimoniale. Il procedimento verte in fase di indagini preliminari e le accuse saranno vagliate nelle ulteriori fasi dello stesso. Il provvedimento cautelare è ovviamente suscettibile di impugnazione.</p>
<p><strong>ELENCO NOMINATIVO DEGLI INDAGATI DESTINATARI DELL&#8217;ORDINANZA CAUTELARE NI CARCERE </strong></p>
<ul>
<li>AQUINO Michelangelo: Misura Cautelare della custodia in carcere</li>
<li>CIORTIANU Marius Adrian: Misura Cautelare della custodia in carcere</li>
<li>DE ANGELIS Giovanni: Misura Cautelare della custodia in carcere</li>
<li>DI DATO Giuseppe: Misura Cautelare della custodia in carcere</li>
<li>D&#8217; ANTUONO Francesco: Misura Cautelare della custodia in carcere</li>
<li>D&#8217; ORIANO Michele: Misura Cautelare della custodia in carcere</li>
<li>DI PAOLO Salvatore: Misura Cautelare della custodia in carcere</li>
<li>FAIELLA Alfredo: Misura Cautelare della custodia in carcere</li>
<li>FAIELLA Eduardo: Misura Cautelare della custodia in carcere</li>
<li>FORTE Raffaele: Misura Cautelare della custodia in carcere</li>
<li>FORTE Antonio: Misura Cautelare della custodia in carcere</li>
<li>GRIMAUDO Daniel: Misura Cautelare della custodia in carcere</li>
<li>IMPROTA Yves: Misura Cautelare della custodia in carcere</li>
<li>IOSSA Gerardo: Misura Cautelare della custodia in carcere</li>
<li>MARIGLIANO Alex: Misura Cautelare della custodia in carcere</li>
<li>MARIGLIANO Matteo: Misura Cautelare della custodia in carcere</li>
<li>ORLANDO Immacolata: Misura Cautelare della custodia in carcere</li>
<li>PIRULLI Mimmo: Misura Cautelare della custodia in carcere</li>
<li>ROSA Francesco: Misura Cautelare della custodia in carcere</li>
<li>RUGGIERO Michele: Misura Cautelare della custodia in carcere</li>
<li>SICIGNANO Renato: Misura Cautelare della custodia in carcere</li>
<li>SICIGNANO Michela: Misura Cautelare della custodia in carcere</li>
<li>TORTORA Gianluca: Misura Cautelare della custodia in carcere</li>
<li>TAMARISCO Domenico: Misura Cautelare della custodia in carcere</li>
<li>VACCARO Guglielmo: Misura Cautelare della custodia in carcere</li>
<li>DI IULIO Pasquale: Misura Cautelare arresti domiciliari</li>
<li>ESPOSITO Gaetano: Misura Cautelare arresti domiciliari</li>
<li>ESPOSITO Sabato: Misura Cautelare arresti domiciliari</li>
<li>GENERALI Salvatore: Misura Cautelare arresti domiciliari</li>
<li>PADUANO Giuseppe: Misura Cautelare arresti domiciliari</li>
<li>SCHETTINO Marco: Misura Cautelare arresti domiciliari</li>
</ul>
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			</item>
		<item>
		<title>SALERNO RICORDA GIANCARLO SIANI, IL GIORNALISTA &#8220;GIORNALISTA&#8221; – </title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/salerno-ricorda-giancarlo-siani-il-giornalista-giornalista/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Barbara Albero]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 May 2023 11:43:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[News 1]]></category>
		<category><![CDATA[camorra]]></category>
		<category><![CDATA[giancarlo siani]]></category>
		<category><![CDATA[GIORNALISTA]]></category>
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		<category><![CDATA[salerno]]></category>
		<category><![CDATA[vittima]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le persone per scegliere devono sapere, devono conoscere i fatti. E allora quello che un giornalista “giornalista” dovrebbe fare, è questo. Informare. E’ il pensiero di Giancarlo Siani quello scritto sul murale inaugurato questa mattina nel piazzale del Centro Sociale di Pastena. Realizzato dal writer McNenya, all’anagrafe Stefano Santoro, insieme con Giuseppe De Martino, in arte Amed, stamani [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le persone per scegliere devono sapere, devono conoscere i fatti. E allora quello che un giornalista “giornalista” dovrebbe fare, è questo. Informare. E’ il pensiero di Giancarlo Siani quello scritto sul murale inaugurato questa mattina nel piazzale del Centro Sociale di Pastena. Realizzato dal writer McNenya, all’anagrafe Stefano Santoro, insieme con Giuseppe De Martino, in arte Amed, stamani in occasione della Giornata della Memoria dei giornalisti uccisi dalla criminalità mafiosa e dal terrorismo, indetta nel 2008 dall’Unione Nazionale Cronisti Italiani (d’intesa con la Federazione della Stampa e l’Ordine Nazionale dei Giornalisti), la redazione di Paperboy ha deciso di ricordare la figura di Giancarlo Siani, cronista napoletano ucciso per mano della camorra il 23 settembre 1985, a soli 26 anni.</p>
<p><a href="https://www.tvoggisalerno.it/wp-content/uploads/2023/05/IMG20230503100447-scaled-e1683113562213.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" wp-image-157068 alignright" src="https://www.tvoggisalerno.it/wp-content/uploads/2023/05/IMG20230503100447-300x225.jpg" alt="" width="379" height="284" /></a>Un momento di riflessione sui temi della legalità e della libertà di stampa, senza tralasciare il coraggio di un giovane che amava il proprio mestiere ed è stato assassinato mentre inseguiva nient’altro che la verità.</p>
<p>Un’occasione per lasciare una piccola ma significativa traccia, grazie alla fusione tra arte e informazione, per far sì che la “stella polare” di Giancarlo brilli anche a Salerno. Un modo per inaugurare gli eventi d’avvicinamento al decennale di Paperboy, progetto giornalistico-sociale nato nel dicembre del 2013, dedicato ad aspiranti redattori con disabilità.</p>
<p><a href="https://www.tvoggisalerno.it/wp-content/uploads/2023/05/IMG20230503100550-scaled-e1683113554762.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-157069 alignleft" src="https://www.tvoggisalerno.it/wp-content/uploads/2023/05/IMG20230503100550-300x225.jpg" alt="" width="380" height="285" /></a>Salerno stamani ha ricordato Giancarlo Siani alla presenza tra gli altri del nipote  <u>Gianmario Siani, presidente della Fondazione Siani</u>, del sindaco di Salerno Vincenzo Napoli, di Ottavio Lucarelli, giornalista e membro del Comitato Scientifico della Fondazione Pol.i.s.; <u>Carlo Noviello, presidente de “Il Villaggio di Esteban”,</u> cooperativa sociale della testata giornalistica Paperboy nel corso del convegno dal tema “Giancarlo Siani: la sua ‘penna’ e la sua deontologia”.</p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.tvoggisalerno.it/salerno-ricorda-giancarlo-siani-il-giornalista-giornalista/">SALERNO RICORDA GIANCARLO SIANI, IL GIORNALISTA &#8220;GIORNALISTA&#8221; – &lt;i style=&quot;color:#ff0000;&quot; class=&quot;fa fa-video-camera&quot;&gt;&lt;/i&gt;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tvoggisalerno.it">TVOGGI Salerno</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>CLAN FEZZA-DE VIVO, ALTRE SEI ARRESTI PER ESTORSIONI AD IBIZA – </title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/clan-fezza-de-vivo-altre-sei-arresti-per-estorsioni-ad-ibiza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Monica Di Mauro]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Dec 2022 09:48:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[News 1]]></category>
		<category><![CDATA[camorra]]></category>
		<category><![CDATA[mafia]]></category>
		<category><![CDATA[pagani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Polizia di Stato e l’Arma dei Carabinieri, nella mattinata odierna, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misure cautelari in carcere, emessa dall’Ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari di Salerno su richiesta di questa della Procura della Repubblica Direzione Distrettuale Antimafia, guidata da Giuseppe Borrelli nei confronti di sei persone sottoposte ad indagini per il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Polizia di Stato e l’Arma dei Carabinieri, nella mattinata odierna, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misure cautelari in carcere, emessa dall’Ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari di Salerno su richiesta di questa della Procura della Repubblica Direzione Distrettuale Antimafia, guidata da Giuseppe Borrelli nei confronti di sei persone sottoposte ad indagini per il reato di estorsione aggravato dal metodo mafioso.L’odierno provvedimento fa seguito all’ordinanza di applicazione di misure cautelari adottata, ad inizio del corrente mese, nei confronti di venticinque soggetti indagati a diverso titolo per i reati di associazione di tipo mafioso, tentato omicidio, estorsione, porto e detenzione illegali di armi, illecita concorrenza con minaccia o violenza e autoriciclaggio nonché, ancora, per il reato di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, tutte fattispecie aggravate dal metodo e/o dalle finalità mafiose in quanto ritenute riconducibili alla compagine criminale operante nel Comune di Pagani e facente capo, secondo quanto emerso in fase di indagine, a FEZZA Francesco e DE VIVO Andrea.Le indagini condotte dalla Squadra Mobile di Salerno e dal Reparto Territoriale Carabinieri di Nocera Inferiore hanno infatti permesso di ricostruire un’ulteriore vicenda avvenuta tra i mesi di agosto e novembre 2018 cui, secondo quanto ritenuto dal GIP, avrebbero preso parte i sei destinatari del titolo custodiale, tre dei quali già attinti dal precedente provvedimento restrittivo.Secondo la prospettazione accusatoria gli indagati, a seguito dell’apertura di un’agenzia di autonoleggio nell’isola iberica di Ibiza in ragione di una collaborazione stretta con il gestore di fatto di una società italiana sedente a Nocera Superiore, avrebbero costretto quest’ultimo, con azioni intimidatorie condotte con l’uso di armi e con chiari metodi mafiosi, a rinunciare sia al proprio introito economico derivante dal patto commerciale sia alla proprietà di sette autovetture, arrecandogli un danno economico complessivo di circa 50.000 euro.</p>
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		<title>CLAN &#8220;I ZI MAIST&#8221;, RIESAME DA&#8217; RAGIONE ALLA PROCURA SULLE MISURE CAUTELARI</title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/clan-i-zi-maist-riesame-da-ragione-alla-procura-sulle-misure-cautelari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Monica Di Mauro]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Nov 2022 13:35:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[News 2]]></category>
		<category><![CDATA[asociazione mafiosa]]></category>
		<category><![CDATA[camorra]]></category>
		<category><![CDATA[Sant’Egidio del Monte Albino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con provvedimenti depositati il 17 novembre 2022, il Tribunale del Riesame di Salerno, in parziale accoglimento di un appello proposto dalla Procura della Repubblica di Salerno, guidata da Giuseppe Borrelli, ha applicato nei confronti di GALIANO Luigi Salvatore, FIAMMA Sabato e TAGLIAMONTE Carmine la misura cautelare della custodia in carcere nonché nei confronti di ATTIANESE [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Con provvedimenti depositati il 17 novembre 2022, il Tribunale del Riesame di Salerno, in parziale accoglimento di un appello proposto dalla Procura della Repubblica di Salerno, guidata da Giuseppe Borrelli,  ha applicato nei confronti di GALIANO Luigi Salvatore, FIAMMA Sabato e TAGLIAMONTE Carmine la misura cautelare della custodia in carcere nonché nei confronti di ATTIANESE Rosanna la misura cautelare degli arresti domiciliari.<br />
Ai predetti indagati, risultavano complessivamente contestati, a vario titolo, i reati di associazione a delinquere di stampo mafioso in relazione ad una consorteria criminale denominata &#8220;i zi maist quelli di San Lorenzo&#8221; operante in Sant&#8217;Egidio del Monte Albino, nonché numerosi reati fine quali estorsioni, detenzione e porto di armi ed altro.<br />
In particolare, nei confronti di GALIANO Luigi Salvatore, al quale risulta contestato il ruolo di capo e promotore della citata associazione camorristica nonché la consumazione di numerose estorsioni, erano state ritenute insussistenti le esigenze cautelari. Nei confronti di FIAMMA Sabato e TAGLIAMONTE Carmine, invece, ai quali risulta contestato il solo delitto di cui all&#8217;art. 416-bis c.p., erano stati ritenuti insussistenti i gravi indizi di colpevolezza.<br />
Quanto ad ATTIANESE Rosanna, nei confronti della quale pure era stata ritenuta l&#8217;insufficienza di indizi, il Tribunale del Riesame, confermando la mancanza di gravi indizi di colpevolezza in ordine alla partecipazione all&#8217;associazione camorristica, ha ritenuto tale requisito sussistente in relazione a due distinti episodi estorsivi.<br />
Il procedimento versa in fase di indagini preliminari e, pertanto, gli accertamenti finalizzati all&#8217;accertamento delle eventuali responsabilità degli indagati per i delitti loro contestati sono ancora in corso.<br />
I provvedimenti cautelari emessi dal Tribunale per il riesame sono allo stato sospesi in attesa di eventuali impugnazioni innanzi alla Suprema Corte di Cassazione.</p>
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		<item>
		<title>MAXI FRODE FISCALE, SEQUESTRATA AZIENDA DI TRASPORTI – </title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/maxi-frode-fiscale-sequestrata-azienda-di-trasporti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Feb 2022 09:37:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[News 1]]></category>
		<category><![CDATA[camorra]]></category>
		<category><![CDATA[Direzione Distrettuale Antimafia di Salerno]]></category>
		<category><![CDATA[Direzione Investigativa Antimafia]]></category>
		<category><![CDATA[Maxi frode fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[Nocera Inferiore]]></category>
		<category><![CDATA[sequestri immobili]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel quadro della strategia di contrasto all&#8217;accumulazione dei patrimoni illeciti intrapresa dalla Procura della Repubblica di Salerno, diretta dal procuratore capo Giuseppe Borrelli, nella mattinata odierna, ufficiali di Polizia Giudiziaria del Servizio Centrale Operativo della Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato e della Squadra mobile di Salerno, hanno dato esecuzione, nelle province di Salerno, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel quadro della strategia di contrasto all&#8217;accumulazione dei patrimoni illeciti intrapresa dalla Procura della Repubblica di Salerno, diretta dal procuratore capo Giuseppe Borrelli, nella mattinata odierna, ufficiali di Polizia Giudiziaria del Servizio Centrale Operativo della Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato e della Squadra mobile di Salerno, hanno dato esecuzione, nelle province di Salerno, Reggio Emilia, Bari, Napoli e Mantova, alla misura di prevenzione patrimoniale, disposta dal Tribunale di Salerno -Sezione misure di prevenzione, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Salerno, con la quale è stato disposto il sequestro di beni mobili, immobili ed assetti societari, per un valore complessivo di circa 200 milioni di euro, riconducibili ad un imprenditore di Nocera Inferiore attivo da circa 25 anni nel settore dei trasporti e della logistica.</p>
<p>Il predetto provvedimento di prevenzione ablatorio, emesso all&#8217;esito di una complessa ed articolata attività d&#8217;indagine, ha riguardato il complesso dei beni del citato imprenditore ritenuti provento di una pluralità di reati fiscali, consumati, per circa 25 anni, grazie al concorso di familiari e terzi compiacenti e mediante il ricorso a innumerevoli condotte illecite quali la fraudolenta sottrazione al pagamento delle imposte, l&#8217;utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, l&#8217;appropriazione indebita, la bancarotta fraudolenta e l&#8217;intestazione fittizia di beni a terzi prestanome.</p>
<p>Secondo quanto ritenuto, allo stato, dalla Sezione Misure di Prevenzione, le indagini, avviate nel 2016 a carico di esponenti del clan di camorra denominato &#8220;Suino&#8221;, hanno evidenziato la spiccata pericolosità sociale del proposto, individuato quale perno di un complesso sistema economico finanziario di natura criminale basato su un meccanismo seriale, fraudolento ed articolato finalizzato alla pedissequa distrazione ed evasione fiscale di enormi somme di denaro. Tali condotte, nel corso degli anni, avrebbero consentito all&#8217;imprenditore di arricchirsi oltremodo attraverso un enorme risparmio di spesa ottenuto mediante l&#8217;omesso pagamento di debiti erariali.</p>
<p>Nella ricostruzione del Tribunale, da confermarsi nelle ulteriori fasi del procedimento, attraverso il costante mancato pagamento dei tributi, per milioni di euro, l&#8217;imprenditore avrebbe dapprima finanziato le società in bonis del gruppo, in grado di offrire le loro prestazioni (logistica e trasporto dei rifiuti) a prezzi estremamente concorrenziali e, nel contempo, avrebbe costituito una fitta rete aziendale operante attraverso meccanismi di frode al fisco e società da avviare al dissesto &#8211; c.d. bad companies — sulle quali scaricare i debiti derivanti dal mancato pagamento delle imposte delle società attive del gruppo. Successivamente le società sarebbero state svuotate secondo schemi tipici: mutamento della ragione sociale e spostamento della sede, con contestuale cessione delle quote societarie a ridosso delle procedure di liquidazione.</p>
<p>Si è allo stato ritenuto che l&#8217;imprenditore, al fine di evitare accertamenti di natura fiscale, temendo ablazioni giudiziarie a causa dei plurimi procedimenti penali avviati, nel tempo, sul suo conto, abbia via via ceduto le quote societarie detenute e le cariche ricoperte a favore di numerosi prestanome compiacenti.</p>
<p>Nella prospettazione degli organi investigativi si è dimostrato che questi ultimi, nella maggioranza dei casi prossimi congiunti, erano in realtà meri esecutori delle disposizioni impartite dall&#8217;imprenditore, vero dominus del sistema criminale, e in realtà meri dipendenti delle aziende, con redditi modestissimi incompatibili con le ingenti movimentazioni di denaro a loro formalmente ricondotte. Le investigazioni della Procura Distrettuale di Salerno e della Polizia di Stato hanno anche prospettato l&#8217;esistenza di plurimi contatti e rapporti di contiguità dell&#8217;imprenditore, oggetto del provvedimento ablatorio odierno, con esponenti di ambienti camorristici dell&#8217;area nocerino-sarnese.</p>
<p>Gli approfondimenti investigativi di natura patrimoniale effettuati hanno acclarato come il nucleo familiare del soggetto proposto, a fronte di una situazione reddituale esigua, aveva la disponibilità ed il dominio di fatto dei seguenti beni oggetto del sequestro odierno:</p>
<p>&#8211; 11 società presenti in più province italiane;</p>
<p>&#8211; 1500 autoarticolati facenti parte dei numerosi assetti societari dediti alla logistica e ai trasporti di merce;</p>
<p>&#8211; circa 100 beni immobili (fabbricati, terreni, 3 ville di lusso e 9 appartamenti);</p>
<p>&#8211; un&#8217;imbarcazione da diporto;</p>
<p>&#8211; un&#8217;autovettura marca Ferrari.</p>
<p>In merito all&#8217;operazione, si riportano le dichiarazioni del Prefetto dott. Francesco Messina, Direttore Centrale Anticrimine: “L’ingente sequestro di beni, eseguito oggi dalla Squadra Mobile di Salerno e dal Servizio Centrale Operativo, si colloca in una più ampia strategia di contrasto all’accumulazione illecita di patrimoni che da tre anni sta perseguendo la Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato. Le indagini di polizia giudiziaria dirette dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Salerno e partite dal monitoraggio &#8211; effettuato dalla locale Squadra Mobile &#8211; dei gruppi riconducibili alla criminalità organizzata camorristica operanti nell’agro nocerino-sarnese, hanno consentito di individuare una posizione imprenditoriale locale che nel corso degli anni aveva illecitamente accumulato un patrimonio oggi attinto dalla misura di prevenzione patrimoniale, il cui valore complessivo supera i 200 milioni di euro.</p>
<p>Tale somma è stata accantonata anche grazie al mancato pagamento di tributi da parte dell’imprenditore destinatario della misura che, nel tempo, ha prima finanziato società che offrivano a bassissimo prezzo prestazioni nel campo della logistica e del trasporto di rifiuti, per poi costituire, in un secondo momento, una fitta rete aziendale da avviare al dissesto, delle vere e proprie bad companies su cui scaricare i debiti derivanti dal mancato pagamento delle imposte da parte delle società attive. Queste ultime venivano quindi sistematicamente svuotate con modalità tipiche e ben collaudate, come il cambio della ragione sociale, lo spostamento della sede e la cessione di quote societarie a ridosso delle procedure di liquidazione.</p>
<p>Proseguire nell’azione di contrasto preventivo all’accumulazione illecita di patrimoni è una priorità della Direzione Centrale Anticrimine. Infatti, è necessario affiancare all’azione di repressione penale, caratterizzata dall’adozione di misure cautelari personali, l’ablazione patrimoniale di beni che – in quanto illecitamente acquisiti – inquinano il tessuto economico e sociale di interi territori. Sottolineo che, in tale strategia, oltre alle Autorità Giudiziarie interessate, rientrano a pieno titolo i Questori della Repubblica, anch’essi, come le prime, normativamente titolari del potere di proposta di misure di prevenzione patrimoniali”.</p>
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		<item>
		<title>SARNO, MAXI SEQUESTRO AI DANNI DELLA FAMIGLIA SIRICA</title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/sarno-maxi-sequestro-ai-danni-della-famiglia-sirica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Jun 2021 18:25:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[camorra]]></category>
		<category><![CDATA[CARABINIERI DEL ROS]]></category>
		<category><![CDATA[DDA di Salerno]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia Sirica]]></category>
		<category><![CDATA[sarno]]></category>
		<category><![CDATA[sequestro beni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Tribunale misure di prevenzione di Salerno, al termine di un&#8217;inchiesta coordinata dalla Dda, ha emesso un decreto di sequestro preventivo nei confronti di Aniello Serino, della moglie, Venere Sirica, e dei figli Michelina e Matteo. I Sirica sono sono una famiglia camorristica attiva sul territorio di Sarno. Gli accertamenti eseguiti dai carabinieri del Ros [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Tribunale misure di prevenzione di Salerno, al termine di un&#8217;inchiesta coordinata dalla Dda, ha emesso un decreto di sequestro preventivo nei confronti di Aniello Serino, della moglie, Venere Sirica, e dei figli Michelina e Matteo.</p>
<p>I Sirica sono sono una famiglia camorristica attiva sul territorio di Sarno.</p>
<p>Gli accertamenti eseguiti dai carabinieri del Ros della Sezione Anticrimine di Salerno hanno individuato tre società, di cui due di commercio all&#8217;ingrosso di animali vivi e coltivazione di frutti oleosi, una sala scommesse con internet point; 43 immobili e terreni tra cui fabbricati e box auto per un valore di circa 2 milioni di euro, oltre a 19 rapporti bancari direttamente o indirettamente riconducibili ai componenti della famiglia.</p>
<p>Negli ultimi 20 diverse indagini hanno riguardato la famiglia Serino, a cominciare dall&#8217;operazione &#8220;Farfalla&#8221; che consentì di appurare l&#8217;esistenza di un clan camorristico, che aveva interessi nel controllo e nella distribuzione dei videopoker e nelle estorsioni nei confronti delle imprese impegnate nei lavori appaltati in seguito alla frana del 1998 a Sarno.</p>
<p>Per gli investigatori l&#8217;associazione criminale avrebbe tentato anche di condizionare le consultazioni elettorali attraverso il voto di scambio. </p>
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		<item>
		<title>&#8220;GIU&#8217; LE MANI DA SALERNO&#8221;, CAMMAROTA PROPONE UNO SPORTELLO ANTIUSURA A DIFESA DELL&#8217;ECONOMIA DELLA CITTA&#8217;</title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/giu-le-mani-da-salerno-cammarota-propone-uno-sportello-antiusura-a-difesa-delleconomia-della-citta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Apr 2021 10:03:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[News 2]]></category>
		<category><![CDATA[camorra]]></category>
		<category><![CDATA[fondo etico]]></category>
		<category><![CDATA[GIU LE MANI DA SALERNO]]></category>
		<category><![CDATA[La nostra Libertà]]></category>
		<category><![CDATA[usura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Oggi i magistrati Maresca e Borrelli confermano i timori per il nostro commercio denunciati il 23 marzo al Sindaco e il 14 aprile in Consiglio comunale, quando accusammo il rischio usura e camorra per il nostro commercio, oggi preda facile di moneta ostile”. Lo dichiara Antonio Cammarota, capogruppo de La Nostra Libertà e presidente della [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“Oggi i magistrati Maresca e Borrelli confermano i timori per il nostro commercio denunciati  il 23 marzo al Sindaco e il 14 aprile in Consiglio comunale, quando accusammo il rischio usura e camorra per il nostro commercio, oggi preda facile di moneta ostile”. </p>
<p>Lo dichiara Antonio Cammarota, capogruppo de La Nostra Libertà e presidente della Commissione Trasparenza, che aveva proposto  “un fondo etico con i soldi di Luci d’Artista e la cartolarizzazione bancaria degli immobili invenduti per mutui e fitti nonché la sospensione dei tributi e la liberalizzazione del suolo pubblico compreso il lungomare, e centri vaccinali per gli esercenti” </p>
<p>“Oggi il bisogno di moneta veloce espone tutti a rischio”, conclude Cammarota,  “per cui è attivo “GIU LE MANI DA SALERNO”, uno sportello pubblico per chi voglia segnalare, in maniera anche anonima,  qualunque richiesta o offerta di denaro atipica, da canali non ufficiali&#8221;. </p>
<p>Lo sportello è operativo tutti i giorni presso la sede de La Nostra Liberta in via Petrone e presso la Fidesa di Stefania Serra in via Torrione 149. </p>
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			</item>
		<item>
		<title>ALBANELLA, SI TORNA A SCAVARE IN CERCA DI CADAVERI</title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/albanella-si-torna-a-scavare-in-cerca-di-cadaveri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Nov 2020 10:35:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[News 1]]></category>
		<category><![CDATA[ALBANELLA]]></category>
		<category><![CDATA[Cadaveri]]></category>
		<category><![CDATA[camorra]]></category>
		<category><![CDATA[carabinieri]]></category>
		<category><![CDATA[DDA di Salerno]]></category>
		<category><![CDATA[Scavo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A distanza di poche ore dalle operazioni avviate nel tardo pomeriggio di ieri, stamane si è tornati nuovamente a scavare nel territorio comunale di Albanella in località Bosco di Camerine. Sul posto presenti, oltre alle ruspe dei Vigili del Fuoco, i militari della Compagnia di Agropoli, del Nucleo Investigativo e delle Stazioni di Matinella e [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>A distanza di poche ore dalle operazioni avviate nel tardo pomeriggio di ieri, stamane si è tornati nuovamente a scavare nel territorio comunale di Albanella in località Bosco di Camerine. Sul posto presenti, oltre alle ruspe dei Vigili del Fuoco, i militari della Compagnia di Agropoli, del Nucleo Investigativo e delle Stazioni di Matinella e Capaccio Scalo. Le operazioni di perlustrazione vengono coordinate dai magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia di Salerno, Elena Guarino e Giancarlo Russo, i quali, nel massimo riserbo, hanno voluto verificare con i propri occhi l’attendibilità delle dichiarazioni rese spontaneamente da un pentito, da ieri diventato a tutti gli effetti un collaboratore di giustizia, sulla presunta presenza di cadaveri occultati nei terreni dell’ex Oasi protetta del Wwf, al confine con la località Serra di Castelcivita, in seguito ad un omicidio di matrice camorristica.</p>
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		<title>NO LOCKDOWN. SCONTRI A NAPOLI VS DE LUCA. PROTESTE A SALERNO – </title>
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		<pubDate>Sat, 24 Oct 2020 10:54:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Le due facce della stessa protesta, con matrici evidentemente diverse. A Napoli, una manifestazione degenerata in rivolta con l’assalto di un migliaio di manifestanti a Palazzo Santa Lucia, sede della Regione Campania. A Salerno e Cava de’ Tirreni, come anche a Nocera ed Eboli prese di posizioni altrettanto forti, ferme, determinate, ma senza scontri. A [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tvoggisalerno.it/no-lockdown-scontri-a-napoli-vs-de-luca-proteste-a-salerno/">NO LOCKDOWN. SCONTRI A NAPOLI VS DE LUCA. PROTESTE A SALERNO – &lt;i style=&quot;color:#ff0000;&quot; class=&quot;fa fa-video-camera&quot;&gt;&lt;/i&gt;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tvoggisalerno.it">TVOGGI Salerno</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le due facce della stessa protesta, con matrici evidentemente diverse. A Napoli, una manifestazione degenerata in rivolta con l’assalto di un migliaio di manifestanti a Palazzo Santa Lucia, sede della Regione Campania. A Salerno e Cava de’ Tirreni, come anche a Nocera ed Eboli prese di posizioni altrettanto forti, ferme, determinate, ma senza scontri. A scatenare il tutto le <img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-108735 alignright" src="https://www.tvoggisalerno.it/wp-content/uploads/2020/10/NAPOLI-PROTESTE-2-300x170.jpg" alt="" width="381" height="216" srcset="https://www.tvoggisalerno.it/wp-content/uploads/2020/10/NAPOLI-PROTESTE-2-300x170.jpg 300w, https://www.tvoggisalerno.it/wp-content/uploads/2020/10/NAPOLI-PROTESTE-2-1024x580.jpg 1024w, https://www.tvoggisalerno.it/wp-content/uploads/2020/10/NAPOLI-PROTESTE-2-768x435.jpg 768w, https://www.tvoggisalerno.it/wp-content/uploads/2020/10/NAPOLI-PROTESTE-2-1536x870.jpg 1536w, https://www.tvoggisalerno.it/wp-content/uploads/2020/10/NAPOLI-PROTESTE-2-110x62.jpg 110w, https://www.tvoggisalerno.it/wp-content/uploads/2020/10/NAPOLI-PROTESTE-2-420x238.jpg 420w, https://www.tvoggisalerno.it/wp-content/uploads/2020/10/NAPOLI-PROTESTE-2-759x430.jpg 759w, https://www.tvoggisalerno.it/wp-content/uploads/2020/10/NAPOLI-PROTESTE-2.jpg 1800w" sizes="auto, (max-width: 381px) 100vw, 381px" /><br />
dichiarazioni del governatore Vincenzo De Luca di voler attuare un nuovo lockdown, dopo il coprifuoco annunciato e messo in atto proprio a partire da ieri. L’ipotesi di una nuova chiusura totale ha mandato in tilt categorie di commercianti, tra cui ristoratori e titolari di attività ricettive che temono letteralmente di soffocare sotto la stretta anticovid paventata da De Luca.</p>
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<p>Il tutto è partito dai giovani studenti universitari della Federico II di Napoli che si sono dati appuntamento ieri sera a Largo San Giovanni Maggiore e sul lungomare di Mergellina per protestare fino al mattino. Il tam tam dei social è stato un’arma a doppio taglio. Da un lato ha permesso di allargarsi a macchia d’olio in tutta la regione, con Salerno e Cava che hanno raccolto l’invito. Dall’altro ha favorito, purtroppo proprio a Napoli, infiltrazioni camorristiche e di frange oltranziste dell’estrema destra che hanno cavalcato l’onda del malcontento per scatenare un putiferio nel capoluogo partenopeo. Momenti di fortissima tensione alle spalle della sede della Regione Campania con lanci di bombe carta e fumogeni verso le forze dell&#8217;ordine, colpendo anche una camionetta dei carabinieri. I manifestanti hanno cominciato a correre verso la sede della Regione, e contro di loro c&#8217;è stato un fitto lancio di lacrimogeni della polizia.  Una troupe di Sky è stata aggredita dai facinorosi, l’auto dei colleghi di Canale 21 distrutta ed altri giornalisti malmenati e minacciati.</p>
<p>Anche a Salerno e provincia sono scese in piazza per manifestare contro le restrizioni paventate dal governatore. «De Luca vattene», “Libertà, libertà”, “Meglio chiudere adesso e sperare di salvare il Natale, ma stavolta devono garantirci ristori reali” alcuni degli slogan urlati dai manifestanti sfilati a Piazza Amendola con dei lumini che rievocavano la morte delle imprese poi sono stati lasciati a terra, disegnando una croce.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tvoggisalerno.it/no-lockdown-scontri-a-napoli-vs-de-luca-proteste-a-salerno/">NO LOCKDOWN. SCONTRI A NAPOLI VS DE LUCA. PROTESTE A SALERNO – &lt;i style=&quot;color:#ff0000;&quot; class=&quot;fa fa-video-camera&quot;&gt;&lt;/i&gt;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tvoggisalerno.it">TVOGGI Salerno</a>.</p>
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