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	<title>CONDANNA Archivi - TVOGGI Salerno</title>
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	<title>CONDANNA Archivi - TVOGGI Salerno</title>
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		<title>CORRUZIONE AL MINISTERO DEL LAVORO, CONDANNATO DANILO IERVOLINO – </title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/corruzione-al-ministero-del-lavoro-condannato-danilo-iervolino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Dec 2024 11:04:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[News 1]]></category>
		<category><![CDATA[CONDANNA]]></category>
		<category><![CDATA[Danilo Iervolino]]></category>
		<category><![CDATA[MINISTERO DEL LAVORO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il gup di Napoli Enrico Campoli ha condannato per corruzione l&#8217;imprenditore Danilo Iervolino, proprietario della Salernitana e già patron dell&#8217;università Pegaso, al termine del processo in abbreviato sulla corruzione di alti dirigenti del Ministero del Lavoro. A Iervolino sono stati inflitti quattro anni di reclusione (così come chiesto dal pm Henry John Woodcock al termine [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il gup di Napoli Enrico Campoli ha condannato per corruzione l&#8217;imprenditore Danilo Iervolino, proprietario della Salernitana e già patron dell&#8217;università Pegaso, al termine del processo in abbreviato sulla corruzione di alti dirigenti del Ministero del Lavoro.</p>
<p>A Iervolino sono stati inflitti quattro anni di reclusione (così come chiesto dal pm Henry John Woodcock al termine della sua requisitoria lo scorso 16 settembre) nonché il divieto di contrattare con la Pubblica Amministrazione per 4 anni.</p>
<p>Cinque anni, invece, per Francesco Cavallaro, segretario generale della Cisal, con interdizione perpetua dai pubblici uffici e il divieto di contrattare con la pubblica amministrazione per 5 anni; due anni e otto mesi Mario Rosario Miele, collaboratore di Iervolino.</p>
<p>Assoluzione per Francesco Fimmanò, direttore scientifico dell&#8217;università Pegaso, per il quale il pubblico ministero aveva chiesto l&#8217;assoluzione dal reato di corruzione con derubricazione nel reato di traffico di influenze illecite solo in ragione della inutilizzabilità delle intercettazioni acquisite dalla procura di Catanzaro dichiarata dalla Corte di Cassazione.</p>
<p>L&#8217;indagine del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli, coordinata dalla Procura di Napoli, ha riguardato, in particolare, la concessione da parte del Ministero, attraverso due suoi dirigenti di un parere favorevole, in precedenza negato, alla divisione del patronato Encal-Inpal in Encal-Cisal e Inpal.</p>
<p>I pubblici ufficiali Concetta Ferrari e Fabia D&#8217;Andrea, entrambe dipendenti del ministero del Lavoro, sono state rinviate a giudizio e il processo è in corso davanti al tribunale di Napoli.</p>
<p>La corruzione, secondo l&#8217;accusa, si sarebbe concretizzata quando le due dirigenti del ministero ricoprivano, rispettivamente, l&#8217;incarico di direttore generale per le Politiche Previdenziali e Assicurative del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (successivamente segretario generale dello stesso Dicastero) e vice capo di Gabinetto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali.</p>
<p>Si sarebbero adoperate, in sostanza, secondo la Procura di Napoli, che ha diretto le indagini condotte dal Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza, per fare avere al segretario generale del sindacato Cisal dell&#8217;epoca, Francesco Cavallaro, il parere favorevole, già negato dal ministero, alla divisione del patronato Encal-Inpal in Encal-Cisal e Inpal conservando i vantaggi economici e patrimoniali che altrimenti sarebbero andati persi. Un favore, secondo gli inquirenti, che avrebbe concesso Concetta Ferrari in cambio dell&#8217;assunzione del figlio, Antonio Rossi, già rinviato a giudizio, come professore straordinario all&#8217;Università Telematica Pegaso (all&#8217;epoca dei fatti riconducibile a Danilo Iervolino, ex presidente della Salernitana Calcio), e Fabia D&#8217;Andrea per favorire le progressioni lavorative di due sue conoscenti, rispettivamente all&#8217;interno dell&#8217;Inps e di un&#8217;associazione riconducibile allo stesso Cavallaro.</p>
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		<title>ESAME &#8220;FARSA&#8221; SUAREZ, CONDANNATI RAPPRESENTANTE CENTRO STUDI ED ESAMINATORE DEL SALERNITANO</title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/esame-farsa-suarez-condannati-rappresentante-centro-studi-ed-esaminatore-del-salernitano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 May 2022 12:51:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[News 2]]></category>
		<category><![CDATA[CONDANNA]]></category>
		<category><![CDATA[ESAME FARSA]]></category>
		<category><![CDATA[Juventus]]></category>
		<category><![CDATA[LUIS SUAREZ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si è conclusa con alcune condanne la parte dell&#8217;inchiesta partita a Monza nel settembre 2021 riguardo l&#8217;esame &#8216;farsa&#8217; del calciatore uruguaiano Luis Suarez che sostenne un esame di lingua italiana di livello B1 all&#8217;Università per stranieri di Perugia per ottenere la cittadinanza italiana ed essere tesserato come giocatore comunitario dalla Juventus. Per nove imputati a [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Si è conclusa con alcune condanne la parte dell&#8217;inchiesta partita a Monza nel settembre 2021 riguardo l&#8217;esame &#8216;farsa&#8217; del calciatore uruguaiano Luis Suarez che sostenne un esame di lingua italiana di livello B1 all&#8217;Università per stranieri di Perugia per ottenere la cittadinanza italiana ed essere tesserato come giocatore comunitario dalla Juventus.</p>
<p>Per nove imputati a vario titolo di corruzione e falso ideologico la Procura di Monza aveva chiesto fino a 6 anni di condanna nel processo in abbreviato e il gup ha emesso sette condanne e due assoluzioni.</p>
<p>I fatti contestati risalgono al periodo luglio-novembre 2018, quando furono organizzate tre prove di esame nella sede di una coop di Seregno (Monza-Brianza).<br />
La condanna più alta, 4 anni e 8 mesi, a un trentenne legale rappresentante della cooperativa sociale di Seregno &#8211; convenzionata con un centro studi di Roccadaspide, a sua volta convenzionato con l&#8217;Università per stranieri di Perugia &#8211; abilitata a svolgere esami di lingua italiana di livello A2 e di rilasciare la certificazione.<br />
Condanne da 2 anni e 8 mesi a 6 mesi, sono andate a due esaminatori &#8211; una 42enne del Salernitano e un coetaneo residente a Milano &#8211; e a stranieri accusati di essere stati intermediari nel trovare altri stranieri interessati alla certificazione falsa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tvoggisalerno.it/esame-farsa-suarez-condannati-rappresentante-centro-studi-ed-esaminatore-del-salernitano/">ESAME &#8220;FARSA&#8221; SUAREZ, CONDANNATI RAPPRESENTANTE CENTRO STUDI ED ESAMINATORE DEL SALERNITANO</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tvoggisalerno.it">TVOGGI Salerno</a>.</p>
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		<item>
		<title>PRESSIONI SU MANAGER, CONDANNATO IN APPELLO ENRICO COSCIONI</title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/pressioni-su-manager-condannato-in-appello-enrico-coscioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Sep 2021 22:46:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[News 2]]></category>
		<category><![CDATA[CONDANNA]]></category>
		<category><![CDATA[Enrico Coscioni]]></category>
		<category><![CDATA[PRESSIONI SU MANAGER]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Corte di Appello di Napoli (seconda sezione, presidente Grassi) ha condannato Enrico Coscioni, ex consigliere per la Sanità del presidente della Regione Campania, a due anni di reclusione (pena sospesa) per violenza privata tentata e continuata, aggravata dall&#8217;abuso di potere. Il sostituto procuratore generale Maria Di Addea aveva chiesto una condanna a 4 anni [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Corte di Appello di Napoli (seconda sezione, presidente Grassi) ha condannato Enrico Coscioni, ex consigliere per la Sanità del presidente della Regione Campania, a due anni di reclusione (pena sospesa) per violenza privata tentata e continuata, aggravata dall&#8217;abuso di potere.</p>
<p>Il sostituto procuratore generale Maria Di Addea aveva chiesto una condanna a 4 anni nei confronti di Coscioni, per tentata concussione e, in subordine, la riqualificazione del reato in tentata violenza privata che è stato riconosciuto sussistente dai giudici di secondo grado.</p>
<p>Coscioni venne coinvolto in un&#8217;indagine della Procura di Napoli che puntava a fare luce su presunte pressioni esercitate nei confronti di tre manager della sanità campana per indurli a dimettersi.</p>
<p>In primo grado venne assolto, con la formula &#8220;il fatto non sussiste&#8221;, dal collegio C della IV sezione penale del Tribunale di Napoli, con un verdetto emesso nel dicembre 2018. La Procura, però, impugnò la sentenza e presentò ricorso in appello. </p>
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		<item>
		<title>CASE POPOLARI A BATTIPAGLIA, COMUNE E IACP CONDANNATI AL RISARCIMENTO</title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/case-popolari-a-battipaglia-comune-e-iacp-condannati-al-risarcimento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Jan 2021 18:14:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[News 2]]></category>
		<category><![CDATA[Avvocato Pasquale Berna]]></category>
		<category><![CDATA[case popolari]]></category>
		<category><![CDATA[COMUNE DI BATTIPAGLIA]]></category>
		<category><![CDATA[CONDANNA]]></category>
		<category><![CDATA[Iacp]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È stata appena pubblicata una sentenza senza precedenti, che vede coinvolto il comune di Battipaglia. L&#8217;ente, infatti, è stato chiamato a rispondere dei danni materiali e psicofisici subiti da un legittimo assegnatario di uno degli immobili IACP, ma occupati abusivamente in via Manfredi fino al 2013. La stessa vicenda che indusse l&#8217;allora ministro degli Interni [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>È stata appena pubblicata una sentenza senza precedenti, che vede coinvolto il comune di Battipaglia. L&#8217;ente, infatti, è stato chiamato a rispondere dei danni materiali e psicofisici subiti da un legittimo assegnatario di uno degli immobili IACP, ma occupati abusivamente in via Manfredi fino al 2013. La stessa vicenda che indusse l&#8217;allora ministro degli Interni Alfano a disporre lo scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose.</p>
<p>Il sig. Pietrasanta Alessandro, già noto alla stampa per le sue plateali proteste, come quella di essersi incatenato per più giorni all&#8217;ingresso del comune di Battipaglia, ha ottenuto finalmente giustizia.</p>
<p>L&#8217;avvocato Pasquale Berna, che ha difeso il signor Pietrasanta, parla delle umiliazioni che ha dovuto subire il suo assistito, spesso deriso e mortificato durante le sue proteste in solitaria: &#8220;La sentenza, ad oggi unica in materia, costituisce un precedente, perché abbiamo dimostrato in modo ineccepibile il nesso tra l&#8217;ingiusta occupazione dell&#8217;abitazione comunale e il permanente trauma psichico subito dal cliente. Purtroppo, l&#8217;occupazione abusiva delle case popolari costituisce un problema molto presente, specie al Sud e nelle periferie delle grandi città, dove c&#8217;è una forte tensione abitativa. Questa specie di &#8220;guerra tra poveri&#8221; viene implicitamente consentita quando le autorità competenti restano immobili&#8221;.</p>
<p>Conclude l&#8217;avvocato Pasquale Berna: &#8220;Mi auguro che la sentenza appena emessa sia un monito per le amministrazioni locali che, fino ad oggi, non avrebbero mai pensato di essere ritenute responsabili di plurimi e gravissimi danni alla persona e che si attivino in tempo per impedire sul nascere ogni illegalità&#8221;.</p>
<p>Nella ben motivata sentenza si legge &#8220;&#8230;la condotta inerte dell&#8217;Ente comunale ha assunto peculiari connotati di gravità, come si evince dalla Relazione dell&#8217;allora Ministro dell&#8217;Interno Alfano sullo scioglimento del Consiglio Comunale di Battipaglia del 28/3/2014 per collusione con la criminalità, in cui viene fatta menzione specifica alla vicenda dell&#8217;occupazione delle case popolari, oggetto del presente procedimento, ove è così riportato: &#8220;&#8230; condotta dell&#8217;amministrazione comunale che ha tollerato o comunque non ha contrastato, nel tempo, una accertata condizione di diffusa illegalità&#8221;. </p>
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		<item>
		<title>OPERAZIONE &#8220;BORA&#8221;, CONDANNATI GLI 11 IMPUTATI TRATTI IN ARRESTO LO SCORSO GENNAIO</title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/operazione-bora-condannati-gli-11-imputati-tratti-in-arresto-lo-scorso-gennaio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Oct 2020 16:21:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[News 1]]></category>
		<category><![CDATA[carabinieri]]></category>
		<category><![CDATA[CONDANNA]]></category>
		<category><![CDATA[OPERAZIONE BORA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella giornata di ieri, a distanza di meno di 9 mesi dall&#8217;esecuzione delle misure cautelari, anche facendo fronte alle difficoltà processuali dovute alle problematiche organizzative causate dall&#8217;epidemia da COVID-19, il G.U.P. presso il Tribunale di Nocera Inferiore, Dott. Gustavo Danise, al termine del processo definito con il rito abbreviato, ha emesso sentenza di condanna con [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nella giornata di ieri, a distanza di meno di 9 mesi dall&#8217;esecuzione delle misure cautelari, anche facendo fronte alle difficoltà processuali dovute alle problematiche organizzative causate dall&#8217;epidemia da COVID-19, il G.U.P. presso il Tribunale di Nocera Inferiore, Dott. Gustavo Danise, al termine del processo definito con il rito abbreviato, ha emesso sentenza di condanna con pene comprese tra i 5 e i 4 anni di reclusione nei confronti degli 11 imputati che in data 20/1/ 2020 erano stati raggiunti da misura cautelare, in tal modo accogliendo la richiesta di condanna della Procura della Repubblica di Nocera Inferiore.<br />
I fatti sono riferiti all&#8217;attività d&#8217;indagine che aveva portato il Reparto Territoriale Carabinieri di Nocera Inferiore e la Tenenza Carabinieri di Pacani a dare esecuzione in data 20/1/2020 all&#8217;ordinanza cautelare emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Nocera Inferiore su richiesta della Procura della Repubblica nei confronti di 13 soggetti (7 in carcere, 3 aõli arresti domiciliari e 3 divieti di dimora nella Provincia di Salerno) per le molteplici cessioni di crack e cocaina contestate.<br />
L&#8217;attività d&#8217;indagine, estremamente complessa, coordinata dal Sostituto Procuratore Dott. Angelo Rubano, consentiva di individuare l&#8217;esistenza di una piazza di spaccio nel centro storico del Comune di Paoani, nel quartiere di viale Trieste, la cui operatività criminale era nota a tutti gli assuntori di stupefacenti provenienti non solo dall&#8217; Agro-Nocerino-Sarnese, ma dall&#8217;intera Provincia di Salerno.<br />
Le indagini &#8211; svolte attraverso intercettazioni ed intense attività di appostamento ed osservazione consentivano di accertare che ognuno degli imputati ricopriva un ruolo ben definito nel &#8220;sistema&#8221; rifornitori di sostanza stupefacente, pusher e vedette, che si alternavano tra loro in turni di &#8220;lavoro&#8221; articolati nell&#8217;arco delle 24 ore.<br />
Durante le attività d&#8217;indagine, erano stati accertati ed eseguiti:<br />
consistenti sequestri di stupefacenti, in particolare circa 1000 dosi di sostanza stupefacente del tipo &#8220;cocaina&#8221;<br />
11 arresti in flagranza di reato per detenzione ai fini di cessione a carico dei pusher e vedette operanti sulla piazza di spaccio, con contestuale recupero di numerose dosi di cocaina, già pronte per la vendita al dettewlio, nonché di sornme di denaro contante per una cifra intorno ad euro 10.000,00/ provento dell&#8217;attività di spaccio;<br />
 155 cessioni di stupefacenti/ di cui 45 riscontri sugli acquirenti e contestuale segnalazione alla locale Prefettura ai sensi dell&#8217;art. 75 D.P.R. 309/90.<br />
La riprova di quanto fondamento avessero le prove raccolte nel corso dell&#8217;attività investigativa si è avuta ieri con le condanne inflitte dal G.U.P. presso il Tribunale di Nocera Inferiore, Dott. Gustavo Danise, all&#8217;esito della discussione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tvoggisalerno.it/operazione-bora-condannati-gli-11-imputati-tratti-in-arresto-lo-scorso-gennaio/">OPERAZIONE &#8220;BORA&#8221;, CONDANNATI GLI 11 IMPUTATI TRATTI IN ARRESTO LO SCORSO GENNAIO</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tvoggisalerno.it">TVOGGI Salerno</a>.</p>
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		<item>
		<title>CONDANNATO IL SINDACO DI SARNO PER LE NOMINE ASI, L&#8217;APPELLO DELL&#8217;OPPOSIZIONE: “VA APPLICATA LA LEGGE SEVERINO”</title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/condannato-il-sindaco-di-sarno-per-le-nomine-asi-lappello-dellopposizione-va-applicata-la-legge-severino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Barbara Albero]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Sep 2019 09:03:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News 2]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[asi]]></category>
		<category><![CDATA[CONDANNA]]></category>
		<category><![CDATA[consiglio comunale]]></category>
		<category><![CDATA[giuseppe canfora]]></category>
		<category><![CDATA[legge severino]]></category>
		<category><![CDATA[sarno]]></category>
		<category><![CDATA[sindaco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;La condanna del sindaco di Sarno mette a rischio la tenuta democratica della nostra città. Si convochi subito un consiglio monotematico sull&#8217;argomento per avviare l&#8217;iter della legge Severino. Resto garantista, ma ogni passaggio istituzionale va rispettato&#8221;. Così Anna Robustelli, consigliere comunale in quota opposizione, interviene sulla condanna al sindaco Giuseppe Canfora per la vicenda delle [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tvoggisalerno.it/condannato-il-sindaco-di-sarno-per-le-nomine-asi-lappello-dellopposizione-va-applicata-la-legge-severino/">CONDANNATO IL SINDACO DI SARNO PER LE NOMINE ASI, L&#8217;APPELLO DELL&#8217;OPPOSIZIONE: “VA APPLICATA LA LEGGE SEVERINO”</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tvoggisalerno.it">TVOGGI Salerno</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;La condanna del sindaco di Sarno mette a rischio la tenuta democratica della nostra città. Si convochi subito un consiglio monotematico sull&#8217;argomento per avviare l&#8217;iter della legge Severino. Resto garantista, ma ogni passaggio istituzionale va rispettato&#8221;. Così Anna Robustelli, consigliere comunale in quota opposizione, interviene sulla condanna al sindaco Giuseppe Canfora per la vicenda delle nomine all&#8217;Asi quando era presidente della Provincia di Salerno. &#8220;Non voglio entrare nel merito della questione e non commento nemmeno la decisione dei giudici. Ci troviamo, però, davanti a una condanna di due anni al primo grado di giudizio di un dibattimento. Su questo la legge Severino è chiara. Canfora deve fare un passo indietro per il bene della città. Deve avere la serenità di affrontare questa vicenda senza occupare ruoli istituzionali&#8221;. Da qui, l&#8217;appello alle altre forze politiche: &#8220;Serve una presa di posizione netta. Sarno deve dimostrare un alto senso di responsabilità davanti alla legge. Dunque, se va applicata la Severino va fatto senza perdere tempo e trovare cavilli che permettano di mortificare la nostra legislazione&#8221;.</p>
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		<title>SEDARONO, RAPINARONO E SEQUESTRARONO UNA PROSTITUTA, CONDANNATI DUE SALERNITANI</title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/sedarono-rapinarono-e-sequestrarono-una-prostituta-condannati-due-salernitani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Mar 2019 16:35:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[News 1]]></category>
		<category><![CDATA[carabinieri]]></category>
		<category><![CDATA[CONDANNA]]></category>
		<category><![CDATA[prostituta]]></category>
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		<category><![CDATA[SEDARE]]></category>
		<category><![CDATA[SEQUESTRO DI PERSONA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I Carabinieri della Stazione di Positano hanno tratto in arresto R.G. classe 1953 e M.S. classe 1960 di Positano, in esecuzione del provvedimento di carcerazione emesso dalla Procura di Salerno dopo il respingimento del ricorso presentato dai due imputati in Cassazione che ha quindi confermato le loro responsabilità per i reati di violenza sessuale, rapina [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I Carabinieri della Stazione di Positano hanno tratto in arresto R.G. classe 1953 e M.S. classe 1960 di Positano, in esecuzione del provvedimento di carcerazione emesso dalla Procura di Salerno dopo il respingimento del ricorso presentato dai due imputati in Cassazione che ha quindi confermato le loro responsabilità per i reati di violenza sessuale, rapina e sequestro di persona.</p>
<p>I gravissimi fatti risalgono al gennaio 2014 sul litorale di Campolongo quando i due Positanesi furono arresati dai Carabinieri per aver sedato, rapinato e tenuto sotto sequestro per una notte intera, in una mansarda di Bellizzi, una prostituta dell’est Europa, costringendola sotto la minaccia di morte e legata da delle fascette di plastica a ripetuti atti sessuali. A far scattare l’allarme fu un’altra romena che si prostituiva con la vittima e che si preoccupò del tempo troppo lungo impiegato dalla ragazza con il cliente, chiamando i Carabinieri e riuscendole così a salvarle la vita.</p>
<p>I due imputati sono quindi stati condannati alla pena rispettivamente di 12 anni (R.G.) e 7 anni (M.S). Rintracciati all’alba dai Carabinieri di Positano ed Amalfi nelle loro rispettive abitazioni, sono stati tradotti in caserma per le formalità di rito e poi presso la Casa circondariale di Salerno Fuorni.</p>
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		<title>CONDANNATO FENIELLO. PORTÒ FIORI PER IL FIGLIO MORTO ALL&#8217;HOTEL RIGOPIANO</title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/condannato-feniello-porto-fiori-per-il-figlio-morto-nellarea-interdetta-dellhotel-rigopiano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Barbara Albero]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Jan 2019 10:44:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[News 2]]></category>
		<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[ALESSIO FENIELLO]]></category>
		<category><![CDATA[CONDANNA]]></category>
		<category><![CDATA[HOTEL]]></category>
		<category><![CDATA[RIGOPIANO]]></category>
		<category><![CDATA[STEFANO FENIELLO]]></category>
		<category><![CDATA[valanga]]></category>
		<category><![CDATA[Valva]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una condanna per essersi introdotto nell&#8217;area dell&#8217;hotel. E&#8217; quella che si è vista notificare Alessio Feniello, il papà di Stefano, una delle 29 vittime della valanga che nel gennaio del 2017 travolse la struttura alberghiera di Rigopiano di Farindola. L&#8217;uomo, originario di Valva,  per la procura del Tribunale di Pescara avrebbe violato i sigilli nell&#8217;area interdetta dell&#8217;Hotel [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="LEFT">Una condanna per essersi introdotto nell&#8217;area dell&#8217;hotel. E&#8217; quella che si è vista notificare Alessio Feniello, il papà di Stefano, una delle 29 vittime della valanga che nel gennaio del 2017 travolse la struttura alberghiera di Rigopiano di Farindola. L&#8217;uomo, originario di Valva,  per la procura del Tribunale di Pescara avrebbe violato i sigilli nell&#8217;area interdetta dell&#8217;Hotel per portare i fiori per il figlio morto nella tragedia delle neve abruzzese e gli è stata applicata la pena pecuniaria, un&#8217;ammenda di 4550 euro.</p>
<p align="LEFT">A firmare il decreto di condanna penale, su proposta del procuratore capo Massimiliano Serpi e del sostituto Salvatore Campochiaro, è stato il Gip (giudice per le indagini preliminari) Elio Bongrazio del tribunale di Pescara.</p>
<p align="LEFT">Come si legge nella condanna, la colpa di Feniello è stata quella di «introdursi abusivamente e permanendovi nonostante ripetute diffide e inviti ad uscirne rivoltigli da appartenti alle forze dell&#8217;ordine addetti alla vigilanza del sito</p>
<p align="LEFT">Feniello ha mostrato la sua rabbia e incredulità per questa condanna con un post pubblicato sulla sua pagina Facebook minacciando che non pagherà e di essere pronto a subire 2 mesi di reclusione.</p>
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		<title>SI FINGE MALATO PER 10 ANNI, CONDANNATO MILITARE SALERNITANO</title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/si-finge-malato-10-anni-condannato-militare-salernitano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Nov 2018 15:45:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[CONDANNA]]></category>
		<category><![CDATA[FINTA MALATTIA]]></category>
		<category><![CDATA[MILITARE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il tribunale militare di Verona ha condannato a 4 anni di reclusione e alla rimozione del grado un caporalmaggiore, in servizio al Reggimento Supporto Tattico e Logistico di Solbiate Olona (Varese) rimasto assente per malattia per quasi dieci 10 anni. E&#8217; stata attivata la procedura di recupero per gli stipendi percepiti (192mila euro). Il militare, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il tribunale militare di Verona ha condannato a 4 anni di reclusione e alla rimozione del grado un caporalmaggiore, in servizio al Reggimento Supporto Tattico e Logistico di Solbiate Olona (Varese) rimasto assente per malattia per quasi dieci 10 anni. E&#8217; stata attivata la procedura di recupero per gli stipendi percepiti (192mila euro). Il militare, accusato di simulazione d&#8217;infermità,truffa militare e diserzione, per 10 anni ha inviato al suo reparto centinaia di certificati medici per dolori a una spalla. Le indagini svolte dal pm Luca Sergio, hanno consentito di accertare che, in realtà, il militare conduceva una vita assolutamente regolare e lavorava presso il bar di un circolo ricreativo del luogo di residenza, in provincia di Salerno. Egli riusciva ad ottenere le certificazioni rivolgendosi a numerosi medici, davanti ai quali si presentava dolorante e, a volte, con un tutore reggibraccio, anche se dopo guidava senza problemi l&#8217; auto o faceva passeggiate con il figlio in braccio. Giudicato più volte idoneo al servizio, aveva anche disertato le visite di controllo.</p>
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		<title>INSULTANO SU FACEBOOK TITOLARE DELLA PALESTRA, CONDANNATI DUE FRATELLI SALERNITANI</title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/insultano-facebook-titolare-della-palestra-condannati-due-fratelli-salernitani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Oct 2018 21:39:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[News 2]]></category>
		<category><![CDATA[CONDANNA]]></category>
		<category><![CDATA[insulti su Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[Montebelluna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Due fratelli di origine salernitana, il 39enne V.C. e il 27enne R.C, sono stati condannati ieri a sei mesi di reclusione (con sospensione condizionale della pena) per diffamazione nei confronti del titolare della palestra montebellunese &#8220;Dolce Vita&#8221;. Pesantissimi i commenti che i due hanno postato sui loro profili Facebook, una sorta di vendetta virtuale per [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Due fratelli di origine salernitana, il 39enne V.C. e il 27enne R.C, sono stati condannati ieri a sei mesi di reclusione (con sospensione condizionale della pena) per diffamazione nei confronti del titolare della palestra montebellunese &#8220;Dolce Vita&#8221;. Pesantissimi i commenti  che i due hanno postato sui loro profili Facebook, una sorta di vendetta virtuale per il fatto di essere stati espulsi dalla palestra. La decisione di allontanarli sarebbe stata presa nel 2014 dalla direzione della &#8220;Dolce Vita&#8221; a causa del comportamento dei due fratelli, che si sarebbero resi protagonisti di comportamenti da bulli con altri iscritti, in particolare prendendo di mira persone sovrappeso, o troppo magre. Alcuni dei frequentanti al palestra sarebbero invece stati bullizzati a causa del loro credo religioso.<br />
I due salernitani non hanno però digerito l&#8217;espulsione. Così nel luglio del 2014 avrebbero avviato una vera e propria campagna diffamatoria in particolare nei confronti del proprietario del centro fitness. &#8220;Ma gli istruttori che lavorano in quella palestra avevano tutti il brevetto e regolare contratto? Brutto con le orecchie a sventola, con una moglie che puoi facilmente trovare ubriaca a piedi nudi sui tavoli delle disco&#8230;&#8221; sono alcune delle frasi immortalate nel profilo Facebook del 27enne, mentre il fratello più anziano scrisse: &#8220;Ok topo gigio della palestra &#8220;Dolce M&#8230;&#8221; mi hai rimborsato i soldi dell&#8217;abbonamento ma i patti erano altri, avevo chiesto la fattura&#8230;lavati la bocca cornuto, cambia taglio di capelli che sembri un topo, saluti a te e al tuo amico obeso. Pensa a parlare di meno e a limarti le corna&#8221;. Insulti che, insieme ad altre ingiurie postate sulla pagina social della stessa palestra hanno spinto il titolare a sporgere querela per diffamazione. Il legale dei due, l&#8217;avvocato Pio Romano, aveva chiesto l&#8217;assoluzione dato che non era stato identificato l&#8217;indirizzo ip da cui sarebbero partiti quei commenti.</p>
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