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	<title>goletta verde Archivi - TVOGGI Salerno</title>
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	<title>goletta verde Archivi - TVOGGI Salerno</title>
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		<title>GOLETTA VERDE: LA FOTOGRAFIA DI LEGAMBIENTE – </title>
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		<dc:creator><![CDATA[Brigida Vicinanza]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Aug 2025 11:19:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Più della metà dei punti campionati dai volontari e volontarie di Goletta Verde di Legambiente in Campania sono risultati oltre i limiti di legge, esattamente 16 punti (il 52% dei prelievi).  È l’esito del monitoraggio lungo la costa campana illustrati questa mattina durante la conferenza stampa tenutasi a Salerno, presso il Club Velico del porto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Più della metà dei punti campionati dai volontari e volontarie di Goletta Verde di Legambiente in Campania sono risultati oltre i limiti di legge, esattamente 16 punti (il 52% dei prelievi).  È l’esito del monitoraggio lungo la costa campana illustrati questa mattina durante la conferenza stampa tenutasi a Salerno, presso il Club Velico del porto turistico, da Francesca Ferro direttrice di Legambiente Campania, Anna Savarese di Legambiente Campania alla presenza del Direttore ARPAC Stefano Sorvino. Il monitoraggio della costa della Campania quest&#8217;anno si è svolto tra le giornate del 9 e 21 luglio, ben 31 i punti monitorati da Goletta Verde distribuiti nelle province di Napoli, Caserta e Salerno.  Nella provincia di Salerno 9 i punti oltre i limiti di legge<strong>.</strong> In totale i punti di prelievo sono 12, di cui 10 prelievi alle foci di fiumi e canali e 2 punti a mare. In particolare, 7 sono risultati fortemente inquinati, due inquinati e tre entro i limiti secondo il giudizio di Goletta Verde. I 7 punti fortemente inquinati sono: la foce del Regina Minor a Minori, la foce del fiume Irno a Salerno, la foce del torrente Asa a Pontecagnano Faiano, la foce del Tusciano tra Pontecagnano e Battipaglia, la foce del canale di scarico a Marina di Eboli, la foce del fiume Solofrone tra Capaccio e Agropoli e la foce del Rio Arena tra Castellabate e Montecorice. Per il direttore dell’Arpac importante è il continuo monitoraggio e guarda con positività ai lievissimi miglioramenti rispetto allo scorso anno.</p>
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		<title>CEMENTO ILLEGALE SULLE COSTE,SALERNO AL PRIMO POSTO. MAGLIA NERA CON 606 REATI</title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/cemento-illegale-sulle-costesalerno-al-primo-posto-maglia-nera-con-606-reati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Brigida Vicinanza]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Jun 2025 10:16:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Campania si conferma maglia nera nella classifica del mare violato nell&#8217;ambito della filiera del cemento illegale , con 1.840 reati accertati dalle forze dell&#8217;ordine e dalle Capitanerie di porto, pari al 17,8% del totale nazionale (in aumento rispetto ai 1.531 illeciti registrati nel 2023). Le coste campane sono sempre più violate dal cemento illegale. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">La</span> <span lang="it-IT">Campania si conferma maglia nera</span> <span lang="it-IT">nella classifica del</span> <span lang="it-IT">mare violato nell&#8217;ambito della filiera del cemento illegale</span> <span lang="it-IT">, con</span> <span lang="it-IT">1.840 reati</span> <span lang="it-IT">accertati dalle forze dell&#8217;ordine e dalle Capitanerie di porto, pari al 17,8% del totale nazionale (in aumento rispetto ai 1.531 illeciti registrati nel 2023).</span> <span lang="it-IT">Le coste campane sono sempre più violate dal cemento illegale.</span> <span lang="it-IT">Costruzioni abusive, cave fuorilegge, occupazioni illecite del demanio marittimo e irregolarità negli appalti pubblici, sono solo alcune delle manifestazioni più evidenti dell&#8217;assalto criminale ad acque e coste. Il monito arriva da L</span> <span lang="it-IT">egambiente che, in occasione dello “start” ufficiale, il 23 giugno, delle sue campagne storiche Goletta Verde 2025 e Goletta dei Laghi 2025</span> <span lang="it-IT">, pubblica i dati di anteprima di “</span> <span lang="it-IT">Mare Monstrum 2025”.</span> <span lang="it-IT">Numeri alla mano, in testa alla classifica del mare violato si conferma</span> <span lang="it-IT">la Campania</span> <span lang="it-IT">con 1.840 reati accertati,</span> <span lang="it-IT">il 17,8% del totale nazionale</span> <span lang="it-IT">(erano 1.531 nel 2023), che registra anche il primato per persone denunciate ben</span> <span lang="it-IT">2.073</span> <span lang="it-IT">(+21%) e arrestate (4) e il numero dei sequestri</span> <span lang="it-IT">(343).</span> <span lang="it-IT">Altro primato negativo anche a</span> <span lang="it-IT">livello provinciale dove al primo posto troviamo</span> <span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, Helvetica, sans-serif;"><span lang="it-IT">Salerno</span></span></span> <span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, Helvetica, sans-serif;"><span lang="it-IT">con</span></span></span> <span style="color: #000000;"><span lang="it-IT"> </span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, Helvetica, sans-serif;"><span lang="it-IT">606 reati</span></span></span> <span style="color: #000000;"><span lang="it-IT"> </span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, Helvetica, sans-serif;"><span lang="it-IT">(+104,7% rispetto al 2023), che supera la provincia di Napoli</span></span></span> <span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, Helvetica, sans-serif;"><span lang="it-IT">, con 378 reati (-16,4%),</span></span></span> <span lang="it-IT">La</span> <span lang="it-IT">Provincia di Caserta</span> <span lang="it-IT">con 318 registra solo +1,9% rispetto al 2023.</span> <span lang="it-IT">In Campania aumentare anche gli illeciti amministrativi:</span> <span lang="it-IT">sono 2848 (erano 1970 nel 2023) il cui valore il cui valore economico supera i 15 milioni di euro. Un vero bollettino di guerra a due passi dal mare.</span> &#8220;Le coste campane &#8211; commenta Francesca Ferro, direttrice regionale di Legambiente &#8211; sono un patrimonio dal valore inestimabile, ricche di storia, bellezza e biodiversità, ma sempre più usurpate dal mattone selvaggio con costruzioni che privatizzano spiagge o che sorgono in mezzo a letti di fiumi o in aree a rischio idrogeologico.</p>
<p align="JUSTIFY">Combattere il cemento illegale è fondamentale per lo sviluppo sociale, ambientale ed economico delle nostre località ed è necessario rafforzare l&#8217;attività di contrasto delle occupazioni abusive del demanio marittimo, al fine di ripristinare la legalità, garantire, d ove possibile, la fruizione pubblica e tutelarne l &#8216;integrità, anche dal punto di vista ambientale. Una necessità che <span lang="it-IT">ribadiremo anche a bordo della nostra</span> Goletta Verde, dove al tempo navigando i nostri mari promuoveremo l e diverse politiche e esperienze virtuose contro la crisi climatica e per la tutela degli ecosistemi marini e lacustri, oltre che strategiche per il futuro delle comunità costiere, dal punto di vista sociale, economico ed occupazionale”</p>
<p align="JUSTIFY">Quest&#8217;anno Goletta Verde arriverà in Campania il 30 e 31 luglio e precisamente a Santa Maria di Castellabate (SA) con un&#8217;attività dimostrativa della squadra dei tartadog, il primo esempio in Europa di una unità cinofila specializzata nel trovare nidi di tartaruga, in più si farà un punto sulle nidificazioni in Italia delle Caretta caretta.</p>
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		<title>GOLETTA VERDE FA TAPPA A SALERNO,  CRITICITÀ ALLA FOCE DELL’IRNO  – </title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/goletta-verde-fa-tappa-a-salerno-criticita-alla-foce-dellirno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Barbara Albero]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Jul 2023 13:00:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si confermano le criticità croniche delle foci dei fiumi, nella provincia di Salerno,   su 14 punti analizzati,  6 punti risultano  fortemente inquinati alla foce del Reggina Minor a Minori, del fiume Irno a Salerno, del torrente Asa a Pontecagnano Faiano, del canale di scarico a Marina di Eboli, Capo di Fiume a Capaccio e del [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si confermano le criticità croniche delle foci dei fiumi, nella provincia di Salerno,   su 14 punti analizzati,  6 punti risultano  fortemente inquinati alla foce del Reggina Minor a Minori, del fiume Irno a Salerno, del torrente Asa a Pontecagnano Faiano, del canale di scarico a Marina di Eboli, Capo di Fiume a Capaccio e del fiume Testene ad Agropoli.</p>
<p>Sono alcuni dei dati finali del monitoraggio di Goletta  Verde lungo le coste campane, la storica campagna estiva di Legambiente che naviga i mari in difesa delle acque e delle coste presentati stamani nel corso dell’ultima tappa che si è svolta a Salerno. La situazione resta piuttosto immutata. Sui 14 punti analizzati nel salernitano ben otto sono inquinati, di cui sei &#8220;fortemente inquinati&#8221; e due &#8220;inquinati&#8221;, uno a Capaccio/Laura, la foce del rio presso via Poseidonia 441 e la foce del fiume Solofrone al confine tra Agropoli e Capaccio.</p>
<p><a href="https://www.tvoggisalerno.it/wp-content/uploads/2023/07/IMG20230715110151-scaled-e1689425991372.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" wp-image-160269 alignright" src="https://www.tvoggisalerno.it/wp-content/uploads/2023/07/IMG20230715110151-300x225.jpg" alt="" width="380" height="285" /></a>Quest&#8217;anno i volontari e le volontarie della campagna di Legambiente hanno realizzato 33 campionamenti lungo la costa campana, svolti tra il 27 giugno e il 5 luglio. 5 i punti monitorati nella provincia di Caserta, 14 nella provincia di Napoli e 14 in quella di Salerno.</p>
<p>Su 33 punti di monitoraggio 20 sono stati campionati a mare di cui 3 sono risultati inquinati; e 13 campioni sono stati prelevati nelle foci di fiumi, canali, rii e scarichi artificiali, di questi 10 sono risultati inquinati.</p>
<p>In sintesi, guardano al monitoraggio nella sua interezza, su 33 punti campionati 13 sono oltre i limiti di legge: 10 punti sono risultati fortemente inquinati ai controlli di Goletta verde, 3 inquinati ed il resto dei 20 punti è entro i limiti di legge. Tra le buone notizie, l&#8217;isola di Ischia fa l&#8217;en plein, 4 punti su 4 monitorati entro i limiti.</p>
<p>I dati sono stati presentati oggi in conferenza stampa a Salerno, che ha visto la partecipazione  tra gli altri di di Mariateresa Imparato, Presidente Legambiente Campania; Francesco Esposito, Ufficio scientifico Legambiente Campania alla presenza di Massimiliano Natella, Assessore Politiche Ambientali del Comune di Salerno, di Michele Buonomo,  Membro della Segreteria nazionale di <em>Legambiente</em>.</p>
<p>“Le foci dei fiumi e altri luoghi simbolici per l&#8217;inaccessibilità al mare, come San Giovanni a Teduccio, sono diventati ormai malati cronici – dichiara Mariateresa Imparato, presidente Legambiente Campania. Questo è dovuto sicuramente ad una cattiva gestione del sistema depurativo e anche a un incremento della pressione antropica sulle località di mare, ma anche da criticità che vengono dall&#8217;entroterra della regione che si amplificano lungo i corsi d&#8217;acqua che sfociano in mare. Dobbiamo investire sul sistema di depurazione, cercare i problemi a monte delle foci dei fiumi, risolvere le criticità ben note ai monitoraggi di Goletta Verde.</p>
<p>“Sono 142 milioni di euro le sanzioni che stiamo pagando alla Comunità Europea per il mancato recepimento delle direttive Ue sul trattamento delle acque reflue, soldi che aumentano le bollette dei cittadini e delle cittadine – dichiara Marco Crestani, portavoce di Goletta Verde. L’Italia continua a sottovalutare il problema della mala depurazione e degli scarichi abusivi. La qualità dei nostri fiumi e dei nostri mari dipende dall’efficienza dei depuratori e i problemi vanno risolti a monte. Per assicurare la salute dei cittadini, tutelare l’ambiente e proteggere le attività economiche che ne dipendono dobbiamo monitorare e migliorare i punti critici del nostro sistema di depurazione”.</p>
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		<title>CAMPANIA MAGLIA NERA “MARE MONSTRUM”, ILLEGALITÀ E INQUINAMENTO</title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/campania-maglia-nera-mare-monstrum-illegalita-e-inquinamento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Barbara Albero]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Jun 2023 09:25:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[News 1]]></category>
		<category><![CDATA[goletta verde]]></category>
		<category><![CDATA[illegalità]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[LEGAMABIENTE CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[mare monstrum]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Inquinamento, abusivismo edilizio, mala depurazione, cattiva gestione dei rifiuti, assalto al patrimonio ittico e alla biodiversità: tutte facce della pressione illegale sull’ecosistema marino del nostro Paese. A raccontarlo lo storico dossier di Legambiente “Mare Monstrum” di cui il cigno verde pubblica oggi un’anteprima della nuova edizione, facendo il punto sulle illegalità connesse ai fenomeni d’inquinamento del mare relativi alla gestione dei [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tvoggisalerno.it/campania-maglia-nera-mare-monstrum-illegalita-e-inquinamento/">CAMPANIA MAGLIA NERA “MARE MONSTRUM”, ILLEGALITÀ E INQUINAMENTO</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tvoggisalerno.it">TVOGGI Salerno</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div dir="auto">
<div dir="auto">
<p>Inquinamento, abusivismo edilizio, mala depurazione, cattiva gestione dei rifiuti, assalto al patrimonio ittico e alla biodiversità: tutte facce della pressione illegale sull’ecosistema marino del nostro Paese. A raccontarlo lo storico <b>dossier di Legambiente “Mare Monstrum”</b> di cui il cigno verde pubblica <b>oggi un’anteprima della nuova edizione,</b> facendo il punto sulle illegalità connesse ai <b>fenomeni d’inquinamento del mare</b> relativi alla gestione dei rifiuti, agli scarichi in mare e alla mala depurazione, frutto di un’elaborazione accurata dei dati di forze dell’ordine e Capitanerie di porto. Nel <b>2022</b> lungo le coste campane sono stati <b>1245 reati</b> e da sola rappresenta il <b>26,3% del totale nazionale.</b></p>
<p>Le persone denunciate e arrestate sono state <b>989</b>, i sequestri <b>496,</b> gli illeciti amministrativi <b>1.273 </b>(+45,7% rispetto al 2021) e le sanzioni <b>1.247</b> (+42,7% rispetto al 2021). <b>Numeri che fanno della Campania ancora una volta “maglia nera” a livello nazionale.</b></p>
<p>E proprio dalla cattiva o mancata depurazione e dall’inquinamento delle acque che, con il motto <b>“Non ci fermeremo mai”, salpano la Goletta Verde e la Goletta dei Laghi 2023:</b> le due storiche campagne di Legambiente &#8211; giunte rispettivamente alla 37esima e 18esima edizione &#8211; che puntano a non abbassare la guardia sulla qualità delle acque marine e lacustri e sugli abusi che deturpano coste e rive. Realizzate con le partnership principali di ANEV, CONOU, Novamont e Renexia e la media partnership de La Nuova Ecologia. E che, anche quest’anno, coinvolgeranno centinaia di volontarie e volontari in tutta Italia, impegnati nel campionamento delle acque, poi oggetto di analisi microbiologiche: una grandissima operazione di citizen science che trova pochi eguali per capillarità ed estensione. <b>Goletta Verde arriverà i</b><b>n Campania l’ 11 luglio ad Ischia e il 14 a Scario nel Cilento. </b>L’arrivo di Goletta Verde in Campania sarà anche l’occasione per fare il punto a 8 mesi dell’alluvione di Ischia con Giovanni Legnini  Commissario delegato per l’emergenza frana e per la Ricostruzione post sisma 2017.</p>
<p>Tra i temi a bordo la depurazione, la lotta alla crisi climatica, beach e marine litter, la salvaguardia della biodiversità (con diversi progetti come Life Delfi e Life Elife) fino alle filiere virtuose dell’economia circolare e della chimica verde per la tutela dell’inquinamento. <b>La Goletta del Laghi arriverà il 24 luglio nei Campi Flegrei </b>per  denunciare  le criticità e promuove al contempo esempi virtuosi di gestione e sostenibilità; accendendo i riflettori su scarichi non depurati e inquinanti, incuria e inquinamento da microplastiche, siccità, cementificazione e captazione delle acque.</p>
<p>“Attraverso “Mare Monstrum”- spiega <b>Francesca Ferro, direttrice Legambiente Campania vogliamo </b>accendere i riflettori sui principali fattori di pressione illegale sull’ecosistema marino della nostra regione.Paghiamo anni di incuria,criticità sulla depurazione, l&#8217; arretratezza degli impianti fognari, la mancata manutenzione di alvei problematiche che colpiscono le località costiere che si estendono fino ai comuni dell&#8217;entroterra. Fermare subito gli scarichi illegali e utilizzare al meglio i fondi del PNRR per costruire nuovi depuratori e implementare quelli esistenti, in favore di riuso delle acque e recupero dei fanghi, e completare la rete fognaria devono essere le priorità per il Governo nazionale e regionale. Ma le nostre campagne saranno anche l’occasione per proporre e promuovere le diverse politiche e esperienze virtuose contro la crisi climatica e per la tutela degli ecosistemi marini e lacustri, oltre che strategiche per il futuro delle comunità costiere, dal punto di vista sociale, economico ed occupazionale .</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Le 5 proposte</b>. Secondo il cigno verde è urgente procedere verso la piena ed effettiva depurazione delle acque reflue attraverso 5 azioni: 1) <b>rilanciare a livello nazionale e locale</b> la costruzione e l’adeguamento e/o messa in regola dei sistemi fognari e di depurazione, migliorando l’intero sistema di gestione, integrando il ciclo idrico (collettamento fognario e depurazione) con quello dei</p>
<p>rifiuti (gestione fanghi di depurazione); 2) <b>efficientare la depurazione delle acque reflue</b>, valorizzandole come risorsa e permettendone il completo riutilizzo in settori strategici come l’agricoltura superando gli ostacoli normativi nazionali (DM 185/2003) con l’attuazione del regolamento UE 741/2020; 3) <b>rafforzare e rendere più efficienti i controlli </b>delle Agenzie regionali di protezione ambientale messe in rete nel Sistema Nazionale di protezione ambientale, coordinato da Ispra (SNPA) e i controlli delle forze dell’ordine contro gli scarichi illegali; 4) <b>regolamentare lo scarico in mare dei rifiuti liquidi</b> (acque nere e grigie, acque di sentina, ecc), istituendo, per esempio, delle zone speciali di divieto di qualsiasi tipo di scarico, anche oltre le 12 miglia dalla costa; 5) <b>promuovere politiche attive </b>per la prevenzione  nella produzione di rifiuti e riciclo e per la migliore tutela del mare e della costa.</p>
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		<title>LEGAMBIENTE. RIFIUTI IN SPIAGGIA, MA MARE PIU’ PULITO – </title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/legambiente-rifiuti-in-spiaggia-ma-mare-piu-pulito/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Barbara Albero]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 May 2022 11:27:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[News 1]]></category>
		<category><![CDATA[goletta verde]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>C’è un miglioramento della qualità delle acque del mare del salernitano. Legambiente auspica che anche quest’anno le analisi di Goletta Verde possano confermare il trend dello scorso anno anche sono preoccupanti i dati sull’emergenza rifiuti abbandonati sulle spiagge, presentati da Legambiente nell’indagine Beach Litter 2022, basata su un protocollo ufficiale di campionamento e catalogazione dei rifiuti, applicato su tutte [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>C’è un miglioramento della qualità delle acque del mare del salernitano. Legambiente auspica che anche quest’anno le analisi di Goletta Verde possano confermare il trend dello scorso anno anche sono preoccupanti i dati sull’emergenza rifiuti abbandonati sulle spiagge, presentati da Legambiente nell’indagine Beach Litter 2022, basata su un protocollo ufficiale di campionamento e catalogazione dei rifiuti, applicato su tutte le spiagge analizzate da 834 volontari dei Circoli locali di Legambiente. La plastica è, ancora una volta, il materiale più comune ritrovato: ben l’84% degli oggetti rinvenuti seguita da  oggetti di metallo,  carta/cartone,  vetro/ceramiche (3,5%).</p>
<p>I rifiuti continuano ad essere ospiti indesiderati nei nostri litorali anche se la sensibilità delle persone è cresciuta, a dirlo Michele Buonomo, della direzione nazionale di Legambiente.</p>
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		<title>GOLETTA VERDE. PRESENTATI I RISULTATI DELLE ANALISI DEI CAMPIONI D&#8217;ACQUA</title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/goletta-verde-presentati-i-risultati-delle-analisi-dei-campioni-dacqua/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Barbara Albero]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Jul 2021 12:49:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[News 2]]></category>
		<category><![CDATA[ANALISI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono 29 i punti campionati dai volontari e dalle volontarie di Goletta Verde, tra il 23 giugno e il 7 luglio, lungo le coste della Campania, 16 foci di fiumi e 13 punti a mare. Di questi 17 sono risultati fortemente inquinati o inquinati. Le criticità riguardano soprattutto le foci dei fiumi: sono infatti 10 [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="LEFT"><span style="font-family: DejaVu Sans Condensed, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Sono 29 i punti campionati dai volontari e dalle volontarie di Goletta Verde, tra il 23 giugno e il 7 luglio, lungo le coste della Campania, 16 foci di fiumi e 13 punti a mare. </span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="font-family: DejaVu Sans Condensed, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Di questi 17 sono risultati fortemente inquinati o inquinati. Le criticità riguardano soprattutto le foci dei fiumi: sono infatti 10 a risultare fortemente inquinate. Solo 12 punti campionati rientrano nei parametri di legge.</span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="font-family: DejaVu Sans Condensed, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"> I dati sono stati illustrati questa mattina nel corso di un incontro a Napoli.<a href="https://www.tvoggisalerno.it/wp-content/uploads/2021/07/GOLETTA-VERDE-CONFERENZA.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-125509 alignright" src="https://www.tvoggisalerno.it/wp-content/uploads/2021/07/GOLETTA-VERDE-CONFERENZA-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a> </span></span></p>
<p align="JUSTIFY">I monitoraggi lungo le coste che Goletta Verde effettua da anni non vogliono sostituire i dati ufficiali, ma vanno ad integrare il lavoro svolto dalle autorità competenti. I dati di Arpa sono gli unici che determinano la balneabilità di un tratto di costa a seguito di ripetute analisi nel periodo estivo. Le analisi di Goletta Verde hanno invece un altro obiettivo: andare ad individuare le criticità dovute ad una cattiva depurazione dei reflui in specifici punti, come foci, canali e corsi d’acqua che sono il principale veicolo con cui l’inquinamento generato da insufficiente depurazione arriva in mare.</p>
<p align="JUSTIFY">I punti fortemente inquinati riguardano 10 foci dei fiumi, tra queste per la provincia di Salerno, la foce del Reginna Minor a Minori (SA), la foce del fiume Piacentino tra Salerno e Pontecagnano Faiano (SA), la foce del Tusciano tra Pontecagnano Faiano e Battipaglia (SA), il canale di scarico a Marina di Eboli (SA) e la foce del Solofrone tra Capaccio e Agropoli (SA.</p>
<p align="JUSTIFY">Tra i punti risultati inquinati ci sono la foce del torrente Asa a Pontecagnano Faiano (SA), la foce del Rio presso via Posidonia a Capaccio (SA) e la spiaggia fronte Rio Arena tra Castellabate e Montecorice(SA) .</p>
<p dir="ltr">Ancora una volta ci troviamo di fronte ad una situazione preoccupante, anche se, purtroppo, non ci coglie di sorpresa &#8211; dichiara Mariateresa Imparato, Presidente Legambiente Campania. A dimostrazione dei ritardi cronici sulla depurazione della regione Campania, va sottolineato come ben 11 dei 17 punti risultati oltre i limiti di legge sono sempre risultati inquinati o fortemente inquinati al passaggio di Goletta Verde, in alcuni casi addirittura dal 2012. Quasi un comune su 10 in Campania è privo del servizio pubblico di depurazione, stiamo parlando di oltre 450mila persone in 44 comuni secondo dati dell’ISTAT. Ricordiamo anche che il 77% degli agglomerati urbani presenti in Campania ricadono in procedura di infrazione per la depurazione, si tratta di 117 agglomerati non conformi, con impianti che servono oltre 4,9 milioni di abitanti equivalenti. Questa situazione non è più accettabile, le amministrazioni devono intervenire per tutelare la salute della cittadinanza”.</p>
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		<title>LEGAMBIENTE FOTOGRAFA LE SPIAGGE: LE BEST PRACTICES IN PROVINCIA DI SALERNO</title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/legambeinte-fiotografa-le-spiagge-le-best-practices-in-provincia-di-salerno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Monica Di Mauro]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2020 09:23:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[News 2]]></category>
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		<category><![CDATA[goletta verde]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Arriverà in Campania il 6 agosto Goletta Verde la storica imbarcazione di Legambiente per monitorare la qualità delle acque del mare, ma allo stesso tempo fotografare la situazione e i cambiamenti in corso nelle aree costiere italiane. Legambiente lo fa anche con il rapporto Spiagge nel quale dai dati di quest&#8217;anno emerge che in Campania le [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Arriverà in Campania il 6 agosto Goletta Verde la storica imbarcazione di Legambiente per monitorare la qualità delle acque del mare, ma allo stesso tempo fotografare la situazione e i cambiamenti in corso nelle aree costiere italiane. Legambiente lo fa anche con il rapporto Spiagge nel quale dai dati di quest&#8217;anno emerge che in Campania le concessioni relative agli stabilimenti ed ai campeggi superano il 67% di occupazione delle spiagge campane. Ciò significa che solo il 33% del litorale della nostra regione è “free”. La maggior parte di queste aree però è in zone non balneabili perché vicine alle foci dei fiumi e quindi spesso questa percentuale si abbassa ulteriormente. Per quanto riguarda invece le aree gestite da privati,  la presidente di Legambiente Maria Teresa Imparato vuole lanciare una sfida comune: ragionare assieme su regole per garantire un’offerta di qualità e al contempo l’accessibilità dei cittadini, su criteri che premino coloro che scommettono sulla valorizzazione del patrimonio ambientale e su strutture a impatto zero”. Il report di Legambiente mette in evidenza  anche buone pratiche che arrivano tutte dalla provincia di Salerno. Ad Eboli, per esempio, l&#8217;osasi dunale curata da dieci anni dai volontari del circolo di Legambeinte Silaris.   A Marina di Ascea il Posidonia Beach Club ha ricostruito la duna alle spalle dello stabilimento, spianata da precedenti gestori per realizzare un parcheggio. Inoltre presenta un impianto fotovoltaico ed un orto in spiaggia che utilizza anche a scopo didattico durante l&#8217;autunno o la primavera. A Marina di Camerota i Lidi del Parco è un marchio d&#8217;impresa creato dall&#8217;Associazione Stabilimenti Balneari Marina di Camerota in partenariato con l&#8217;Ente Parco Nazionale del Cilento. Chi ne fa parte attua la raccolta differenziata (avviata in tutte le strutture associate all&#8217; inizio dell&#8217;estate 2005), partecipa alle diverse giornate ecologiche per la pulizia dei fondali e delle spiagge . Un&#8217;eccellenza è rappresentata dall&#8217; Oasi dunale &#8211; Capaccio Paestum che si trova in corrispondenza della famosa area archeologica, sul litorale pestano, e che occupa una superficie di ben 16 ettari. All&#8217; ombra dei templi anche     Dum Dum Republic – che da molti anni ha scelto di evitare materiali monouso o di sostituirli dove è necessario, consentendo solo l&#8217;utilizzo di materiale biodegradabile e compostabile. L&#8217;iniziativa più creativa è la sfida ai clienti a non chiedere la cannuccia, proponendo, per gli aperitivi in riva al mare l&#8217;utilizzo di maccheroni di zito per sorseggiare i drinks. La conversione green continua con l&#8217;utilizzo di piatti in ceramica per il pranzo, stoviglie di acciaio e l&#8217;antica bottiglia di vetro dal fascino retrò a tavola, vassoi di legno e asporto riciclabile oltre che una massiccia campagna sulla raccolta differenziata in spiaggia. Sempre a Paestum Casa Vacanze Marus,l&#8217;unica struttura della Campania del settore, è stata insignita dell’Oscar dell’EcoTurismo 2020 di Legambiente per il particolare impegno profuso nella salvaguardia del territorio e nello specifico della cura e tutela della duna antistante le abitazioni, preservando gli intricati cespuglieti di lentisco e ginepro coccolone e le distese di giglio di mare garantendo così una vacanza tra le bellezze naturali. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tvoggisalerno.it/legambeinte-fiotografa-le-spiagge-le-best-practices-in-provincia-di-salerno/">LEGAMBIENTE FOTOGRAFA LE SPIAGGE: LE BEST PRACTICES IN PROVINCIA DI SALERNO</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tvoggisalerno.it">TVOGGI Salerno</a>.</p>
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		<title>GOLETTA VERDE. FORTEMENTE INQUINATI  LA FOCE DEL FIUME IRNO A SALERNO, LA FOCE DEL TORRENTE ASA A PONTECAGNANO</title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/goletta-verde-fortemente-inquinati-la-foce-del-fiume-irno-a-salerno-la-foce-del-torrente-asa-a-pontecagnano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Barbara Albero]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Aug 2019 12:49:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Campania, su 31 punti monitorati, oltre la metà supera i limiti di legge: sono sedici quelli giudicati fortemente inquinati e uno inquinato. Nel mirino ci sono sempre canali e foci, i principali veicoli con cui l’inquinamento microbiologico, causato da cattiva depurazione o scarichi illegali, arriva in mare. Con record assoluti, situazioni che nonostante gli [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In <strong>Campania, su 31 punti monitorati, oltre la metà supera i limiti di legge</strong>: sono <strong>sedici </strong>quelli giudicati <strong>fortemente inquinati</strong> e <strong>uno inquinato</strong>. Nel mirino ci sono sempre canali e foci, i principali veicoli con cui l’inquinamento microbiologico, causato da cattiva depurazione o scarichi illegali, arriva in mare. <strong>Con record assoluti</strong>, situazioni che nonostante gli esposti dell’associazione e i controlli delle forze dell’ordine mostrano un inquinamento ormai cronico: è il caso ad esempio la foce del fiume Irno a Salerno, del Savone a Mondragone, del fiume Sarno tra Castellammare e Torre Annunziata, della foce dei Regi Lagni a Castel Volturno, della foce del canale di Licola a Pozzuoli e della foce del torrente Asa a Pontecagnano <strong>giudicati “fortemente inquinati” per il decimo anno consecutivo.</strong></p>
<p><strong> </strong>È questa in sintesi la fotografia scattata lungo le coste campane dai tecnici di Goletta Verde, la storica campagna di <strong>Legambiente </strong>dedicata al monitoraggio ed all’informazione sullo stato di salute delle coste e delle acque italiane. A parlarne, questa mattina in conferenza stampa, nella Casina pompeiana della villa comunale di Napoli<strong>, Mariateresa Imparato</strong>, Presidente Legambiente Campania, <strong>Andrea Minutolo</strong>, Portavoce Goletta Verde, <strong>Daniela Villani</strong>, Delegata al mare Comune di Napoli, <strong>Lucio De Maio</strong>, responsabile Unità Operativa Mare Arpa Campania, e <strong>Claudio Marro</strong>, dirigente Unità Operativa Complessa Monitoraggio e Controlli Arpa Campania.</p>
<p>Un viaggio realizzato anche grazie al sostegno dei partner principali CONOU, Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati e Novamont; dei partner sostenitori Assovetro – Endless Ocean, Ricrea, Consorzio nazionale per il riciclo e il recupero degli imballaggi in acciaio e con il contributo di Pramerica SGR (Pramerica Sicav Social 4 Future). Media partner del tour è La Nuova Ecologia.</p>
<p>“Premesso che il nostro monitoraggio non vuole sostituirsi ai controlli ufficiali, ma punta a scovare le criticità ancora presenti nei sistemi depurativi regionali &#8211; dichiara <strong>Andrea Minutolo</strong>, portavoce di Goletta Verde &#8211; precisiamo che la fotografia scattata da Goletta Verde ha l’obiettivo di restituire un’istantanea che denota la presenza di casi cronici che segnaliamo da anni, ma per i quali evidentemente nulla è stato fatto. Il nostro obiettivo è quello di puntare l’attenzione sull’inquinamento da scarsa o assente depurazione che ancora oggi affligge il nostro Paese. Ricordiamo che sono già quattro le procedure di infrazione comminate all’Italia dall’Ue con un nuovo deferimento alla Corte di Giustizia arrivato pochi mesi fa. Basti pensare che, solo per la prima, la Commissione Europea ha già condannato il nostro Paese a pagare una multa di 25 milioni di euro più 30 milioni per ogni semestre di ritardo nella messa a norma. Soldi che avremmo potuto spendere per adeguare il nostro sistema depurativo attraverso progetti innovativi a difesa della salute del mare e dei cittadini”.</p>
<p>In particolare,<strong> in Campania</strong> <strong>i dati resi disponibili dall’Arpac</strong>,<strong> relativi ai controlli svolti nel 2018</strong> sulle acque in uscita dagli impianti di depurazione, confermano la cronica criticità della situazione. Infatti, <strong>su un totale di 391 controlli eseguiti nella regione </strong>(a fronte dei 413 del 2017),<strong> il 39% è risultato “non conforme</strong>”, con punte di <strong>non conformità del</strong> <strong>63% per gli impianti della provincia di Caserta</strong> e a seguire del<strong> 53% per quelli della provincia di Benevento</strong>, del<strong> 49% per quelli della provincia di Salerno</strong>, del <strong>48% per quelli della provincia di Avellino</strong> e del <strong>26% per quelli della provincia di Napoli</strong>.</p>
<p>“Anche i controlli effettuati dall’Arpac rendono bene la gravità della situazione della depurazione in Campania dove, di fronte a quella che ormai è diventata una vera e propria emergenza &#8211; dichiara <strong>Mariateresa Imparato</strong>, presidente di Legambiente Campania &#8211; poco o niente è stato fatto dalle istituzioni. Quello della pessima qualità delle nostre acque in prossimità delle foci, che spesso diventano fogne a cielo aperto a causa del mancato funzionamento degli impianti di depurazione, deve diventare un tema prioritario nelle agende della classe politica regionale. È ora che la Regione Campania metta in atto al più presto un’adeguata ed efficace azione di prevenzione, piuttosto che attendere il conclamarsi delle varie crisi che puntualmente colpiscono il territorio come l’emergenza sul fronte della depurazione. Proprio per questo abbiamo accolto con piacere la proposta di legge di riordino dell’ARPAC con l&#8217;obiettivo di conferire a questo importante organismo un nuovo protagonismo. Speriamo che tutto ciò avvenga in tempi celeri, dotando l’Agenzia di risorse, strumenti e capacità di controllo, mantenendo saldo e rafforzando il principio ente terzo e imparziale”.</p>
<p>Nelle scorse settimane, la sofferenza degli ecosistemi fluviali campani, a causa del deficit depurativo e degli scarichi illegali legati soprattutto ad attività agricole e industriali, si è manifestata sempre con più evidenza. Tantissime sono state le segnalazioni per la presenza di scarichi e anomalie lungo i corsi fluviali da parte di cittadini ed enti di tutta la regione, indicando casi che spesso si riscontrano nei monitoraggi Arpac. Dalla presenza di cromo nel torrente Solofrana, affluente del fiume Sarno, a quella di mercurio nel fiume Sabato, affluente del Calore Irpino e che ha come sbocco finale il fiume Volturno, ma anche il fiume Ufita e Ofanto sono ormai costantemente minacciati. Per non parlare della proliferazione eccessiva di alghe e mucillagine nella costa tra Battipaglia e Eboli causate probabilmente dalla presenza importante di nutrienti proveniente dai settori intensivi dell’agricoltura e della zootecnia presenti nella Piana del Sele.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Il dettaglio delle analisi di Goletta Verde</strong></p>
<p><strong>Il monitoraggio di Legambiente </strong><em>(i prelievi sono stati eseguiti dalla squadra di tecnici tra il 14 e il 18 luglio)</em> <strong>prende prevalentemente in considerazione i punti scelti in base al “maggior rischio” presunto di inquinamento,</strong> individuati dalle segnalazioni non dei circoli di Legambiente e degli stessi cittadini attraverso il servizio <strong>SOS Goletta</strong>. Foci di fiumi e torrenti, scarichi e piccoli canali che spesso troviamo sulle nostre spiagge che rappresentano i veicoli principali di contaminazione batterica dovuta alla insufficiente depurazione dei reflui urbani o agli scarichi illegali che, attraverso i corsi d’acqua, arrivano in mare.</p>
<p>I parametri indagati sono microbiologici (Enterococchi intestinali, Escherichia coli) e vengono considerati come “inquinati” i campioni in cui almeno uno dei due parametri supera il valore limite previsto dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) e “fortemente inquinati” quelli in cui i limiti vengono superati per più del doppio del valore normativo.</p>
<p>In <strong>provincia di Caserta</strong> sono stati monitorati <strong>cinque punti</strong> e di questi <strong>due</strong> sono risultati <strong>fortemente inquinati</strong>: a Mondragone, alla foce del fiume Savone, e a Castel Volturno, alla foce del Regi Lagni. Entro i limiti, invece, i prelievi effettuati a Sessa Aurunca, alla foce del canale; a Mondragone, in località Fiumarella, sulla spiaggia di fronte alla foce della Fiumarella, e a Castelvolturno, in località Lago Patria, sulla spiaggia di fronte alla foce Lago Patria.</p>
<p><strong>Nella provincia di Napoli</strong>, su <strong>nove punti campionati</strong>, <strong>quattro</strong> hanno dato un giudizio di “<strong>fortemente inquinato</strong>” ovvero a Pozzuoli, in località Lido di Licola, alla foce del canale Licola; a S. Giovanni a Teduccio, sulla spiaggia a 50 metri a sinistra della foce dell’Alveo Volla; a Torre Annunziata/Castellammare di Stabia, alla foce del fiume Sarno; a Castellammare di Stabia, in località Fosso Garibaldi, sulla spiaggia fronte rivo San Marco. “<strong>Inquinato</strong>”, invece, il prelievo effettuato a Ercolano, nel punto a mare di fronte alla foce del Lagno Vesuviano. “Entro i limiti” i campionamenti realizzati dai tecnici a Napoli, sul lungomare Caracciolo, sulla spiaggia Mappatella beach; a Portici, sulla spiaggia Mortelle; a Torre del Greco, in località Ponte della Gatta, sulla spiaggia sulla litoranea e a Torre Annunziata, località Lungomare Marconi, sulla spiaggia di fronte allo scarico.</p>
<p><strong>In provincia di Salerno</strong>, su <strong>tredici punti monitorati</strong>, <strong>dieci</strong> sono risultati <strong>“fortemente inquinati”</strong>: ad Atrani, alla foce del torrente Dragone; a Salerno, in località lungomare Clemente Tafuri, alla foce del fiume Irno, e nel punto tra Salerno e Pontecagnano Faiano, in località Torre Picentina, alla foce del fiume Picentino; a Pontecagnano Faiano, in località via mare Jonio/lungomare Magazzeno, alla foce del Torrente Asa; nel punto tra Pontecagnano e Battipaglia, alla foce del Tusciano; a Eboli, in località Marina di Eboli, alla foce del canale di scarico; a Capaccio, in località Laura, alla foce del rio presso via Poseidonia 441; nel punto monitorato in località Torre di Paestum Licinella, alla foce capo di fiume  e in quello tra Capaccio e Agropoli, alla foce del fiume Solofrone; a Centola Caprioli/Baia degli Angeli, alla foce rio presso la spiaggia. “Entro i limiti” i risultati dei punti campionati a Castellabate/Montecorice, in località Ogliastro/Baia Arena, sulla spiaggia di fronte alla foce del rio Arena; a Vibonati, in località Villamare, sulla spiaggia di fronte al Rio Caca Fave; e nell’altro punto campionato a Salerno, sulla spiaggia presso via Mantegna.</p>
<p><strong>Quattro i punti monitorati sull’Isola di Ischia</strong>, risultati tutti “entro i limiti”: a Ischia Ponte, sulla spiaggia del muro rotto; a Casamicciola Terme, in località Perrone, sulla spiaggia Perrone; a Forio, in località Chiaia Spinesante, sulla spiaggia di Chiaia davanti al canale, e a Ischia, in località lungomare Cristoforo Colombo, all’altezza del Rio Corbore.</p>
<p>Permangono, poi, le criticità sulla <strong>cartellonistica informativa</strong> rivolta ai cittadini che, nonostante sia obbligatoria per ormai da anni per i Comuni, non viene ancora rispettata. Indicazioni che hanno la funzione di divulgare al pubblico la classe di qualità del mare e i dati delle ultime analisi. Su trentuno punti monitorati, i tecnici di Goletta Verde hanno segnalato la presenza di questo cartello soltanto in un punto, A Napoli, sul lungomare Caracciolo, sulla spiaggia Mappatella beach. Mentre in cinque casi non campionati dalle Autorità competenti, era presente il cartello di divieto di balneazione come previsto dalla legge.</p>
<p>Tra i fattori inquinanti, troppo spesso sottovalutati, c’è anche l’improprio smaltimento degli oli esausti. Ecco perché anche quest’anno il CONOU, il Consorzio Nazionale per la Gestione, Raccolta e Trattamento degli Oli Minerali Usati, affianca, in qualità di partner principale, le campagne estive di Goletta Verde e di Goletta dei Laghi di Legambiente. Da oltre 35 anni il Consorzio è il punto di riferimento italiano per la raccolta e l’avvio a riciclo degli oli lubrificanti usati su tutto il territorio nazionale. Nel 2018, in Campania, il Consorzio ha proceduto alla raccolta di 11.265 tonnellate di olio minerale usato. L’olio &#8211; che si recupera alla fine del ciclo di vita dei lubrificanti nei macchinari industriali, ma anche nelle automobili, nelle barche e nei mezzi agricoli &#8211; è un rifiuto pericoloso per la salute e per l’ambiente che, se smaltito indiscriminatamente, può determinare gravi effetti inquinanti. Altresì, se gestito e rigenerato secondo la prassi corretta, diviene una risorsa preziosa che torna a nuova vita sotto forma di basi lubrificanti; un esempio corretto di economia circolare. Negli anni di attività il CONOU ha raccolto 6 milioni di tonnellate di olio usato, avviandone a rigenerazione 5,3 milioni e consentendo la produzione di 3 milioni di tonnellate di olio rigenerato e un risparmio sulle importazioni di petrolio di circa 3 miliardi di euro, ponendo così l’Italia in vetta al settore a livello europeo. “La nostra è una missione precisa: salvaguardare l’ambiente da un inquinante pericoloso, ottimizzandone la gestione e i costi relativi in una ottica di massimo riutilizzo” – ha spiegato il presidente del CONOU, Paolo Tomasi. “Il nostro operato in difesa dell’ambiente, del mare e dei laghi in particolare, oltre ad evitare una potenziale dispersione di un rifiuto pericoloso, lo trasforma in una preziosa risorsa per l’economia del Paese”.</p>
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		<title>IL PORTO ED IL MARE, INCONTRO ALL&#8217;ARCHIVIO DI STATO DI SALERNO</title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/il-porto-ed-il-mare-incontro-allarchivio-di-stato-di-salerno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Monica Di Mauro]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Feb 2019 10:27:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[gande progetto risanamento corpi idrici]]></category>
		<category><![CDATA[goletta verde]]></category>
		<category><![CDATA[legambiente]]></category>
		<category><![CDATA[PORTO DI SALERNO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Affronterà i temi complessi che riguardano due pilastri dell’economia salernitana, aree nevralgiche che presentano non pochi aspetti di discussione  l&#8217;iniziativa che si terrà giovedì 28 febbraio,presso l&#8217;archivio di Stato di Salerno:  Il porto e il Mare, Salerno cosa ci resta. Ne parleranno, con l’introduzione di Federico Marra, i professori Vincenzo Naddeo docente di Ingegneria Civile dell&#8217;Università di Salerno, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Affronterà i temi complessi che riguardano due pilastri dell’economia salernitana, aree nevralgiche che presentano non pochi aspetti di discussione  l&#8217;iniziativa che si terrà giovedì 28 febbraio,presso l&#8217;archivio di Stato di Salerno:  Il porto e il Mare, Salerno cosa ci resta. Ne parleranno, con l’introduzione di Federico Marra, i professori Vincenzo Naddeo docente di Ingegneria Civile dell&#8217;Università di Salerno, Enzo Pranzini, professore di Dinamica e Difesa dei Litorali presso l&#8217;Università di Firenze, i geologi Alessio Valente e Alberto Alfinito, Giancarlo Chiavazzo, del Direttivo Regionale di Legambiente Campania e Dario Giorgio Pezzini, collaboratore del Gruppo Nazionale di Ricerca sull’Ambiente costiero e Alfonso Amoroso in rappresentanza dei balneatori. La centralità di queste due importanti risorse ha generato negli anni dibattiti e confronti anche aspri su come conciliare economia, ambiente e vivibilità della città e del territorio. Come la trasformazione e delocalizzazione del Porto Commerciale che per molti rappresenta una presenza ingombrante ed inquinante collocata tra il centro urbano e la costiera, patrimonio dell’UNESCO. Da decenni si parla di una delocalizzazione del porto commerciale convertendo l’attuale porto ad uso turistico e utilizzando gli spazi portuali per servizi e cantieri per diporto; una opzione al momento del tutto accantonata mentre il mantenimento dell’attuale porto commerciale apre la controversa questione dei collegamenti, del traffico concentrato sul viadotto Gatto e dei lavori del Porta Ovest e anche questo aspetto vede contrapposti gli ambientalisti ed altri settori a fronte di lavori più volte interrotti e dal notevole impatto sull’ambiente. Non mancano i problemi di dragaggio perché la piena funzionalità del porto è garantita solo da una adeguata profondità dei fondali e anche questa attività vede contrapposte due posizioni tra chi la ritiene dannosa e chi invece la considera un’opportunità per utilizzare la sabbia estratta per il ripascimento delle spiagge della costa salernitana. Il discorso sul Mare, principale risorsa ambientale del nostro territorio, non può escludere la grande questione dell’inquinamento delle acque, la cui qualità è costantemente definita inquinata dal report di Goletta Verde di Legambiente. A definire pessima la qualità delle acque è anche la relazione ambientale del Grande Progetto di Risanamento dei Corpi Idrici della Provincia di Salerno che ha l’ambizione di eliminare le fonti di inquinamento attraverso il potenziamento dei depuratori, largamente insufficienti, e della rete fognaria dei comuni della provincia. Il progetto ammonta a circa 90ML di euro, è diviso in 8 comparti e coinvolge 45 comuni della provincia. Pur essendo stati aggiudicati i diversi bandi nel 2017, al momento il progetto è stato realizzato solo in piccola parte e non si conoscono i tempi per il suo completamento. Non mancano infine le questioni relative all’erosione costiera, alla sicurezza delle spiagge, alla balneazione: sono decenni che si assiste all’arretramento della linea di costa salernitana e il dibattito sulle possibili soluzioni si è animato con un ulteriore intervento: il Grande Progetto per la Difesa e Ripascimento del Litorale di Salerno predisposto dalla Provincia che interessa il tratto di costa da Pontecagnano a Capaccio che presenta molti limiti e rischi ambientali. Molti i temi sul tavolo il 28 febbraio, un ricco dossier di argomenti che riguardano l’economia, il turismo, l’ambiente e in generale il futuro della nostra provincia.</p>
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		<title>GOLETTA VERDE. IN CAMPANIA SU 31 CAMPIONI DI ACQUA  IL 64% È RISULTATO OLTRE I LIMITI DI LEGGE</title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/goletta-verde-campania-31-campioni-acqua-64-risultato-oltre-limiti-legge/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Barbara Albero]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Aug 2018 10:50:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[goletta verde]]></category>
		<category><![CDATA[legambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Su 31 punti monitorati dal Goletta Verde di Legambiente, il 64% è risultato inquinato o fortemente inquinato. E ci sono anche record assoluti, con situazioni che nonostante esposti dell’associazione e controlli delle forze dell’ordine mostrano un inquinamento ormai cronico: è il caso ad esempio la foce del fiume Irno a Salerno, del fiume Sarno tra Castellammare e Torre [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Su <strong>31 punti monitorati dal Goletta Verde di Legambiente</strong>, il <strong>64% è risultato inquinato o fortemente inquinato. </strong>E ci sono anche record assoluti, con situazioni che nonostante esposti dell’associazione e controlli delle forze dell’ordine mostrano un inquinamento ormai cronico: è il caso ad esempio la foce del fiume Irno a Salerno, del fiume Sarno tra Castellammare e Torre Annunziata, della foce dei Regi Lagni a Castelvolturno, della foce del canale di Licola a Pozzuoli e della foce del torrente Asa a Pontecagnano giudicati “fortemente inquinati” per il nono anno consecutivo. <strong>Ecco la fotografia per la Campania scattata dal resoconto finale del viaggio di Goletta Verde</strong>, una fotografia a tinte fosche delle coste campane che continuano a subire la minaccia della mancata depurazione: su trentuno punti monitorati ben venti presentavano cariche batteriche elevate. Nel mirino ci sono sempre canali, foci di fiumi e torrenti che continuano a riversare in mare scarichi non adeguatamente depurati.</p>
<p><strong>Il monitoraggio di Goletta Verde </strong>prende in considerazione il campionamento dei punti critici che vengono principalmente scelti in base a un “maggior rischio” presunto di inquinamento, individuati dalle segnalazioni non solo dei circoli di Legambiente ma degli stessi cittadini attraverso il servizio <strong>SOS Goletta. </strong>Per questo vengono prese in esame le foci dei fiumi, torrenti, gli scarichi e i piccoli canali che spesso troviamo sulle nostre spiagge: queste situazioni sono i veicoli principali di contaminazione batterica dovuta all’insufficiente depurazione dei reflui urbani che attraverso i corsi d’acqua arrivano in mare. I parametri indagati sono microbiologici (enterococchi intestinali, <em>Escherichia coli</em>) e abbiamo considerato come “inquinati” i risultati che superano i valori limite previsti dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) e “fortemente inquinati” quelli che superano di più del doppio tali valori.</p>
<p><strong>Legambiente segnala di aver presentato complessivamente esposti  alle Capitanerie di Porto per nove località,</strong> per le criticità riscontrate <strong>a Pozzuoli</strong> (Lido di Licola); alla foce del <strong>fiume Sarno</strong> e alla <strong>foce dell’Irno a Salerno</strong>, foce regi <strong>Lagni a Castelvolturno</strong>; per  la foce dell’Alve<strong>o Volla a San Giovanni a Teduccio</strong>; la foce <strong>fiume Picentino tra Salerno e Pontecagnano Faiano</strong>; la foce del <strong>Tusciano a Battipaglia</strong>; del <strong>Rio Arena tra Castellabate e Montecorice</strong> e del fiume <strong>Bussento a Policastro Bussentino.</strong></p>
<p><strong> </strong><strong>Non va meglio, infine, sul fronte dell&#8217;informazione ai cittadini. </strong>La cartellonistica informativa, obbligatoria da anni per i comuni e che dovrebbe avere la funzione di divulgare al pubblico la classe di qualità del mare, è praticamente assente: i <strong>tecnici di Goletta Verde che hanno avvistato in Campania soltanto un cartello rispetto ai 31 punti analizzati </strong>(alla foce del fiume Picentino, punto dove insisteva anche il cartello di divieto di balneazione).  A questa già complessa situazione si aggiunge, inoltre, anche il degrado e la presenza di rifiuti &#8211; da plastica a materiali ingombranti &#8211; <strong>riscontrati in oltre il 90% dei punti monitorati lungo la costa campana. </strong></p>
<p>«Lo ribadiamo da anni, ma purtroppo non troviamo riscontri: <strong>è necessario affrontare con decisione il problema della mancata depurazione </strong>soprattutto per una regione, come la Campania, che nella risorsa turistico ricreativa connessa al mare fonda importanti opportunità produttive e lavorative – spiega  <strong>Francesca Ferro</strong>, direttrice di Legambiente Campania -Con il nostro monitoraggio non intendiamo rilasciare patenti di balneabilità, sostituendoci alle autorità competenti in materia di controlli e di balneazione ma, con ‘fotografie’ istantanee, portare all’attenzione di amministratori e cittadini le criticità che minacciano la qualità e la salute dei nostri mari, affinché se ne individuino e risolvano le cause. Anche per questo continua l’azione legale di Legambiente affinché si affronti con decisione il problema della depurazione. Quest’anno abbiamo già presentato esposti alle diverse Capitanerie di porto segnalando <strong>in Campania ben 9 </strong><strong>località fortemente inquinate”.</strong></p>
<p><strong>La</strong><strong> causa di questi risultati è sicuramente da attribuire alla mala depurazione</strong> di cui ancora soffrono vaste aree del nostro Paese e per la quale l’Unione europea ci ha presentato un conto salatissimo. Sulla depurazione, l’Italia è oggetto di due condanne e di una terza procedura d’infrazione, che riguardano complessivamente <strong>909 agglomerati </strong><strong>urbani, di cui il 25% in Sicilia (231 agglomerati), 143 in Calabria (16%), e 122 in Campania (13%).</strong></p>
<p><strong>Gli scarichi non depurati sono i peggiori nemici del turismo.</strong> La Campania- denuncia <strong>Legambiente</strong>&#8211; risulta <strong> la peggiore a livello nazionale </strong><strong>per numero d’ infrazioni </strong>contestate dalle forze dell’ordine riguardanti <strong>depuratori inesistenti o mal funzionanti, scarichi fognari abusivi, sversamenti illegali di liquami e rifiuti</strong>: sono <strong>1.347 reati</strong>, il 22,1% del totale nazionale <strong>con un incremento del 43% rispetto lo scorso anno</strong> e con un exploit per quanto riguarda le persone denunciate o arrestate <strong>ben 1419</strong>(+23,2%) e per numero sequestri <strong>526</strong>(+16,8).<strong>Illeciti che riguardano </strong> relativamente a impianti di depurazione non a norma, scarichi non allacciati alle fognature perché provenienti da case abusive, alberghi e abitazioni private che scaricano direttamente in mare o sversamenti illegali di residui industriali direttamente nei corsi d&#8217;acqua.</p>
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