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	<title>NOE Archivi - TVOGGI Salerno</title>
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	<title>NOE Archivi - TVOGGI Salerno</title>
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		<title>RIFIUTI ILLECITI NEL FIUME CALORE. I CARABINIERI DEL NOE SEQUESTRANO AZIENDA DI ROCCADASPIDE</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Barbara Albero]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jul 2024 11:45:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I Carabinieri del NOE di Napoli unitamente a personale della Stazione Carabinieri di Roccadaspide, con personale dell’ASL, servizio veterinario di Salerno, e dell’ARPA Campania, nel corso di un controllo finalizzato al rispetto della normativa ambientale hanno eseguito un sopralluogo nei pressi di un’azienda zootecnica per l’allevamento di suini, nel Comune di Roccadaspide, già oggetto di sequestro per [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I Carabinieri del NOE di Napoli unitamente a personale della Stazione Carabinieri di Roccadaspide, con personale dell’ASL, servizio veterinario di Salerno, e dell’ARPA Campania, nel corso di un controllo finalizzato al rispetto della normativa ambientale hanno eseguito un sopralluogo nei pressi di un’azienda zootecnica per l’allevamento di suini, nel Comune di Roccadaspide, già oggetto di sequestro per illecita gestione dei rifiuti liquidi provenienti dall’attività zootecnica, smaltiti mediante sversamento nel prospiciente corpo idrico superficiale, confluente nel fiume Calore.</p>
<p>Le verifiche dei militari dell’arma hanno permesso di riscontrare, lungo tutta la superficie aziendale ed in alcuni terreni limitrofi, residui di rifiuti speciali di provenienza industriale, costituiti prevalentemente da plastiche, stoffe, nonché scarti delle attività di costruzione e demolizione.</p>
<p>I conseguenziali approfondimenti svolti sempre dai Carabinieri del NOE di Napoli, collaborati dal XXI Rgt. Genio Guastatori dell’Esercito Italiano di Caserta, consistiti di attività di scavo, eseguiti mediante l’utilizzo di mezzi d’opera forniti dall’esercito, hanno consentito di rinvenire, tombati nella proprietà, ingenti quantitativi di rifiuti speciali, anche pericolosi, di provenienza industriale, costituiti da scarti della lavorazione dell’industria tessile, scarti e residui plastici, sacchetti di rifiuti solidi urbani, scarti di pneumatici e rifiuti combusti, verosimilmente inizialmente confezionati in balle.</p>
<p>L’ARPA Campania contestualmente alle attività di scavo sta ora effettuando la caratterizzazione dei rifiuti. Le attività di scavo proseguiranno, anche nei prossimi giorni, anche per verificare l’eventuale compromissione del terreno, in termini di inquinamento. Il titolare dell’azienda zootecnica è stato denunciato per gestione illecita di rifiuti.</p>
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		<title>TRAFFICO DI RIFIUTI  TRA CAMPANIA E TUNISIA: 11 MISURE, DOMICILIARI PER UN FUNZIONARIO DELLA REGIONE CAMPANIA – </title>
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		<dc:creator><![CDATA[Monica Di Mauro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Feb 2024 11:55:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p dir="auto">E&#8217; emersa con chiarezza la posizione ed il ruolo di due funzionari della regione Campania, A.B. e V. A., uno agli arresti domiciliari ed un altro indagato, nell’ambito dell’inchiesta che ha chiuso il cerchio, con 11 misure cautelari,  attorno alla scoperta di un illecito traffico di rifiuti tra l’Italia e la Tunisia che, nel 2020 ha portato  il Nord Africa in 70 container 7891 tonnellate. Un incendio e poi l’arresto di alcuni esponenti tunisini fecero esplodere l’inchiesta che costrinse la regione Campania a lavorare per la restituzione dei rifiuti, attualmente ancora stoccati nell’area militare di Persano. Ma mentre i rifiuti restano fermi, il lavoro della procura di Potenza guidata da  Francesco Curcio è andato avanti ed oggi ha portato all’emissione di una serie di misure nei confronti di intermediari, imprenditori, titolari di aziende di trattamento recupero società di intermediazione oltre ai due già citati funzionari pubblici. I reati ipotizzati sono quelli di traffico illecito di rifiuti, fittizia intermediazione di beni, gestione illecita di rifiuti e realizzazione di discarica abusiva e frode nelle pubbliche forniture. A carico del funzionario (un altro è indagato) le indagini hanno accertato “omissioni e condotte ritenute, a livello di gravità indiziaria, un consapevole contributo all’illecito traffico di rifiuti”. Fondamentale nell&#8217;inchiesta anche un reportage di un’emittente televisiva tunisina sull’importazione dei rifiuti  che aveva portato prima a un’inchiesta con alcuni arresti, poi al blocco dei rifiuti stessi ed il lavoro in provincia di Salerno del giornalista de Il Mattino, Pasquale Sorrentino.  In sostanza, il traffico di rifiuti, che partiva dal porto di Salerno,  aveva come esito finale l’incendio dei rifiuti o il loro abbandono o interramento in Africa. Tutto basato su un contratto firmato il 30 settembre 2019, a <strong>Polla</strong> (Salerno), tra un società campana e un tunisina per il trasporto in Africa di 120 mila tonnellate di rifiuti. Nell’intesa erano coinvolte anche due ditte di intermediazione, una con sede a Soverato (Catanzaro), l’altra in Tunisia. In Italia, le indagini dei Carabinieri hanno scoperto “un complesso sistema attraverso cui è stato organizzato un ingente traffico illecito di rifiuti reso possibile, tra l’altro, dalla concessione di due autorizzazioni” rilasciate da un ufficio di Salerno della Regione Campania (in relazione ai quali sono indagati i due funzionari regionali). L’impianto tunisino che ricevette le quasi ottomila tonnellate di rifiuti fu interessato da un incendio che ne distrusse “<em>buona parte”.</em> In base a un accordo di cooperazione fra Tunisia e Regione Campania i container pieni di rifiuti sono stati ritrasferiti in Italia: i consulenti che li hanno esaminati hanno accertato<em> “la non corrispondenza della qualità dei rifiuti in sequestro al codice di riferimento dichiarato dall’esportatore”.  </em>Con la chiusura dell&#8217;inchiesta, i rifiuti sono ufficialmente dissequestrati e finalmente si potrà procedere al loro smaltimento. L&#8217;arrivo e la presenza dei rifiuti dalla Tunisia fu accompagnata da grosse preoccupazioni da parte delle popolazioni che inscenarono proteste e blocchi stradali.</p>
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		<title>TRAFFICO ILLECITO DI RIFIUTI E RICICLAGGIO: I CARABINIERI DEL NOE ARRESTANO 11 PERSONE – </title>
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		<dc:creator><![CDATA[Barbara Albero]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Oct 2023 09:15:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Alle prime ore di stamattina, nelle province di Napoli, Milano, Roma, Brindisi, Isernia, Chieti, Caserta, Frosinone e Salerno, i militari del Gruppo Carabinieri per la Tutela Ambientale e la Sicurezza Energetica di Napoli, collaborati nella fase esecutiva dai militari dei Comandi Provinciali territorialmente competenti, hanno dato esecuzione a nr. 11 provvedimenti cautelari personali, emessi dal [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Alle prime ore di stamattina, nelle province di Napoli, Milano, Roma, Brindisi, Isernia, Chieti, Caserta, Frosinone e Salerno, i militari del Gruppo Carabinieri per la Tutela Ambientale e la Sicurezza Energetica di Napoli, collaborati nella fase esecutiva dai militari dei Comandi Provinciali territorialmente competenti, hanno dato esecuzione a nr. 11 provvedimenti cautelari personali, emessi dal G.I.P. del Tribunale di Roma, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia dello stesso capoluogo, a carico di altrettanti imprenditori, titolari di aziende di trasporto e società di intermediazione, operanti nel settore della gestione dei rifiuti, gravemente indiziati per i reati di attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti (art. 452 quaterdecies c.p.), riciclaggio e autoriciclaggio (art. 648 bis e ter c.p.), gestione illecita di rifiuti e realizzazione di discarica abusiva (art. 256 commi 1 e 3).</p>
<p>L’indagine che costituisce l’esito di una complessa manovra investigativa, focalizzata sul fenomeno degli abbandoni di rifiuti speciali pericolosi e non, condotta dal Nucleo Operativo Ecologico di Salerno e coordinata dalla Procura Distrettuale Antimafia di Roma, ha consentito di accertare a carico degli indagati, colpiti dall’applicazione della misura coercitiva, reiterate azioni finalizzate a porre in essere illecite attività di smaltimento di rifiuti speciali non pericolosi. In particolare gli indagati, mediante l’utilizzo di automezzi, all’uopo noleggiati presso società terza estranea ai fatti, con mezzi fraudolenti, consistenti, da un lato, nella sostituzione delle targhe di immatricolazione con altrettante targhe riprodotte ed intestate ad un consorzio di trasporto rifiuti (estraneo ai fatti), dall’altro nella redazione di formulari di identificazione rifiuti riportanti dati falsi relativi al sito di smaltimento, ricevevano da ignare società produttrici di rifiuti speciali non pericolosi &#8211; in prevalenza rifiuti urbani misti – e rifiuti speciali pericolosi – in prevalenza miscele bituminose – provenienti dai rifacimenti dei manti stradali, per una quantità complessiva accertata pari a circa 7.000 tonnellate, per illegalmente smaltirli, mediante l’abbandono all’interno di un capannone in provincia di Frosinone (RM), su alcuni terreni agricoli in provincia di Bari e Brindisi e Lecce, nonché all’interno di una ex area industriale in provincia di Salerno. La genesi delle indagini veniva occasionata dal rinvenimento, nel Comune di Sora (FR), di un capannone industriale colmo di rifiuti speciali in balle, costituiti da residui dell’attività di recupero/trattamento dei RSU. Le successive attività investigative, condotte dalla P.G. operante, permettevano di individuare le aziende produttrici dei rifiuti e le società di trasporto responsabili dell’illecito traffico. Nel dettaglio, le evidenze investigative hanno consentito di suddividere l’indagine in tre fasi, tratteggiate in relazione alla tipologia e alla destinazione finale dei rifiuti illecitamente gestiti: &#8211; una 1^ fase riguarda la gestione di complessive 860 tonnellate circa di rifiuti speciali (plastiche e gomme frammiste a residui di RSU), raccolti presso alcune imprese campane e illecitamente abbandonati nel citato capannone di Sora (FR), regolarmente preso in affitto da uno degli indagati; &#8211; una 2^ fase riguarda la gestione di complessive 126 tonnellate circa di rifiuti speciali (residui del trattamento dei RSU), provenienti da impianti di recupero della Campania e della Puglia, successivamente abbandonati in territorio pugliese su alcuni terreni e perfino, in una circostanza, nel parcheggio di un supermercato; &#8211; una 3^ fase, infine, riguarda la gestione illecita di complessive 6.000 tonnellate circa di diverse tipologie di rifiuti speciali anche pericolosi, provenienti da produttori di area campana, abbandonati lungo arterie stradali secondarie o terreni incolti. Gli approfonditi accertamenti investigativi, svolti con la predisposizione di specifici servizi di osservazione, controllo e pedinamento e attività di intercettazioni telefoniche ed ambientali, permettevano di individuare tutti i componenti del sodalizio criminale. Circa 7.000 (settemila) tonnellate sono state le quantità stimate di rifiuti smaltiti mediante attività di abbruciamento, interramento e occultamento in aree agricole e capannoni industriali, che avrebbero consentito agli indagati di trarne un ingiusto profitto per un importo complessivo stimato in circa 1.000.000,00 Euro. Le somme così introitate, al fine di occultarne la provenienza illecita, erano poi oggetto da parte degli indagati di illecite operazioni finanziarie di riciclaggio. Oltre ad eseguire le 11 ordinanze di custodia cautelare in regime di arresti in carcere e domiciliari, venivano altresì sequestrate le quote delle nr. 2 società, i cui titolari sono ritenuti tra i principali organizzatori del traffico di rifiuti. Nel corso delle indagini erano già stati sequestrati il capannone di Sora (FR), alcuni rimorchi carichi di rifiuti abbandonati in una area di parcheggio di un supermercato di Mesagne (LE) e una ex area industriale nel Comune di Pontecagnano (SA). L’odierna operazione si inserisce nell’ambito di una più ampia manovra che l’Arma dei Carabinieri, attraverso i Reparti speciali per la Tutela Ambientale, ha adottato nell’azione di contrasto alla criminalità organizzata ambientale e nelle attività di prevenzione degli illeciti ambientali e del traffico di rifiuti sul territorio nazionale e comunitario. È d’ obbligo rilevare che gli odierni indagati e destinatari della misura restrittiva, sono, allo stato, solamente indiziati di delitto, pur gravemente, e che la loro posizione sarà definitivamente vagliata giudizialmente solo dopo la emissione di una sentenza passata in giudicato in ossequio ai principi costituzionali di presunzione di innocenza.</p>
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		<title>RIFIUTI DALLA TUNISIA, RIPRESE OPERAZIONI DI SBARCO AL PORTO – </title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/rifiuti-dalla-tunisia-riprese-operazioni-di-sbarco-al-porto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Monica Di Mauro]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Feb 2022 11:32:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[NOE]]></category>
		<category><![CDATA[Procura Salerno]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Hanno ripreso il via questa mattina alle otto al  molo 17 del porto commerciale di Salerno le operazioni di sbarco dei 213 container a bordo della nave Martine A. della compagnia Arka che contengono 6390 tonnellate di rifiuti provenienti dalla Tunisia. Iniziate ieri alle 15, le operazioni si sono interrotte alle 19 per riprendere questa mattina. Entro la giornata di oggi si punta a completarle. I container vengono al momento trasportati sulla banchina, dove entrano ufficialmente nel territorio italiano e quindi possono essere oggetto dell’indagine in corso da parte della procura di Salerno che vede al lavoro il nucleo operativo ecologico dei carabinieri di Salerno ( agli ordini del comandante Giuseppe Capoluongo)  e il nucleo di Polizia economico-finanziario della Guardia di Finanza. In questo momento i militari hanno verificato lo stato delle matricole e i sigilli doganali apposti per il trasporto. Mancherebbero i verbali dell’apertura avvenuta in Tunisia, dove il traffico di rifiuti partiti dalla impresa Sra di Polla ( i rappresentanti della famiglia Palmieri ed il loro legale erano presenti alle operazioni ieri al porto) È stato oggetto di una inchiesta che ha portato all’arresto anche del ministro dell’ambiente tunisino. Solo una volta che sarà completato lo sbarco dalla nave, il Noe potrà procedere con  il sequestro dei container, stoccati  nell’area terminal dell’agenzia Amoruso. Spetterà  poi alla procura di Salerno (che accorperà a sé l’inchiesta avviata anche dalla Procura di Potenza)  decidere se dare comunque seguito al piano predisposto dalla regione Campania, attraverso Eda ed EcoAmbiente  per la caratterizzazione (che dovrà confermare la natura dei rifiuti contenuti all’interno) e lo stoccaggio di rifiuti nell’area individuata nel Comune di Serre. Al momento questa sembra l’ipotesi più facile da realizzare, al netto delle proteste sorte nel comprensorio che dovrà accogliere i rifiuti.  A tranquillizzare gli animi ci ha  provato ieri anche il capo della procura di Salerno Giuseppe Borrelli incontrando il sindaco di Serre che oggi ha lanciato una mobilitazione a Borgo Carilia anche con i mezzi agricoli contro l&#8217;arrivo dei rifiuti.</p>
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		<title>RIENTRO RIFIUTI DALLA TUNISIA: IN RADA LA NAVE MARTINE A. – </title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/rientro-rifiuti-dalla-tunisia-in-rada-la-nave-martine-a/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Monica Di Mauro]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Feb 2022 11:17:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È ancora in rada, a distanza dal molo, la nave Martine A.  della compagnia Arka che attraccherà al porto di Salerno non prima di mercoledì mattina. La nave si è stagliata all’orizzonte del comune capoluogo dalla tarda serata di ieri. A bordo i 213 container provenienti dal porto di Sousse in Tunisia, la nazione che [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tvoggisalerno.it/rientro-rifiuti-dalla-tunisia-in-rada-la-nave-martine-a/">RIENTRO RIFIUTI DALLA TUNISIA: IN RADA LA NAVE MARTINE A. – &lt;i style=&quot;color:#ff0000;&quot; class=&quot;fa fa-video-camera&quot;&gt;&lt;/i&gt;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tvoggisalerno.it">TVOGGI Salerno</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>È ancora in rada, a distanza dal molo, la nave Martine A.  della compagnia Arka che attraccherà al porto di Salerno non prima di mercoledì mattina. La nave si è stagliata all’orizzonte del comune capoluogo dalla tarda serata di ieri. A bordo i 213 container provenienti dal porto di Sousse in Tunisia, la nazione che ha preteso all’Italia di riprendersi la spazzatura dopo l’inchiesta che ha portato agli arresti, tra gli altri, il ministro dell’ambiente tunisino. Una volta giunti nel porto di Salerno, i rifiuti saranno inviati in un’area militare (dove ci sono già altri rifiuti) situata nel comune di Serre, dove stasera è in programma un consiglio comunale monotematico destinato a questa situazione che ha creato grande allarme nella popolazione. Non si conosce la natura dei rifiuti stipati nei container. La caratterizzazione serve appunto a capire la natura dei rifiuti che solo così potranno essere smaltiti.  L&#8217; accordo di cooperazione istituzionale tra i due Paesi è stato firmato lo scorso 11 febbraio e &#8220;rappresenta il completamento del processo di consultazione tra Tunisia e Italia, che risale al 2020&#8221;, si legge in una nota del ministero tunisino che definisce anche &#8220;gli impegni che competono a ciascuna delle parti in merito al rimpatrio in Italia, in primo luogo, di 213 contenitori di rifiuti, attualmente stoccati presso il porto di Sousse&#8221;. &#8220;Proseguiranno in seguito le consultazioni, per la finalizzazione della restituzione dei rifiuti italiani rimanenti situati in un magazzino a Mourredine (delegazione di Msaken, Sousse) a seguito di un incendio.<br />
La vicenda risale all&#8217;estate 2020, quando le dogane tunisine scoprirono questi rifiuti domestici, la cui esportazione è vietata dalla legislazione di Tunisi e dalle convenzioni internazionali, ma presentati amministrativamente dall&#8217;azienda importatrice come rifiuti plastici &#8220;non pericolosi&#8221;. Sul caso venne aperta in Tunisia prima un&#8217;indagine amministrativa e poi una penale che ha visto indagate 26 persone per corruzione, compresi i funzionari della dogana e l&#8217;ex ministro dell&#8217;Ambiente, Mustapha Aroui, che venne arrestato.  Sulla vicenda si attendono tuttavia ancora diverse pronunce giudiziarie in Tunisia e Italia. Sulla vicenda ci sarebbero anche un’inchiesta affidata al Noe dei carabinieri oltre che un&#8217;indagine della Guardia di Finanza con due procure al Lavoro, quella di Potenza e quella di Salerno. La regione Campania, attraverso il vicepresidente Fulvio Bonavitacola ha assicurato tempi rapidi per la caratterizzazione e lo smaltimento dei rifiuti. Sulla questione stamani si è espresso anche Michele Buonomo di Legambiente.</p>
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		<title>PADULA, NEI GUAI 14 OPERAI ASSENTEISTI</title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/padula-nei-guai-14-operai-assenteisti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Monica Di Mauro]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Aug 2021 08:25:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[News 1]]></category>
		<category><![CDATA[DISCARICA DI PADULA]]></category>
		<category><![CDATA[NOE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dalle prime ore di questa mattina, i Carabinieri del NOE di Salerno, stanno eseguendo un’Ordinanza di Applicazione della Misura Cautelare dell’Obbligo di Presentazione alla P.G. emessa dal GIP del Tribunale di Lagonegro a carico di quattordici operai impiegati presso la ex discarica R.S.U. di Padula (SA). La misura cautelare è l’ulteriore epilogo di una complessa [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dalle prime ore di questa mattina, i Carabinieri del NOE di Salerno, stanno eseguendo un’Ordinanza di Applicazione della Misura Cautelare dell’Obbligo di Presentazione alla P.G. emessa dal GIP del Tribunale di Lagonegro a carico di quattordici operai impiegati presso la ex discarica R.S.U. di Padula (SA). La misura cautelare è l’ulteriore epilogo di una complessa attività investigativa coordinata dalla Procura di Lagonegro tesa a verificare la presenza effettiva sul luogo di lavoro di operai addetti alla manutenzione e gestione post-operativa dell’ex discarica R.S.U. di Padula e che nei giorni scorsi aveva coinvolto anche 9 operai addetti alla discarica di Caggiano destinatari di analogo provvedimento cautelare. Gli operai, già dipendenti della ERGON, su mandato della Regione Campania, erano impiegati dal Consorzio Unico di Bacino Napoli – Caserta, Ente Pubblico non economico con finalità di gestione del servizio pubblico locale di raccolta dei rifiuti, per la riqualificazione ambientale del sito con il compito di manutenere la discarica ed in particolare controllare, il telo di copertura, i livelli di percolato prodotto e la recinzione. Le indagini avviate dai Carabinieri del NOE nella primavera dello scorso anno su delega della Procura di Lagonegrese, hanno invece consentito di documentare, mediante prolungati servizi di osservazione e riprese video nonchè riscontri documentali, la costante assenza dal servizio degli operai e l’indebita percezione degli emolumenti stanziati dalla Regione mediante comunicazioni fittizie di presenza in servizio.<br />
False attestazioni di presenza in servizio e truffa aggravata e continuata in danno della Regione Campania sono i reati rubricati a carico dei 14 indagati colpiti dalla misura cautelare. </p>
<p>Le emergenze probatorie cristallizzate dai militari del NOE di Salerno hanno svelato un rodato meccanismo decettivo adoperato dagli addetti alla discarica . La prassi consolidata prevedeva che il referente del sito, a cui è attribuita la centralità del disegno illecito, comunicava al Consorzio Unico di Bacino i fogli di presenza attestanti la presenza parziale o solo fittizia in servizio degli altri dipendenti mentre di fatto la discarica restava chiusa. Le comunicazioni avvenivano mediante WhatsApp entro la prima ora dall’inizio del turno di lavoro e ad essa faceva seguito settimanalmente la trasmissione dei fogli di presenza mendaci, che venivano raccolti dallo stesso referente del sito, agli uffici del consorzio. Le indagini dei NOE hanno evidenziato la sistematicità dell’andazzo criminoso posto in essere dagli indagati che, approfittando di una quasi inesistente azione di controllo sul loro operato, hanno perseverato la condotta assenteista e truffaldina, non curando la manutenzione della discarica e cagionando in tal modo un considerevole pregiudizio all’ambiente.<br />
Il GIP, concordando con le valutazioni della Procura di Lagonegro, ha ritenuto pienamente sussistente il pericolo di reiterazione di tali comportamenti illeciti in virtù delle modalità con cui i fatti si sono svolti e della personalità degli indagati e pertanto ha ritenuto opportuna l’emissione dell’Ordinanza di Applicazione della Misura Cautelare dell’Obbligo di Presentazione alla Polizia Giudiziaria per A.G. 50enne di Montesano sulla Marcellana (SA), B.M. 60enne di Sala Consilina (SA), C.M. 48enne di Sassano (SA), D.J. 54enne di Montesano sulla Marcellana (SA), D.N. 51enne di Sassano (SA), F.M. 58enne di Sassano, G.P. 56enne di Montesano sulla Marcellana, L.A. 60enne di Montesano sulla Marcellana (SA) referente del sito, L.C. 53enne di Sala Consilina (SA), P.M. 53enne di Montesano sulla Marcellana (SA), P.G. 59enne di Sala Consilina (SA), R.G. 58enne di Montesano sulla Marcellana (SA), R.N. 43enne di Sassano (SA), V.V. 62enne di Sassano (SA). </p>
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		<title>EX DISCARICA R.S.U. DI CAGGIANO.  9 MISURE CAUTELARI PER OPERAI ASSENTEISTI</title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/ex-discarica-r-s-u-di-caggiano-9-misure-cautelari-per-operai-assenteisti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Barbara Albero]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Jul 2021 08:53:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[News 1]]></category>
		<category><![CDATA[arresto]]></category>
		<category><![CDATA[assenteisti]]></category>
		<category><![CDATA[CAGGIANO]]></category>
		<category><![CDATA[carabinieri]]></category>
		<category><![CDATA[lagonegro]]></category>
		<category><![CDATA[NOE]]></category>
		<category><![CDATA[salerno]]></category>
		<category><![CDATA[tribunale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I Carabinieri del NOE di Salerno, hanno eseguito dalle prime ore di questa mattina, un’Ordinanza di Applicazione della Misura Cautelare dell’Obbligo di Presentazione alla P.G. emessa dal GIP del Tribunale di Lagonegro a carico di nove operai impiegati presso la ex discarica R.S.U. di Caggiano (SA). La misura cautelare è l’epilogo di una complessa attività [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: DejaVu Sans Condensed, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">I Carabinieri del NOE di Salerno, hanno eseguito dalle prime ore di questa mattina, un’Ordinanza di Applicazione della Misura Cautelare dell’Obbligo di Presentazione alla P.G. emessa dal GIP del Tribunale di Lagonegro a carico di nove operai impiegati presso la ex discarica R.S.U. di Caggiano (SA). </span></span></p>
<p><span style="font-family: DejaVu Sans Condensed, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">La misura cautelare è l’epilogo di una complessa attività investigativa coordinata dalla Procura di Lagonegro tesa a verificare la presenza effettiva sul luogo di lavoro di operai addetti alla manutenzione e gestione post-operativa dell’ex discarica R.S.U. di Caggiano. Gli operai, già dipendenti della ERGON, su mandato della Regione Campania, erano impiegati dal Consorzio Unico di Bacino Napoli – Caserta per la riqualificazione ambientale del sito con il compito di manutenere la discarica ed in particolare controllare i livelli di percolato prodotto. Le indagini avviate dai Carabinieri del NOE nella primavera dello scorso anno su delega della Procura di Lagonegro, hanno invece consentito di documentare, mediante prolungati servizi di osservazione e riscontri documentali, la costante assenza dal servizio degli operai e l’indebita percezione degli emolumenti stanziati dalla Regione mediante comunicazioni fittizie di presenza in servizio.</span></span></p>
<p><span style="font-family: DejaVu Sans Condensed, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">False attestazioni di presenza in servizio e truffa aggravata e continuata in danno della Regione Campania sono i reati rubricati a carico di 9 indagati colpiti dalla misura cautelare. </span></span></p>
<p><strong><span style="font-family: DejaVu Sans Condensed, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Le emergenze probatorie cristallizzate dai militari del NOE di Salerno hanno svelato un collaudato meccanismo adoperato dagli addetti alla discarica.</span></span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family: DejaVu Sans Condensed, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">La prassi prevedeva che il referente del sito, a cui è attribuita la centralità del disegno illecito, comunicava al Consorzio Unico di Bacino i fogli di presenza attestanti fittiziamente la presenza in servizio degli altri dipendenti mentre di fatto la discarica restava chiusa. </span></span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family: DejaVu Sans Condensed, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Le comunicazioni avvenivano mediante WhatsApp entro la prima ora dall’inizio del turno di lavoro e ad essa faceva seguito settimanalmente la trasmissione dei fogli di presenza mendaci, che venivano raccolti dallo stesso referente del sito, agli uffici del consorzio. Le indagini dei NOE hanno evidenziato la sistematicità dell’esercizio criminoso posto in essere dagli indagati che, approfittando di una pressochè inesistente azione di controllo sul loro operato, hanno perseverato nella condotta assenteista e truffaldina addirittura anche dopo aver subito i primi controlli dei Carabinieri, non curandosi affatto della manutenzione della discarica e cagionando in tal modo un consistente pregiudizio all’ambiente. </span></span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family: DejaVu Sans Condensed, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Il GIP, concordando con le valutazioni della Procura di Lagonegro, ha ritenuto pienamente sussistente il pericolo di reiterazione di tali comportamenti illeciti in virtù delle modalità con cui i fatti si sono svolti e della personalità degli indagati e pertanto ha ritenuto congrua l’emissione dell’Ordinanza di Applicazione della Misura Cautelare dell’Obbligo di Presentazione alla Polizia Giudiziaria per A.A. 53enne di Polla (SA) referente del sito, A.A. 56enne di Buccino (SA), M.C. 38enne di Sant’Arsenio (SA), A.C. 62enne di Pertosa (SA), R.C. 56enne di Colliano (SA), S.D. 61enne di Sant’Arsenio (SA), P.DS. 57enne di Polla (SA), R.F. 61 enne di Laviano (SA), N.S. 50enne di Buccino. </span></span></strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>SCARICHI NEL FIUME SARNO. IL NOE SEQUESTRA IMPIANTO A NOCERA SUPERIORE</title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/scarichi-nel-fiume-sarno-il-noe-sequestra-impianto-a-nocera-superiore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Barbara Albero]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Feb 2021 10:03:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[News 1]]></category>
		<category><![CDATA[carabinieri]]></category>
		<category><![CDATA[FIUME SARNO]]></category>
		<category><![CDATA[Nocera Inferiore]]></category>
		<category><![CDATA[NOE]]></category>
		<category><![CDATA[procura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Proseguono le indagini della Procura della Repubblica di Nocera Inferiore ed i controlli dei Carabinieri del Comando per la Tutela Ambientale nei confronti delle aziende operanti nel bacino del fiume Sarno e dai suoi affluenti al fine di perseguire le attività illegali che contribuiscono all&#8217;inquinamento del corso d&#8217;acqua. In tal senso, nel corso delle ultime [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY">Proseguono le indagini della Procura della Repubblica di Nocera Inferiore ed i controlli dei Carabinieri del Comando per la Tutela Ambientale nei confronti delle aziende operanti nel bacino del fiume Sarno e dai suoi affluenti al fine di perseguire le attività illegali che contribuiscono all&#8217;inquinamento del corso d&#8217;acqua. In tal senso, nel corso delle ultime settimane, i Carabinieri del NOE di Salerno, hanno effettuato ulteriori accessi presso gli opifici industriali operanti nell&#8217;area di bacino del Sarno e dei suoi principali tributari, i torrenti Solofrana e Cavaiola.</p>
<p align="JUSTIFY">In data odierna, a conclusione di indagini disposte dal Sostituto Procuratore Dott. Roberto Lenza e coordinate dal Procuratore della Repubblica Dott. Antonio Centore, nel più ampio quadro delle attività di controllo tese alla repressione di reati ambientali consumati nelle aree rientranti nel Bacino Idrografico del fiume Sarno, in accoglimento della richiesta della Procura della Repubblica, il Gip presso il Tribunale di Nocera Inferiore, ha emesso un decreto di sequestro preventivo dell&#8217;impianto della soc. LA BETONCAVE operante in Nocera Superiore su una superficie di circa 20.000 mq, noto stabilimento industriale per la produzione di conglomerati cementizi e dotato di un impianto di frantumazione ed un impianto di produzione di calcestruzzo.</p>
<p align="JUSTIFY">Al termine delle indagini i legali rappresentanti sono stati deferiti in stato di libertà per i reati connessi allo scarico illecito di reflui industriali.</p>
<p align="JUSTIFY">Nel corso del sopralluogo i Militari del Noe hanno accertato che l&#8217;azienda non è in possesso di alcuna autorizzazione allo scarico in corpo idrico superficiale delle acque reflue industriali prodotte che venivano, pertanto, convogliate, illecitamente, nell&#8217;Alveo S. Croce affluente del torrente Cavaiola.</p>
<p align="JUSTIFY">Si è accertato, altresì, che i reflui di dilavamento dei piazzali, interessati dallo stoccaggio di consistenti quantità di materiali e rifiuti inerti ed inevitabilmente anche dall&#8217;esercizio di operazioni connesse con le attività (operazioni di carico e scarico da parte di autocarri e di rifornimento carburante/gasolio con rilascio di oli od idrocarburi), trasportando con sé elementi residuali inquinanti connessi all&#8217;attività produttiva e miscelandosi con questi, perdono la loro connotazione originaria di fenomeno naturale, neutro per l&#8217;ecosistema, per acquisire, invece, gli elementi tipici dei reflui industriali, dannosi per l&#8217;ambiente.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>SEQUESTRO DEL NOE NELL’AREA INDUSTRIALE DI POLLA. DENUNCIATA UNA PERSONA</title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/sequestro-del-noe-nellarea-industriale-di-polla-denunciata-una-persona/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Barbara Albero]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Dec 2020 09:37:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[News 1]]></category>
		<category><![CDATA[carabinieri]]></category>
		<category><![CDATA[DENUNCIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOE]]></category>
		<category><![CDATA[polla]]></category>
		<category><![CDATA[SEQUESTRO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Proseguono i controlli intrapresi nell’area del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano a tutela delle matrici ambientali su disposizione della Procura di Lagonegro. I Carabinieri del Noe di Salerno hanno operato il sequestro preventivo di tutti gli impianti emananti emissioni in atmosfera di un noto opificio operante in Contrada Sant’Antuono presso l’area ASI [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Proseguono i controlli intrapresi nell’area del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano a tutela delle matrici ambientali su disposizione della Procura di Lagonegro.<br />
I Carabinieri del Noe di Salerno hanno operato il sequestro preventivo di tutti gli impianti emananti emissioni in atmosfera di un noto opificio operante in Contrada Sant’Antuono presso l’area ASI di Polla. L’insediamento industriale, esteso su una superficie di circa 10.000 mq, opera dal febbraio 2015 nel settore della produzione di profilati in alluminio, dal trattamento dell’alluminio grezzo, alla successiva verniciatura e finitura.<br />
Il procedimento penale è iscritto nei confronti del legale rappresentante della società. Si tratta di F.P. 63enne residente a Padula che dovrà rispondere del reato di attività illecita di gestione di rifiuti per aver smaltito illegalmente circa 8 tonnellate di rifiuti speciali pericolosi costituiti da miscele e solventi, nonché per aver scaricato illecitamente in un affluente del fiume Tanagro i reflui industriali provenienti dal processo di lavorazione. La zona infatti non è servita da pubblica fognatura. Ulteriore contestazione è riferita alla conduzione dell’attività industriale in assenza di autorizzazione alle emissioni in atmosfera. Tutti i reati contestati sono sanzionati del Testo Unico Ambientale.<br />
Nel corso dei sopralluoghi intrapresi dal mese di aprile ed incrociati con gli atti amministrativi acquisiti presso i locali uffici comunali e i dati contabili dell’azienda riferiti agli ultimi 6 anni, i Militari del Noe hanno rilevato infatti che gli impianti di verniciatura e cottura , seppur convogliati ad un impianto di abbattimento non erano autorizzati ed hanno accertato l’illecito smaltimento, avvenuto nel tempo, di circa 8.000 kg di Metiletilchetone, uno speciale solvente utilizzato per la pulizia dei rulli di verniciatura e classificato come rifiuto pericoloso.<br />
Al termine di ulteriori sopralluoghi protrattisi fino al mese di ottobre è poi emerso che i reflui industriali non vengono più scaricati nell’affluente, ma immessi in vasche e riutilizzati per ulteriori processi, ma la necessaria autorizzazione alle emissioni in atmosfera, seppur richiesta solo dopo l’intervento dei Militari, non è stata emessa poiché dichiarata irricevibile.<br />
Gli illeciti sono stati verificati a conclusione di accertamenti intrapresi negli ultimi mesi nell’ambito di più ampie indagini disposte dal Sostituto Procuratore D.ssa Giovanna Lerose e coordinate dal Procuratore Dr. Gianfranco Donadio, tese a reprimere fenomeni di illeciti sversamenti nella vasta area protetta del Parco del Cilento e Vallo di Diano e plurime violazioni alle norme a salvaguardia delle matrici ambientali.<br />
Su espressa richiesta della Procura, il Gip Dr. Mariano Sorrentino, condividendo le valutazioni degli organi inquirenti, ha valutato la sussistenza di un pericolo attuale e concreto circa la libera disponibilità dei macchinari che producono emissioni in atmosfera ed ha emesso un Decreto di sequestro preventivo degli impianti di pretrattamento, del forno e di 3 cabine di verniciatura. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tvoggisalerno.it/sequestro-del-noe-nellarea-industriale-di-polla-denunciata-una-persona/">SEQUESTRO DEL NOE NELL’AREA INDUSTRIALE DI POLLA. DENUNCIATA UNA PERSONA</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tvoggisalerno.it">TVOGGI Salerno</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>INQUINAMENTO AMBIENTALE, DENUNCIATI DUE TITOLARI DI AZIENDE DELL&#8217;AGRO NOCERINO SARNESE</title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/inquinamento-ambientale-denunciati-due-titolari-di-aziende-dellagro-nocerino-sarnese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Nov 2020 11:37:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[News 2]]></category>
		<category><![CDATA[DENUNCIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOE]]></category>
		<category><![CDATA[pagani]]></category>
		<category><![CDATA[sarno]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tvoggisalerno.it/?p=110757</guid>

					<description><![CDATA[<p>Proseguono serrati i controlli dei Carabinieri del Comando per la Tutela Ambientale nei confronti delle aziende operanti nelle aree attraversate dal fiume Sarno, al fine di individuare ed interrompere le attività illegali che influiscono sullo stato di salute del corso d’acqua. Nel corso delle ultime settimane, i Carabinieri del NOE di Salerno, hanno effettuato ulteriori [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Proseguono serrati i controlli dei Carabinieri del Comando per la Tutela Ambientale nei confronti delle aziende operanti nelle aree attraversate dal fiume Sarno, al fine di individuare ed interrompere le attività illegali che influiscono sullo stato di salute del corso d’acqua.<br />
Nel corso delle ultime settimane, i Carabinieri del NOE di Salerno, hanno effettuato ulteriori accessi presso gli opifici industriali operanti nell’area di bacino del Sarno e dei suoi principali tributari, i torrenti Solofrana e Cavaiola, al fine di verificare la presenza di scarichi abusivi, la regolarità dei titoli autorizzativi e le modalità di trattamento dei rifiuti.<br />
E’ noto infatti che anche lo stoccaggio di rifiuti in aree non autorizzate, per lo più scoperte ed esposte agli agenti atmosferici favorisce la formazione di reflui che, laddove non convogliati in un sistema di raccolta e depurazione, costituiscono un fattore in grado di inquinare i terreni e le falde sotterranee.</p>
<p>A Sarno, i militari del Noe hanno condotto accertamenti in pregiudizio di un impianto di recupero rifiuti speciali non pericolosi operante nella locale area PIP di via Ingegno, nel corso dei quali è stata rilevata la presenza di consistenti cumuli di rifiuti speciali all’interno di un’area non autorizzata. Al termine delle operazioni l’area, estesa su una superficie di 2.000 mq, su cui erano stoccate circa 700 tonnellate di miscele bituminose, rifiuti da demolizione e terre da scavo è stata posta sotto sequestro. Contestualmente il titolare dell’impresa, P.M. 68enne di Nocera Inferiore, è stato deferito in stato di libertà per il reato di attività di gestione di rifiuti non autorizzata sanzionato dal Testo unico Ambientale. </p>
<p>A Pagani, sono stati condotti accertamenti anche in pregiudizio di un impianto di recupero e riciclaggio di cascami e rottami metallici, nel corso dei quali i Militari del Noe hanno rilevato la presenza di circa 35 tonnellate di rifiuti speciali costituiti da metalli ferrosi, apparecchiature fuori uso, ferro e acciaio ed imballaggi in materiali compositi, stoccati illecitamente ed in modo incontrollato in un’area di piazzale scoperta ed esposti agli agenti atmosferici. L’area di circa 400 mq è stata posta sotto sequestro.<br />
Anche in tal caso il legale rappresentante, M.G. 34enne di Pagani, è stato deferito in stato di libertà per il reato di attività di gestione di rifiuti non autorizzata.<br />
L’attività di stoccaggio abusivo di rifiuti concretizza un reato permanente in grado di provocare danni alla salubrità ambientale ed in tal caso ricorrono i presupposti per l’adozione del provvedimento di sequestro poiché la libera disponibilità delle aree adibite allo stoccaggio illecito di rifiuti può produrre permanenti danni all’ambiente circostante.<br />
Gli illeciti in contestazione sono stati verificati dalla P.G. a conclusione di accertamenti delegati nell’ambito di indagini disposte dai Sostituti Procuratori D.ssa Anna Chiara Fasano e D.ssa Claudia Colucci e coordinate dal Procuratore della Repubblica Dr. Antonio Centore e si inseriscono nel più ampio quadro delle attività di controllo tese alla repressione di reati ambientali consumati nelle aree rientranti nel Bacino Idrografico del fiume Sarno.<br />
In accoglimento delle richieste della Procura della Repubblica, il Gip presso il Tribunale di Nocera Inferiore ha convalidato i sequestri operati dal Noe ed ha emesso distinti decreti di sequestro preventivo delle aree al fine di interrompere le criticità riscontrate e salvaguardare la salute dei cittadini e la salubrità ambientale. </p>
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