L’amministratore delegato delle Fonderie Pisano Ciro Pisano insieme all’advisor strategico Dino Giordano, ha partecipato all’incontro che si è tenuto oggi pomeriggio presso la sede di Confindustria Salerno per discutere della ripresa dell’attività dello stabilimento di Fratte, dopo la decisione della Regione di sospendere il procedimento di riesame dell’Autorizzazione integrata ambientale (AIA), in attesa di ricevere la documentazione relativa alla procedura di Valutazione d’impatto ambientale (VIA) e di Valutazione d’incidenza ambientale (VIncA). La proprietà ha evidenziato che sta lavorando per integrare la documentazione richiesta dalla Regione, esprimendo tuttavia preoccupazione per la decisione dell’ente, considerato che l’iter amministrativo previsto potrebbe richiedere tempi molto lunghi, stimati tra i sei e i nove mesi. Ha inoltre ricordato di aver già presentato, lo scorso 16 settembre, tutte le integrazioni richieste nel corso della Conferenza dei servizi del 26 agosto, dando piena attuazione al pronunciamento del Consiglio di Stato del 18 maggio e rispettando tutte le prescrizioni operative indicate in quella sede, necessarie per superare le criticità relative alle BAT (Best Available Techniques), nel rispetto dei limiti emissivi imposti. Con l’obiettivo di consentire la ripartenza immediata dello stabilimento di Fratte, la proprietà ha annunciato la presentazione di un ricorso al Tar per ottenere la convocazione urgente di una Conferenza dei servizi che possa pronunciarsi sulla possibilità di riavviare la produzione con il forno elettrico che ha già installato e che è stato autorizzato all’esercizio. Questa ripartenza scongiurerebbe l’avvio della procedura di licenziamento collettivo dei lavoratori che è alle porte, essendo esauriti ad oggi gli ammortizzatori sociali. «Possiamo riprendere immediatamente la produzione e non comprendiamo perché questa possibilità ci venga negata – sottolinea Ciro Pisano, amministratore delegato di Pisano & C. S.p.A – Anche se inizialmente la produzione sarà ridotta, in questa fase la cosa più importante è ripartire. Un’azienda ferma muore: non ha futuro, perde commesse e opportunità di sviluppo, oltre alla possibilità di essere delocalizzata. Inoltre, per i nostri 100 dipendenti, a fine ottobre, non avendo più accesso ad alcun sostegno aziendale, scatterà la procedura di licenziamento collettivo. Una situazione che ci preoccupa e ci addolora. Per questa ragione durante l’incontro di mercoledì 14 ottobre al Ministero dell’Industria e del Made in Italy chiederemo la possibilità di avere altri sostegni per scongiurare i licenziamenti». ...