CARTE MA NON SOLO: ECCO I GIOCHI TRADIZIONALI CAMPANI

La tradizione del gioco in Campania è ormai nota in tutto il mondo. Questa si intreccia tra credenze popolari, religione e misticismo. Sono tantissimi i passatempi che nel corso dei secoli si sono sviluppati e che ancora oggi vengono tramandati di generazione in generazione. Giochi che prima aveva un ruolo importantissimo all’interno del vivere sociale e che oggi, seppur diventati meno diffusi e giocati a causa della tecnologia, rimangono sempre apprezzati.

La tecnologia ha comunque una importanza senza precedenti al giorno d’oggi. Basti pensare al fatto che è possibile giocare ai più conosciuti giochi della tradizione campana e non solo anche direttamente in rete. Tutti i casino online della Microgaming, ad esempio, oggi sono particolarmente noti. Ma vediamo nel dettaglio quali sono i giochi tradizionali campani.

I giochi di carte

Una menzione speciale non possono non averla i giochi di carte. Parliamo di quei giochi che hanno reso nota la Campania in tutta l’Italia e non solo e che si basano sulle carte napoletane in primis. Giochi che risalgono al Cinquecento, nella maggior parte dei casi, e che oggi sono ancora giocati con la stessa passione di sempre.

Fu il governo spagnolo che introdusse la tassa di un carlino sulle carte e diede quindi il via alla realizzazione di quelle campane e napoletane. Si parla di carte che hanno quattro semi, denari, coppe, bastoni e spade; di cui ognuno consta di 10 carte differenti (dal re, passando per il fante e le carte numerate). Il fante, nel gergo campano, ha ormai assunto il nome di “donna”, e quindi le carte di questo tipo vengono chiamate proprio “donne”. Tra i più noti giochi di carte troviamo sicuramente la Scopa e lo Scopone scientifico: le prime menzioni di questi giochi risalgono al 1750, erano presenti nel codice Chitarrella, manuale scritto in latino da un monaco domenicano. Troviamo poi il Sette e mezzo, passatempo che veniva giocato per lo più durante le feste natalizie. Anche il Tressette aveva assunto una sua fama molto significativa.

Altri giochi

Quanto poteva essere divertente il Pallamaglio? Si tratta di un gioco che è simile al golf, ma anche al polo sotto certi punti di vista, e che consisteva nel colpire una palla di legno con delle mazze artigianali. Non tutti, poi, conoscono il Carruocciolo, un gioco particolarmente difficile e sotto certi punti di vista pericoloso. Questo venne diffuso a Napoli, durante gli anni Cinquanta, ma si diffuse anche a Salerno e provincia ben presto: era molto simile agli skateboard che si conoscono oggi. Era realizzato con delle aste di legno, a cui venivano applicate delle ruote: un modo per imitare un gioco che forse era stato conosciuto dopo l’arrivo degli americani. Ed è impossibile non conoscere lo strummolo, una sorta di trottola di legno che veniva fatto rotolare con una corda, la finicella, e che serviva ad innescare le rotazioni del girello di legno, il quale volteggiava. Questo gioco veniva giocato per tantissimo tempo e sostituiva le classiche trottole

Autore dell'articolo: Redazione