SALERNITANA FISCHIATA, ORA RESA O RILANCIO –

Ferrari sbaglia dal dischetto la grande chance di sbloccare una partita che si è da subito confermata difficile come si prevedeva e la Salernitana non riesce ad andare oltre il pari con un Cosenza fisicamente e tatticamente più centrato. La squadra di Buscè ha preso subito il comando del gioco, la Salernitana glielo avrà anche in parte concesso per sfruttare la velocità di Achik che era riuscito ad andare al tiro in contropiede e poi aveva imbeccato Ferrari nell’azione del calcio di rigore. Il secondo tempo è stato all’insegna di un mesto “vorrei ma non posso”, con il Cosenza vicinissimo al gol con Kouan, fermato dal palo, e la Salernitana ad affannarsi senza risultati concreti al netto del tiro di Ferraris su assist di Achik e di quello di Matino fermato addirittura da Berra. Ora la classifica dice che Catania e Benevento hanno sei punti in più ed il campo ha fin qui detto che queste due squadre hanno una identità e delle certezze che la Salernitana non ha. In più, anche Casertana e Cosenza sembrano al momento più avanti sul piano della consapevolezza e dell’identità di squadra. La Salernitana appare quasi scoraggiata, sfilacciata, indecisa sulla strada da prendere in campo e fuori. Dalla curva sono piovuti fischi alla fine, ma prima è arrivato un invito preciso rivolto alla proprietà chiamata ad investire per dare una sterzata ad una stagione partita bene ed ora pericolosamente avviata verso una sorta di oblio. Serve decidere ora se ci si voglia arrendere e consegnare alla mediocrità, proseguendo nella scia dei due disastri tecnici e gestionali del biennio più inglorioso dei 107 anni di vita della Salernitana, o se si voglia rilanciare, tirar fuori gli attributi prima ancora che i milioni. Il nodo da sciogliere sta tutto qua. E’ Danilo Iervolino che deve dare una direzione precisa. Se al patron sta bene vivacchiare in C, allora che nulla cambi. Se ha ancora fame, orgoglio, voglia di riscatto, allora che dia a Faggiano il via libera per fare ciò che va fatto sul mercato e magari anche in merito alla posizione di Raffaele che deve fare i conti con un trend negativo che è cominciato dopo la sconfitta di Catania. Il tempo delle indecisioni e degli alibi va superato. Se c’è l’intenzione di centrare un obiettivo sportivo, allora non si può esitare oltre. Altrimenti sarà chiaro che si vorrà dare priorità ad altri obiettivi. Tutto legittimo, per carità, ma che almeno lo si dica apertamente per rispetto di una piazza che ha già subito troppe mortificazioni.

Autore dell'articolo: Nicola Roberto