PICCOLE E MEDIE IMPRESE: QUALI SONO I RISCHI PIÙ SOTTOVALUTATI CHE POSSONO BLOCCARE L’ATTIVITÀ?

Le piccole e medie imprese (PMI) rappresentano l’ossatura del tessuto economico italiano. Tuttavia, nonostante la loro centralità, molte di esse operano con una struttura organizzativa e finanziaria fragile, spesso esposta a rischi che vengono percepiti come remoti — fino al momento in cui si concretizzano. In un contesto sempre più volatile, la gestione del rischio non può più essere un aspetto marginale, ma deve entrare a pieno titolo nella pianificazione strategica di ogni impresa.

Interruzioni operative: quando un fermo imprevisto diventa insostenibile

Uno dei rischi più frequentemente sottovalutati riguarda l’interruzione dell’attività produttiva o commerciale a seguito di eventi esterni: incendi, danni agli impianti, blackout prolungati, guasti informatici o persino manifestazioni atmosferiche estreme. Anche un’interruzione temporanea può avere effetti devastanti, soprattutto se non esistono piani di continuità operativa o adeguate coperture assicurative.

Le PMI, a differenza delle grandi aziende, difficilmente dispongono di risorse sufficienti per far fronte a una sospensione prolungata dell’attività. Il rischio di perdere clienti, interrompere contratti o dover affrontare penali può compromettere la sostenibilità economica dell’intera impresa.

Responsabilità verso terzi e danni indiretti

Molti imprenditori concentrano l’attenzione sulla gestione quotidiana del business e sottovalutano l’impatto potenziale di una richiesta di risarcimento da parte di un cliente, un fornitore o un dipendente. La responsabilità civile, se non adeguatamente coperta, può mettere in pericolo il patrimonio dell’impresa e dei suoi soci.

Non meno rilevanti sono i danni indiretti, spesso trascurati. Un esempio è la responsabilità per difetti di prodotto, che può colpire anche chi produce semilavorati, oppure le conseguenze legali derivanti da controversie contrattuali. In questi casi, la possibilità di essere tutelati da una copertura legale o da una polizza specifica può fare la differenza tra continuità operativa e crisi aziendale.

Per affrontare in modo strutturato questi scenari, molte realtà scelgono di sottoscrivere un’assicurazione aziendale, così da tutelarsi dai rischi che devono invece essere gestiti internamente attraverso protocolli, audit e procedure.

Sicurezza informatica e perdita di dati

Con la crescente digitalizzazione delle attività aziendali, i dati — contabili, anagrafici, commerciali — sono diventati un asset fondamentale. Tuttavia, numerose PMI continuano a operare con sistemi IT poco sicuri, senza backup regolari o protocolli di cybersecurity. Attacchi informatici, furti di dati sensibili o semplici errori umani possono comportare non solo perdite economiche, ma anche sanzioni ai sensi del GDPR, oltre a un grave danno reputazionale.

Le assicurazioni cyber, ancora poco diffuse nel comparto delle PMI, possono offrire protezione in caso di attacchi esterni, coprendo i costi di ripristino dei dati, l’assistenza legale, la gestione della crisi e le eventuali richieste di risarcimento da parte di soggetti terzi.

Dipendenza da fornitori e figure chiave

Molte imprese, soprattutto quelle familiari o di piccole dimensioni, si basano su una struttura decisionale centralizzata e su una catena di fornitura ristretta. L’assenza improvvisa di una figura chiave, come il titolare o un tecnico specializzato, o l’interruzione della fornitura da parte di un singolo partner strategico, può generare ritardi, disservizi o blocchi produttivi.

In questi casi, la mancanza di una strategia di gestione del rischio umano o di un piano di approvvigionamento alternativo rende l’azienda vulnerabile. Alcune forme assicurative — come le polizze “key man” o le coperture per la mancata fornitura — possono offrire soluzioni mirate per mitigare queste criticità.

Verso una cultura della prevenzione

La gestione del rischio non dovrebbe essere percepita come una voce di costo, ma come un investimento sulla stabilità e sulla crescita dell’impresa. La differenza tra un evento gestibile e una crisi irreversibile risiede spesso nella capacità di aver previsto scenari alternativi e di essersi dotati di strumenti adeguati per affrontarli.

Introdurre una cultura della prevenzione significa analizzare periodicamente i punti deboli dell’organizzazione, valutare i rischi connessi alla propria filiera, coinvolgere consulenti specializzati e dotarsi di coperture assicurative su misura.

Le PMI che adottano un approccio proattivo alla gestione del rischio sono anche quelle che dimostrano una maggiore resilienza nei momenti di crisi, consolidando nel tempo la propria competitività sul mercato.

Autore dell'articolo: Redazione