FABIO CAGNAZZO, STOP ALLA SOSPENSIONE: DECISIONE DEL TAR

Sette mesi dopo il ritorno in libertà, si aggiunge un nuovo tassello nella vicenda giudiziaria del colonnello dei carabinieri Fabio Cagnazzo. Il Tar del Lazio ha accolto il ricorso ed ha annullato  la sospensione cautelare dal servizio disposta dal Ministero della Difesa. Per i giudici amministrativi, il quadro indiziario alla base del provvedimento appare fragile, con motivazioni carenti, valutazioni da rifare.

Il Tar del Lazio, sezione prima bis, ha così accolto il ricorso presentato dal colonnello dei carabinieri Fabio Cagnazzo, annullando il decreto di sospensione precauzionale facoltativa adottato nell’ottobre 2025 dal Ministero della Difesa. Il provvedimento era scattato dopo il coinvolgimento dell’ufficiale nell’inchiesta della Procura di Salerno sul presunto depistaggio delle indagini per l’omicidio del sindaco di Pollica, Angelo Vassallo assassinato il 5 settembre del 2010 con 9 colpi di pistola mentre si trovava dentro la sua auto e stava tornando a casa.

Secondo i giudici amministrativi, i due pronunciamenti della Corte di Cassazione – che hanno annullato le misure cautelari e rimandato gli atti al Tribunale del Riesame – hanno messo in evidenza una “carenza del quadro indiziario” tale da incidere anche sui gravi indizi di colpevolezza posti a fondamento della sospensione.

il colonnello Cagnazzo a novembre del 2024 fu arrestato su input della Direzione Distrettuale Antimafia di Salerno, dopo un’accelerata nell’inchiesta che aveva portato ad una serie di provvedimenti cautelari nei confronti di altre persone, l’imprenditore Giuseppe Cipriano, l’ex pentito Romolo Ridosso e l’ex carabiniere Lazzaro Cioffi.

La sospensione cautelare, sottolinea il Tar, è una misura a tutela del prestigio e del buon andamento dell’amministrazione, ma nel caso specifico il Ministero avrebbe dovuto tener conto delle decisioni della Suprema Corte, già antecedenti al decreto e culminate, nell’aprile 2025, con la scarcerazione dell’ufficiale. Cagnazzo era tornato in libertà nel maggio 2025, a otto mesi dall’arresto. A dicembre, un nuovo intervento della Cassazione aveva ribadito l’indebolimento dell’impianto accusatorio.

Soddisfazione è stata espressa da Uniarma, che richiama il principio della presunzione di innocenza. La decisione del Tar dovrà ora essere confermata nel merito nell’udienza fissata per il 28 ottobre. Intanto, la prossima settimana si torna in aula per l’udienza preliminare sulla richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura di Salerno.

Autore dell'articolo: Barbara Albero