GIUSTIZIA, MIGLIORA “LO STATO DI SALUTE”: SI APRE L’ANNO GIUDIZIARIO –

Migliora lo stato di salute della giustizia salernitana, tra dati e bilanci dell’anno appena trascorso ma soprattutto nuove sfide e obiettivi che riportano al centro i bisogni dell’umanità e del delicato lavoro compiuto proprio dagli uomini della magistratura e di legge. “L’indipendenza della Magistratura, condizione essenziale della democrazia e della libertà, rispetto alla quale occorre avere piena consapevolezza del fatto che essa non costituisce un diritto acquisito e tantomeno scontato. Siamo vicini ai colleghi magistrati che sempre più frequentemente sono oggetto di attacchi e critiche scomposte, spesso talmente avulse dal contenuto dei provvedimenti da essi adottati da apparire esclusivamente frutto di preconcetti o, peggio ancora, ispirati a finalità meramente denigratorie della funzione esercitata”. Paolo Sordi, presidente della corte d’appello di Salerno ha salutato così l’anno giudiziario che si è aperto questa mattina alla cittadella giudiziaria di Salerno alla presenza delle massime cariche istituzionali e della magistratura e delle forze dell’ordine del territorio. Il giudizio complessivo dell’andamento della giustizia nel distretto può essere sintetizzato mediante due essenziali considerazioni. La prima consiste nella conferma di una generale capacità, dimostrata ormai da alcuni anni, di smaltire un numero di procedimenti superiore rispetto a quello delle sopravvenienze, con conseguente continua diminuzione dell’ammontare delle pendenze. Ciò dimostra che gli Uffici giudiziari del distretto, sarebbero in condizione di offrire una risposta più che adeguata alla domanda di giustizia di cui sono investiti. Ma per migliorare bisogna “colmare tempestivamente i vuoti di organico che si verificano a seguito di vicende ordinarie quali il collocamento a riposo o il trasferimento dei magistrati presenti”. Al momento la situazione più preoccupante è quella in cui versa la Corte di appello, che, lamenta la vacanza di 9 Consiglieri (di fatto, 10) su una pianta organica che ne prevede 31 e che, persistendo tale situazione anche per i prossimi mesi, non sarà in condizione di migliorare la sua capacità definitoria in maniera adeguata al perseguimento degli obiettivi fissati per il 30 giugno 2026. “Tuttavia, questa data, come si è detto in precedenza, deve segnare non solo il momento del compimento di un bilancio dell’attività svolta negli anni appena trascorsi, ma anche (e, direi, soprattutto) quella di un ritorno ad un esercizio della funzione giurisdizionale non più ossessionato dal conseguimento di risultati esprimibili in cifre.

In sintesi, secondo il presidente della corte d’appello “il baricentro dell’attività giurisdizionale che deve continuare ad essere percepita dai cittadini come lo strumento che lo Stato pone a loro disposizione per garantire la tutela dei loro diritti. Se nel 2026 riusciremo a indirizzare, in maniera sicura ed evidente a tutti, l’attività giurisdizionale in tal senso, allora, aldilà del raggiungimento o meno di standard di rendimento quantitativo potremo davvero essere soddisfatti di quanto avremo fatto nel nuovo anno”.

Autore dell'articolo: Brigida Vicinanza