Contestata dai tifosi al triplice fischio e poi al rientro a Salerno con cori e striscioni eloquenti, la Salernitana non riesce a trovare pace. Nemmeno in C, nonostante un buon avvio, si riesce a trovare continuità e a mettere insieme risultati e prestazioni in grado di dare un’idea di rivalsa e riscatto. Insomma, ora è caos totale. La società, al momento, conferma Raffaele ma la squadra è in evidente involuzione ed il tecnico è in preda ad una confusione che le scelte fatte e poi sconfessate confermano. E poi c’è l’allarmante aspetto della condizione fisica che tira in ballo lo staff di Raffaele. La Salernitana non corre, non vince i duelli, non ha intensità per un tempo sufficiente a far valere anche la differente caratura tecnica nei confronti degli avversari. Il mercato estivo aveva lasciato delle lacune di cui si era a conoscenza, eppure Raffaele aveva vinto sette delle prime nove partite. Come sia stato possibile che nelle successive sedici ne abbia vinte solo sei, di cui due dopo il mercato di gennaio che ha portato in dote otto calciatori tra cui Lescano e Gyabuaa, è una domanda che Faggiano e Raffaele devono farsi. Se la proprietà resta ancorata alla scelta iniziale, allora mette a rischio anche la parte finale del campionato perché è evidente che la squadra non segua nemmeno più con la convinzione dovuta le direttive di un allenatore che in panchina ieri era insofferente ad ogni errore tecnico dei suoi calciatori. Un disastro, una prestazione imbarazzante per la confusione tattica e per il nervosismo che si vedeva in campo. Il Cerignola ha vinto sfruttando l’errore di Golemic e l’indecisione di Donnarumma e su questo gol trovato ha costruito la sua onesta partita. Certo, i legni hanno fermato Lescano e sul gol annullato a Gyabuaa restano dei dubbi ma gli episodi non cancellano lo spettacolo indecoroso offerto dalla Salernitana che non riesce a svoltare nemmeno fuori dal campo. Si lascia tutto così, ma la squadra ora ha anche timore e nella settimana del match col Casarano e del derby con la Cavese andava fatto il possibile per ridarle un minimo di certezze. Ora anche il terzo posto è a rischio. Nessuno, però, sembra accorgersene.

