MANCATO PAGAMENTO STIPENDI LAVORATORI GRUPPO SILBA, CGIL E UIL: “E’ INACCETTABILE”

Le Segreterie provinciali di FP CGIL e UIL di Salerno denunciano con fermezza il grave e reiterato ritardo nel pagamento degli stipendi ai lavoratori delle strutture sanitarie Villa Alba di Cava de’ Tirreni e Montesano di Roccapiemonte, entrambe afferenti al GRUPPO SILBA.


Alla data del 10 del mese corrente, termine previsto dal CCNL della Sanità Privata, i lavoratori non hanno ricevuto quanto loro dovuto. Un obbligo contrattuale chiaro, che viene ancora una volta disatteso. La situazione appare ancor più incomprensibile se si considera che la struttura Villa Silvia, afferente alla SILBA ma gestita da un amministratore diverso, ha provveduto regolarmente al pagamento degli stipendi. I lavoratori di Villa Alba e Montesano vivono ormai da mesi in una condizione di continua incertezza e tensione: ritardi reiterati, nessuna comunicazione formale, nessun confronto preventivo. Solo comunicazioni verbali che attribuiscono i mancati pagamenti ai presunti ritardi delle ASL.
FP CGIL e UIL FPL ribadiscono con forza un principio fondamentale: lo stipendio è un diritto del lavoratore e un obbligo inderogabile del datore di lavoro. Eventuali ritardi nei pagamenti da parte delle ASL non possono e non devono ricadere sui dipendenti. È responsabilità dell’imprenditore garantire la puntualità delle retribuzioni, indipendentemente dai rapporti economici con gli enti pubblici.
In un periodo dove il caro vita cresce senza sosta, è inaccettabile che chi lavora si trovi a subire ritardi e mancanze. Mutui, affitti, bollette e spese quotidiane non attendono le giustificazioni aziendali. Parliamo di operatori sanitari che ogni giorno garantiscono assistenza, cura e professionalità alle persone più fragili, ma che vengono lasciati senza certezze.
Le Segreterie provinciali di FP CGIL e UIL FPL chiedono con urgenza l’immediato pagamento delle retribuzioni dovute. In assenza di risposte immediate e concrete attiveranno tutte le iniziative di tutela necessarie, comprese azioni di mobilitazione, segnalazioni agli organi competenti e ogni percorso legale utile a difendere i lavoratori.
La pazienza è finita. La dignità del lavoro non si calpesta.

Autore dell'articolo: Redazione