18 FEBBRAIO: SARA’ IL MERCOLEDI’ DELLE CENERI DELLA PISANO?

Si avvicina il giorno della verità per le Fonderie Pisano di Salerno. Mercoledì 18 febbraio presso la sede della Regione Campania a Salerno, in via Clark, l’assessore regionale all’ambiente, Claudia Pecoraro e tutti gli enti coinvolti cercheranno di capire, nella seconda riunione della conferenza di servizi, se potrà essere rilasciata l’aia all’industria, ma soprattutto se ci sono ancora margini di recupero e la volontà da parte deli proprietari dello stabilimento di via dei Greci di mettersi in regola con le Bat, ovvero le migliori soluzioni tecnologiche possibili per ridurre l’impatto ambientale dell’attività produttiva. Quell’inquinamento che è già costato all’Italia una condanna delle Corte europea che ha sancito la responsabilità degli amministratori locali a non aver garantito la sicurezza dei cittadini. Ora quegli amministratori sono chiamati a decider se rilasciare o meno l’autorizzazione di impatto ambientale. Basteranno le nuove promesse di Pisano che ha annunciato l’avvio di un’elettrificazione nell’impianto di Salerno per decarbonizzare gli altiforni a convince la Regione. È molto probabile di no. E lo sanno bene i lavoratori che stanno continuando a chiedere spazio per la delocalizzazione ribadendo in tutte le occasioni possibili che non c’è più tempo. Sulla loro testa pende la spada di Damocle del trasferimento a Foggia. Quasi insostenibile per la maggior parte di loro. Con la stressa tenacia e con la stessa determinazione dall’altra parte va avanti anche la battaglia del comitato Salute e Vita che sa che mai come oggi è vicino a vincere la battaglia per la chiusura delle Fonderie Pisano. Oggi l’incontro con il commissario prefettizio è saltato ed è stato rinviataa domani . Ma la data che tutti attendono per conoscere il futuro è quella di mercoledì 18 febbraio che, per uno strano gioco del destino, è anche una data simbolicamente significativa. Sarà il mercoledì dopo carnevale e potrà essere il mercoledì delle ceneri …delle Pisano.

Autore dell'articolo: Monica Di Mauro