FONDERIE PISANO, 10 GIORNI PER EVITARE IL RIGETTO DELL’AIA

Sono scattati da ieri i dieci giorni concessi a Fonderie Pisano & C. S.p.A. per presentare osservazioni e controdeduzioni al preavviso di rigetto notificato dalla Regione Campania. Il termine decorre dal ricevimento della comunicazione ufficiale: in assenza di elementi idonei a superare i motivi ostativi evidenziati dagli uffici regionali, l’Autorità procederà con l’adozione del provvedimento conclusivo.

Il provvedimento riguarda il progetto di riesame dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) per lo stabilimento di Salerno, in via Dei Greci, ed è stato adottato ai sensi dell’articolo 10-bis della legge 241 del 1990. Al centro della valutazione, l’adeguamento alle nuove BAT Conclusion – le migliori tecniche disponibili – pubblicate dall’Unione Europea nel dicembre 2024 per il settore delle fonderie.

La procedura di riesame, avviata dopo l’entrata in vigore delle nuove disposizioni europee, si è svolta attraverso una Conferenza di Servizi decisoria presso la sede distaccata della Regione Campania. Nel corso di due sedute – una a gennaio e l’altra il 18 febbraio – l’Autorità competente ha esaminato la documentazione tecnica presentata dall’azienda e i pareri degli enti coinvolti.

L’esito è stato non favorevole. Secondo quanto riportato negli atti, l’impianto non rispetterebbe il livello minimo dei valori di emissione associati alle BAT per diversi inquinanti in atmosfera. Tra le criticità segnalate figurano il mancato adeguamento dei sistemi di abbattimento, l’assenza del post-combustore al camino principale per la riduzione di diossine e furani e la mancata installazione di un sistema di raffreddamento rapido dei fumi.

Ulteriori rilievi riguardano la gestione delle polveri e dei rifiuti di processo, il mancato riciclo di alcune frazioni come previsto dalle BAT e l’utilizzo di sostanze contenenti formaldeide, classificata come potenzialmente cancerogena, senza che sia stata adeguatamente dimostrata la possibilità di sostituzione con alternative meno impattanti. Criticità sono state sollevate anche dall’ARPAC di Salerno sul Piano di Monitoraggio e Controllo, ritenuto non idoneo a garantire verifiche puntuali su emissioni, odori, rumore e monitoraggio di suolo e sottosuolo. In particolare, lo studio sull’impatto odorigeno non risulterebbe conforme agli indirizzi nazionali del 2023 e non includerebbe un’analisi sistematica delle segnalazioni dei cittadini.

Parere non favorevole anche da parte dell’ASL Salerno, che ha evidenziato come la mancata ottemperanza alle migliori tecniche disponibili incida sui profili sanitari connessi all’esercizio dell’impianto. Alla luce dei pareri negativi e delle carenze riscontrate, la Regione ritiene che allo stato attuale non sussistano i presupposti per accogliere il progetto di riesame con valenza di rinnovo dell’AIA.

La società potrà ora far pervenire le proprie osservazioni entro dieci giorni. In caso contrario, o qualora le controdeduzioni non risultassero sufficienti a superare i rilievi formulati, l’Autorità adotterà il provvedimento definitivo.

Avverso l’eventuale atto conclusivo potrà essere proposto ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale entro 60 giorni dalla notifica oppure, in alternativa, ricorso straordinario al Capo dello Stato entro 120 giorni.

Autore dell'articolo: Barbara Albero