LA SALERNITANA VINCE MA NON SORRIDE –

Cabianca segna, Capomaggio si fa espellere. Lescano raddoppia, Golemic becca a sua volta un rosso diretto. La Salernitana è dentro una crisi di nervi, vive tensioni interne ed esterne e sul prato dell’Arechi se ne ha la conferma. A fugare i dubbi residui anche il battibecco all’uscita dallo stadio tra un tifoso e Tascone, difeso dai compagni e dal ds Faggiano. Insomma, ieri s’è avuta quasi l’impressione che l’unico a cui importasse qualcosa del ritorno alla vittoria dopo un mese fosse Serse Cosmi, che ha proposto il 4-3-2-1 con Ferraris di nuovo titolare, costretto a lasciare il campo a metà del primo tempo per far posto a Quirini dopo l’espulsione di Capomaggio che ha messo in salita una gara cominciata bene col gol di Cabianca al quarto d’ora. Consegnatasi ad una partita di sofferenza, la Salernitana ha rischiato di complicarsi la vita ancor di più quando Donnarumma ha perso palla nel tentativo di far ripartire velocemente i suoi. Il portiere granata s’è poi riscattato con un paio di buoni interventi nel finale del primo tempo e con qualche uscita provvidenziale nella ripresa. Anche da certi particolari si percepisce, però, il nervosismo, l’ansia, la paura di una squadra che ora deve ritrovarsi ma che pare quasi voler sempre ricominciare daccapo anche quando potrebbe aver trovato un appiglio, se non proprio una soluzione. Non si sa trovare altra spiegazione a quanto visto ieri. Dopo il gol di Lescano la squadra avrebbe dovuto rasserenarsi e invece Golemic ha trovato il modo per infliggerle quasi quaranta minuti di doppia inferiorità numerica. Chi è rimasto in campo ha lottato e il Latina ha segnato solo nel finale con Sylla, senza riuscire a creare altri pericoli alla porta di Donnarumma. E’ una vittoria senza sorrisi, però, perché la frattura tra squadra e tifosi resta come restano tensioni e fibrillazioni che non fanno ben sperare per il futuro. Gli schemi sono ormai saltati. Non resta che affidarsi al carisma di Cosmi, l’unico che ha lucidità e testa libera per provare a dare una direzione al gruppo che per troppo tempo è rimasto senza una guida.

Autore dell'articolo: Nicola Roberto