Si è conclusa con il rinvio a giudizio di 24 indagati l’udienza preliminare celebrata a Salerno, dinanzi alla gup Brigida Cavasina, del procedimento giudiziario scaturito dall’inchiesta della Guardia di Finanza e la Procura di Salerno che ha sgominato una strutturata organizzazione accusata di avere realizzato una maxi frode fiscale da 60 milioni di euro.

Secondo gli inquirenti, consulenti e professionisti indagati, guidati da Concordio Malandrino, imprenditore cilentano da tempo residente a Dubai, offriva a numerose imprese, su scala nazionale, la documentazione necessaria per accedere indebitamente a crediti d’imposta per investimenti nel Mezzogiorno.
Dinanzi allo stesso giudice si è celebrato anche il giudizio abbreviato per gli imputati Gennaro Pisa e Vincenzo Paparo riguardante l’elusione, per entrambi, delle misure di prevenzione.
Difesi dall’avvocato Antonio Bucci entrambi sono stati assolti perchè il fatto non sussiste.
Pisa è stato anche interessato da un precedente procedimento giudiziario riguardate il settore degli idrocarburi in cui, difeso dall’avvocato Antonio Bucci, è stato prosciolto.
Lo scorso dicembre sono state emesse otto misure cautelari nei confronti dei 26 indagati notificate nell’ambito dell’operazione Blockchain dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Salerno.

