AMMINISTRATIVE, IL VESCOVO BELLANDI CHIUDE LE CHIESE –

Dopo le polemiche esplose in seguito all’incontro organizzato ieri sera nella parrocchia di Fratte, l’Arcivescovo di Salerno-Campagna-Acerno, S.E. Monsignor Andrea Bellandi, interviene con una decisione netta: nessun locale parrocchiale potrà essere utilizzato per iniziative legate, direttamente o indirettamente, alla campagna elettorale per le amministrative del 24 e 25 maggio.
La comunicazione ufficiale è stata inviata questa mattina, 8 aprile 2026, ai parroci salernitani.
La scelta dell’Arcivescovo arriva all’indomani dell’incontro tenuto dall’ex presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, candidato a sindaco di Salerno presso la sala parrocchiale della chiesa di Fratte. Un appuntamento che ha suscitato critiche e accuse di strumentalizzazione politica, soprattutto da parte del Movimento 5 Stelle, che ha contestato l’opportunità di ospitare un esponente politico in un luogo di culto durante la fase pre-elettorale.
De Luca, dal canto suo, ha respinto ogni accusa, sostenendo che il dialogo con i parroci e la presenza nelle chiese non rispondono a logiche elettorali, ma rappresentano un percorso amministrativo consolidato negli anni, fondato su un rapporto sinergico con le comunità locali. “ Vorrei ricordare a Don Rocco-ha detto ieri riferendosi al parroco-che siamo stati l’amministrazione che è intervenuta su tutti i sagrati delle chiese”, riferendosi al suo passato da Sindaco nel capoluogo
Le tensioni non sembrano destinate a placarsi. Per domani è previsto un nuovo appuntamento, questa volta promosso dal Movimento 5 Stelle, che ha organizzato un incontro pubblico presso il convento dei Frati Cappuccini. Un’iniziativa che nasce proprio in risposta all’evento di Fratte e che punta a rilanciare il dibattito sulla neutralità degli spazi religiosi durante la campagna elettorale.
Nella sua comunicazione ai parroci, Monsignor Bellandi richiama alla prudenza e chiarisce la posizione dell’Arcidiocesi:
«Al fine di prevenire ogni possibile equivoco o indebita interpretazione circa un coinvolgimento o un sostegno della comunità ecclesiale a specifiche posizioni o schieramenti, si dispone che, nel periodo antecedente le consultazioni, tali spazi non vengano concessi per le suddette finalità».

Autore dell'articolo: Monica Di Mauro