OTTO GIORNI DI STOP, PENALISTI SALERNITANI IN SCIOPERO –

Otto giorni di stop, udienze paralizzate. Da oggi e fino al 22 aprile i penalisti del foro di Salerno incrociano le braccia e bloccano le attività giudiziarie per denunciare disservizi e criticità che spiegano hanno ormai superato il limite della tolleranza. Una protesta dura, deliberata al termine dell’assemblea straordinaria dello scorso marzo dalla Camera penale di Salerno, guidata dal presidente l’avvocato Michele Sarno. Al centro della mobilitazione, una lunga lista di problematiche che incidono direttamente sul lavoro degli avvocati e sui diritti dei cittadini, soprattutto dei più fragili.

Tra le principali criticità, i ritardi nei decreti di liquidazione per le difese d’ufficio e il gratuito patrocinio: tempi che arrivano anche a due anni, mettendo in difficoltà la sostenibilità economica degli studi legali e scoraggiando l’assistenza ai meno abbienti. Poi il mancato rispetto degli orari delle udienze, che  denunciano i penalisti iniziano sistematicamente in ritardo, spesso non prima delle 10, costringendo i difensori ad attese prolungate e a una gestione caotica degli impegni professionali.

Non solo. Nel mirino anche la prassi dei rinvii decisi all’ultimo momento: processi spostati da un giorno all’altro, senza preavviso, con inevitabili ripercussioni sull’organizzazione del lavoro e sulla presenza in aula. Particolarmente allarmante, come dichiarato dal Presidente della Camera Penale salernitana l’avvocato Michele Sarno inoltre, la situazione del Tribunale di Sorveglianza, dove si registrano solo due udienze al mese. Ritardi che si traducono in mesi di attesa per autorizzazioni, benefici penitenziari e misure alternative, con effetti pesanti sui detenuti e sui percorsi di reinserimento sociale.

“Non è più tempo di protocolli disattesi”, affermano i penalisti salernitani. L’avvocatura, ribadiscono, ha il dovere di difendere la propria dignità professionale e garantire la tutela effettiva dei diritti dei cittadini. Una protesta che punta a riaccendere i riflettori su una giustizia che, tra ritardi e disfunzioni, rischia di perdere credibilità ed efficienza.

Autore dell'articolo: Barbara Albero