Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania – sezione staccata di Salerno – ha respinto l’istanza cautelare presentata dalle Fonderie Pisano contro il decreto della Regione Campania che aveva dichiarato decaduta l’Autorizzazione Integrata Ambientale dello stabilimento di via dei Greci. Una decisione che segna un passaggio cruciale in una vicenda che da anni intreccia ambiente, salute pubblica e lavoro.
Nell’ordinanza pubblicata oggi, il TAR ha chiarito che, nel bilanciamento tra gli interessi in gioco, deve prevalere la tutela della popolazione esposta agli inquinanti. Il Collegio ha infatti richiamato “l’obbligo, per le competenti autorità, di adottare le misure necessarie a proteggere la popolazione dagli effetti dannosi della prolungata esposizione ad agenti inquinanti”, un principio sancito anche dalla sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo del 6 maggio 2025.
Questa frase, riportata testualmente nell’ordinanza, rappresenta il cuore della decisione E dà ragione alla battaglia che ormai da vent’anni viene condotta dal comitato salute e vita: la salute pubblica è un interesse primario e non comprimibile, e in questa fase del giudizio deve prevalere sulle ragioni economiche e occupazionali della storica azienda salernitana.
Le Fonderie Pisano, rappresentate dall’avvocato Lorenzo Lentini, avevano chiesto la sospensione del decreto regionale che aveva rigettato il progetto di adeguamento alle nuove BAT europee e dichiarato decaduta l’AIA rilasciata nel 2020. La sospensiva, se accolta, avrebbe consentito allo stabilimento di proseguire l’attività in attesa della sentenza di merito.
Il TAR, però, ha ritenuto che non sussistano i presupposti per accogliere la domanda cautelare, sottolineando che la tutela della salute collettiva deve essere prioritaria.
“Ritenuto che non sussistono i presupposti per l’accoglimento della domanda cautelare…” scrive il Collegio, che aggiunge come il bilanciamento degli interessi debba tenere conto della necessità di proteggere la popolazione.

