Quasi diciannovemila spettatori sugli spalti, una città in attesa della partita fin dalla mattina e le attenzioni di tutti, anche di chi è rimasto a casa, proiettare sull’Arechi e sui novanta minuti del derby con la Casertana. Salerno s’è schierata, come sempre, accanto alla Salernitana, l’ha sostenuta prima, durante e dopo, soffrendo insieme alla squadra perché la partita, come si sapeva, imponeva un copione del genere. La Casertana del giovane e bravo Coppitelli ha approcciato benissimo la partita e la Salernitana dell’esperto Cosmi ha dovuto faticare perché, rispetto a tre giorni prima, in mezzo al campo non è riuscita a prendere il sopravvento. Troppo lunga e larga, la squadra granata si votava a rincorse estenuanti con gli attaccanti e questo toglieva lucidità e velocità nell’azione di ripartenza. Imponente il muro umano in curva ma anche negli altri settori. Bellissima e di grande impatto scenico la sciarpata che ha accolto le squadre in campo, come da applausi sono stati lo striscione ed i cori che gli ultras hanno dedicato alla piccola Alessia, tifosa guerriera del Palermo che è volata in cielo troppo presto. E’ stata una serata intensa, dalle tante emozioni, tutte quelle che il calcio regala e condensa in novanta minuti in cui si passa dalla disperazione all’esaltazione, dalla paura alla speranza in pochi minuti. Il gol della Casertana ad un quarto d’ora dalla fine ha fatto vedere i fantasmi alla Salernitana, salvata da una parata strepitosa di Donnarumma su Butic e poi mandata in estasi dalla fuga di Achik che ha trovato il gol sotto la curva, sorprendendo il portiere ospite. Il boato dell’Arechi è stato impressionante, quasi una tempesta perfetta che ha attratto a sé tutti. Finanche Cosmi si è fatto trasportare dall’onda emotiva, correndo insieme ai suoi calciatori sotto la curva. Superata la Casertana, ora si pensa a domenica. Serviranno gambe brillanti ed una testa più libera di quella che la Salernitana aveva ieri sera per continuare ad inseguire il sogno della promozione.

