FONDERIE PISANO, ASSEMBLEA DOMANI: ULTIMATUM 20 GIORNI PER UNA SOLUZIONE

L’appuntamento alla presenza anche del coordinatore nazionale di quello regionale Loris Scarpa e Massimiliano Guglielmi della Fiom Cgil è allo stabilimento di Fratte per un’assemblea con i lavoratori delle fonderie che hanno 20 giorni di tempo per scoprire il loro futuro. Per 20 giorni saranno  ancora assunti , nonostante l’azienda sia stata ufficialmente spenta dalla decisione del Consiglio di Stato che ieri ha respinto il ricorso sulla sospensiva. Ieri presso il Mimit i lavoratori delle fonderie Fonderie Pisano di Salerno e dell’ex stabilimento irpino Arcelor Mittal di Luogosano (AV) hanno manifestato mentre si svolgeva l’atteso incontro in merito alla situazione delle due realtà. Sul corteo, la doccia fredda della sentenza del Consiglio di Stato che ha dato priorità alla salute dei cittadini rispetto al lavoro dei 100 operai. Ma oggi già si volta a pagina e si guarda al prossimo incontro in programma con il ministro Urso e con una delegazione di proprietà regione e lavoratori. Le speranze sono affidate anche all’impegno assunto da Invitalia che ha assicurato il suo sostegno alla realizzazione del nuovo stabilimento a zero emissioni. Resta il problema della delocalizzazione. Su proposta del Mimit ci si è dati tempo ulteriori 20 giorni di confronto tecnico tra ministeri, azienda e regione per valutare tre questioni: progetto nuovo impianto, sito e percorso di transizione dei lavoratori e delle attività. “Come Fiom siamo stati chiari – ha detto Francesca D’ Elia- da noi non verrà accettato nessun licenziamento o alcun percorso che porti a questo e che la transizione dovrà riportare tutti al lavoro e che dovranno essere garantite le migliori condizioni anche economiche possibili. L’azienda su richiesta della FIOM si è impegnata a non fare alcuna azione unilaterale nei confronti dei lavoratori per questo periodo e a mantenere invariate le condizioni degli stessi. Come Fiom continueremo la mobilitazione dei lavoratori. Legato a ciò c’è anche la situazione di Luogosano, dove va reindustrializzato il sito come previsto dagli accordi e reimpiegati gli oltre 30 lavoratori. Anche questa vertenza che vede ora il sito legato al destino delle fonderie di Salerno sarà affrontata parallelamente. Abbiamo chiesto che la regione partecipi in presenza agli incontri. La Campania non può continuare a perdere industria e professionalità importanti, non se lo può permettere il paese tutto!”.

Autore dell'articolo: Monica Di Mauro