Una nuova visita ispettiva per accendere i riflettori sulle condizioni delle carceri italiane a pochi giorni dal tentativo di una detenuta di appiccare il fuoco in una cella provocando l’intossicazione da monossido di carbonio per gli agenti della penitenziaria . Domani mattina, a partire dalle 11 e 15, una delegazione dell’associazione Nessuno Tocchi Caino farà ingresso nella Casa Circondariale di Salerno, nel quartiere Fuorni, nell’ambito delle attività di monitoraggio sul sistema penitenziario.
Guidata Sergio D’Elia ed Elisabetta Zamparutti rispettivamente segretario e tesoriera di Nessuno Tocchi Caino, la delegazione sarà composta tra gli altri da Donato Salzano e dall’avv. Massimiliano Franco segretario e presidente dell’associazione radicale “Maurizio Provenza” e da rappresentanti del mondo forense, politico e associativo del territorio.
Obiettivo della visita: verificare le condizioni di vita all’interno dell’istituto penitenziario “Antonio Caputo”, denunciare il sovraffollamento, la carenza di personale e richiamare l’attenzione sul rispetto dei diritti umani delle persone detenute.
Un’iniziativa che si inserisce nella storica battaglia dell’associazione radicale per una riforma del sistema carcerario. “Murati vivi” è l’espressione che Nessuno Tocchi Caino richiama per descrivere la condizione delle carceri italiane, una definizione utilizzata già nel 1904 dal deputato socialista Filippo Turati nel celebre intervento parlamentare intitolato “I cimiteri dei vivi”. Un tema che, secondo i promotori, resta drammaticamente attuale, tra sovraffollamento, disagio e crescente numero di suicidi negli istituti di pena.
La giornata proseguirà nel pomeriggio nel centro storico di Salerno. Alle ore 17,30, presso il Punto di Comunità “I Morticelli” a Largo Plebiscito, si terrà un incontro pubblico dal titolo “La Comunità Penitenziaria: il carcere secondo Pannella”. Durante l’iniziativa sarà presentato il report della visita effettuata in mattinata e si aprirà un confronto con avvocati, associazioni e rappresentanti della società civile sulle condizioni del sistema penitenziario e sulle possibili prospettive di riforma.

