MORTE ESPOSITO, LA SALMA RESTA SOTTO SEQUESTRO

Sono stati i sommozzatori dei Carabinieri ad aprire ieri una nuova fase delle indagini sull’omicidio di Luigi Luca Esposito. I militari hanno scandagliato il canale che costeggia la stradina interpoderale di località Cioffi, alla periferia di Eboli, dove il corpo del giornalista sportivo è stato ritrovato carbonizzato all’alba di domenica.L’obiettivo: recuperare corpi contundenti o altri oggetti che potrebbero essere stati usati nel pestaggio subito dalla vittima prima del rogo. Un lavoro difficile, ma considerato cruciale dagli investigatori.La zona del delitto – campi abbandonati, serre, nessuna illuminazione – appare come il luogo ideale per un agguato. Una telecamera di videosorveglianza che si trovava nell’area è stata sottratta nelle settimane precedenti.
Parallelamente, i tecnici della scientifica hanno passato al setaccio la Lancia Y di Esposito, trovata poco distante. All’interno dell’abitacolo sarebbero state individuate impronte digitali della vittima e di altre persone, forse coinvolte nell’aggressione. L’auto, chiusa ma in disordine, potrebbe contenere tracce decisive. Si ipotizza la presenza di una seconda persona in auto con Luigi, che potrebbe averlo accompagnato nell’ultimo viaggio. C’è da chiedersi perché se l’assassino ha bruciato il corpo per eliminare ogni traccia, non ha fatto lo stesso con l’auto . La salma del giornalista sportivo resta sotto sequestro. L’autopsia eseguita dal medico legale Gabriele Casaburi, alla presenza del perito di parte Giuseppe Raimo, non ha sciolto tutti i dubbi. Serviranno ulteriori accertamenti tossicologici e istologici per stabilire se Esposito fosse già morto quando è stato cosparso di liquido infiammabile e dato alle fiamme.
La Procura attende anche le analisi del DNA, richieste con forza dalle sorelle della vittima, Ida e Francesca, ancora aggrappate alla speranza – seppur flebile – che quel corpo non sia del loro congiunto.
Le prime risultanze medico-legali confermano quanto emerso dalla Tac total body :nessun colpo d’arma da fuoco, ma segni evidenti di un pestaggio brutale.
Le indagini insomma proseguono senza sosta. La Procura di Salerno attende i risultati definitivi dell’autopsia e delle analisi genetiche per ricostruire con precisione tempi, modalità e responsabilità di un delitto che, giorno dopo giorno, appare sempre più complesso.

Autore dell'articolo: Redazione