CALDO, UNA PETIZIONE PER POSTICIPARE IL RITORNO IN CLASSE

È inammissibile, che l’anno scolastico riprenda il 15 settembre, quando temperature ancora elevate e alti tassi di umidità possono rendere difficili, se non insostenibili, le condizioni all’interno delle aule. È questo il senso della petizione online promossa dalla professoressa Maria Cuono, docente di Lettere dell’I.I.S. “Vico-De Vivo” di Agropoli, con la quale si chiede di posticipare l’apertura delle scuole e l’avvio delle lezioni in presenza fino al ripristino di condizioni climatiche adeguate.

Al centro della mobilitazione ci sono gli effetti delle temperature anomale e dell’emergenza climatica, aggravati, secondo la docente, dalle carenze strutturali di molti edifici scolastici, ancora privi di adeguati impianti di climatizzazione.Un problema che, sottolinea Cuono, non riguarda soltanto il comfort, ma anche la tutela della salute e della sicurezza di studenti e personale scolastico.

La richiesta è stata formalizzata attraverso un’istanza urgente indirizzata ai vertici istituzionali nazionali e locali. La petizione popolare è stata inoltre segnalata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, mentre sulla piattaforma Change.org la mobilitazione sta raccogliendo adesioni da parte di famiglie e personale scolastico. Secondo la professoressa Cuono, il permanere di condizioni di caldo intenso e di elevata umidità rischia di compromettere il benessere psicofisico dell’intera comunità scolastica e pone interrogativi anche sul rispetto delle condizioni di salute e sicurezza previste dalla normativa vigente, richiamando in particolare il D.Lgs. 81 del 2008.

Da qui l’appello alle istituzioni affinché intervengano tempestivamente, a partire dal Comune di Agropoli, per valutare l’adozione dei provvedimenti di propria competenza in presenza di condizioni termoigrometriche ritenute non idonee.L’obiettivo della mobilitazione è dunque chiaro: non una richiesta di rinvio fine a se stessa, ma la volontà di garantire che il ritorno tra i banchi avvenga in ambienti adeguati e sicuri, tutelando la salute di chi ogni giorno vive la scuola.

 

Autore dell'articolo: Barbara Albero